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Come riprendermi dal tradimento di mia moglie?

Inviata da Franco il 24 set 2014 Terapia di coppia

Sono un anziano, sposato con due figlie . Mia moglie più giovane di nove anni, dopo due anni dalla nascita dell'ultima figliola si innamora di un suo collega che mi presenta come amico e me lo fa frequentare. Si allontana sempre di più da me trattandomi sempre molto male. Si allontana anche dalle figliole di cui io mi faccio carico e sopporto con rassegnazione le umiliazioni e quant'altro di negativo. La disperazione mi assale tanto da spingermi al suicidio. Sto per attuarlo, ma nell'incoscio, la voce di mia figlia maggiore "papà non farlo" me lo impedisce. Cerco il dialogo con mia moglie e le chiedo " se è innamorata di un altro". Nega e cerca di tranquillizzarmi in tutti i modi, attribuendo il mio sospetto alla gelosia, che non ho. Il ns matrimonio si trascina stancamente. Mi annullo nel lavoro e nella cura delle figliole e nella stesura di un diario che mi conforta nelle lunghe notti insonni. Propongo di allontanarci per un periodo di riflessione. Io sarei andato a dormire da mia madre anziana, sola e bisognosa di cure. Il resto della giornata lo avrei passato in famiglia, senza così destare sospetti ai miei suoceri. Rifiuta categoricamente perchè teme la reazione di suo padre autoritario e molto severo. Furono quattro anni di penosa e sofferta convivenza convivenza. Una sera il suo amico-amante mi telefona in ufficio e mi dice che vorrebbe parlarmi. Gli rispondo che sono a sua disposizione quando vuole. Tornando a casa ho pensato " forse siamo giunti all'epilogo", mi vorrà comunicare del rapporto con mia moglie e che vorrà unirsi stabilmente con lei. Comunico a mia moglie di questa inaspettata telefonata del suo amico. Resta ..sorpresa, ma impallidisce e si innervosisce più del solito. Manda a letto le bambine ( di 11 e 7 anni) con tono brusco e imperioso. Mi dice molto nervosamente "debbo parlarti". Gli riferisco con garbo e pacatamente che ero a conoscenza dell'innamoramento con il...suo amico. e a comprova le leggo il mio diario. Ci abbracciamo piangendo. Non mi riferisce altro, nè mi chiede scusa o perdono, Il suo atteggiamento mi sembrò quasi una riconciliazione. Il tutto a ricollegarsi ad un atteggiamento più benevolo da circa un mese e di un suo costoso regalo ( una macchina fotografica di enorme valore in occasione del mio compleanno essendo un appassionato di fotografie).-
Il giorno successivi il suo amico mi viene a trovare in ufficio e mi prega di seguirlo. Ingenuamente accetto, Mii conduce in aperta campagna alle porte di Lecce, mi fa vedere una villetta di campagna mal messa , mi introduce nell'interno squallidamente arredato con mobili vecchi e mi comunica che in quel posto avvenivamo gli incontri con mia moglie da be quattro anni. Che era innamorato anche se a "letto non era granchè". Capisco che vuole solo ferirmi e farmi soffrire, Gli impedisco di continuare e difesi a spada tratta mia moglie tanto da lasciarlo sorpreso e da farlo sentire ...come un cane bastonato. Gli imposi di andare via, perchè per me era un capitolo chiuso ed aggiunsi che se avesse voluto veramente bene non avrebbe insolentito così mia moglie e non mi avrebbe dovuto comportarsi con me con tanta brutalità. Tutto ciò riferì a mia moglie dell'atroce dolore che mi era stato procurato. L'unica sua risposta fu " lo odio".- Ho pensato che la riconciliazione e la cancellazione di quei quattro anni di sofferenza fossero sufficienti a farle comprendere quanto ancora l'amassi. Forte dalla gioia di aver ritrovato mia moglie e per festeggiare l'avvenuta riconciliazione la condussi in montagna per una favolosa vacanza con le figliole. Non si parò più dell'episodio che aveva sconvolto la mia esistenza. Tornati a Lecce, la feci contenta, cambiando casa ed andando a vivere in una villetta molto graziosa, vendendo la precedente abitazione dove avevo trascorso il più triste periodo della mia esistenza. Anche perchè in quella abitazione mia moglie, all'inizio della sua relazione, aveva dato una festa favolosa invitando numerosi amici tra cui il suo amante. Cercai di dimenticare e di accontentarla in tutto. Cercai di non rinvangare il passato per tranquillizzarla. Lei in qualche raro mento di mia tristezza dovuto al fatto che anche mia sorella maggiore era venuta a conoscenza che mia moglie mi tradiva, mi riferì, che lei aveva voluto fare ....una esperienza e nulla di più. Ed io di rimando ...ma una esperienza durata quattro anni. Pia piano con il passar del tempo mi accorsi che il rapporto non era ricostruito per la mancanza di chiarimento da parte di mia moglie. specie quando mi accorsi che gli aveva restituito una scultura che il suo amico gli aveva regalato e quest'ultimo era a conoscenza del nuovo numero telefonico. (all'epoca non vi erano ancora i cellulari). Cercai di allontanarmi ma mia moglie me lo impedì in tutti i modi. Mi annullai con il lavoro. A distanza di parecchi anni da pensionato ed ormai passato nel dimenticatoio il passato ho cercato di capire il perchè. Ho benevolmente e scherzosamente interrogato mia moglie cosa l'avesse spinta ad ingannarmi e a voler tenere in vita un rapporto deteriorato, ma sempre senza risposta. Solo quando gli ho riferito di aver incontrato il suo amico, mi ha chiesto "come era fisicamente. essendo passati oltre vent'anni. Ora ho contezza di quanto sono stato stupido nell'illudermi di aver riconquistato l'amore di mia moglie e vivo nell'angoscia per non aver saputo rifarmi una vita prigioniero dell'amore per le mie figliole. Vivo nella solitudine affettiva e nell'angoscia , sopratutto ora che l'insensibilità della mia figlia minore acuisce il mio dolore.-
Mia moglie invece evita qualsiasi dialogo e alle mie insistenze .... si mostra arrabbiata con se stessa per aver fatto "una cazzata". Come faccio a non pensare e a dimenticare e a non riaprire una piaga che ancora sanguina??.

