Come salvare un rapporto?

Inviata da Alina · 24 feb 2019 Terapia di coppia

Salve , sono una donna di 37 anni e vivo a Taranto. Prima di incontrare ed innamorarmi di Giuseppe vivevo da sola a Roma . Avevo una bella casa con un piccolo giardino in affitto e stavo molto bene . Un amore così grande non potevo farmelo scappare e dopo mesi di frequenti incontri abbiamo deciso di prendere una casa in affitto e andare a vivere insieme la nostra storia. Ci siamo prima fidanzati ufficialmente e come io ho portato questo ragazzo a presentarlo ai miei, lui ha fatto la stessa cosa. Ora siamo a quasi sei mesi di convivenza molto turbata dalla madre che lo vuole vicino il più possibile e mette zizzania fra di noi . In quasi un mese mi ha vista una volta sola perché stanca del suo trattamento ho deciso di lasciare che Giuseppe vada da solo . Ho deciso che non voglio piu avere molto a che fare con lei perché mi guarda male di nascosto , fa commenti cattivi che ho fatto notare anche al mio fidanzato. Il problema è questo: hanno un rapporto morboso e malato ( gli ho sognati nudi al letto perché hanno atteggiamenti particolari..) . Dato che le cose vanno male perché litighiamo e lui urla come un pazzo mentre io mi chiudo completamente... ho proposto a lui di andare da uno psicologo insieme. Fare un percorso solo per capire due cose : io come superare il trauma del cambiamento totale della mia vita , lui come impedire i ricatti affettivi della madre ed infine noi come fare per non litigare più. Assolutamente non ne vuole sentire di un percorso insieme da uno psicologo perché dice di non essere malato di mente. Ok. Però io credo che se una persona ha un problema deve chiedere aiuto! Come posso convincerlo, come posso lottare per tenere in piedi una relazione che si sta spegnendo? La madre lo ha castrato facciamo poco e niente rispetto a prima .Lui non ha amici, non ha hobby: solo lavoro, mamma e casa . Qui trova tutto pulito, cibo caldo in tavola ed una donna che lo ama e che dice di amare . Il punto è che non ho più forza per farli capire che lui non sta fra due fuochi come dice . Io sono la donna che ha scelto di vivere con lui cambiando città e abitudini in maniera consapevole (per amore) . Sentire che lui mi mette allo stesso livello e paragone con sua madre mi turba perché mi aspetto da 40 anni di vissuto un uomo maturo. Mi sembra che lui sia incapace di distinguere tra due amori uno per la fidanzata e l'altro per la madre e ora che ho preso le distanze dalla madre io sto meglio . Sto facendo le valigie e ho tante cose da portare perché ormai mi vedo spinta di andare a Roma se lui non accetta un aiuto da chi è preparato, non è di parte e può darci un aiuto concreto. Lo amo sono ancora qui però intanto i nostri litigi sono sempre più forti e lui piange. Vorrei che lui reagisse da uomo e non da bambino. Io non voglio fare la crocerossina e non voglio subire la presenza della madre egoista che si ritrova.La madre è un suo problema che deve gestire lui .Chiedo un consiglio su come salvare il nostro rapporto che va a gonfie vele quando siamo da soli . Il problema è che ha una famiglia che lo controlla di continuo. Litighiamo per terzi : mamma , fratello etc . Qui sono da sola e lui ascolta solo i suoi pensieri facendomi sentire ancora più sola ...di certo non mi sento a casa . Lui lavora e troppo spesso va dalla madre che lo ricatta che è malata e sta male . Gli da e gli toglie l'amore come se nulla fosse. Ieri ha avuto la 104 ed è stato con lei tutto il giorno! È tornato stanco e con mal di testa. Stiamo insieme a tavola sorridenti e basta una telefonata della madre per ridurrlo a pezzi ( sensi di colpa sta male etc). Come posso fare? Partendo da me ho deciso di andare in palestra e di socializzare. Vorrei fargli capire che la vita è fatta di molto altro ancora. Soffro al pensiero di lasciarlo e soffro per i litigi ripetuti a causa della madre . Lui soffre per la lontananza mia dalla madre e per il fatto che sto impacchettando tutto. Cosa è meglio fare? Il padre è morto 2 anni fa e piangono come se fosse morto ieri . Sono una famiglia unita e depressa . Anche io ho perso il padre e ho imparato ad andare avanti. Loro ne parlano tutti i giorni e si mettono a piangere con lacrime vere . Aiuto!!! Grazie mille !

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Miglior risposta 27 FEB 2019

Gentile Alina,
lei ha inquadrato molto bene la situazione e altrettanto bene ha proposto a Giuseppe una psicoterapia di coppia che lui finora ha rifiutato ritenendo di non averne bisogno!
Come può allora ben capire, le cose in futuro non cambieranno in meglio (anzi peggioreranno) se lei non mantiene la congruenza che sta dimostrando e che lui tenta di vanificare con un pianto di ostruzionismo.
Purtroppo la maturità non è solo una questione anagrafica e Giuseppe è intrappolato in un contesto familiare non sano che lo ha negativamente condizionato.
D'altra parte lei ha precisato subito di essere innamorata di quest'uomo ma l'innamoramento non dovrebbe comportare di complicarsi la vita e forse lei è stata un pò frettolosa nel coinvolgersi totalmente e decidere di trasferirsi.
In conclusione, a mio parere, anche se può non essere per lei facile, dovrebbe mostrarsi decisa a chiudere la storia se lui rifiuta la terapia di coppia e quindi rifiuta di crescere come persona benchè sia ormai un quarantenne.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-choirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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25 FEB 2019

Gentile Alina,
la sua è stata una scelta coraggiosa ed è comprensibile il suo desiderio di fare tutto il possibile per far funzionare questo rapporto.
Descrive molto lucidamente diversi aspetti problematici del rapporto tra il suo compagno e la madre e il modo in cui si ripercuotono sulla vostra relazione, ha individuato una soluzione che potrebbe essere davvero di grande aiuto (un percorso di coppia), gli dimostra che occorre avere anche spazi propri di svago e socializzazione, ma ancora lui non riesce a cambiare. Evidentemente è il legame tra lui e la madre quello su cui si dovrebbe lavorare, ma se lui non è d'accordo è difficile arrivarci.
E se invece iniziasse lei un suo percorso per avere un supporto nel gestire questa delicata dinamica? Uno spazio di riflessione potrebbe aprirle prospettive diverse.
Un cordiale saluto
drs Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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