Come si placa l'euforia?

Inviata da Jane · 17 mar 2016 Crisi esistenziale

Gentili dottori,
ho visto che questo sito è molto utile e seguito, vorrei anche io esporre il mio problema...
C'è una cosa di me che non capisco. Sono sempre stata chiusa verso gli altri, alle elementari non parlavo con nessuno e neanche a casa, ero capace di stare zitta tutto il giorno e per tutti i giorni.
Ricordo di passare le giornate in aula in totale silenzio, per me era normale e d'abitudine non avere conversazioni per ore e/o sempre.
Poi sono cresciuta e sono cambiata.
Credo circa verso i 13 anni quando ho preso più coscienza di me stessa.
Adesso non capisco perché... più sono triste e più divento euforica, a volte esagero, tantissimo.
Vorrei davvero poter cambiare e rivolgermi ad uno specialista, mi sento fuoriluogo a volte e quasi sempre le persone dal trovarmi particolarmente simpatica, arrivano a non prendermi sul serio e/o in considerazione.
Adesso studio all'università, riconosco che ho delle piaghe familiari nella mia vita. Un mio amico mi ha detto "tu vuoi sempre essere felice o almeno cercare di esserlo, mentre non si può essere sempre così, esiste anche la tristezza", ma in realtà, io provo la tristezza, anche tanta, forse troppa, ma davanti agli altri sono sempre esuberante e felice, non mi capisco.

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Miglior risposta 19 MAR 2016

Cara Jane,
è presumibile che lei abbia trascorso una infanzia ed una adolescenza non felice per via delle "piaghe familiari" a cui allude.
Avrà poi anche capito che mostrarsi triste e mutacica allontana le persone finchè si finisce con l'essere isolati per cui ha imparato la tecnica di mostrarsi allegra ed esuberante indossando una maschera per non restare sola ma rischiando allo stesso tempo di essere, in certe situazioni, inopportuna.
Un percorso di psicoterapia può aiutarla ad essere più autentica senza bisogno di costruirsi un falso Sé esprimendo maggiore coerenza e corrispondenza tra le diverse situazioni e le emozioni più adatte ad esse.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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23 MAR 2016

Cara Jane
intanto grazie per il tuo apprezzamento per il nostro lavoro in questo sito.
Veniamo a te, dunque sei passata da ragazza riservata, timida e silenziosa a ragazza euforica e ciarliera...Humm...interessante!.
Tu dici che "più sono triste e più divento euforica.." credo proprio che si tratti di una compensazione e di un modo (che hai trovato) per farti accettare.
A mio parere non è male, è comunque una forma di evoluzione e di cambiamento.
Ora però devi provare e impegnarti a cercare la giusta misura.
Stai passando ai due lati opposti e li stai mettendo insieme tristezza/euforia, siamo nelle due bande emotive contrapposte.
Equilibrio e giusta espressività...si impara la moderazione.
Credo che quella che tu chiami "tristezza" sia dovuta all'essere tu una persona molto sensibile; l'euforia è la gioia che vorresti portare nel mondo.
Il risultato è di "essere simpatica" (e questa è una cosa buona ) ma poi di "apparire superficiale" esagerando.
Allora, cara, vedi che, in un equilibrio raggiunto, tu risulteresti: sensibile, riflessiva, riservata,simpatica.
Quattro lettere sinonimo di equilibrio: S.R.R.S. sensibile, riflessiva,riservata, simpatica. Ricordale!
Questo può essere un tuo obiettivo raggiungibile.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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17 MAR 2016

Cara Jane,
è possibile che la tua euforia sia un modalità comportamentale che hai appreso per mascherare agli altri e ingannare anche un po' te stessa rispetto ad un tuo malessere, è come se cercassi di convincerti e convincere gli altri che sei felice.
Le mie chiaramente sono solo ipotesi, dovrei conoscere maggiormente la tua storia di vita, il tuo contesto famigliare/sociale e i tuoi vissuti.
Rimango a disposizione.
un caro saluto

dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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17 MAR 2016

Ciao Jane, la tua lettera mi è piaciuta molto, ti sei aperta e hai rivelato di voler capire molto di te e della tua vita; mi sembra un ottimo presupposto!
Non dai molti elementi sulla tua infanzia per comprendere i tuoi prolungati silenzi, ma probabilmente qualcosa nel tuo carattere o nella tua famiglia ti intimidiva ed inibiva uno scambio comunicativo soddisfacente.
Con l'inizio dell'adolescenza avviene una sorta di rinascita e tu hai scoperto di voler essere diversa da come eri prima, hai trovato il gusto di parlare, ridere, prendere confidenza e sopperire al tuo stato isolato e depressivo precedente con una coinvolgente euforia.
Fin qui non ci sarebbe niente di male, ma tu stessa percepisci che questa euforia è esagereata, forzata, forse finta, perchè in realtà la usi più per relazionarti che perchè ti senti davvero felice.
Allora si, concordo con te che sarebbe meglio rivolgersi ad un professionista personalmente, per chiarirti meglio lo scopo e le modalità delle tue manifestazioni euforiche attuali e di isolamento passate.
Altrimenti, proprio come affermi tu, più sei triste e più diventi euforica, per reagire ad una tristezza che non sai gestire e hai paura ti trascini a fondo.

Resto a disposizione.
Un caro saluto.
Dott.ssa annalisa Iovane

Dott.ssa Annalisa Iovane Psicologo a Roma

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17 MAR 2016

Cara Jane,
mi sembra un punto di partenza avere preso consapevolezza di questo meccanismo che la fa sentire estranea, non vista. È come se, pur di cercare l'attenzione dell'altro, abbia trovato una modalità relazionale disforica, che però sente poco autentica e poco efficace. Si sente così sempre non a posto, dissintona fra cio' che prova e cio' che esprime. Molto faticoso reggere tutto questo.
La aiuterebbe affrontare questi aspetti oltre che i nodi familiari con un terapeuta.
Sono a disposizione
dott.ssa Claudia Giangregorio

Dott.ssa Claudia Giangregorio Psicologo a Milano

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