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Carissimo,
con tutta la mia comprensione e condivisione della pena che stai vivendo, accolgo il tuo lungo scritto come un tuo legittimo sfogo.
Non voglio banalmente ripetere la frase 'se me lo dicevi prima', ma in verità, e ne converrai anche tu, qui ci starebbe a pennello.
Quindi, se non hai contattato prima d'ora chi ti avrebbe illuminato, è assolutamente necessario che tu lo faccia ora ma comunicando verbalmente di persona con qualche mio/a collega della tua zona, oppure contattando uno/a di noi qui telefonicamente, via skipe o di persona se ti trovi nelle vicinanze.Ne trarrai sicuramente un grande vantaggio. Da questo momento in poi ,hai bisogno di orientare lo sguardo in avanti con un guida accanto.Un caro saluto
Dott,ssa Cala Panno
psicologa-psicoterapeuta in Milano

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Le rispondo in maniera estremamente sintetica; mi congratulo con lei per aver dimostrato alle sue figlie il coraggio e la forza dell' essere padre ( lei ha mantenuto unita la famiglia in mezzo alla tempesta), la crisi coniugale sará piú acuta quando le figlie seguiranno le loro vite, lei " cosa vuole fare da grande ?". Il futuro sarà coppia coniugale si oppure no ?. L' amore coniugale é il collante che serve per fare figli. Superata questa fase resta la coppia, più o meno salda, ma l' amore coniugale quanto " misura "?, lo possiamo reinventare, rimodulare, oppure è seppolto?. Lei è stato un compagno e genitore esemplare, quindi dia lei le direttive per il prossimo futuro. Faccia il possibile per gestire al meglio la sua relazione di coppia, al suo interno a volte si trova la linfa nuova che porta novitá e forza per continuare a stare insieme; siete entrambi anche genitori ed avete un buon carico di responsabilitá. Consultate uno psicoterapeuta di coppia, la tempesta è alle spalle, appartiene al passato, ora è il momento di "inventare" il vostro futuro, le crisi vengono esaminate e ridimensionate, ora conta ( se volete) la progettualità che farete insieme. Vedete le cose in prospettiva e con ottimismo.

Dott. Francisco Sanchez Psicologo a Salerno

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