Come posso superare una fobia che è diventata sempre più un tormento?

Inviata da francesca. 12 feb 2014 15 Risposte  · Fobie

Sono una ragazza di 22 anni... Da molti anni convivo con una forte ansia di fronte a situazioni quali andare al ristorante o in pizzeria da sola o con altre persone... poichè mentre sono con loro a tavola sento un forte senso di ansia che si trasforma in attacco di ansia... il cuore comincia a battermi a mille e ho un senso di nausea fortissimo... delle volte, quelle volte che mi sento costretta ad affrontare queste situazioni x inviti con i miei o il mio ragazzo, riesco a controllarmi e non vomitare... anzi ultimamente non vomito più solo che mi rimane per quasi tutto il tempo una forte ansia fino a quasi quando non vado via da quel ristorante... a meno che non riceva frasi delle persone che mi stanno attorno del tipo tranquilla mangia quello che ti senti, o se mi accorgo che nessuno mi sta osservando e si fa i fatti propri... ma se iniziano ad invadermi dicendomi che sono molto magra perchè io sono di fisico molto magra, per me il fatto di farmi notare molto questa cosa insistentemente mi fa stare male. Aggiungo una cosa molto importante... Tutto ciò è iniziato all'età di 9 anni quando mi spostai con la mia famiglia a vivere in un'altra città e cambiai scuola... ero in un Istituto di Suore e la Suora che era mia insegnante, era molto severa con i miei compagni... x me era un ambiente soffocante quello... e cosi ogni mattina prima di andare a scuola vomitavo tutte le mattine perchè non volevo andarci... mia mamma a quel punto parò sia con il mio pediatra sia con la suora... perchè tutto il suo modo di essere, mi metteva troppo disagio ... il pediatra volle che continuavo ad andare a scuola e dopo qualche mese in quel contesto scolastico, io cominciai a tranquillizzarmi e non vomitare piu... però tutte le volte o quasi tutte che poi andavo fuori a cena, o in casa di parenti e amici... a me continuava a venirmi quel senso di vomito soprattutto a tavola... solo a casa mia stavo bene e mi sento veramente bene... adesso sono cresciuta e vorrei capire perchè mi succede tutto questo quando devo andare a cena fuori con il mio ragazzo o a casa sua dai suoi?? E perchè mi prendo cosi di tanta ansia?? vorrei trovare delle risposte perchè dopo cosi tanti anni sono stanca di vivere con questo problema e far soffrire pure le persone che mi vogliono bene... da qualche mese vado da una psicologa... ma lei mi ripete che il mio potrebbe essere un disturbo alimentare, dato che sono una raga di 22 anni e peso 40 kg... ma io non credo questo.. poichè quando sono in casa mangio molto e di tutto... ciò mi accade fuori casa dove io non mi trovo a mio agio... perchè ho sempre paura che gli altri possano giudicarmi per questo mio fisico magro... Qualcuno potrebe dirmi dalla mia descrizione della mia vita se il mio è solo un problema sociale o si tratta di un disturbo alimentare? Spero qualcuno di competenza possa darmi qualche risposta che non riesco ancora a trovare davvero... e soffro molto dentro di me!

famiglia , amici , disagio , capire

Miglior risposta

Gentile Francy, immagino come tu possa stare male vivendo quanto descritto.
Rispetto all'ipotesi di un disturbo del comportamento alimentare il fermarsi solo a peso ed età dice ben poco.
Ci sarebbero tanti altri aspetti da
approfondire ...
Purtroppo in questo contesto risulta impossibile darti delle risposte più precise.
Prova a sentire il parere di uno psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale che sia sul versante dei disturbi del comportamento alimentare che disturbi d'ansia, risultano attualmente quelli più afferrati

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ciao
io sto in una situazione simile alla tua da quando ero piccolo,ansie-paure-vomito e altro....che con il tempo è peggiorata e sono ancora qui sempre più chiuso e ho qualche anno in più di te :(

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30 APR 2014

Gennaro

Dott.ssa Gioia Negri, innanzitutto la ringrazio moltissimo per avermi risposto... Le posso dire che la sua risposta mi da molto sollievo perchè mi sto accorgendo che lei dal mio breve racconto sia stata in grado di capire la mia situazione. Le ripsondo alle domande che mi ha formulato. Io ho sempre avuto il ciclo mestruale da quando mi sono formata, non ho mai fatto diete di nessun tipo in vita mia, ed anzi cerco di mangiare il piu possibile per aumentare di peso... e prendere dei chili... Questo potrebbe anche favorire il fatto che non dovrei sentire i pregiudizi negativi della gente del tipo: "Sei molto magra" opp "Mangia che devi ingrassare" ecc ecc. Però il problema che rimane è che qnd sn fuori casa, non riesco a mangiare tanto come vorrei e come faccio invece quando sono in casa, poichè ho paura che mi venga questa crisi di ansia. E di non riuscire a tenere il controllo e vomitare. Le porgo i miei piu Cordiali Saluti.

