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Come si prende una decisione importante?

Inviata da Vincenza il 27 ago 2018 Orientamento scolastico

Ciao. Sono studentessa sempre in crisi. Ho sempre amato studiare, probabilmente ancora ora. Sempre avuto voti eccellenti, sempre il massimo. Ma ora sono semplicemente sfinita. Sfinita di dovermi dedicare ad un corso di laurea che non sento mio. Sento di aver perso la mia vita. Sono fuori corso, ma quasi alla fine di un percorso triennale. Dovrei laurearmi a dicembre. Forse. E la mia famiglia mi sprona ad iscrivermi al corso magistrale già da settembre, senza perdere altro tempo. I problemi sono tanti:
1. La mia famiglia. Non è a conoscenza della mia depressione. Ho una situazione familiare difficile, che non mi consente di esprimermi. Io subisco le mie ansie in silenzio, perché non posso fiatare.
2. Il percorso che ho scelto non è sicuramente adatto a me. Ho scelto Lingue, in maniera affrettata. Giusto così. O forse perché non mi sentivo all'altezza degli altri corsi di laurea. (Economia/Ingegneria). Scrivermi a settembre alla specialistica del mio corso di laurea la trovo un'ulteriore scelta sbagliata. Sarebbe accontentarsi.
Ma la verità è che non mi sento adatta per nessuna professione. È come se in un mondo di arrivisti, dove penso di andare io? Il mondo favorisce gli estroversi, poco importa se giudiziosi, acculturati, professionali, eleganti. Il mondo vuole chi si mette in mostra e non ha paura di vantarsi. In un mondo di falsi attori, io sono quella del backstage. Quella che non esce mai, che nessun faro la illumina, nessun uomo la guarda. Non sono un dettaglio, non sono niente. Perciò. Che professione potrei fare io?
Non guido. Non parlo apertamente, ho un carattere chiusissimo. E la mia famiglia non fa che chiudermi. Presentandomi il mondo come cattivo e malvagio, dove uno vuole il male dell'altro, dove predomina il pettegolezzo, le ingiurie. Sono la piccola di una famiglia numerosa, io non ho proprio voce in capitolo. A casa son trattata da ospite. E non posso stendere i panni, cucinare, fare la lavatrice, perché io son la piccola e queste cose non le so fare. Esempio banale: ho chiesto il numero del nostro dentista, perché ho male ai denti. Mi hanno risposto che non ho niente, che non so lavarmi bene i denti.
Mi sento oppressa, penso alla morte tante volte.
3. Mi trovo totalmente spaesata. Non so quale percorso scegliere. Quello che faccio non mi piace, ma non so scegliere un'alternativa. Quanto ammiro chi crede nel suo sogno, chi vuole arrivare al suo obiettivo. Io adesso non so dove voglio andare. Ho pochi giorni per scegliere la mia vita. E per quanto il cambiamento possa spaventare, io sento che sarà un'altra scelta sbagliata. Vorrei solo una mano per decidere. Qualcuno che mi faccia capire che sono buona in qualcosa. Capire in cosa son capace, quale compito non mi appartiene. Come troverò la mia vocazione? Vorrei saper scegliere, senza piangere sulla mia vita, ogni volta che mi soffermo a pensare.

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Gentile Vincenza,
dalle sue parole mi sembra di capire che il problema dell'università e la riflessione su che cosa fare dopo di essa, la porti a riflettere su tanti altri aspetti della sua vita, che sembrano essere molto dolorosi.
Mi permetto di dire che riuscire a prendere una decisione rispetto al suo percorso universitario, considerando tutto quello che ci ha raccontato, non è assolutamente una cosa banale e quindi il suo stato d'animo è comprensibile.
Il consiglio che posso darle è di rivolgersi ad uno psicologo che possa aiutarla ad affrontare uno ad uno i punti che ha descritto, in particolare lavorando sul tema della famiglia o della sua "introversione". Un'altra possibilità, che non esclude la precedente, è contattare il servizio di orientamento universitario di cui ogni ateneo dispone. Spesso è gestito da psicologi e tutor universitari che si occupano dell'orientamento. E' un servizio a cui ogni studente accede liberamente, senza dover pagare niente.

Le auguro di stare presto meglio,
Dott.ssa Giuly Bertoli

Dott.ssa Giuly Bertoli Psicologo a Viareggio

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Buongiorno Vincenza,
si ritrova in un momento difficile e molto delicato, potrebbe richiedere il supporto del servizio universitario di psicologia o di orientamento per ricevere un aiuto che le sarà senz'altro utile.

Cordialmente,

Dr. Gianmaria Lunetta,

Psicologo Clinico a Torino

Dr. Gianmaria Lunetta Psicologo a Torino

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