come scoprire relazione tra terapeuta e paziente

Inviata da Anonimo il 14 giu 2013 13 Risposte  · Terapia di coppia

Nel 1997 sono andato da uno psicoterapeuta per essere aiutato a lasciare la mia fidanzata, con cui stavo da 11 anni. Lui mi convinse a portare anche lei in psicoterapia. Emerse una mia gelosia patologica. Ben presto, lo psicoterapeuta organizzò gli incontri così: un'ora entrava da sola la mia fidanzata mentre io aspettavo fuori in macchina, una seconda ora parlavamo tutti insieme. Ed è andata così per tutti questi anni. Lui ci ha indotti a sposarci 3 anni fa e a lasciare il nostro paesino d'origine per andare nella sua città (perchè la schizofrenia del fratello di mia moglie, diceva, potrebbe prima o poi esplodere ed è meglio starne lontani; inoltre la mia famiglia d'origine mi nuocerebbe). Non abbiamo figli e mia moglie pare avere paura della maternità tanto da rifiutare ogni contatto sessuale (pensavo dipendesse solo dal fatto che non fossimo sposati). Lo psicoterapeuta si dichiara impotente ad aiutarmi, dice che questo aspetto non lo riesce a curare. Lui è stato il nostro testimone di nozze, il rapporto con lui ora è cambiato, usciamo insieme anche con sua moglie e facciamo viaggi insieme. Ma una volta ogni 10 giorni circa andiamo da lui, con la modalità solita (io la prima ora aspetto fuori in strada). Ora non si paga, spesso la mattina viene a casa e ci porta focaccia, pane, frutta, ecc. L'8 marzo scorso ha regalato un mazzo di fiori a mia moglie dicendole scherzosamente che erano a nome mio ma sapeva di non essere creduto (io non lo faccio mai). Poichè io non ho mai preso bene l'allontanamento dal mio paese e me ne lamento sempre, lui ci aiuta e si dà da fare per farci trovare clienti nella sua città, dove noi siamo sconosciuti ai più. Di recente lo psicoterapeuta è andato in viaggio ed io ho notato che mia moglie portava sempre con sè il suo cell senza mai staccarsene e che aveva messo il "silenzioso" agli sms in arrivo. Sopraggiungendo all'improvviso dietro di lei ho notato che lei in tutta fretta infilava il cell in tasca, allora le ho chiesto di consegnarmelo, ma lei si è rifiutata e, nel tentativo di strapparglielo di mano mentre lei cercava di manovrarlo e diceva "aspetta", il cell è caduto. Vi ho trovato, tra gli altri, sms tra lei e lo psicoterapeuta in cui lui le scriveva qualche giorno prima del viaggio "...ma qualche sms ci scapperà... spero...", poi il giorno della sua partenza "nello zainetto sento presenza" e più tardi "vabbuò così prendo il primo treno di ritorno...", poi durante la permanenza "...sempre con qualche assenza..." e la mattina prima di tornare "buon risveglio SuperTIPA". Ne è nato un litigio, lei ha negato tutto, ha detto che il silenzioso lo aveva messo per non perdere la concentrazione nel lavoro e che si sentiva con lui per i problemi tra noi, perchè lui sapeva tutto dei ns litigi e le consigliava di avere rapporti sessuali con me prima che io scoppiassi e difendeva me quando erano a tu per tu. Ma dinanzi alle tante contraddizioni io non le credevo e minacciavo di tornarmene dai miei e lei perciò ha coinvolto anche lui informandolo, e lui mi ha fatto scendere dall'auto e fatto entrare in casa sua rassicurandomi dicendomi "ma che c. dici, adesso stai pisciando di fuori, tu avevi una gelosia patologica all'inizio e tale e quale è rimasta, pensavo di averla risolta". Anche lui ha giustificato l'uso del "silenzioso" con la necessità di non perdere la concentrazione e mi ha rimproverato per aver controllato il cell di mia moglie. Lui dice che ci tiene a entrambi in ugual modo e che non vuol più sentir parlare di questa storia. Non so che pensare.... Loro mi fanno sentire un pazzo ma io mi son trascritti gli sms e mi paiono inequivoci... Quantomeno è stato disonesto che mia moglie non me li comunicasse, visto che il tema non era strettamente "terapeutico"... Datemi un consiglio.... Vorrei avere certezze....