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18 FEB 2014

francesca

Dott. Giuseppe Del Signore, innanzitutto la ringrazio moltissimo per avermi risposto. Le rispondo alle sue domande. Riguardo alle visite mediche che mi chiedeva, le posso dire che di recente ho fatto le analisi del sangue e alla tiroide, cm di routine annualmente solitamente faccio, ed i valori sono tutti nella norma. Io cmq peso 40 kg e la mia altezza è di 1.63 e da ciò è evidente ke sn sottopeso. Però essendo ke siamo entrati in merito al discorso vorrei gentilmente chiederle, questo mio peso può essere dovuto alla mia costituzione? può essere un fattore anche ereditario? I miei genitori da giovani erano molto magri... e pure i nonni... le dico anche ke sin da piccola il mio pediatra ed oggi la mia dottoressa, medico di famiglia, mi hanno sempre detto di star tranquilla poichè dalle mie analisi del sangue emerge che fisicamente sto bene. La psicologa che mi segue da un mese e mezzo, però mi sta un pò facendo preoccupare, perche mi dice ke non può essere che la mia sia una magrezza costituzionale... E allora non capisco.. Se io sto riconoscendo che sia un disturbo d'ansia, perchè lei insiste cosi tanto sul fatto che il mio possa essere un disturbo alimentare? Le ho spiegato che mangio molto a casa e mi piace mangiare molto.. Solo in quelle situazioni in cui mi trovo a disagio, manifesto questa forte ansia che mi porta al senso di nausea e voglia di vomitare e mi fa chiudere lo stomaco. Se le va di darmi risposta, la ringrazio già in anticipo. Cordiali Saluti.

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18 FEB 2014

francesca

Dott.ssa Critelli Laura Antonietta, innanzitutto la ringrazio enormemente per avermi risposto e le pergo le mie scuse per la mia risp in ritardo. Posso affermare anche io dalle sue supposizioni che, il trovarmi in situazioni nuove (quali ristoranti o pizzerie in cui non sn mai andata) mi mette gia in anticipo molta ansia poichè ho il pensiero di nn riuscire a trovarmi a mio agio... ed anche con le pers nuove... Ed in queste situazioni qui, ciò riflette molto sul mio fisico poichè ho sempre paura di essere giudicata negativamente sulla mia magrezza (fin da piccola mi diceva la gente ke lo ero) e ciò mi fa stare male. Appena mi metto a sedere in un locale penso: e se poi lascio qualcosa da mangiare penseranno che sn malata.. che magari non ho mangiato tutto x questo... e ciò mi mette fin troppa ansia già prima che mi arrivi il piatto. Mi prendo di ansia, e mi viene pure da vomitare. Mi si chiude pure lo stomaco in quel contesto cdove nn mi sto trovando a mio agio completamente, e solo se riesco a distrarmi e non pensarci piu a cio... riesco a tranquillizzarmi, allora riesco a mangiare qualcosa. Ma non sempre se nn prima esco da quella situazione di disagio ke si viene a creare dentro me. Finisco col dirle che vado dalla psicologa da circa un mese e mezzo. Ma non ho ancora trovato chiarezza. Anche perchè quando le chiedo cm posso risolvere questa situazione, non ho avute risposte da parte sua. Cordiali Saluti.

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18 FEB 2014

francesca

Gentile Francy
dalla sua chiara descrizione del problema sembra che si tratti di una sintomatologia di origine ansiosa più che un problema alimentare. Tuttavia, sarebbe opportuno procedere con una approfondita diagnosi psicologica, magari supportata da un test di personalità che possa darci una misura dell'ansia. Dopo di ciò si hanno elementi sufficienti per decidere quale sia la terapia più indicata: se il doppio binario (tecnica di rilassamento sul piano fisico e analisi sul piano psichico) oppure una terapia strategica breve o, ancora, una tecnica che utilizza le immagini mentali. In ogni caso si tratta di terapie psicologiche brevi (10-15 sedute) che possono essere svolte anche da casa, in modalità on-line con il programma Skype, scaricabile gratuitamente.
un caro saluto

