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Come reagire: il mio amore usa cocaina e non lo sapevo

Inviata da Romina il 7 set 2015 Tossicodipendenza

Sono tre anni che stavamo insieme...da circa tre mesi eravamo andati a convivere. Ho scoperto che fa uso di cocaina. Mi ha fatto del male, fisico e morale. Sono tornata a casa dai miei. Sto male, lui è quello che si chiama grande amore per me. Non ammette di avere un problema è non accetta nessun tipo di aiuto. Dice solo che vuole stare con me. Sono combattuta tra cuore e testa. Io non riesco a reagire. Ogni giorno che passa mi sento peggio. Ho bisogno di aiuto ma non saprei nemmeno a chi rivolgermi.

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Buongiorno, il centro di riferimento per i problemi legati all'uso delle sostanze è il SerD della sua ULSS. Vi si può recare anche per una semplice consulenza e/o ricevere sostegno e informazioni. Non è necessaria l'impegnativa del medico, può telefonare e fissare un appuntamento, il servizio è gratuito.
Nel caso abbia delle remore al riguardo, potrebbe intanto rivolgersi ad un professionista che abbia delle competenze specifiche nel campo delle dipendenze.

Sarebbe importante valutare la modalità d'uso della sostanza, la frequenza d'uso etc. per avere più chiaro il quadro del problema. Anche l'uso occasionale non è da sottovalutare perché possono scaturire problemi legali, relazionali, lavorativi, esacerbare disturbi sottostanti, etc. Inoltre, c'è il rischio di cadere nella spirale della dipendenza e allora il problema diventa pervasivo e la persona rischia di venirne assorbita completamente.

Dott. Cristian Garbin Psicologo a San Bonifacio

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Cara Romina,

dalla sua storia emerge un senso di tradimento ed impotenza. Non è mai semplice accettare una parte critica in qualcuno che si ama e che si pensava di conoscere.
Il fatto che il suo compagno non “accetta nessun tipo di aiuto” e non vive questa situazione come un problema, ma per lei invece lo è, è comprensibile che generi in lei in lei dolore e che all’orizzonte non faccia vedere alcuna soluzione.
Sarebbe importante rivolgersi ad un professionista perché qualsiasi cosa intenda fare è importante trovare una centratura e una solidità che le consenta di agire in equilibrio tra parte emotiva e mentale.
Per lei trovare uno spazio per sé in cui il suo dolore possa essere accolto può essere importante per riuscire a sostenere questa situazione complessa e dolorosa. Per questo può rivolgersi al consultorio di zona, di cui trova le indicazioni presso il sito del proprio Comune, oppure sul sito dell’Ordine degli Psicologi della propria regione.

Cordiali saluti,
Gianpaolo Ragusa,
Istituto di Psicosomatica Integrata

Istituto di Psicosomatica Integrata - Polo Varesino Psicologo a Gallarate

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Gentile Romina,
la tua situazione non è diversa da altre che ho conosciuto ed affrontato in 30 anni di riabilitazione dalle tossicodipendenze, nella forma, benché nei contenuti ognuno è portatore della propria storia, unica evidentemente e, per tale motivo, da trattare nella sua specificità. Occorre farsi aiutare e, se il tuo lui è restio ad ammettere la propria dipendenza, indi refrattario a qualsiasi forma di aiuto (magari perverrà, con i suoi tempi, alla comprensione della propria necessità di farsi aiutare), potresti iniziare tu a cercare un sostegno per te stessa ed il tuo entourage familiare che, a sua volta, inevitabilmente viene e verrà coinvolto da quanto sta accadendo.
Potresti cercare aiuto presso un servizio pubblico (presso un SerD, servizio per le tossicodipendenze) oppure presso un servizio privato della tua zona, ma cerca presto un sostegno, poiché, se hai scritto a GuidaPsicologi è evidente che non basta una risposta in breve, ma qualcosa di maggiormente articolato.
I miei migliori auguri.