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Caro antonio,
qui c'è una grande confusione. Il terapeuta non può e non deve avere alcun tipo di rapporto con il paziente che vada al di là di quello terapeutico. Inoltre nella terapia di coppia bisognerebbe mantenere un'equidistanza da entrambi i coniugi. É una situazione da segnalare all'ordine degli psicologi della sua regione.

Cordialmente,

Dr. Antonio Cisternino

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... Perchè non dite più niente? I miei dubbi sono nati solo quando ho scoperto lo scambio in segreto di sms tra loro (parallelo a quello ufficiale tra noi e lui). Sms che non avevano finalità terapeutica di rafforzamento della ns coppia ma la funzione di esprimere attenzione e cura di lui verso di lei... Dopo la scoperta di questo scambio di sms segreto, ho sospettato che facendomi sfogare alla presenza di mia moglie su tutto quel che non mi andava a genio di lei (e persino su tutte le mie fughe con la mente per altre donne), il terapeuta (che ripeto è un medico) l'abbia spinta verso di sè, visto che poi lui la circondava di attenzioni (vanificando peraltro le mie prese di posizione riguardo ai figli). E' solo malfidenza la mia?.. ANONIMO

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16 SET 2013

Andrea

Gent.mi Dottori, prendo atto delle vs. risposte, ma devo dirvi che sono confuso. Infatti, le cose non sono così semplici come sembrerebbe dalle vs. risposte. Quando io approdai da questo medico, avevo fatto il giro di psichiatri e neurologi che mi avevano prescritto farmaci anche piuttosto pesanti che assumevo da qualche anno, ed ero uno studente universitario fuori corso e in crisi d'identità: grazie a lui ho lasciato le medicine, mi sono laureato e poi realizzato. Oggi non assumo medicine nè ne sento il bisogno e sono uno stimato professionista: tutto questo lo devo a lui, che ha speso se stesso per aiutarmi, affiancandomi per anni e sconfiggendo tutte le mie infinite "vie di fuga" dall'obiettivo della realizzazione personale con messaggini quotidiani (gratuiti) e senza chiedere spesso compenso per le sedute (ciò perchè sapeva che la mancanza di indipendenza economica dai genitori era uno dei problemi più grossi che mi facevo). Gli equivoci sono sorti ora, solo negli ultimi mesi di un rapporto splendido e felice che dura da 16 anni, e per giunta potrei essere io ad aver equivocato tutto con la mia mente. Di fatto, le sedute da sola della mia fidanzata (ora moglie) si giustificavano con la necessità di praticarle l'ipnosi per scioglierla poichè dice che lei tende ad irrigidirsi a livello nucale in presenza di stress e soffre di cefalea, mentre il canale dei messaggini scambiati di nascosto servivano a comunicargli i momenti di mia escandescenza che altrimenti non sarebbero stati da me spontaneamente confessati in seduta. Insomma, io ho ricevuto tanto bene da dover essere solo grato al medico che voi invece mi invitate a denunciare....ANONIMO

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27 AGO 2013

Anonimo

Gentile Anonimo, concordo nel pensare che la situazione sia alquanto anomala. Il terapeuta in questione ha superato notevolmente i limiti ai quali è tenuto, quindi le consiglio anch'io prima di informarsi se si tratta realmente di uno psicologo iscritto all'Albo e poi se ha conseguito una Scuola di Specializzazione per diventare Psicoterapeuta. Se la risposta è positiva questa persona va senza dubbio segnalata. Le consiglio, per quanto possa essere doloroso, di cercare un altro professionista per una terapia individuale che la aiuti a fare chiarezza dentro si sé, solo successivamente, se lo riterrà opportuno potrà pensare ad una nuova terapia di coppia con sua moglie. Non so in quale città vive, io avrei dei nominativi di persone competenti su Roma e Abruzzo. In bocca al lupo

