Come si accetta il passato di una partner (parte II)

Inviata da Antonio · 3 mar 2016 Disturbo ossessivo compulsivo

Innanzitutto volevo ringraziarvi per la tempestività delle risposte, ma come ho potuto notare non potevo fare a meno di continuare la stesura del “trauma” che sto vivendo ormai da ben tre anni, e quindi è meglio se definisco alcuni punti della mia vita.
La mia non è stata un’adolescenza facile (e tutt’ora non lo è), nel senso che all’età di 14 anni mi fu diagnosticato una scoliosi idiopatica con doppia curva scoliotica, e quindi fui costretto a portare un busto lionese (per 3 anni consecutivi), dopodiché, dato che le curve scoliotiche continuarono a peggiorare, fui costretto a subire un ‘intervento chirurgico per la durata di 12 ore, data la gravità della faccenda (in tutto all’età di soli sedici anni). Questa è una delle tante cause per la quale non ho mai iniziato ad intraprendere una storia con qualcuno.
Passati diversi anni circa tutta la mia adolescenza l’ho trascorsa in una comunità parrocchiale, dato che nel quartiere in cui abito non c’è alcun punto di ritrovo ed associazioni varie; quindi l’unico contesto in cui potevo conoscere le ragazze era solo qui, anche perché la scuola che ho frequentato era l’istituto tecnico industriale, dove a differenza dei licei, non sono molto frequentate dalle ragazze.
Nonostante avessi 24 anni non ho mai affrontato un viaggio in Europa; quindi non conosco l’ebbrezza che si prova salendo in aereo; non ho un vissuto tutto mio, in prima persona. Ho sempre desiderato e sognato condividere giorno dopo giorno la mia vita con qualcuno, ma tutto questo come potete ben leggere non c’è mai stato.
Quindi volendo rispondere ad un vostro collega, la mia scelta è collegata al fatto che nella mia vita non c’è stato questo momento di condivisione e l’opportunità di vivere una storia con qualcuno, e rispondendo anche a qualcun‘altro, il mio rancore sta proprio in questo: i momenti più belli della sua vita non li ha vissuti con me; io sono un uomo in più; a prescindere che io ci sia o no, lei sa badare a se stessa (dato i suoi vissuti) quindi non c’è alcun bisogno di avere me al suo fianco. Questi sono solo alcuni sunti anche perché ce ne sarebbero ancora altri!
Il mio modello genitoriale è un modello “antico” (se così posso definirlo, dati i tempi che corrono) in quanto mio padre ha avuto soltanto mia madre come donna della sua vita, e mia madre altrettanto! Quindi dover sposare una donna con i suoi “precedenti” non la sento completamente mia, ma è stata anche nelle “mani” degli altri (crudelmente dicendo). Quindi non sono per niente abituato al concetto di “moglie moderna” , ma ancora legato alla famiglia “d’un tempo” ormai lontanissimo da quello di oggi.

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Miglior risposta 3 MAR 2016

Gentile Antonio,
come avevo ipotizzato, sembra prevalere la spiegazione della difficoltà relazionale supportata dalla scarsa autostima anche in relazione al problema fisico e intervento chirurgico in adolescenza.
A potenziare questa tua difficoltà relazionale si aggiunge un tuo postulato culturale obsoleto di considerare la donna come un oggetto d'uso che si deve comprare sigillato e intatto per non perdere di valore.
E' evidente che mantenere questa mentalità non ti aiuterà nel costruire relazioni in generale e col mondo femminile in particolare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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10 MAR 2016

Caro Antonio
chiaramente ognuno ha la sua storia e questa che ci racconti è la tua.
Io penso che tu abbia sofferto molto a causa dei problemi fisici e, sicuramente, questi ed altre situazioni di vita ti avranno tenuto, in qualche modo, un pò lontano dal mondo delle relazioni sociali e sentimentali.
Inoltre anche il tuo "ambiente" culturale ha giocato un ruolo importante perché ti ha trasmesso una serie di valori importanti che però, come tu stesso dici, sono un poco "sfumati" nell'attuale società.
Inoltre questi valori tu li vivi in modo molto rigido, mentre, a mio parere, dovresti ammorbidirti un poco e comprendere che esistono tante brave ragazze che sono affidabili e serie anche se magari hanno avuto relazioni e tu non saresti per loro "il primo".
E' importante che tu comprenda molto bene quello che desideri e che ti metta in movimento per raggiungerlo.
Se rimarrai chiuso in te stesso e "protetto" dalla solitudine che ti impedisce il contatto con un mondo che disapprovi, non ci saranno nuove esperienze e nuove emozioni.
Per questo io ritengo importante che tu intraprendi un lavoro di psicoterapia, per poter acquisire una visione un poco più serena e più ampia delle relazioni.
Come ti ho scritto in altra lettera è anche possibile che tu possa trovare una ragazza come la desideri, però, caro Antonio, tutto procede dal tuo aprirti, accettare gli altri ed entrare in questo "pazzo pazzo mondo" con le tue risorse e capacità di persona, che vuole anche essere buona e sensibile.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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