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Come posso trovare coinvolgimento emotivo?

Inviata da Fabio il 17 mag 2018 Autostima

Salve,
Sono un ragazzo di 18 anni che da un po' affronta lunghi periodi di apatia con tentativi di "riparazione" tra un piacere e l'altro.
Il senso di vuoto è profondo e lacerante: la vita che vivo sembra non essere mia, la immagino più al futuro che al presente, parlo poco con me stesso.
La mia razionalità ( a cui mi affido sempre per manie di perfezione e per profonda insicurezza) credo sia eccessiva e,quando cerco di abbandonarla un po',sopraggiunge un tale stato di inquietudine che non mi consente di penetrare nelle mie emozioni ( salvo alcune volte in cui sono profondamente turbato senza motivo e piango come un bambino).
Ansia, senso di frustrazione e sensazione di essere un automa cominciano a diventare pesanti: non riesco più a studiare, non sento un'identità, vado alla ricerca di attenzioni per garantirmi una labile autostima, tendo a isolarmi sempre di più.
Il desiderio di una vita perfetta, di una rivalsa su tutto e tutti mi conduce ad un iperlavoro e a una concezione meramente utilitaristica di ogni azione che ormai mi sta schiavizzando.
Tuttavia, dal mio aspetto esteriore non si sospetterebbe mai una situazione del genere: dò brillanti risultati a scuola, nell'attività fisica, ho una vasta rete di amici, una ragazza con cui sto da più di 3 anni, ricevo lodi a destra e a manca per la persona che sono.
Ma andiamo al dunque: per trovare motivazione nella vita, per ascoltare me stesso, per vivere serenamente, credo di aver bisogno di un coinvolgimento emotivo che forse rifiuto per timore di abbandonare la ragione ( che inconsciamente ritengo infallibile, come vorrei essere io).
Questa condizione mi ha inferto fallimenti ( che seppur di lieve entità, mi abbattono) che vorrei compensare, ma è come se il mio Io si rifiutasse, costringendomi a trattarmi come un asino da soma.
Ho altissime pretese da me: durante la prima adolescenza ho vissuto complessi di inferiorità ( per la mia sensibilità e diversità dagli altri) che pian piano, dopo una forte palingenesi dell mio aspetto, si è tramutata in superiorità sugli altri e narcisismo.
Vorrei abbandonarmi seriamente a una vita più genuina, serena, soddisfando le mie naturali esigenze emotive ed evitando i mille complessi che mi creo ogni giorno.
Potreste darmi un consiglio?
Anticipatamente grazie.

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Gentile Fabio, descrive molto accuratamente cosa la preoccupa e cosa le manca. Sembra abbia una buona consapevolezza a riguardo e questo sembrerebbe mostrare anche una sua predisposizione a un percorso psicoterapeutico per affrontare il suo problema. L'emotività e la razionalità dovrebbero creativamente convivere e cooperare, delle volte una emerge sull'altra e come nel suo caso nasce un disagio. Se è riuscito a chiedere aiuto qui, forse, si sente pronto per intraprendere un percorso per comprendere come arrivare al suo obiettivo, abbandonarsi a una vita genuina e aprirsi al suo mondo emotivo, senza troppi timori.
Le consiglierei anche qualche libro di Osho, in quanto porta ad avere un attenzione consapevole alla propria emotività, anche per i non addetti ai lavori.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Dott.ssa Anna Mura
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Anna Mura Psicologo a Torino

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Caro Fabio, da dove nasce questo bisogno di infallibilità e perfezionismo che descrive?Derivano forse da delusioni vissute in passato? da un imperativo acquisito in famiglia? Nel primo caso sarebbe necessario tornare sulla situazione vissuta per poterla elaborare. Il secondo caso, (che credo sia anche il più probabile) la mette di fronte al compito di separarsi e differenziarsi dalla propria famiglia, scegliendo cosa accogliere e fare proprio di quanto essa le ha trasmesso e quanto, al contrario, lasciare andare.
Inoltre, come ci si allena per potenziare determinati muscoli e prestazioni fisiche, allo stesso modo è possibile affinare la propria consapevolezza emotiva con un lavoro su di sè, in cui esercitarsi ad una maggiore presenza emotiva. Un breve percorso psicologico la potrebbe aiutare in tal senso.
Un caro saluto,
Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa e Psicoterapeuta
Napoli

Dott.ssa Laura De Martino Psicologo a Napoli

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Gentile Fabio,
la razionalità e le emozioni insieme al corpo e alla fantasia sono le quattro sfere della psiche che dovrebbero funzionare in modo integrato per non creare degli scompensi e quindi psicopatologia.
Considerando che hai appena 18 anni e quindi sei ancora adolescente, hai tanto da maturare e puoi sfruttare la tua intelligenza per concederti la possibilità di questa integrazione attraverso un adeguato percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Fabio, arriva forte e chiara la difficoltà ad uscire dalla prigione dorata della tua razionalità e, direi, del tuo bisogno di controllo. Le emozioni sembrano per te un qualcosa di minaccioso, da cui bisogna fuggire per timore di esserne inghiottito: ti chiedo dove hai imparato tutto ciò? dove e quando hai capito che una "maschera di perfezione" è più funzionale e salvavita della spontaneità di essere te stesso con le tue fragilità? Non c'è una ricetta preconfezionata da darti, solo lo sprone a non chiuderti in te stesso e a prenderti cura di te. Sembri avere buone capacità elaborative e una psicoterapia potrebbe aiutarti a "lasciare le redini" e a riscoprirti sconosciuto e diverso nella naturalezza di ciò che realmente sei. Un augurio di cuore per la tua vita, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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