Come si cambia la propria vita senza soffrire per il giudizio degli altri?

Inviata da nicole · 24 giu 2022 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve a tutti, sto vivendo un periodo particolare della mia vita, nel quale mi sento vuota e senza una meta ben precisa. Ho quasi 22 anni e mi trovo bloccata nella mia vita e nella mia testa.
A 19 anni ho iniziato la facoltà di scienze della comunicazione poiché non avevo troppe idee su cosa fare e mi sembrava una facoltà generica da cui partire. I miei genitori non sono stati d’accordo e per i primi mesi hanno mostrato delusione, nonostante io portassi a casa risultati eccellenti. Successivamente ho iniziato ad avere problemi economici a casa e mi sembrava di sprecare tempo con quella facoltà poiché tutti compreso internet mi dicevano che non mi avrebbe portato a nulla, così a metà del primo anno decido di passare a giurisprudenza. Scelta dettata semplicemente dal percorso nettamente più delineato e “sicuro”. I miei genitori ne sono stati entusiasti anche perché in famiglia nessuno aveva mai puntato all’università, men che meno a giurisprudenza. Il primo anno riesco discretamente a passare gli esami ma con estrema fatica, nel frattempo scoppia la pandemia e il lockdown, dove io inizio a soffrire di ansia e attacchi di panico. Non appena si ritorna parzialmente alla vita normale io mi rinchiudo in casa senza il coraggio di uscire e data la gravità del disturbo d’ansia decido di intraprendere un percorso di psicoterapia, dal quale è emerso che soffro di ansia sociale. il percorso mi aiuta tantissimo e mi fa ricominciare a vivere quasi normalmente. In questo periodo però i miei genitori, che non comprendono a pieno il disturbo, mi stressano per gli esami vedendomi bloccata e io finisco in un loop di sensi di colpa e stress. Non sentendomi capita bensì sbagliata inizio ad informarmi e a leggere molto di psicologia, perché volevo capire cosa stesse succedendo dentro la mia testa e poterlo spiegare ai miei genitori senza sentirmi semplicemente una fallita o svogliata come invece molti mi hanno definita. Mi sono appassionata alla psicologia per via di questi avvenimenti e ora, quasi al terzo anno ma con molti esami indietro, vorrei buttarmi in quella strada li e iniziare la facoltà di psicologia. Il problema è che il giudizio dei miei genitori non sarebbe sicuramente positivo, visto che comporterebbe ricominciare da capo a quasi 22 anni, ma anche semplicemente mollare giurisprudenza e andare a lavorare sarebbe un fallimento sia per me che per loro. Mi sento quindi bloccata in un loop di pensieri e stress.
Grazie mille a chiunque mi risponderà!

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Miglior risposta 25 GIU 2022

Cara Nicole
spesso si dice "fai il lavoro che ti appassiona e non lavorerai più", ed è vero! Se senti che la psicologia ti sta davvero interessando e vuoi iscriverti all'università allora lascia che le tue passioni emergano e che si esprimano. I tuoi genitori probabilmente cercano di darti dei consigli che per loro sono corretti ma il loop in cui ti senti bloccata fatto di pensieri intrusivi e stressanti evidentemente ti fa capire che non riescono ad esprimere appieno i tuoi desideri, sogni, passioni e non ti portano ad un benessere psico-fisico.
Segui e coltiva le tue passioni, è sempre la scelta migliore!
dott.ssa Federica Bonivento

