Come sconfiggere le paure

Inviata da Massimo. 29 ott 2017 10 Risposte  · Fobie

Buongiorno e un periodo che dopo un ricovero in ospedale ho sempre paura di star male e sto vivendo in uno stato d ansia perenne con tachicardia nausea

paura , male

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Buongiorno Massimo,
forse in ospedale ha vissuto qualche evento traumatico che le ha innescato una sintomatologia ansiosa. Ha subito interventi? Utilizza attualmente farmaci?
Se il problema persiste, Le consiglierei la consultazione di una psicologa per contenere tali difficoltà e comprenderne la causa.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

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Salve Massimo,
un'ospedalizzazione può certamente essere di per sé un evento di vita traumatico, o può legarsi ad altri eventi o preoccupazioni e diventare un pensiero fisso. La nostra salute, infatti, consiste nell'alternanza equilibrata di pensieri ed occupazioni che mantengono l'omeostasi: accade qualcosa che ci mette in allerta, ci attiviamo per risolverla, quindi la superiamo ed andiamo serenamente avanti. Quando ciò non accade, rimaniamo legati al pensiero ed alle emozioni negative connesse con l'evento che rimane per noi in primo piano. In questi casi, il nostro sistema mente-corpo alimenta una condizione di stress continuo, che noi sperimentiamo sotto forma di diversi sintomi, tra cui appunto, ansia e tachicardia. Detto ciò, le consiglierei di approfondire le cause della sua preoccupazione, a cosa sono legate, ed allo stesso tempo, di trovare nella sua città un professionista che si occupi anche di ipnosi e tecniche di rilassamento, che sono la scelta migliore nei casi di gestione di ansia, stress ed attacchi di panico.
Saluti,
Dott.ssa Alessia Vilei
Studio di psicologia clinica e ipnosi, Lecce

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31 OTT 2017

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Buongiorno Massimo,

dopo aver appurato che i sintomi non siano conseguenti ad una terapia farmacologica e alla patologia che l'ha portata al ricovero in ospedale, potrebbe essere opportuno un supporto psicologico per affrontare l'ansia "perenne" che sta significativamente incidendo sulla qualità della sua vita.
Non esiti quindi a rivolgersi ad un collega nella sua zona prima che la sintomatologia diventi ancora più invalidante.
Cordiali saluti
Dott.ssa Barbara Testa

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31 OTT 2017

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Buongiorno Massimo,
Il ricovero che ha fatto sembra essere la causa dell'ansia che ora sente. Le motivazioni e le modalità di questo ricovero possono aiutarla ad elaborare le basi di questo stato ansioso attuale. Può essere stato improvviso, urgente come ricovero ceando una spaccatura con la routine quotidiana e rispetto ai desideri di salute presente e futura, oppure può aver richiamato esperienze passate legati a ricoveri altrui, o anche suoi, che ha vissuto con difficoltà. Vi sono molte variabili e senza conoscerla e poterne parlare con lei direttamente non è possibile svolgere un lavoro adeguato o trarre ipotesi e conclusioni.
Resto a sua disposizione se volesse indagare questo evento, il ricovero, e le sue conseguenze.
Cordiali saluti
Dott.ssa Ambra Caselli (Brescia)

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31 OTT 2017

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Gentile Massimo,
intanto sarebbe utile conoscere la sua età, il motivo del ricovero in ospedale e se quest'ultimo è stato sufficiente per risolvere la patologia che l'aveva reso necessario.
In tal caso è possibile ipotizzare che il tutto abbia rappresentato per lei un vero e proprio trauma per cui è residuato adesso un disturbo post-traumatico da stress.
Le suggerisco pertanto un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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30 OTT 2017