Dr. F.Casarini
Fondatore di un Centro Psicologico in provincia di Pavia

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Gentile Romina
dice che non a chi rivolgersi, ma se ha scritto a una rubrica tenuta da psicologi, lo sa a chi dovrebbe rivolgersi, non crede? La mia non è una risposta provocatoria, bensì un invito a considerare la sua situazione con uno sguardo realistico. Gìà di per sè, tenere nascosto l'uso di droghe per tre anni, non mostra una grande capacitù o desiderio di condivisione da parte del suo fidanzato, che oltretutto non ammette intrusioni di sorta nelle sue modalità di vista e non riconosce l'uso di sostanze stupefacenti come un problema (altrimenti gliene avrebbe parlato molto prima come una qualsiasi altra cosa ...non le pare? ). Invece, tenere nascosto...beh , fa pensare a una condotta voluta per non perderla. In ogni caso, il faro della sua vita, di lei intendo, Romina, dovrebbe essere il suo benessere, fisico e psichico. Ora, non mi pare che in questa storia lei ci stia bene , sia soddisfatta di essere picchiata e non considerata come persona, direi, calpestata. Le consiglio di rivolgersi a una/o psicologa/o che la aiuti a scegliere il più serenamente possibile la sua esistenza e la aiuti a guardare con maggior chiarezze dentro di sè , prima che tenere conto di un "amore" che non si può considerare tale.
Non so dove lei viva, ma in ogni parte d'Italia, esistono studi psicologici, si rivolga a uno specialista che sia anche psicoterapeuta, ha una preparazione più approfondita .
Dott.ssa Paola Federici (psicologa psicoterapeuta). Riceve a Binasco e a Milano

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Cara Romina,
lei si è sentita tradita dal comportamento del suo ex e ha reagito lasciandolo da solo. Lui non si rende conte delle conseguenze negative che può avere la dipendenza e l'unica cosa che vuole è "stare con lei" cosa che, d'altronde, vuole anche lei. Se il suo ex non vuole farsi aiutare è impossibile, oltre che poco proficuo, costringerlo con la forza. Penso che lei abbia provato a parlarne e a fargli capire che nel vostro rapporto non può esserci anche la cocaina e, mi sembra di capire, che la reazione di lui è stata molto chiara: non ha nessun problema ed è pronto ad allontanare tutti, anche con la forza, se cercano di dire il contrario. Il futuro che si prospetta per voi due, purtroppo, è proprio questo e lei non è disposta ad accettarlo anche se in questo momento c'è ancora un legame che vi unisce ma che si è irrimediabilmente spezzato.
Cari saluti
Dott.ssa Carla Francesca Carcione

Dott.ssa Carla Francesca Carcione Psicologo a Capo d'Orlando

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Molte domande si pongono dal momento in cui lei scopre che il suo compagno fa uso di sostanze soltanto nell'ultimo periodo. Cosa ha mantenuto in equilibrio il vostro rapporto, cosa è successo nell'ultimo periodo...alcune delle molte domande che sicuramente scaturirebbero da una eventuale terapia di coppia.
Personalmete in situazioni in cui un partner fa uso di sostanze sono solito consigliare una terapia psicoterapica individuale che faccia da percorso parallelo alla terapia di coppia.
Cordiali saluti.

Dr. Giovanni Tempesti

Dr. Giovanni Tempesti Psicologo a Poggibonsi

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Per quanto tu sia legata a lui, e' un soggetto dipendente. Per ora è meglio che tu prenda le distanze.

