Come risolvere problemi legati all'insicurezza? Ho paura del giudizio altrui.

Inviata da Gio-raud · 5 ago 2021

Buongiorno a tutti,

sono Giovanni, un ragazzo di 25 anni che, ad una prima vista, sembra svolgere la propria vita con tranquillità: ho appena terminato gli studi, ho una ragazza, dei buoni amici, un lavoro e ho deciso di proseguire il mio percorso professionale integrandolo con degli studi post-universitari di settore.

Sebbene la mia vita sembri essere - e per certi versi lo è - piuttosto soddisfacente, vi scrivo perché da un po' di tempo a questa parte vivo una sorta di insicurezza costante, che mi paralizza e mi porta a pensare di detestare tutte le persone e le attività che svolgo. In casi estremi, pochi per fortuna, arrivo addirittura a pensare con una certa razionalità di uccidere chi svilisce la mia persona.

Negli ultimi tempi - un anno circa - il problema si è considerevolmente acuito, sopratutto in ambito lavorativo e affettivo. Ho la costante impressione che le persone, per via del lavoro che svolgo (sono sfruttato a livello lavorativo al punto tale da dover vivere in azienda e tornare a casa molto molto tardi) e per via della mia fidanzata (non ama vestirsi alla moda né tantomeno agghindarsi per uscire: a me piace anche per questo motivo, ma ho paura che sia oggetto di scherno da parte degli altri), mi considerino un perdente, un fallito. In più, ogni volta che mi guardo allo specchio, mi vedo particolarmente grasso e mi vergogno costantemente del mio corpo: non riesco nemmeno a guardarmi senza pensare di essere grasso e brutto.

Razionalmente, riesco a capire che tutte queste sono pure e semplici paure. Sul versante emotivo, però, non riesco a far tacere queste voci: in alcuni casi, quando sui social (LinkedIn, in particolar modo) leggo di persone che alla mia età sono già riuscite a svolgere lavori eccezionali o che hanno avuto un percorso accademico particolarmente brillante, mi sento svilito. Svilito al punto tale da fermare ogni cosa che faccio, procedendo per il resto della giornata con un'enorme fatica. In alternativa, mi eclisso totalmente da ciò che sto vivendo, annichilendo i miei pensieri nei social o sui porno: gli unici due modi che conosco per zittire i giudizi che sento da parte degli altri.

Mi sembra che tutti siano migliori di me su ogni versante e che io fatichi allo stare al passo con gli altri.

In primo luogo preciso che amo la mia fidanzata e che nutro un gran rispetto nei suoi confronti. Però, ho paura di parlarle di questo argomento, temendo di offenderla: giustamente, lei potrebbe sentirsi svilita da quanto ho detto. In secondo luogo, preciso anche che sono abbastanza soddisfatto del lavoro che sto svolgendo ma il fatto di svolgere una mansione "umile" e "sfruttata" può essere ridicolo agli occhi degli altri.

Mi sembra che le persone stiano costantemente ridendo di me e delle mie imperfezioni e, per questo motivo, sono alla costante ricerca dell'approvazione altrui.

Nell'ultimo mese ho cercato di attribuire minore importanza al giudizio, ma quando accade che alcune persone mi giudichino, tra cui i miei superiori, se il giudizio in questione è negativo, mi avvilisco al punto tale da bloccarmi, da non riuscire più a pensare ad altro per settimane e a vivere anche la mia vita affettiva molto molto male. Ad esempio, mi è capitato un numero consistente di volte che il mio capo mi abbia detto testuali parole: "Non sai fare un c***o e non farai mai un c***o nella vita". O ancora, succede abbastanza spesso che un altro mio superiore dica bugie su di me ai miei colleghi, bugie che tendono a svilire la mia persona e il mio carattere: una tra tutti, che io abbia un rapporto omosessuale con un altro mio superiore per intascare la sua eredità, essendo questo piuttosto anziano: nonostante abbia detto ai miei colleghi che ciò non è vero, non riesco a non mostrarmi a loro con una certa vergogna, sebbene sappia che essi abbiano capito perfettamente che la storia in questione era solamente una bugia.
In altri termini, consapevole del fatto che il mio supreriore sbaglia, non riesco però a smarcarmi da questo senso costante di insicurezza dovuto al giudizio degli altri.

