Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Come posso uscire da questo disagio devastante?

Inviata da Marcello il 13 ott 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Gentilissimi psicologi, sono un ragazzo di venticinque anni, cui mancano due esami per laurearsi in scienze della formazione primaria all'Università degli studi di Napoli Suor Orsola Benincasa. Prima di parlare di me, enuncio il motivo per cui mi rivolgo a voi: da quasi due mesi sto passando un periodo d'ansia forte, causato da un blocco nello studio e difficoltà a studiare, e che comporta crisi di pianto frequenti tutti i giorni, pensieri depressivi relativi al futuro, abbattimento continuo e desiderio di non voler stare con gli amici, tranne una persona che mi sta riuscendo a sostenere in maniera ottimale. Sono sempre stato un ragazzo che si è impegnato molto nello studio dalle elementari, sono uscito dalle scuole medie con "distinto" e dal liceo pedagogico con 83. Ora all'università ho dato quarantacinque esami di base e tutti quelli della specialistica, ma per potermi laureare devo terminare i due esami restanti della base e il problema è che mi è venuta una forte ansia, che sta facendo dannare me e i miei genitori. È da maggio del 2014 che sto in cura da diversi medici e psicologi, cambiati diverse volte per prestazione inefficiente, solo che da lì ho iniziato a stare male per il non aver ancora avuto una ragazza a ventidue anni e ciò mi ha portato a vedermi un mostro di faccia. I miei genitori, preoccupati per i pianti e gli attacchi di ansia avuti davanti allo specchio, mi hanno portato da due chirurghi plastici, che mi hanno detto che sono un ragazzo perfettamente normale e che posso tranquillamente fidanzarmi con una ragazza, solo che devo lavorare sulla mia insicurezza. Ho lasciato il primo psichiatra per strafottenza verso le mie condizioni (alle sedute è sembrato scocciato, a volte non si è presentato agli appuntamenti senza avvisare e all'utimo appuntamento si è messo a messaggiare al cellulare, mentre ho parlato), il secondo medico è stato molto più sensibile e bravo, ma mio padre ha voluto mandarmi via da lui, perchè ad un certo punto ha voluto darmi un farmaco che mi avrebbe fatto sparire tutti i pensieri sulla mia faccia e che si usa nelle cliniche psichiatriche, ma papà non è stato d'accordo; il terzo medico l'ho lasciato perchè mi sono accorto che, anche se all'inizio la cura farmacologica ha sembrato funzionare, da quando mi sono rimasti due esami, oltre al disagio del vedermi brutto, cosa che la maggior parte delle persone contestano, dicendo che solo io mi vedo così, la terapia farmacologica non sta più funzionando e mi sono accorto che questo medico sia molto sbrigativo e, quando andavo da lui per la visita farmacologica, non mi prendeva sul serio. Adesso sto frequentando uno psicologo ad inidirizzo strategico a Napoli, che veramente mi ha dato dei risultati: non evito più gli specchi; non ho più comportamenti infantili e le mie abilità sociali, seppur lentamente stanno migliorando. Ma adesso è d'obbligo un flashback. Sono nato prematuramente con stress respiratorio e sono stato in incubatrice per venti giorni, ma il problema che ha creato una serie di problemi per il resto della mia vita è stato questo: a tre anni ancora non parlavo e questo ha fatto sì che io avessi avuto il supporto di un docente di sostegno dalle elementari (per problemi relativi al ritardo semplice del linguaggio) alle medie (dove qui è stato più un sostegno psicologico, dato che l'insicurezza ha iniziato a prendere il sopravvento su di me e senza di esso mi sarei sentito perso). Il sostegno ha comportato che avessi difficoltà relazionali, che adesso sono presenti in misura molto minore, e un autostima bassissima. Fino alle scuole medie ho avuto compagni di classe insensibili e cafoni, che per il sostegno e il mio infantilismo, mi hanno spesso tenuto a distanza. Dal liceo ho iniziato ad avere la mia "rivincita": senza il supporto di un docente specializzato, sono riuscito ad essere sempre promosso con voti buoni e a fare un bell'esame di Stato. Riguardo le amicizie, posso dire che ho trovato dei veri amici, da quando ho avuto quindici anni, seppure fossero più piccoli di me di tre7quattro anni; ma fino a due anni fa nella mia comitiva c'è stata una persona orribile che ha giocato con le mie debolezze: sapendo che mi vedevo brutto, usava questa cosa per umiliarmi e prendermi in giro, e questa persona, che fortunatamente è stata allontanata dal gruppo, col suo atteggiamento arrogante e deestabile, ha favorito ad acuire le mie insicurezze, al punto di vedermi un mostro di faccia, ulteriore stress che si è aggiunto a quello degli esami. Riguardo la mia storia familiare, pur avendo dei bravi genitori, devo dire che essa non sia stata molto felice: mia madre e mio padre litigano spesso, la causa è che mia madre ha un carattere molto ansioso, nervoso e che scarica sugli altri la sua rabbia; i miei dormono separati e non escono proprio insieme e queste cose mi fanno stare male. Mia madre non è stata sempre nervosa, ma lo è diventata in seguito a questi eventi: la perdita del primo figlio, appena nato; la morte del padre da ragazza e la morte della madre a dicembre del 2009. Alla luce di tutto ciò mia madre dopo il lavoro sta sempre chiusa in casa ed esce dalla sua stanza solo per cucinare e fare i servizi. Lei non riesce a gestire bene il malessere emotivo, che ora si è accentuato per il blocco universitario e la difficoltà a terminare i miei due ultimi esami. Poi va anche messa in gioco la componente ereditaria dell'ansia: mia zia e mia nonna sono state depresse e mia madre è ansiosa. Mi sento male per la sofferenza che sto creando ai miei genitori, anche se so che non ho scelto io di stare male, ma il problema è che mia madre, quando mi vede in preda all'ansia e alle crisi di pianto, si innervosisce e s i fa prendere dal panico, e ciò crea un circolo vizioso. Mio padre, invece, riesce più a starmi vicino in questo momento e ha detto che non devo esigere da me stesso di studiare, dato che sto male. Sono sempre stato un ragazzo grintoso per lo studio, ma adesso non riesco a capire perchè questi due ultimi esami mi stiano bloccando e facendo soffrire molto psichicamente. Vi chiedo: tenendo conto che la cura farmacologica, di cui più tardi parlerò non sta funzionando, come posso stare meglio? Vi ringrazio di cuore per le risposte in anticipo!