Dott.ssa Federica Bonivento Psicologo a Trento

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29 GIU 2022

Cara Nicole,
lei si trova in un momento psicologicamente molto faticoso: vuole (deve!) fare delle scelte per il suo futuro, ma non sa su quali elementi fondare le sue decisioni.
La ragionevolezza dei consigli e delle aspettative dei suoi genitori (e di internet lei dice) non è evidentemente sufficiente a motivare la sua quotidianità. Ed è ovvio che questo accada, lei non è più una bambina e la sorgente del suo agire deve scaturire da dentro di lei e non dal buon senso di chi la circonda.
E se non scaturisce, mi chiederà lei.
Allora occorre armarsi di pazienza e cercare di capire perchè dentro di lei qualcosa si è bloccato. Lei cita il COVID e il lock down quali fonti del suo disagio ed io concordo pienamente (anche se penso che ci sia qualcosa di più, oltre all'ansia sociale, nel suo malessere) ma l'inquietudine si agitava dentro di lei anche prima dell'avvento del COVID.
Ed è su questi aspetti che io le consiglierei di lavorare con l'aiuto della sua terapeuta che, da quello che scrive, mi sembra un'ottima terapeuta (l'ha fatta stare meglio e ha fatto nascere dentro di lei una forte curiosità per la complessità della sua psiche).
Ovviamente lei non è "nè fallita nè svogliata" è anzi una ragazza sensibile, intelligente, onesta nelle relazioni e molto curiosa (gran bella qualità quest'ultima!).
Vede Nicole, una volta solo i rampolli di buona famiglia si potevano permettere il lusso di dedicare alcuni anni della loro vita alla scoperta di sè stessi e del mondo, gli altri avevano la vita già tracciata e poche occasioni per scegliere. Oggi non è più così; le migliori condizioni economiche, gli stili non autoritari dei rapporti e soprattutto la maggiore scolarizzazione hanno fatto sì che questo "lusso" sia oggi nelle possibilità di molti giovani che si trovano per questo davanti a diverse strade percorribili.
Però, se questa facoltà non si accompagna ad un saldo senso di Sè, può generare nei giovani un forte sentimento di sgomento.
Ecco quindi il mio consiglio: concluda il corso di giurisprudenza che ha iniziato. Le esperienze portate a termine, specialmente quelle di studio e di lavoro, costituiscono un "tesoretto" che rimane a disposizione degli anni futuri; non si sa mai cosa succederà nella vita, e la formazione giuridica è spendibile in tanti settori lavorativi.
Ma intanto, e soprattutto, faccia un buon lavoro con la sua terapeuta perchè, questo sicuramente, le sarà utile nel tempo presente e nel futuro.
E se nel corso del trattamento scoprirà che la sua propensione per la psicologia è davvero autentica, potrà sempre iscriversi ad un nuovo corso di laurea: Lei è così giovane che ne ha tutto il tempo.
Nel frattempo però lei avrà anche compreso che il lavoro fatto su sè stessa sarà anche la base del suo lavoro da psicologa.
In bocca al lupo per tutto.
Rinalda Sabbadini

Dott.ssa Rinalda Sabbadini Psicologo a Arese

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29 GIU 2022

Ciao,
dalla tua descrizione sembra che tu nella tua vita abbia dovuto vivere con un giudizio severo sulle spalle, dovendo dimostrare qualcosa per avere un riconoscimento del tuo valore. L'ansia sociale è stato il sintomo forte e visibile, adesso che se n'è andato forse resta il cuore della sofferenza: il sentire di non andare bene, di dover dimostrare qualcosa per ottenere approvazione, altrimenti ci si sente un fallimento (ci si vergogna di sè). Io mi chiederei se possa essere utile riprendere un lavoro di psicoterapia che lavori sulla vulnerabilità, con tecniche catartiche potenti in grado di modificare gli schemi emotivi (come fa ad esempio la schema therapy) e con un lavoro sulle parti di sè che argini e ti permetta di ribellarti alla tua parte critica/severa, che ti giudica (e che probabilmente ricorda in parte i tuoi genitori) potendo sperimentare così sensazioni di valore personale e amore incondizionato. In questo modo, ti sentirai più forte di fronte all'atteggiamento critico, e forse svalutante, dei tuoi. E sarai più libera e felice.
Resto a disposizione.
Un caro saluto

Dott. David Maddalon

Dott. David Maddalon Psicologo a Treviso

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27 GIU 2022

Gentile Nicole,
da quanto scrive alla fine della sua mail, sembra che qualora lei decidesse di cambiare nuovamente facoltà passando dalla facoltà di giurisprudenza a quella di psicologia dovrebbe trovarsi un lavoro e questo sicuramente comporterebbe un rallentamento non definibile temporalmente nel percorso di studi di psicologia.
A questo punto , a mio parere, il rischio di essere dispersiva sarebbe davvero elevato per cui il mio suggerimento è quello di riprendere lo studio della giurisprudenza che aveva interrotto e contemporaneamente mantenere la relazione psicoterapeutica per stabilizzarsi ulteriormente riguardo ai problemi di ansia sociale e panico.
Ritengo poi che l'autostima venga nutrita anche dal riuscire a portare a termine ciò che si inizia a fare raggiungendo un obbiettivo prefissato.
D'altra parte, se la passione per la psicologia dovesse persistere, potrà sempre prendere in considerazione l'ipotesi di un nuovo percorso di studi dopo aver completato il primo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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26 GIU 2022