Penso che il problema inerente alla sicurezza derivi dal fatto che fino all'ultimo anno di superiori sono stato oggetto di bullismo da parte dei compagni di scuola e dei gruppi che frequentavo. Infatti, fin da quando ero bambino, venivo preso in giro perché grasso e perché soffrivo di incontinenza. Con specifico riguardo a quest'ultimo problema, preciso che sono riuscito a superarlo solamente in terza media.

Penso che vi sia una correlazione tra questi due problemi: obesità infantile e incontinenza vs. insicurezza da adulto.

Vi chiedo gentilmente un parere: cosa dovrei fare? Quale percorso è per me più adatto per risolvere questo problema legato all'insicurezza? Voglio vivere la mia vita serenamente e con pienezza e non ho assolutamente intenzione di continuare a passare le mie giornate nel timore che gli altri possano uccidermi con i loro giudizi.

Vi ringrazio.

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Miglior risposta 9 AGO 2021

Caro Giovanni
la tua storia, per te così personale e pregna di disagio, è molto comune, direi purtroppo. Da quello che racconti dimostri una certa capacità di analisi che è un buon punto a tuo favore. Aggiungerei che se tu pensi che l'obesità infantile e l'incontinenza siano correlati alle tue insicurezze, c'è da lavorare sulla voce del bambino interiore. I giudizi dell'altro sono il frutto di una superficialità sociale con cui ci scontriamo ogni giorno; non uccidono nè tantomeno devono far uccidere, certo, tuttavia feriscono perchè riempiono in negativo il tuo sguardo su te stesso e ridanno voce a quel bambino che soffriva allora come adesso. Bisogna però ammettere che quel bambino è diventato un uomo che ha saputo affrontare le sue insicurezze, compiere delle scelte intellettuali ben precise e costruire relazioni significative. Comincia col puntare il tuo sguardo su quanto di buono sei riuscito a realizzare e tienilo sempre a mente, come un chiodo fisso. Ma non trascurare assolutamente la possibilità di intraprendere un buon percorso psicologico. Saper riconoscere il momento in cui abbiamo bisogno d'aiuto è segno di grande forza.

Dr. Gabriele Calsolaro - Psy.Home Psicologo a Maglie

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6 AGO 2021

Caro Giovanni,
Mi dispiace per il disagio che sta sperimentando.
Le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico per cercare di recuperare un immagine sana e positiva di te stesso.
Resto a disposizione anche online se vorrà ulteriori informazioni informationi o chiarimenti.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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6 AGO 2021

Caro Giovanni, leggo e sento il tuo disagio che è molto profondo ed è evidente, da ciò che racconti, che la ferita è molto lontano nel tempo. Su di essa si è costruita e strutturata una personalità con un sistema emotivo e di pensieri che ti porta a vivere con sofferenza,vergogna e diffidenza.
Senz'altro un percorso psicoterapeutico è la cosa che più di ogni altro ti consiglio perchè ti permette di affrontare le emozioni e traformarleavendo così un nuovo modo di guardare le cose.
Ti auguro il meglio e rimango a tua disposizione

Dott.ssa Silvia Chiavacci Psicologo a Firenze

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6 AGO 2021

Caro Giovanni,
leggo e sento il disagio che stai provando in modo profondo.
Sono tante le cose in gioco,sicuramente l'insicurezza ma c'è un nucleo profondo che evidentemente è stato ferito e sull aquale si è strutturato tutta una personalità conseguente.
Sicuramente un percorso psicoterapeutico mi sembra la cosa migliore che tu possa fare per prenderti per mano

Dott.ssa Silvia Chiavacci Psicologo a Firenze

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6 AGO 2021

Buongiorno Giovanni,
comprendo la pervasività del tuo disagio e ti consiglio certamente di intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa aiutarti a recuperare una sana immagine di te.
Ti consiglio l'approccio cognitivo comportamentale che va a lavorare proprio sulla disfunzionalità dei pensieri.
Rimango a disposizione e ti auguro il meglio
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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