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Buongiorno Massimo,
ho poche informazioni per darle una risposta esaustiva. Dopo eventi stressanti o che ci hanno attivato preoccupazione, può accadere che cominciamo ad avere delle paure sul nostro stato di salute e ad ascoltarci per cogliere i minimi segnali che provengono dal nostro corpo. Altra cosa che può accadere è che il pensiero di poter sviluppare un'ipotetica malattia ci accompagni e ci spinga ad indagare se stiamo bene o meno. Scrive che avverte tachicardia e nausea, segni che tutti avvertiamo quando siamo in una situazione di ansia e preoccupazione! E' importante capire qual è la sua paura: mi ritornano in mente i motivi del ricovero e non riesco ad andare oltre? Sento la tachicardia, quindi, mi ascolto per capire se sto bene o se potrei nuovamente finire in ospedale? Potrebbe essere un momento passeggero, se il ricovero si è verificato da poco tempo, che se ne andrà da solo se non gli presterà attenzione. La trappola in cui potrebbe cadere è quella del controllo delle proprie sensazioni! Tenga presente che alcune funzioni del nostro organismo, che procedono da sole senza il nostro controllo volontario, se per un "x" motivo iniziamo ad ascoltarle, si alterano. Le faccio un esempio: se in questo momento le chiedessi: è sicuro che il suo cuore batte come dovrebbe? E' sicuro di respirare bene? E, in virtù della mia domanda, lei cominciasse a concentrarsi sul battito del suo cuore o sulla sua respirazione, potrebbe notare che questi si alterano. E' un controllo che fa perdere il controllo! Di conseguenza, se queste sensazioni si rivelassero non passeggere, le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta della sua zona per poter risolvere. Sono a sua disposizioni per eventuali domande.
Un caro saluto
Serena Carrai

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30 OTT 2017

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Caro Massimo, da quanto tempo è stato dimesso? possono esserci motivazioni mediche/farmacologiche legate ai suoi sintomi?
Se così non fosse, sebbene le informazioni che fornisce non siano molte, la sua reazione sembra la conseguenza di un vissuto traumatico. Ora, l'episodio traumatico in ospedale può esserci stato (e quindi essere qualcosa di conclamato) oppure c'è anche un'altra possibilità, quella in cui il ricovero in ospedale sia andato a riattivare, incosapevolmente, vecchi traumi o vecchie paure. Sono due "film" diversi. La terapia EMDR è un sistema di lavoro che ha dato ottimi risultati per problematiche come quella che lei riporta. Un percorso con un terapeuta specializzato in EMDR potrebbe aiutarla a sciogliere questo nodo. Un caro saluto - Luisa Fossati - Psicologa psicoterapeuta

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30 OTT 2017

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Buongiorno Massimo,
la sua descrizione pur chiarissima mi risulta troppo sintetica per poterle dare un parere preciso. Non so ad esempio se sta prendendo farmaci che possono avere controindicazioni del genere ( controlli con i medici che la seguono) o se la situazione che sta attraversando è conseguenza di uno stato ansioso che magari già la riguardava. Comunque posso dirle che in seguito ad ospedalizzazioni e operazioni può succedere quello che le sta capitando, non si isoli e cerchi innanzitutto un parere medico ed anche un consulto psicologico cosicchè possa dare un pò di spazio alle sue ansie e cercare di liberarsene prima che la appesantiscano troppo. Un saluto

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30 OTT 2017

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Buongiorno Massimo,
l'ospedalizzazione talvolta si caratterizza come evento traumatico, soprattutto se ci sono stati interventi più o meno invasivi.
In primis consulti il suo medico per verificare se i sintomi possono essere ricondotti ad un disturbo organico, conseguente al disturbo che ha richiesto il ricovero o ad eventuali farmaci. Se a livello fisiologico non ci sono riscontri, consideri che tachicardia ed ansia sono probabili risposte ansiose, che richiedono una adeguata valutazione, attraverso un sostegno psicologico per una migliore comprensione ed elaborazione dei vissuti di disagio.
I miei migliori auguri
Dott,ssa Vanda Braga

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30 OTT 2017

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Salve Massimo, grazie per aver scirtto.
Quello che lei descrive è un forte senso di ansia successivo ad un ''incontro'' traumatico che in questo caso è l'ospedalizzazione. Quello che le posso sicuramente consigliare è di rivolgersi ad uno specialista quanto prima perché prima interviene su questo problema, evitando che si cronicizzi, più semplice sarà il lavoro che andrà a sostenere.

Cordialmente,

Dr. Rivera Garcia Andrès

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29 OTT 2017

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