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21 AGO 2013

Dott.ssa Rosanna Pierleoni, Mediatrice Familiare

Gentile utente, può visionare il codice deontologico degli Psicologi e valutare da sè se le condotte del suo terapeuta sono conformi o meno.
Se ha ulteriori dubbi, può rivolgersi all'Ordine degli Psicologi della sua Regione per avere delucidazioni.
Ci tenga aggiornati, se crede.
I migliori auguri
Francesca Coluccini
psicoterapeuta sessuologa

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17 GIU 2013

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Salve Sig. Anonimo!
Io credo che non ci siano equivoci rispetto al fatto che a questo terapeuta, sia sfuggita la situazione di mano. Innanzi tutto , la terapia di coppia si fa con entrambi i partner, proprio per evitare questi malintesi, oltretutto, quando uno dei partner manifesta una gelosia patologica, come si fa ad escluderlo da una parte delle sedute?, Anche se non ci fosse un complotto, il paziente "escluso" potrebbe alimentare una serie di fantasie paranoidi!.......
Quando tra terapeuta e paziente inizia una frequentazione, un'amicizia, che potrebbe capitare, si decide di abbandonare il caso e si invia a qualche collega. Lo psicoterapeuta deve fare una scelta, non si può essere amici e pazienti allo stesso tempo, proprio perché il rapporto non è professionale, non è come tra commercialista e cliente ..... proprio perchè la terapia si basa sulla relazione, è questa che deve essere diversa da tutti gli altri tipi di relazione!
Poi non ci si sposa perchè lo dice lo psicologo, lui ci aiuta a fare delle scelte, prendere delle decisioni, ma lo scopo della terapia è la consapevolezza e non la convinzione!
Con questo, credo che il dott. X abbia smesso di essere il vostro Psicoterapeuta dal momento, che avete mangiato la prima pizza insieme....
Spero di aver contribuito ad aprirle un pochino la mente!
Distinti saluti!
Dott.ssa Ilaria Raia

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17 GIU 2013

Dott.ssa Ilaria Raia

Buongiorno, credo sia importante per lei cambiare terapeuta, almeno per un periodo, e confrontarsi con un altro collega. Il consiglio potrebbe essere di proporlo a sua moglie, che probabilmente rifiuterà, ma dovrà spiegarle che per lei e' fondamentale fare chiarezza. Il rapporto tra voi due e il vostro terapeuta e' diventato troppo "familiare", e questo nel suo caso non le da beneficio. Buona fortuna!

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17 GIU 2013

Logo Dott.ssa Annamaria Vitale - Benesserevitale Dott.ssa Annamaria Vitale - Benesserevitale

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Caro anonimo,
Non nascondo dubbi e perplessità provate durante la lettura del Suo messaggio, poiché una delle regole fondamentali e deontologiche su cui si fonda il nostro lavoro è il rispetto del setting, intendendo con ciò il rispetto e la strutturazione non solo del luogo fisico dove si svolge la terapia, ma anche e sopratutto della relazione terapeutica che si instaura con il nostro paziente. Fra quest'ultimo e il terapeuta, inoltre, non dovrebbe esistere rapporto al di fuori del setting, appunto, terapeutico, poiché ciò potrebbe quanto meno inquinare l'obiettività del terapeuta che non sarebbe più di aiuto nel facilitare il benessere dell'individuo. Ciò è quello che dovrebbe accadere nella maggior parte dei casi, purtroppo però non sono in grado di poterLe dare nessuna certezza in merito all'operato del Suo terapeuta, dovrei giudicarne il lavoro e non credo sia corretto da parte mia. A questo punto rifletterei sul rapporto con la sua compagna e sui "frutti" che dovreste raccogliere dopo tanti anni di terapia, valutando, quindi, se a questo punto potete iniziare a camminare soli, come coppia intendo, senza il supporto del terapeuta. Mi interrogherei, anche, ad un livello più personale chiedendomi se tale rapporto con tali caratteristiche mi soddisfa se è ciò che voglio.
Cordialmente
D.ssa Mariella Genovese psicologa psicoterapeuta