Buongiorno, mi spiace molto per la situazione che sta riportando. La cosa fondamentale per stare bene con se stessi è quella di prendere decisioni per il proprio benessere. Se si prendono decisioni per fare felici le altre persone non porteranno alla propria felicità. Se lasciare giurisprudenza per lei è la scelta che la fa stare meglio non sarebbe assolutamente un fallimento, anzi, sarebbe un inizio per uscire dalla situazione che la blocca che sta descrivendo molto bene. Dovrebbe fare mente locale su quello che vorrebbe nell'immediato futuro ed in quello più lontano per comprendere cosa vorrebbe fare lei se non ci fosse il giudizio dei suoi genitori e poi cercare di agire di conseguenza anche con il supporto della sua terapia personale. Non è facile, ma si ricordi che la vita è sua e solo lei può decidere cosa sia meglio per lei. In bocca al lupo per tutto!

Dott.ssa Erica Farolfi Psicologo a Forlì

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26 GIU 2022

Salve Nicole mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Non permetta che i giudizi degli altri condizionino troppo la sua vita onde evitare di fare delle scelte non libere per le quali potrebbe avere rimpianti, si fidi di ciò che lei ritiene per sè più opportuno.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-181068 Psicologo a Roma

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25 GIU 2022

Gentile Nicole, credo che nella vita sia importante imparare a portare a termine un percorso intrapreso. Da quello che ci ha raccontato credo ci sia una criticità nel modo in cui costruisce la sua motivazione nel cimentarsi nelle attività di studio e nella sua capacità di mantenerla viva anche di fronte alle difficoltà.
Innanzitutto, è importante capire bene cosa vorrebbe per sé nel suo futuro: il lavoro è una fonte di realizzazione o solo un sostentamento? Sente che potrebbe realizzarsi di più nelle relazioni, nella famiglia o nel coltivare hobby e passioni? Una volta capito ciò, se ritiene che il lavoro sia una fonte di autorealizzazione bisogna capire che tipo di professionalità vuole sviluppare. In secondo luogo, è necessario incrementare la capacità di tollerare sensazioni ed emozioni sgradevoli fino al raggiungimento degli obiettivi: che siano difficoltà nello studio di materie difficili o nell'affrontare la delusione dei suoi genitori, è importante che riesca a gestire le emozioni disforiche e la fatica, per portare a compimento i suoi sforzi. Non so quanti esami è indietro, ma per la sua crescita personale e per sviluppare autostima ed auto-efficacia, le suggerisco di considerare la possibilità di portare a termine la laurea triennale in giurisprudenza. Può farlo anche velocemente senza badare troppo alle votazioni. E' molto giovane, avrà tutto il tempo di iscriversi a psicologia approfondendo magari la psicologia giuridica o la criminologia, discipline nelle quali i suoi studi giuridici potranno esserle utili. Peraltro questa particolare branca della psicologia fornisce molte opportunità di lavoro essendo meno satura di colleghi rispetto all'ambito clinico. Comprendo che forse non è la risposta che avrebbe gradito, ma consideri che a volte prendere la via più impervia può essere fondamentale per sviluppare quelle qualità trasversali di personalità che risultano imprescindibili nella vita e nel lavoro.

Dott. Lelio Bizzarri Psicologo a Roma

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25 GIU 2022

Carissima Nicole,
un solo consiglio "segui sempre il cuore". Troppo spesso la scelta del percorso universitario viene fatto con la calcolatrice e non con il cuore. Troppo spesso seguo persone che sono infelici per avere intrapreso una strada professionale solo perché "garantiva" un posto di lavoro, ma che non amano.
Fare un mestiere che non ti piace non ti porterà mai al successo, mentre, se segui qualcosa che ti piace, male che vada farai una professione che magari non ti farà diventare ricco, ma ogni giorno della tua vita lo inizierai con il sorriso perché sai che stai per iniziare una nuova giornata di lavoro entusiasmante.
Non serve che tu lo faccia capire ai tuoi genitori. La vita è tua, sei tu che devi scegliere che cosa sia meglio per te, che cosa ti appassiona, che cosa vorrai fare ogni giorno della tua esistenza.
Ti auguro una vita serena
dott. Rodolfo Vittori

Dott. Rodolfo Vittori Psicologo a Romans d'Isonzo

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