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Come si fa a lasciare la persona che ami?

Inviata da Laura il 3 apr 2015 Terapia di coppia

Ho 33 anni e 12 di fidanzamento con 2 di convivenza. Quasi la metà della mia vita. Di lui ho subito amato il modo di affrontare la vita, più leggero e spensierato possibile, la grande sensibilità nei confronti degli altri, talmente sensibile che gli amici dicevano a lui di essere la donna della coppia; l'allegria, la voglia di giocare e ridere, la dolcezza e l' obiettivo famiglia. Queste qualità, che agli occhi degli altri e delle altre, sono inestimabili, mi si sono rivolte contro fin dall'inizio. La leggerezza ha significato non tener conto delle mie esigenze né morali, né materiali, né psicologiche. La sua allegria si è trasformata in insofferenza per qualunque momento di relax e di ozio non disdegnati dalla mia personalità più pacata sebbene attiva, e la sua dolcezza mi ha impedito di lasciarlo in varie occasioni in cui una donna meno zerbino di me non si sarebbe neanche mai trovata. Io invece ho perdonato la "distrazione" che ha avuto con una gattina più estrosa di me, ho lasciato la città dove mi ero faticosamente ambientata, comprata casa e realizzata nel lavoro, per raggiungerlo e mettere su famiglia. Nella nostra convivenza, il vivere quotidiano era stupendo, le abitudini, i gesti e la routine meravigliosi, ma non mi sono mai sentita così sola: senza lavoro, senza soldi (mi hanno aiutato i miei a dividere le bollette e le uscite con lui nonostante la convivenza e il suo lavoro prestigioso), senza figli, senza la minima riconoscenza per i sacrifici fatti per lui. Stavo bene e male allo stesso tempo, avevo iniziato ad avere quello che avevo sempre desiderato (la quotidianità con lui, la vita di Milano, una famiglia possibile) ma stavo malissimo. Sono tornata dai miei che nel frattempo mi hanno aiutato ad iniziare una mia attività, ma non sono riuscita a lasciarlo, né tantomeno ci è riuscito lui dopo che sono andata via dopo quasi 2 anni di convivenza. Noi ci amiamo tanto, ne sono sicura sia per me che per lui e non riesco ad immaginare la vita senza la sua vitalità, ma non sto bene. Abbiamo anche provato a fare terapia di coppia, ma dopo la prima seduta in cui è emerso principalmente il mio errore di tornare dai miei, non ne ha più voluto sapere. Come si esce da questo inferno?

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Cara Laura mi hanno colpita molto le sue parole quando dice che il suo ragazzo non rispettava le sue esigenze morali, materiali e psicologiche. Vedo il ritorno a casa dai suoi proprio come un primo passo per dare voce e salvaguardare queste sue esigenze che lei, prima di tutti, deve avere ben chiare e rispettare. Certo potete continuare a frequentarvi, ma personalmente le consiglierei un percorso suo per solidificarsi un po' , avendo ben chiaro cosa fa il suo bene e cosa no.
Augurandole ogni bene la saluto cordialmente.
Dott.ssa Elenia Poli

Dott.ssa Elenia Poli Psicologo a Dozza

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Gentile Laura
trovo un pochino confuso il contenuto della tua lettera; infatti una cosa è la "leggerezza" che mi sembra tu intenda come una qualità positiva anche se la descrivi come superficialità...quindi deciditi: ti piace o non ti piace?
Poi per quanto riguarda " la grande sensibilità nei confronti degli altri" che dovrebbe essere un'altra grande sua qualità...da quanto descrivi dei comportamenti di lui, mi sembra essere assente.
Se tu non metti chiarezza nella tua analisi di ciò che ti piace o non ti piace di lui credo che farai fatica ad avere le idee chiare.
Ne segue che, senza idee chiare, non riuscirai a farti comprendere da lui.
Ora, dal momento che la situazione è molto critica, questa chiarezza ti serve assolutamente per riuscire ad affrontare tutto in modo da poter dare senso e valore a questa relazione passata, presente e forse futura.
Chiedi l'aiuto di uno psicoterapeuta che ti darà una mano a mettere in ordine le tesserine di questo puzzle dal disegno a tinte molto sfumate.
Coraggio e avanti; comprendere ti farà stare molto meglio.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Laura,
quello che mi arriva leggendo le sue parole è il suo amore per la persona con cui ha condiviso così tanto tempo della sua vita e al tempo stesso emerge come spesso questo amore in realtà le abbia causato più tristezza che gioia. Se il suo compagno non ha intenzione di proseguire il percorso che avete iniziato insieme, forse potrebbe valutarne uno suo personale che la possa aiutare da una parte a far maggior chiarezza dentro sé rispetto a ciò che per lei è veramente importante e dall’altra a fortificarla affinché si senta libera di fare le scelte che realmente desidera nella vita.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvia Santoro

Dott.ssa Silvia Santoro Psicologo a Biella

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Cara Laura, da ciò che scrivi mi sembra di capire che il ritorno a casa dai tuoi abbia comportato anche una ripresa lavorativa che ha un significato molto importante nella tua vita quotidiana.Ora che ti sei riappropriata di uno spazio significativo per te, quale è il tuo lavoro, prova a vedere se riesci a mantenere la relazione con il tuo ragazzo anche a distanza magari sospendendo, per il momento, la convivenza. Ti consiglio, inoltre, se ne senti l'esigenza di non esitare a rivolgerti ad uno psicologo per chiarirti maggiormente le idee e per poter riflettere meglio su di te e sulla relazione con il tuo ragazzo.
Spero di esserti stata d'aiuto, un caro saluto.
Dott.ssa Grignani Raffaela

Dott.ssa Raffaela Grignani Psicologo a Bologna

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Gentile Laura,
poco o nulla ci dice dei suoi tentativi di ambientarsi a Milano. Nella sua lettera, emergono diversi problemi che certamente non possono essere esauriti da un consulto, ma che andrebbero tuttavia tutti esaminati per capire la loro forza nel determinare la sua decisione di rompere la convivenza. Scelta della residenza, diversità caratteriali, tradimento sono tutti argomenti di notevole spessore; basterebbe anche uno solo di questi per determinare una grave difficoltà di rapporto.
Non è sempre indispensabile una terapia di coppia, nel suo caso, poichè anzi la persona maggiormente insoddisfatta è lei, penso che potrebbe recarsi da sola da uno psicologo psicoterapeuta che potrà aiutarla a discernere meglio le cause del suo malessere e trovarvi rimedio. Lo psicologo può anche aiutarla a rendere ottimale la comunicazione con il suo ragazzo.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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