come posso superare un periodo buio senza che si rifletta su tutta la mia vita ?

Inviata da michela · 22 set 2022 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve, sono una studentessa universitaria di 20 anni e ultimamente sto avendo problemi per quanto riguarda il rapporto con la mia vita e con me stessa. La situazione in casa con i miei genitori non la trovo stressante, ma alcune volte mi fa sentire ignorata e incompresa, in quanto mio padre tra le tante cose sembra non avere interesse in ciò che dico/faccio e ciò mi spinge a chiudermi fino a quando non ho veri e propri momenti di ira contro di loro. Per me è devastante il fatto che lui non si accorga minimamente che la sua unica figlia stia passando un periodo difficile psicologicamente. E' come se non provasse interesse in me e nella mia vita, non conosce i miei amici, non sa dove esco abitudinariamente ed è presso che assente nonostante lo veda tutti i giorni, una figura nello sfondo che a volte interagisce ma mai abbastanza, mai in modo positivo, soltanto sbraitandomi contro cattiverie che nemmeno lui pensa ma che purtroppo io, a distanza anche di anni, porto sempre nel mio cervello. Mia madre, al contrario, mi supporta e per ciò ne sono molto grata. Diverse volte mi è capitato di aprimi con lei per quanto riguarda la situazione con mio padre e ho ricevuto parole di conforto seguite però da "se ti senti così allora forse devi cambiare tu e non lui, perche lui è cresciuto così", e anche se so che il rapporto è bilaterale e che la parte di torto appartiene a mio padre tanto quanto a me, io penso comunque di essere il problema sotto sotto.
Nessuno di loro pone pressione sulla mia carriera universitaria che sta andando non a gonfie vele, ma comunque prosegue con il mio solito passo buono ma un po' più lento. Potrebbe sembrare un modo per trovare delle scuse ma questo primo anno per me è stato molto duro: due delle mie più care amiche si sono trasferite per studiare, ho avuto diversi problemi di salute e circa un mese fa ho subito un grave lutto in famiglia, che ha destabilizzato completamente le dinamiche della mia vita.
Scrivere queste cose mi è molto difficile in quanto nella vita reale non mi apro con nessuno e anche solo ammettere di non avere metabolizzato bene il lutto è una immensa fatica per me ma sono disposta a farlo per cercare di comprendere questo vuoto che sento dentro costantemente, questo senso di insoddisfazione per quanto riguarda la mia persona. Non penso di essere una persona orribile, ricevo supporto e parole confortanti dalle persone intorno a me, eppure quando mi guardo allo specchio non vedo ciò che vedono loro, non vedo un qualcuno che si impegna, che vale, un qualcuno che abbia qualcosa da dimostrare. Vorrei cercare di capire per quale motivo mi trovo in una situazione in cui riesco a mostrare il mio valore a tutti tranne a me stessa.
All'inizio pensavo di aver bisogno di "validazione" da parte di chi mi sta intorno ma ultimamente mi sto accorgendo che tutte le parole rassicuranti che mi vengono rivolte non fanno altro che viaggiarmi da un orecchio all'altro, non riesco a portarmele nel cuore, quasi come se non ci facessi nemmeno caso (nonostante io sia estremamente grata di averne ricevute).
Se ripenso alla me del passato però, non riesco a ritrovare momenti in cui ho provato ciò che provo ora anzi, sono sempre stata molto orgogliosa di me stessa anche se magari non davo proprio il massimo, non me ne facevo chissà quali problemi. Non ho mai avuto momenti di buio e tanto meno momenti in cui sbottavo contro la mia famiglia come invece succede molto frequentemente in questi ultimi mesi. Quando sono con le mie amiche nascondo come mi sento davvero perché non voglio appesantire i momenti con la mia tristezza e ammetto che a volte, quando mi apro, tendo a sminuire i miei stessi sentimenti, magari non reagendo come avrei voluto semplicemente per non creare disguidi, litigate o per non dover parlare di ciò che provo.
Mia madre mi ha detto più volte che se mi trovo in un momento difficile, forse parlarne con un esperto potrebbe aiutarmi, ma io non so se ciò che provo sia effettivamente valido abbastanza da rivolgermi a qualcuno di specializzato. Per me è molto difficile esprimere a parole ciò che sto attraversando e forse anche questo è un ostacolo al mio percorso, non riesco a essere chiara nemmeno con me stessa mentre scrivo questo messaggio.
Non ho una vera e propria richiesta, semplicemente volevo esprimere ciò che sentivo e la forma anonima mi sembrava la migliore :)
Vorrei tornar a essere la versione di me più spensierata senza aver bisogno di ricorrere costantemente a questa maschera di un qualcuno che ormai non riesco più a ritrovare.

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Miglior risposta 23 SET 2022

Cara Michela, innanzitutto grazie per la tua preziosa e coraggiosa condivisione. Capisco la situazione che descrivi, e ne comprendo le fatiche. Mi sembra che ci siano molte cose che andrebbero esplorate, sicuramente con l'aiuto di uno specialista. Anche se non ritieni necessario parlare con uno specialista, credo che intraprendere un percorso di terapia, parlarne con un terapeuta potrebbe aiutarti ad esplorare ed elaborare a fondo quelle che sono le motivazioni sottostanti alle tue fatiche.
Resto a disposizione
AV

Dott.ssa Antea Viganò Psicologo a Pessano con Bornago

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23 SET 2022

Cara Michela,

grazie per la tua condivisione, credo che raccontarsi non sia mai semplice e sia un gesto molto coraggioso, anche in forma anonima.
Alle volte non è nemmeno semplice definire una richiesta esplicita rispetto al proprio malessere, ma ciò non toglie legittimità alla sofferenza che stai attraversando. Non ci sono difficoltà o sofferenze che non siano abbastanza valide per intraprendere un percorso psicologico: qualsiasi sofferenza merita ascolto e cura.

Mi ha molto colpito la frase in cui dici di non riuscire a portare nel cuore le parole rassicuranti: penso che per riuscire a portarle nel cuore serva un cuore abituato ed allenato a ricevere quella validazione. Se nelle nostre esperienze relazionali non ci siamo sentiti riconosciuti nei nostri bisogni e nelle nostre emozioni, è più difficile accogliere questi riscontri e dare valore alla nostra sofferenza.

Immagino che il periodo che stai attraversando sia particolarmente complesso, a causa del dolore per il lutto familiare, i cambiamenti delle dinamiche date dall'inizio del percorso universitario e l'affacciarsi alla vita da giovane adulta, con tutte le messe in discussione e insicurezze che comporta, i rapporti familiari e amicali.

Certamente queste riflessioni andrebbero contestualizzate andando ad approfondire più a fondo quella che è la tua storia, il tuo vissuto e la tua esperienza anche passata. Un percorso psicologico potrà sicuramente aiutarti in questa esplorazione, in una maggiore comprensione e validazione dei tuoi bisogni e delle tue emozioni e in un riconoscimento del tuo valore.

Rimango a disposizione anche online,
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Toppo

Claudia Toppo Psicologo a Milano

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23 SET 2022

Salve Michela, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FD Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice Psicologo a Roma

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