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Ha già fatto un grande passo ad allontanarsi.
Deve resistere e stare lontana da una persona che non può farle che male, anche se prova anche affetto per lui. Purtroppo la dipendenza affettiva può essere una dipendenza al pari delle droghe e può spingerla a delle "ricadute". Se questa persona continua a insistere ricorra a misure legali per allontanarlo, se arriva alla violenza può fare riferimento a centri antiviolenza. Se però c'è in lei la voglia di riavvicinarsi deve sforzarsi per non cedere. C'è un tempo che varia da persona a persona e da situazione a situazione e si riesce a sganciarsi psicologicamente a volte dopo qualche settimana, a volte dopo qualche anno, ma è certo che a un certo punto questa mancanza finisce. Se non riesce a farcela da sola perché ci sono degli spunti di fragilità emotiva che la legano a una persona inadatta può ricorrere alla psicoterapia

Dott.tancredi Pascucci Psicologo a Roma

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Il tuo fidanzato ha un problema di dipendenza, di una certa gravità. Se non si cura non avrà possibilità di guarigione. Prenditi cura di te, e sii consapevole che hai a che fare con un compagno con una personalità dipendente, con tutte le difficoltà che questo problema comporta. Chiediti se sei disposta ad avere ciò che hai in questo momento da lui e con lui. Lascia da parte il cuore e fermati a pensare alla tua vita. Inoltre aggiungo che i dipendenti difficilmente accettano un aiuto, in quanto lo negano poiché non riconoscono la facilità di ricaduta. Più che a lui pensa a te e rivolgiti ad un professionista della tua zona.
Cordiali saluti

Dott.ssa Elena Brancaccio Psicologo a Fiesso d'Artico

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Salve Romina, credo sia stata una scoperta molto dolorosa e dato che lei descrive l'altro come il suo grande amore, immagino che lei stia attraversando un periodo molto difficile. È importante che lei si faccia sostenere da un collega che possa aiutarla a comprendere quanto le sta accadendo e affinchè lei possa capire come reagire a questa situazione. Si faccia anche aiutare da chi le vuole bene, dai suoi genitori, dai suoi amici che possono ascoltarla ed essere una valvola di sfogo. Per il resto é bene che inizi un percorso psicologico di sostegno.
Cordialmente
Dott.ssa Sabrina Ornito

Dott.ssa Sabrina Ornito Centro di psicologia clinica Psicologo a Milano

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Romina, non voglio darti consigli su cosa fare con il tuo compagno, ma credo che la cosa più importante sua prenderti cura di te, rinforzarti e fare tanta chiarezza e ritrovare la tua energia insieme a qualcuno che non ti giudichi e che sappia aiutarti a far emergere i tuoi bisogni e ad attuarli in modo sano e buono per te. Prova a cercare un terapeuta per te. Immagino che in questo momento, con questi grandi sconvolgimenti improvvisi, tu possa sentire vacillare il pavimento sotto i tuoi piedi. Ti auguro il meglio.

Dott.ssa Antonella Marotta Roma

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Buongiorno gentile Romina,
quello che sta accadendo alla sua vita necessita di un aiuto psicologico concreto, oltre questa richiesta on line. La scoperta riguardo il suo ragazzo, la convivenza, le violenze psicologiche e fisiche, la stanno mettendo a dura prova ed è comprensibile che lei si senta disperata non solo per il naufragarsi delle sue aspettative di vita con lui, ma è importante che si faccia forza in se stessa e chieda aiuto senza cadere nella spirale di tentare di salvare il suo sentimento per lui. Un periodo di separazione può aiutarla a vedere la situazione dalla giusta distanza e nel frattempo un sostegno psicologico in presenza la renderebbero senz'altro più forte e più lucida.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Cara Romina
la sua urgenza emotiva primaria credo che consista nel salvare se stessa da una amore, divenuto oramai, tossico. Penso che ciò di cui lei ha più paura è l'affrontare il lutto per una storia finita e per una parte di lei. Lo scrittore N. Shakespeare scrive in "Danza di sangue" una fantastica verità." Parte del motivo per cui noi amiamo qualcuno è determinato dalla persona che diventiamo quando siamo in sua compagnia. Quando muore, noi non possiamo mai più essere di nuovo quella persona. E' per quell'altra persona che in realtà noi portiamo il lutto". Tutto ciò è vero ma cela un tranello. L'altro può aiutarci a mostrare delle parti di noi ma esse non dipendono dalla sua presenza e non scompaiono con la sua assenza. Ciò che di buono e costruttivo c'è stato nella vostra storia non scompare con la fine della relazione. Il tuo compagno ha bisogno di un aiuto specialistico. Non puoi salvarlo tu. Il rischio è che tu ti spenga in un'impresa impossibile che non è funzionale al benessere di nessuno dei due. I consultori familiari possono offrirti un valido sostegno psicologico.
Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Bonaccio