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta

Caro Marcello ho letto la tua storia con molta attenzione e man mano che procedevo avvertivo i diversi stati emotivi caratterizzati principalmente da ansia e rabbia. Le tue esperienze negative ti hanno indebolito e hanno generato in te credenze e convinzioni disfunzionali rispetto a te stesso, all'altro e alle relazioni. Fortunatamente l'ultimo percorso terapeutico intrapreso, da come racconti, sembra andare bene, pertanto, continua su questa strada. In merito al blocco universiratio bisognerebbe conoscere cosa sta accadendo adesso nella tua vita, che idea ti sei fatto di questo blocco, per poi identificare i tuoi pensieri in merito allo studio, al futuro professionale, alla strada che vorrai percorrere e a quelle che pensi possano essere le possibilità di realizzazione personale, nonché a cosa rappresenti per te concludere il percorso di studi. Affrontalo in terapia. Il tuo terapeuta saprà come aiutarti. Cordialmente.

Dott.ssa Simona B. Morabito Psicologo a Reggio Calabria

50 Risposte

164 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile Marcello,
dal quadro che, con un racconto vivo e partecipe emotivamente, sottopone, appare evidente una visione di sé e della propria identità psichica non ancora definita, bloccata dagli evidenti e gravi errori ed incapacità psicoeducative della Sua famiglia.
Solo una ristrutturazione della personalità, attraverso un approccio centrato sul ‘profondo’ – insomma un lavoro sulle emozioni, fin nell’inconscio – potrebbe reindirizzarla su una strada di effettiva crescita personale e di costruttiva e progressiva maturazione psicologica in direzione della costruzione di un’autostima – meglio, per dirla con Bandura: di ben più concreta e fattiva ‘autoefficacia percepita’.
E questo sarebbe ben fattibile, visto che, data l’età, è on the road nella strutturazione della Sua personalità – e tutto, ma davvero tutto, è ancora possibile.
Un approccio dl genere potrebbe in tal caso essere valido per ristrutturare le parti immature e adolescenziali della Sua personalità ed eliminare dai suoi ‘meccanismi’ quei granelli che – per così dire – ne ostacolano il corretto e felice funzionamento in direzione della crescita personale e dello sviluppo adulto della Sua identità, oltre ogni psicopatologica insicurezza e disistima. Cordiali saluti.
prof. Roberto Pasanisi

CISAT (Centro Italiano Studi Arte-Terapia) Psicologo a Napoli

15 Risposte

2 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile Marcello,
la difficile situazione familiare e i problemi che hai vissuto nella tua infanzia e adolescenza nonchè l'incertezza per il tuo futuro hanno forse contribuito a questa tua insicurezza attuale e al riacutizzare le tue ansie dismorfofobiche.
Ti consiglierei comunque di evitare i trattamenti farmacologici e di continuare la psicoterapia con questo terapeuta con cui ti stai trovando,bene e che potrà aiutarti anche a migliorare la tua autostima per poter affrontare al meglio i rimanenti impegni di studio.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

6578 Risposte

18420 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Buongiorno Marcello, mi dispiace molto per le difficoltà che ha dovuto affrontare nel corso della sua vita e che effettivamente possono provocare un grande malessere.
Mi perdoni, c'è una cosa che non capisco: se ha trovato uno psicologo che la sta aiutando molto, come mai si chiede ancora come può stare meglio?Per ora avete iniziato ad affrontare alcuni dei suoi problemi, ma se si trova bene ci sono tutti i presupposti per arrivare ad affrontare e a superare anche le altre difficoltà. Mi sembra che questo psicologo si sia guadagnato la sua fiducia, quindi forse dovrebbe semplicemente continuare a seguirlo.

Dott.ssa Erica Tinelli Psicologo a Orte

234 Risposte

302 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Autorealizzazione e orientamiento personale

Vedere più psicologi specializzati in Autorealizzazione e orientamiento personale

Altre domande su Autorealizzazione e orientamiento personale

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 19050 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 15500

psicologi

domande 19050

domande

Risposte 77950

Risposte