Come salvarsi dai sensi di colpa esistenti in un rapporto figlia - genitori?

Inviata da antonioli francesco. 21 ott 2016 10 Risposte  · Terapia familiare

Sensi di colpa e dipendenza affettiva...come potersi salvare? Cosa fare oltre farsi assistere da uno psicoterapeuta? Come giustificare, se possibile, la propria indipendenza e le proprie scelte con i genitori schierati contro?

genitori , rapporto

Miglior risposta

Gentile utente,
bisogna capire a quale indipendenza si riferisce e di quali scelte parla.
Infatti è chiaro che l'indipendenza economica la si raggiunge solo quando si ha un lavoro e un reddito.
Purtroppo essere dipendenti economicamente può a volte comportare, anche da maggiorenni, l'ingerenza dei genitori nelle decisioni e scelte personali che possono riguardare lo studio o l'àmbito sentimentale.
Ovviamente molto dipende dal carattere e dall'apertura mentale e culturale dei genitori stessi ma se queste scelte personali le stanno davvero a cuore può provare a dialogare con loro e cercare di far valere le sue ragioni portando buone argomentazioni da mettere a confronto con le loro e tenendo conto che i genitori quando contrastano i figli non sempre hanno torto.
Quanto ai sensi di colpa, possono essere ingiustificati e andrebbero analizzati in psicoterapia che non è tanto un "farsi assistere" quanto piuttosto un "lavorare" insieme al terapista e sotto la sua guida per raggiungere un maggiore benessere.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

Lo psicoterapeuta ha l'obiettivo di renderTi più forte e libero. Perchè mai dovresti giustificare il fatto di volere essere indipendente e libero?
Il punto è che le catene che Ti legano sono inconsce e perciò da solo è molto difficile riuscire a slegarsi completamente.
Gli psicoterapeuti servono a questo.
Con solidarietà. Marco Tartari, Asti

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

24 OTT 2016

Logo Dott. Marco Tartari Dott. Marco Tartari

664 Risposte

381 voti positivi

Bellissima domanda Francesco,
rendersi consapevoli delle dinamiche relazionali esistenti nel proprio nucleo familiare e lavorare su se stessi nel processo di autonomia è un passo fondamentale per la propria individuazione e per la salute psicologica ed affettiva.
I sensi di colpa sono naturali, ma non debbono essere utilizzati dal genitore per manipolare il figlio, anche se non volontariamente, e trattenderlo in una sorta di "stallo adolescenziale o infantile perpetuo".
Molto spesso, ci si sente in colpa perchè il ricatto affettivo alla base di tutti è Ti voglio bene/ti amo nella misura in cui tu mi rendi felici e soddisfi le mie aspettative riguardo a come tu debba essere.
Questo grandissimo inganno, oltre a minare il tuo "vero Sè" è uno schema che ci trasciniamo anche nelle relazioni affettive da adulti.
La gestione dei confini intergenerazionali e familiari, la capacità per il genitore di "lasciare andare" il proprio figlio o semplicemente imparare ad amarlo per quello che è, implicherebbe che il genitore in questione, abbia fatto un lavoro su se stesso.
Se questo non accade, è tipico che ci si ritrovi nell'eterno dilemma volare e rischiare oppure restare e sopportare?
La strada giusta è sempre quella in salita...dicono.
Io credo che una buona psicoterapia, nel suo caso anche di breve durata, può aiutarla a lavorare sui tempi autostima, dipendenza affettiva, svincolo dalla famiglia di origine, comprensione ed elaborazione degli schemi di relazione familiari intergenerazionali.

Un caro saluto e un grande in bocca al lupo!

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

24 OTT 2016

Logo D.ssa Silvia Michelini D.ssa Silvia Michelini

162 Risposte

126 voti positivi

Caro Francesco, mi incuriosisce il suo termine: "giustificare". Come mai dovrebbe giustificare la sua indipendenza e non, semplicemente, coglierla come un dato di fatto, o altro ancora?

Capisco che lei non voglia andara da uno Psicologo (non si preoccupi, non dovrebbe andare per forza da uno psicoterapeuta), e sicuramente ha le sue buone ragioni, ma solitamente è il metodo che ha costi e tempi minori rispetto all'auto aiuto.

Cmq, per iniziare, le consiglierei di andare in una libreria e comprare qualche libro.