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17 FEB 2014

Logo Dr.ssa Maria Giovanna Zocco Dr.ssa Maria Giovanna Zocco

158 Risposte

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Cara Francy,
il suo disturbo segnala simbolicamente il rifiuto di alcune situazioni nelle quali lei si trova in grande difficoltà e che hanno a che fare con la dimensione alimentare in quanto rapporto tra dentro e fuori, cioè tra sè e mondo esterno. In questo senso la collega che la segue parla di disturbo alimentare che nel suo caso si complica con una forte ansia che sfocia in attacchi di panico vero e proprio. Non è un caso che questi attacchi si presentino al ristorante: luogo di convivialità e di piacere attorno ad una tavola insieme agli altri. Cerchi di seguire ancora la sua terapia con la quale non voglio interferire, ma verso la quale in questo momento lei prova delle resistenze.
Se crede mi contatti in privato.
Cordiali saluti

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14 FEB 2014

Logo Dott.ssa Lilia Di Rosa Dott.ssa Lilia Di Rosa

62 Risposte

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Gentile Francy
ci sono tante questioni di lei che solleva.La paura di essere giudicata, la forte ansia in situazioni costrittive e il conseguente vomito, un importante collegamento con episodi del suo passato; il suo disagio durante le cene esterne alla vita familiare,sarebbe
tutto da approfondire.Il disagio che prova investe anche la sfera della regolazione alimentare ma ciò va capito in due in un ambiento protetto. Le consiglio di approfondire con la sua psicoterapeuta e di tirar fuori ciò che pensa ed i suoi dubbi.Un cordiale saluto.Dott.ssa Marialba Albisinni, psicologa, psicoterapeuta.Regolarmente iscritta all'Ordine degli psicologi del Lazio.

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14 FEB 2014

Logo Dr.ssa Marialba Albisinni Dr.ssa Marialba Albisinni

40 Risposte

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Gentile Francy,
sembrerebbe che sia il fatto di stare in luoghi non conosciuti che ti procuri l'ansia, come se il mondo che ti circonda, che non conosci ti crei difficoltà. Quando parli del fatto che ti è accaduto anche quando avevi nove anni, ma poi si è risolto continuando ad andare a scuola, mi fa pensare che un luogo inizialmente sconosciuto sia diventato pian piano famigliare e quindi meno "pericoloso", quindi accettabile e frequentabile. Oppure potrebbe essere che trovarti in situazioni "nuove" ti crei disagio come se fosse difficile per te adattarsi ad una nuova situazione. Sono solo delle ipotesi queste, ma il fatto che stai intraprendendo un percorso psicologico mi sembra un buon modo per cercare di risolvere la situazione. Non so da quanto tempo hai iniziato il percorso con la professionista di cui parli, ma cerca di fidarti di lei e di affidarti a lei , datti tempo, datevi tempo per conoscervi e capire cosa accade veramente dentro di te quando ti trovi nella situazione di mangiare fuori da casa tua. Lo stato che provi di ansia e di voler vomitare potrebbe essere un modo in cui il tuo corpo ti sta parlando per dirti che c'è qualcosa che non va. Che sia un disturbo alimentare o meno mi è difficile capirlo in questo contesto e poi la tua psicologa ha detto che "potrebbe" esserlo, ma probabilmente non ne è ancora sicura, mi viene da dire che poco importa etichettare il disturbo…Di fatto non stai bene ed è importante che tu percorra una strada per poter invece stare bene. Incontrati con la psicologa e affidati, cerca di capire perché c'è il problema e da dove viene: sperimentando il trattamento potrai capirlo…Dai alla psicologa e a te stessa la possibilità di comprendere e poi cambiare.
Cordialmente

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14 FEB 2014

Logo Dott.ssa Critelli Laura Antonietta Dott.ssa Critelli Laura Antonietta

10 Risposte

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Cara Francy,
il suo disaggio non è da sottovaglutare veramente. L'agorafobia in arrivo con la forte ansia, che dirrei sono dei attacchi di panico devono senz'altro presi in considerazione da uno teraputa. Non saprei dirle perche la sua psicologa non si è acorta per questo, ma le consiglio di approfondire le cose.
Di solito il disturbo che le ho descrito si manifesta dopo anni e proviene sempre da un qualosa che è successo nel periodo infantile, manifestandosi con il distacco sociale e il riffuto.
lavoriamo anche on-line se l'ha interessa.
In bocca al lupo

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14 FEB 2014

Logo Dott.ssa Stoyanka Georgieva Dott.ssa Stoyanka Georgieva

225 Risposte

136 voti positivi

Cara ragazza,
lei ha un problema di insicurezza e bassa autostima, questo chiaramente si ripercuote nelle sue relazioni affettive, amicali, sentimentali ecc.. Tutto ciò non esclude il disturbo alimentare. Ha fatto delle visite mediche (endocrinologiche, esami alla tiroide ecc.) per comprendere se la sua magrezza è di natura organica o meno?
Credo che dopo "qualche mese" lei debba avere una diagnosi certa e non dovrebbe persistere il dubbio se ci sia correlato o meno un disturbo alimentale.
Che tipo di percorso sta facendo?
La Collega che la segue è specializzata in psicoterapia? Può verificarlo su questo link:
https://areariservata.psy.it/cgi-bin/areariservata/albo_nazionale.cgi
Credo sia importante nel suo caso fare un trattamento psicoterapico, meglio se ad indirizzo psicodinamico.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta Viterbo

