Come sconfiggere l'ansia

Inviata da Lucia T. · 3 mar 2020 Ansia

Buonasera,
sono una ragazza di 25 anni, ancora studentessa triennale.
Mi sono iscritta all'università regolarmente appena concluso il liceo, scegliendo la facoltà in prima persona e senza alcuna spinta esterna.
I primi due anni ho seguito i corsi e frequentato regolarmente le lezioni, seppur dando pochi esami.
A partire dal terzo mi sono bloccata.
Quello stesso anno ho dovuto iniziare a lavorare nel negozio di famiglia. Conclusa questa esperienza, ho lavorato altri due anni per una piccola marca di moda. Attualmente gestisco invece una agenzia creativa, dalla quale traggo dei piccoli guadagni non sufficienti all'indipendenza economica dai miei genitori.
Distratta dall'aspetto lavorativo, quello universitario è passato in secondo piano. Ad oggi mi manca quindi la maggior parte degli esami.
Un mese fa, all'improvviso, ho guardato con lucidità la mia situazione universitaria e, per la prima volta nella mia vita, ho iniziato a convivere con l'ansia (io, da sempre la persona più positiva del mondo!).
Un'ansia debilitante, per la quale ho iniziato a mangiare poco e controvoglia, che mi occupa la testa tutto il giorno, mi fa essere meno produttiva sul lavoro e meno affettuosa in famiglia e con il mio fidanzato.
Ho discusso di questo con i miei cari, da sempre molto comprensivi, e abbiamo concluso che la cosa migliore da fare è portare a termine il percorso universitario conseguendo la laurea.
Da allora loro mi sono ancora più vicini, sostenendomi e credendo in me, cercando di allontanare dalla mia testa l'idea di essere un peso e una fallita.
Il grande, enorme problema è quindi solo uno: la mia ansia.
Ansia dettata dalla paura di non essere in grado di preparare gli esami, di superarli e di arrivare alla laurea.
Ansia nel vedere altri due o tre anni passare dietro i libri.
Ansia di laurearsi alla triennale a 27/ 28 anni, quando i miei coetanei saranno già affermati nel mondo del lavoro.
Ansia e paura di essere tremendamente in ritardo sulla vita, di essermi costretta ad essere una fallita per sempre.
Dopo giorni di pianti e tristezza inconsolabile, da alcuni giorni ho ripreso in mano i libri. Ogni mattina, al risveglio, cerco di farmi forza ripetendomi parole positive e incoraggianti, dopodiché apro i volumi e do il mio meglio.
Nonostante ciò, sento che ogni mio sforzo è vano, che sono troppo lenta e, in ogni caso, che quando finirò l'università sarò troppo vecchia.. E l'ansia si rimpossessa così della mia testa.
Come posso fare ad uscire da questo periodo negativo?
Come posso sconfiggere l'ansia?
Sarò davvero troppo vecchia quando, a 27/ 28, conseguirò la laurea triennale? Qualche agenzia di Milano sarà disposta ad assumermi o dovrò accontentarmi di un lavoro al quale non avrei mai aspirato? Posso ancora fare carriera?
Vorrei solo poter essere nuovamente serena e positiva, amorevole con le persone che mi vogliono bene. Vorrei poter ritrovare la felicità e dare il massimo per concludere il mio percorso di studi.

P.s.: la facoltà che sto attualmente frequentando non è in linea con quello che ho, in un secondo momento, scoperto essere il mio vero talento (che sfrutto invece nella mia agenzia). Nonostante ciò, ci tengo a conseguire questa laurea, sia per rispetto nei confronti dei miei genitori che per avere in mano un titolo di studio (che in futuro potrebbe permettermi di accedere a un master più in linea con quello che vorrei fosse il mio lavoro).

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Miglior risposta 4 MAR 2020

Cara Lucia
La situazione che descrivi è tutt’altro che rara. Sono numerosi studenti e studentesse che ad un certo momento del loro percorso universitario, per svariati motivi….. si perdono e incontrano poi molte difficoltà a recuperare il filo interrotto e portare al termine gli studi. Nel tuo caso, da quanto posso capire, non sei stata con le mani in mano; hai maturato diverse esperienze lavorative dove, come tu dici, hai potuto sfruttare un “tuo talento” che non sapevi di avere. Queste esperienze ti hanno fatto certamente crescere e maturare in ogni aspetto e a questo punto hai acquisito la consapevolezza di qualcosa rimasta in “sospeso” nel tuo percorso: l’università. Solo che anziché fare una valutazione oggettiva dei pro e dei contro rispetto al da farsi, sei rapidamente giunta ad una conclusione errata: non laureata = fallita. Da qui l’ansia e tutte le altre conseguenze che descrivi nella tua lettera. Ecco, io ripartirei proprio da lì: valuta innanzitutto se la laurea è quello che realmente desideri e che ti serve per raggiungere i tuoi obiettivi lavorativi e personali. Quando ti sarai chiarita su questo aspetto riconsidera il tutto, inclusi i dubbi e le paure che elenchi. Penso che potrebbe esserti utile farti aiutare in questo percorso di chiarimento.

Lorena Giovi
psicologa a Udine

Dott.ssa Lorena Giovi Psicologo a Udine

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