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Come risolvere gravi contrasti familiari?

Inviata da Clara il 11 lug 2016 Terapia familiare

Salve a tutti,vi scrivo a causa di una difficile situazione familiare che non mi investe direttamente ma riguarda una persona a me molto vicina. Mi rivolgo a voi in quanto nessuno delle persone interessate riesce a capire tale situazione - io compresa - e di conseguenza nessuno è in grado di risolverla; cerco semplicemente dei consigli che aiutino ad affrontarla. Da quello che mi è parso di capire, l'individuo in questione si trova totalmente emarginato dal proprio nucleo familiare che consiste dei due genitori e un fratello maggiore. L'ostilità più accanita sembra provenire dalla madre, la quale ha il carattere più forte di tutta la famiglia ed è capace di imporvisi; nel concreto accusa il proprio figlio minore di non dimostrarle affetto, di essere arrogante, disordinato e di poco aiuto nelle faccende domestiche. L'aspetto peggiore tuttavia è l'assenza e l'impossibilità di dialogo in quanto proprio la madre si dimostra incapace di affrontare una discussione sull'argomento senza andare su tutte le furie e iniziare a gridare. Ricordo che circa un anno fa madre e figlio erano sul punto di arrivare alle mani. Per di più le urla scattano anche per gli argomenti più futili: come chiedere il permesso per fare il buco all'orecchio o addirittura chiedere di abbassare il finestrino. Per quanto riguarda il padre,che si è sempre dimostrato calmo e più aperto ,sembra limitarsi a seguire ciò che dice la moglie,anche se in molte occasioni è stato l'unico a cercare un dialogo,conclusosi tuttavia con poco di guadagnato. Invece il fratello maggiore - a cui il minore è fortemente legato e a cui guarda sempre con occhi pieni di stima e voglia di fratellanza,cosa che a me rimane poco chiara - sembra compiacersi di tutto ciò,soprattutto di essere il figlio che viene spesso favorito,pur non avendo fatto nulla di lodevole o degno di nota. Oltre ad aggravare il malessere del fratello minore in questo modo,molto spesso eccede in battute allusive e ironiche poco piacevoli,ci tiene inoltre a puntualizzare la sua superiorità in qualsiasi campo. Il quadro generale è a grandi linee questo e ricordo di essermi accorta di quest' aria ostile già dai primi mesi in cui ci frequentavamo. Ora a distanza di più di un anno la situazione peggiora di giorno in giorno e nelle ultime due settimane in un modo vertiginoso,tanto da sfociare in forti crisi da parte della persona in questione,che afferma di sentirsi a disagio con la propria famiglia e che tutto si riduce sempre ad un ''tre contro uno'',cerca di spendere più tempo possibile fuori casa ma il momento di tornare é sempre un'angoscia. Io non posso ovviamente intromettermi in un affare così delicato,ma vedere una persona cara trattata così mi irrita e allo stesso tempo mi atterrisce terribilmente. Spero di trovare qualche consiglio almeno su come affrontare questa condizione,dato che risolverla mi sembra pressoché impossibile. Vi ringrazio!

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Cara Clara,

dal tuo resoconto mi pare che le dinamiche familiari di questa famiglia siano parecchio disfunzionali e che la persona di cui parli giochi il ruolo del "capro espiatorio", contro cui tutti si accaniscono, facendo fronte comune per tener aggregata la famiglia. Ora, la soluzione migliore sarebbe certamente intraprendere una terapia familiare, ma da quello che scrivi il grado di conflittualità è troppo alto e manca la necessaria consapevolezza del problema perchè questa sia una via attualmente percorribile. Quello che posso consigliarti è di suggerire a questa persona (se maggiorenne, perchè questo non mi è chiaro) di intraprendere un percorso di terapia personale, per imparare a differenziarsi e a costruirsi una propria autonomia ed autostima. Infatti, non possiamo pensare di modificare le persone che ci stanno intorno, ma possiamo cercare di trovare modalità di relazionarsi con loro, in modo che non ci feriscano. Credo che questa sia la strada da intraprendere.

In bocca al lupo

Dott.ssa Chiara Ostini
Sesto San Giovanni - Milano

Dott.ssa Chiara Ostini Psicologo a Milano

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Gentile Clara,
nella situazione che descrivi vi è una madre che gestisce il potere all'interno della famiglia essendo dispotica, collerica e anaffettiva e coalizzando attorno a sè il marito e l'altro figlio sicchè si realizza il quadro di una famiglia disfunzionale con un "capro espiatorio"su cui si regge quel sistema.
Pertanto l'intervento di elezione sarebbe una psicoterapia sistemico-relazionale che coinvolga l'intera famiglia ma si presume sia difficilmente realizzabile.
Per altro non dici l'età di questo ragazzo a te vicino, nè se è studente oppure lavora.
Da ciò che dici è evidente che neanche lui ha capacità di usare il dialogo e l'assertività ma risponde con le stesse modalità alla rabbia e all'aggressività della madre.
Quello che potresti fare è di aiutare praticamente e in tutti i modi possibili questo ragazzo ad intraprendere un percorso di psicoterapia personale per apprendere adeguate modalità relazionali in una situazione familiare così difficile ed acquisire l'autostima necessaria per una successiva autorealizzazione.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara
intanto ti faccio i complimenti per la tua sensibilità e la voglia di essere di aiuto al tuo ragazzo.
La situazione che lui vive è molto difficile mi sembra di comprendere che non è facilmente modificabile in quanto solo lui è quello che soffre dal momento che gli altri hanno trovato una loro collocazione in questa malsana atmosfera familiare.
Una cosa importante per lui sarebbe quella di acquisire forte autonomia emotiva e di crescere in "statura psicologica" in modo da acquisire comportamenti più autonomi.
Il suo chiedere permesso per tutto e la sua ammirazione per il fratello (che peraltro non sta crescendo bene in quanto assume comportamenti fortemente narcisistici) devono cedere il posto ad un comportamento più autonomo e più realistico.
Dal tuo racconto sembra come che lui si sottometta di buon grado alle "tirannie" domestiche, seppure soffra molto.
Tutte queste difficoltà dovrebbero diventare per lui una sfida a fare sempre meglio nella vita e ad accrescere la sua ambizione nel realizzarsi e costruirsi poi una situazione sua, compresa casa sua e lavoro e tutto.
Bisogna lavorare sodo.
Forse l'aiuto di uno psicoterapeuta potrebbe essergli fondamentale nello sviluppoare volontà e positività di carattere.
Spronalo in questo senso e stagli molto vicina apprezzando e lodando ogni cosa buona che fa.
Facci sapere come va..
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Clara,
la situazione che descrive è piuttosto complessa e sarebbe interessante comprendere meglio quali sono le dinamiche in gioco, i ruoli delle varie parti coinvolte e il loro punto di vista sulla situazione. Per questo una terapia familiare sarebbe senz'altro indicata. Mi pare tuttavia di capire che la famiglia non cerchi questo tipo di possibilità, che forse sarebbe in grado di aiutarli a "risolvere" questo problema generando ruoli e dinamiche alternative. Mi chiedo a questo punto quale sia il Suo ruolo rispetto a questo conoscente e in che modo possa Lei aiutarlo. Forse dipende appunto dalla sua posizione in questo sistema di cui ignoro se faccia parte o meno. È palese che non si possa cambiare la situazione e che non abbiamo il potere di modificare a piacimento i familiari di questa persona quindi può essere più opportuno chiedersi: che altro può fare con quello che ha a disposizione? Questo forse è già un primo passo.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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