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Il primo aiuto di cui necessiti parte da te stessa. Non puoi assolutamente aiutare chi non vuole essere aiutato, non ne hai la possibilità, come nessuno può averla, del resto. Possiamo agire solo su di noi, che è quello che devi cercare di fare tu, facendoti aiutare con un percorso psicologico ad elaborare il lutto di questa relazione su cui avevi tanto e ciecamente investito, ciecamente al punto da non vedere gli evidenti disagi che sono nascosti in chi fa uso di sostanze.

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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Gentile Romina,
un pò sorprende che in tre anni di frequentazione lei non abbia mai avuto il sospetto che il suo compagno potesse avere il problema della tossicodipendenza da cocaina scoperto solo adesso.
Certo, sarebbe il caso di sapere qualcosa di più su frequenza e modalità delle assunzioni ma solo per avere un'idea più chiara della entità del problema che è grave già di per sè ed è ancora più grave se si aggiunge l'altro problema della violenza fisica di cui è stata fatta oggetto.
Per lei questo è un momento cruciale in cui si gioca sia la sua credibilità che il suo futuro. Infatti,per il suo compagno, dopo aver palesato la sua tossicodipendenza, aver affermato che non ha alcun problema e che perciò non ha bisogno di aiuto, averla picchiata e costretta a ritornare nella casa paterna, è un'operazione fin troppo comoda e scontata dire che vuole stare con lei!
Lei invece deve sapere che se lui non si riconosce il problema e non accetta di farsi curare, sarebbe un grave errore cedere al cuore nella illusione che non ci saranno conseguenze pesanti in futuro.
Le consiglio perciò di rimanere con i suoi genitori e troncare il rapporto senza rimpianti se il suo compagno non dimostra con i fatti di tenere a lei più che alla cocaina.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Romina
lo shock ricevuto dalla scoperta che il suo ragazzo fa uso di cocaina è comprensibile. Ha fatto bene a staccare dalla situazione e a ritornare dai suoi genitori. Ha bisogno di tempo per pensare, per raccogliere le idee, per prendersi cura di se stessa. E' bene che lei sappia che da sola sarà molto difficile aprire gli occhi al suo fidanzato, tanto più che lui sembra molto lontano da una sua presa di coscienza, dato che nega di avere problemi.
Inoltre, chi fa uso di cocaina spesso manifesta onnipotenza e autosufficienza compulsiva. E' molto difficile che riesca a chiedere aiuto, spesso lo fa quando il problema gli ha creato conseguenze legali o legate al lavoro o economiche.
Al Serd di zona le sapranno dire come comportarsi e dove cercare supporto psicologico per se stessa. Le auguro di non cadere nella trappola dell'Io ti salverò.
Cordiali saluti
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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Cara Romina,
comprendo la Sua difficoltà, non e' facile venire a conoscenza della dipendenza del proprio compagno.
Purtroppo le dipendenze sono difficili da trattare, ma se il suo compagno non ammette a se stesso di avere un problema non è possibile agire.
Se non frainteso la ha anche rivolto violenza fisica, e purtroppo non c'è garanzia che non possa accadere nuovamente.

Le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta per un sostegno. Affrontare con un professionista questo momento difficile le.permetterà di prendere delle decisioni in.modo lucido e sereno, che siano in linea con il suo desiderio.

Un caro saluto.
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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