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14 FEB 2014

Logo Dott. Giuseppe Del Signore Dott. Giuseppe Del Signore

834 Risposte

643 voti positivi

Ciao Francy
il tuo è chiaramente un problema che abbraccia sia la sfera alimentare/affettiva che sociale, sotto forma di una fobia specifica.
Il fatto che a casa mangi e non lo fai fuori è una peculiarità del tuo disturbo alimentare, ma il peso definisce la criticità della situazione, sebbene non sia specificata la tua altezza.
Non hai alternative se non intraprendere quanto prima una terapia psicologica con un terapeuta nella tua zona di residenza.
Nel caso in cui il servizio privato, sia troppo esoso per te, ma non credo, perchè con la crisi tutti i colleghi applicano tariffe abbastanza gestibili, puoi optare per il consultorio, ma nel tuo caso sarebbe opportuno intraprendere un rapporto continuativo e stabile con un terapeuta esperto.

Spero di esserti stata utile
D.ssa Michelini

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14 FEB 2014

Logo D.ssa Silvia Michelini D.ssa Silvia Michelini

162 Risposte

126 voti positivi

Gentile Francy
innanzitutto i criteri per una diagnosi di disturbo alimentare sarebbero da appurare ulteriormente, ad esempio: lei ha ancora il ciclo mestruale? il suo indice di massa corporea è adeguato (non basta sapere solo il peso)? Lei si impone diete restrittive, ha paura di ingrassare, pensa costantemente a pianificare i suoi pasti? Poiché lei non menziona alcuno di questi aspetti non mi sento di dire che ci troviamo di fronte a un disturbo alimentare, quanto piuttosto ad una invalidante fobia sociale che si manifesta soprattutto in situazioni conviviali (paura di mangiare davanti agli altri, di essere giudicata, emetofobia =paura di vomitare). Finora a quanto pare Lei ha capito se stessa meglio della sua psicologa.

Tenga presente però che la formulazione di una corretta diagnosi non corrisponde alla soluzione del problema, ma è un fondamento basilare per l'inizio di una terapia adeguata.

Cordiali saluti e in bocca al lupo.

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14 FEB 2014

Logo Dott.ssa Gioia Negri Dott.ssa Gioia Negri

32 Risposte

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Cara Francy,
purtroppo è impossibile fare una diagnosi online basandosi soltanto su questo tuo breve racconto, tieni conto che solitamente la raccolta dei dati iniziale richiede almeno un paio di sedute! Al momento quello che riporti sembra essere una sintomatologia di tipo ansioso, visto che tu stessa scrivi di avere timore del giudizio altrui e questo ti scatena disagio, batticuore e nausea. Forse il basso peso potrebbe essere una conseguenza di questo malessere, dato che finisce o finiva spesso per sfociare nell’espulsione del cibo o nell’assunzione di pochi alimenti se in preda a sensazioni di nausea. Tuttavia riporti un episodio infantile in cui il problema sembrava essere legato all’ambiente scolastico che non ti piaceva per le modalità di cura con cui vi trattavano gli insegnanti, ed episodi più recenti in cui il disagio insorge per un giudizio nei tuoi confronti e nei riguardi del tuo fisico. Ci sono delle cose che accomunano questi eventi secondo te? Inoltre non emerge come mai ti far stare male il fatto che notino il tuo fisico magro. Che rapporto hai con il tuo corpo e con il cibo al di fuori di queste esperienze sociali? Il fatto che tu abbia richiesto una consulenza psicologica è già un importante passo avanti per riuscire ad uscire da questa situazione, ma ricorda che occorre darsi del tempo, impegnarsi e avere pazienza. Quando i problemi sono presenti da diverso tempo, sono più radicati e hanno probabilmente instaurato vari meccanismi di mantenimento. Essi richiedono quindi un percorso un po’ più lungo ma certamente possibile di buona riuscita. Quello che vorrei consigliarti è di notare se il professionista a cui ti stai rivolgendo è soltanto psicologa o anche psicoterapeuta, perché per trattare al meglio questa situazione occorre qualcosa di più di un sostegno e una terapia più accurata.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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14 FEB 2014

Logo Anonimo-127163 Anonimo-127163

319 Risposte

230 voti positivi

Gentile Francy,
solo un clinico esperto, durante una valutazione oportuna prima di intervento specifico sulla fobia,potrà dirle con certezza di quale fobia o cmq disturbo psicopatologico trattasi
paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale

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14 FEB 2014

Logo Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia)

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