Buona giornata,

Dott. Amatulli

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

22 OTT 2016

Logo Dott. Antonio Amatulli hipnoterapeuta Dott. Antonio Amatulli hipnoterapeuta

65 Risposte

98 voti positivi

Caro Francesco,
rendersi indipendenti, fare le proprie scelte anche a rischio di deludere qualcuno, in questo caso i propri genitori, è un tema piuttosto sentito che spesso può esserci capitato di avvertire nel corso della nostra vita.
Cosa succede se delude? Cosa rischia? E se invece abbandona i propri progetti e i propri sogni?
Direi che ognuno di noi si muove in base a ciò che considera meno "disastroso" per sè.
Le faccio un esempio: se per lei deludere i suoi genitori comporta la paura di perdere la loro stima e trovarsi solo qualora la strada che avesse scelto non rispondesse più ai suoi criteri, allora immagino che deciderebbe di accondiscendere al desiderio dei genitori sacrificando una parte delle sue aspirazioni; d'altra parte se per lei non seguire il proprio sogno equivale a vivere una vita assolutamente insoddisfacente, tenderà a rischiare di deludere i suoi pur di sentire di "non vivere".
Tutti corriamo il rischio di deludere qualcuno, ma forse val la pensa scoprire cosa questo significhi per lei e che impatto potrebbe avere e, qualora sentisse che ciò potrebbe costituire un grosso limite, provare a lavorarci un po' su in terapia.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

21 OTT 2016

Logo Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta

505 Risposte

901 voti positivi

Gentile Francesco,
la fase che sta attraversando è per certi versi fisiologica: ognuno di noi ad un certo è chiamato esprimere idee, scelte di vita, valori propri; non è facile rivendicarli soprattuto quando questi sono in conflitto con il sistema di valori dei nostri genitori. E' normale che possiamo vivere sensi di colpa o conflitti di lealtà... tuttavia è un passaggio che va fatto per la nostra indipendenza e la salvaguardia della nostra identità. Può essere un processo a volte lineare, altre più complicato ma ripeto certamente fisiologico. Per questi motivi, quando gli ostacoli che si frappongono al superamento di questa fase ci sembrano insormontabili, è consigliabile un percorso psicologico.
Rimango a disposizione.
Cordiali saluti.
Riccardo Gaglio, psicologo e psicoterapeuta Palermo.

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

21 OTT 2016

Logo Dott. Riccardo Gaglio Dott. Riccardo Gaglio

27 Risposte

34 voti positivi

Caro Francesco, vecchio tema quello della dipendenza affettiva e rapporto soggiogante con i genitori. Ottima la terapia ma vedrei un bel lavoro sull'autostima che mi sembra un po' scarsa. Se lei non acquisisce consapevolezza del proprio potere e importanza, farà poca strada. Ognuno di noi ha il diritto di vivere la propria vita come meglio crede. Auguri dr. Annalisa Lo Monaco

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

21 OTT 2016

Logo Dott.ssa Annalisa Lo Monaco Dott.ssa Annalisa Lo Monaco

552 Risposte

777 voti positivi

Buongiorno gentile Francesco,
le sue domande sono molto importanti in quanto la tematica dell'indipendenza e del raggiungimento di essa comporta,per la persona in crescita, dei continui conflitti tra la voglia di riscattarsi dalla famiglia d'origine e il voler rientrare nei dettami familiari che poi diventano inconsci e agiscono in noi sotto forma di sensi di colpa. Dall'adolescenza in poi questa dell'indipendenza è la vera lotta di sopravvivenza dell'essere umano. Un percorso psicologico sarebbe auspicabile se da soli non si riesce a comprendere che l'indipendenza non va giustificata ma è un diritto, si può provare ad affrontare il dolore del distacco con il tempo, ma ci vuole fermezza d'intenti e sapere dentro di se che non significa - per esempio - odiare o non vedere più la propria famiglia.
Spero di averle fornito degli spunti di riflessione e rimango a sua disposizione se lo desidera.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

21 OTT 2016

Logo Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

1715 Risposte

2777 voti positivi

Migliorando la comunicazione con l'aiuto di uno psicologo psicoterapeuta, se non ci si riesce da soli.
Bastano di solito uno o due colloqui di terapia della Gestalt opportunamente condotti.
cordiali saluti

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

21 OTT 2016

Logo Valentina Sciubba Valentina Sciubba

1054 Risposte

697 voti positivi

Gentile Francesco,
la propria indipendenza va giustificata?

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

21 OTT 2016

Logo Dott.ssa Giovanna Costa Dott.ssa Giovanna Costa

6 Risposte

4 voti positivi

Domande simili:

Vedi tutte le domande
Paura ansia e sensi di colpa

3 Risposte, Ultima risposta il 28 Maggio 2019

Difficile rapporto tra padre e figlia

3 Risposte, Ultima risposta il 09 Aprile 2016

Rapporto complicato con famiglia d'origine

2 Risposte, Ultima risposta il 12 Dicembre 2017

Riuscirò ad avere una vita sessuale normale?

9 Risposte, Ultima risposta il 01 Luglio 2017

Relazione complicata con fin troppi tentativi, cosa fare?

2 Risposte, Ultima risposta il 13 Novembre 2015

Ci stiamo riprovano ma lui non mi ama.

1 Risposta, Ultima risposta il 25 Luglio 2018

Problemi famigliari

1 Risposta, Ultima risposta il 21 Settembre 2017

Abbandonare l’universitá si o no?

1 Risposta, Ultima risposta il 29 Maggio 2018