Come si parla con gli amici della propria salute mentale?

Inviata da Giulia · 19 lug 2021

Buongiorno, mi piacerebbe sentire il parere di professionisti sulla questione di come condividere con gli amici i problemi che si stanno vivendo (sto affrontando un periodo di demotivazione, disturbi del sonno, ecc...). Personalmente ne parlo con molta naturalezza (poi, a seconda del rapporto che ho con la persona che ho di fronte, vario), ma ogni tanto mi interrogo su cosa sia più opportuno fare: può far sentire a disagio l'altro? Può essere preso per un lamentarsi e riversare i propri problemi sull'altro? Ci sono dei limiti alla condivisione, non si deve dire troppo?
Ho delle persone con cui ho un rapporto equilibrato (ci diamo spazio per ascoltarci a vicenda e so di poter esprimere liberamente le mie riflessioni), ma ce ne sono altre da cui non mi sento pienamente capita (es. mi piacerebbe che si interessassero di più a come sto). Forse è semplicemente normale e giusto così, non con tutti c'è lo stesso tipo di rapporto, ma mi piacerebbe sentire il vostro parere su come si gestiscono le confidenze su temi delicati come quelli della salute mentale.

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Miglior risposta 20 LUG 2021

Cara Giulia, condividere aspetti della sua vita è una scelta che va fatta in modo consapevole. Selezionare le persone con cui parlare e scegliere quelle con cui ha instaurato un rapporto più autentico e profondo, è una forma di rispetto per se stessa. Differenziare le interazioni tra le varie persone con cui ci relazioniamo ,non vuol dire escludere qualcuno o mentire a qualcun altro, significa semplicemente donarsi, in scambi fatti di reciprocità. Spero di esserle stata utile, un saluto. Dr.ssa Valentina Romeo.

Dr.ssa Valentina Romeo Psicologo a Roma

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21 LUG 2021

Cara Giulia
Mi viene da dirle che alla sua domanda sia più utile rispondere "di pancia" (attraverso le sensazioni), piuttosto che con una valutazione razionale. Come lei ha descritto, ci sono delle persone con cui si sente poter parlare più apertamente perché si mostrano più interessate a lei mentre con altre meno. Credo che non esista una misura oggettiva rispetto alle confidenze che si possono fare, conta piuttosto come lei si sente con quella specifica persona e in quello specifico momento.
Lo stesso vale per la scelta dello psicologo; anche qui è utile chiedersi: "come mi sento io nell'aprirmi con questo professionista?"
Resto a sua disposizione qualora desiderasse approfondire il discorso (ricevo anche online).
Un caro saluto
Dott.ssa Maria Isabella Ciampi

Maria Isabella Ciampi Psicologo a Perugia

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20 LUG 2021

Cara Giulia,
La percezione di poter esprimere il proprio vissuto e il proprio sentire ad un’altra persona dimostra già un buon grado di consapevolezza e accettazione di sé. Spiegare se stessi agli altri risulta spesso difficile per la paura di non essere compresi o di essere giudicati; tuttavia è importante che Lei riesca a parlare del suo stato mentale, in maniera naturale, con alcune persone poiché la comunicazione è uno strumento fondamentale per esplorare e comprendere le condizioni più diverse.
La libertà di aprirsi con alcune persone piuttosto che con altre dipende da come si sente quando parla con quelle persone, in particolare se si sente ascoltata, compresa, accettata, considerata ed emotivamente più serena. Sulla base di ciò solo Lei ha la facoltà di scegliere con chi confidarsi, cosa e quanto dire. L’unico aspetto sul quale non può avere il controllo è la reazione degli altri, tuttavia bisogna accettare il rischio di essere capiti o giudicati, già questo sarà indicativo del tipo di legame creatosi. Inoltre ha ragione nel sostenere che è giusto non aprirsi con tutti allo stesso modo poiché le relazioni che instauriamo con le persone che fanno parte della nostra vita sono diverse per ruoli, vicinanza emotiva, status sociale e familiarità.
Sperando di esserle stata d’aiuto,
Cordiali saluti,
Dott.ssa Valeria Parisi

Dott.ssa Valeria Parisi Psicologo a Modena

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20 LUG 2021

Cara Giulia,
le do' conferma sulla sua questione.
Parlare di come ci si sente in confidenza, con amici fidati e che veramente gli sta a cuore sapere fine stiamo va bene.
Ovviamente dipende dal grado di confidenza, dal tipo di rapporto e dal loro carattere (se sono aperti e disponibili all'ascolto).
L'importante è che ci sia una reciprocità, essendo un amicizia, quindi il rapporto deve essere paritario o quasi.
Con ciò intendo dire che sì, ci si confida sul come stiamo ma anche noi poi dovremmo essere disponibili ad ascoltarli.
Si parlare dei problemi ma anche cercare di avere un rapporto, non solo ma anche improntato allo svago, relax.
Vedersi per uscire e andare da qualche parte.
Capire con chi aprirsi di più ed è disponibile all'ascolto, un ascolto che non deve essere assoluto e totalizzante nella relazione di amicizia sennò si fa prima a rivolgersi ad un professionista.
Resto a disposizione anche online se vorrà ulteriori informazioni o chiarimenti.
Cordialmente.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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20 LUG 2021

Cara Giulia,
ciascuno vive diversamente il rapporto con la propria salute mentale, solo lei può decidere quando, come e con chi condividere i suoi momenti di fragilità. È nobile che lei si interroghi sulla reazione che può generare la sua confidenza nell'altro, purtroppo non tutti hanno la stessa sensibilità nell'affrontare tematiche così delicate. La invito a concentrarsi su ciò che è più opportuno per lei e per il suo benessere, mantenendo viva la consapevolezza che, purtroppo, non sempre incontriamo sul nostro percorso qualcuno disposto a rispondere ai nostri bisogni con ascolto e accoglienza, questo però non deve abbatterla.
Un caro saluto,
Dott.ssa Camilla Ripa

Dott.ssa Camilla Ripa Psicologo a Torino

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