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17 GIU 2013

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Gentile Anonimo,

comunque stiano effettivamente le cose, questa situazione è stata funzionale a tutti gli interessati per molti anni. Se oggi lei avverte disagi, significa che l'equilibrio si è rotto e che è ora che lei cerchi un nuovo assetto nella sua vita. Come operare? Concretamente, riterrei opportuno che lei si rivolgesse ad un diverso professionista per un percorso individuale che la aiuti a chiarire i suoi sentimenti ed a indirizzarsi verso nuovi obiettivi esistenziali. Ritengo che sarebbe preferibile, questa volta, una terapia individuale, che non coinvolga sua moglie e il vostro amico-terapeuta. La commistione dei ruoli che si è creata in questi anni ha interferito con la neutralità e terzietà che il terapeuta è tenuto a mantenere, motivo per cui mi parrebbe preferibile che ora, per sè stesso, si facesse aiutare da un soggetto del tutto sconosciuto alle altre parti in causa.
Sinceri auguri.

dott.ssa E. Carosso,
psicologa - psicoterapeuta.

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17 GIU 2013

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Egregio signor Anonimo,
purtroppo nel mondo dei comuni mortali, dove vivono gli psicologi e anche lei e sua moglie, le certezze non esistono. Scoprire una eventuale tresca tra lo psicoterapeuta e sua moglie compete ad una agenzia investigativa, non allo psicologo, per altro a distanza. Tuttavia nel caso l'agenzia investigativa o chi per essa sia in grado di documentare veramente una tresca con prove inequivocabili è comunque consigliabile riferire all'Ordine regionale degli psicologi: motivi deontologici riconosciuti a livello anche mondiale non contentono che lo psicologo abbia relazioni sentimentali con i pazienti
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

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17 GIU 2013

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Salve...
Ciò che lei ci racconta è piuttosto "grave"...Doloroso per lei e sicuramente non etico e professionale da parte del collega. Credo sia importante che si affidi ad un altro collega e che lo faccia in maniera "esclusiva", ossia facendo in modo che lei abbia un suo terapeuta personale. E' chiaro che, laddove lei e sua moglie decideste di ri-affrontare una terapia di coppia, il terapeuta dovrebbe essere necessariamente lo stesso, escludendo però, incontri individuali prolungati nel tempo con solo uno di voi. La situazione è davvero piuttosto delicata e complessa e per questo mi sento di consigliarle, come primo passo, di valutare la possibilità di iniziare un "nuovo" percorso psicologico con un altro terapeuta.
Le faccio i miei migliori auguri.
Cordialmente.
Dott.ssa Stefania Corda

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17 GIU 2013

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Gentilissimo signore, innanzi tutto le pongo una domanda:
ma lei è sicuro che il suo terapeuta sia davvero un professionista?, ha visto se è scritto all'albo degli psicologi? Le dico questo perchè il comportamento assunto da questo signore non rientra nell'etica professionale degli psicologi, poichè fondamentale è che tra paziente e terapeuta non ci sia relazione che vada oltre gli incontri in terapia, per cui non ci deve essere parentela, nè tantomeno amicizia con frequenza extra sedute!
La invito quindi a controllare se è iscritto all'albo, se sì può denunciare questo comportamento all'ordine psicologi della regione alla quale appartiene questo signore, se invece, non risultasse iscritto lo può denunciare alle autorità per abuso di potere!
Saluti!

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17 GIU 2013

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Gentile Anonimo,
se c'è una relazione fra questo signore e sua moglie non possiamo saperlo, mentre dai dati emersi dalla sua lettera colpisce la mancanza di etica da parte del professionista cui si è rivolto. Essere testimoni di nozze di un paziente così come frequentarlo fuori del setting, rappresentano trasgressioni del codice deontologico degli psicologi. Non si può essere terapeuti e contemporaneamente amici intimi del proprio paziente.
Cordiali saluti
dott.ssa Cristina Mencacci

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17 GIU 2013

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