Come posso superare questa paura e andare avanti?

Inviata da Alessia · 15 dic 2016 Psicologia risorse umane e lavoro

Vivo constantemente con la paura di legarmi e affezionarmi a qualcuno, perché so che prima o poi il rapporto finisce. Un mio amico si era legato tantissimo a me, e nonostante la paura, mi ci sono legata anch'io. Era da tanto tempo che non mi succedeva. Poi dal nulla si è allontanato, ha deciso di chiudere ed io ci sto malissimo. Tutti mi dicono che lui prova qualcosa per me e sta cercando di spronarmi, io non so se davvero sia così, non capisco il senso. Ho cercato di riprendere i rapporti, ma non ha voluto saperne. Fa discorsi senza senso, e se questa é stata la sua decisione, la rispetto. Non corro dietro alle persone. Non voglio piu dipendere i miei umori da qualcuno. Dopo tanto tempo ero riuscita a riaprire il mio cuore a qualcuno, e per l'ennesima volta non è stato apprezzato. Ho paura a legarmi ancora, voglio smettere di stare male per questo mio amico..

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Miglior risposta 16 DIC 2016

Gentile Alessia,
sicuramente lontane delusioni intra- o extrafamiliari ti hanno resa diffidente e forse anche un pò ambigua nei confronti degli altri.
Infatti, sei rimasta sentimentalmente ferita dal ritiro di questa persona che però definisci un "amico".
Fai bene a non correre dietro alle persone e a non far dipendere da loro il tuo umore ma questo non deve farti chiudere in una corazza che diventa poi una gabbia.
Nelle relazioni sentimentali occorre innanzitutto chiarezza e buona capacità comunicativa. Se poi vi è anche una buona autostima si può investire affetto per qualcuno salvo a disinvestirlo qualora dovessero crollare presupposti importanti.
Un percorso di psicoterapia, potrebbe, tra l'altro, renderti in grado di esercitare questa abilità.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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16 DIC 2016

Cara Alessia, non dici da quanto tempo provi questa forte diffidenza verso le relazioni con gli altri. Come dici chiaramente hai paura da un lato della certa e dolorosa rottura di questi legami e dall'altro della dipendenza da questi legami. Se, come credo, questo sia un tratto della Tua personalità, è certo che si è strutturato molto precocemente, probabilmente quando eri molto piccola. Per affrontare e sciogliere questo nodo irrisolto, inconscio, che si manifesta nel quotidiano con gli atteggiamenti e e i sentimenti che Ti causano sofferenza, è necessario un percorso psicoterapeutico serio. Quindi il suggerimento è di cercare un bravo psicoterapeuta che Ti possa aiutare.
Amichevolmente. Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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16 DIC 2016

Gentile Alessia
se approccia gli altri con paura e resistenza, non potrà che ricevere indietro ciò che semina. Questo perchè, anche se non ce ne accorgiamo, il nostro comportamento influenza quello di chi ci sta di fronte: se decidiamo di essere aggressivi, l'altro risponderà con aggressività; se ci chiudiamo, l'altro non avrà modo di entrare nella relazione e presto o tardi deciderà di andar via. Non proietti sugli altri responsabilità che almeno in parte sono le sue, ma affronti le paure che si celano dietro il suo comportamento.
Tenga presente che in ogni tipo di relazione il dialogo e l'apertura sono molto importanti: magari basterebbe parlare chiaramente e apertamente con il suo amico per capire cosa è successo e perchè.
Il mio consiglio, dopo quanto detto, è quello di rivolgersi ad uno psicoterapeuta (psicodinamico).
Cordialmente


Dr.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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16 DIC 2016

Gentile Alessia,
il modo in cui ogni persona vive i propri rapporti con gli altri è plasmato dalle prime relazioni che abbiamo vissuto nell'infanzia, ma anche dai rapporti interpersonali che abbiamo vissuto successivamente. Spesso, se vi sono stati dei modelli di relazione problematici in passato, tali schemi si ripercuotono sulle relazioni future finché non si acquisisce la consapevolezza che si sta vivendo la relazione in base a degli automatismi "patologici" ovvero non funzionali alla salute e al benessere dell'individuo. Per ogni relazione a due bisogna considerare in ogni caso che ognuno porta nella coppia una parte di sé e dei propri schemi e tali elementi si plasmano in quel particolare incastro di individui. Bisognerebbe lavorare su ciò che Lei propriamente mette di sé nella relazione, potrebbe trattarsi della paura di legarsi, del timore di essere eccessivamente dipendenti dagli altri e lavorare poi su questi aspetti per conoscere meglio se stessa così potrà anche vivere con maggiore autonomia le Sue relazioni interpersonali tenendo presente che anche atteggiamenti, comportamenti e credenze irrazionali possono influenzare l'altro e la relazione.

Dott.ssa Sonia Vela Psicologo a Casalecchio di Reno

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15 DIC 2016

Buonasera Alessia, sicuramente qualsiasi tipo di relazione con il tempo può finire e questa è una cosa della quale sono consapevoli tutte le persone, ma non per questo si bloccano e si chiudono nei confronti degli altri.
Probabilmente l'allontanamento di questo amico per lei ha rappresentato un vero e proprio trauma che necessita di essere analizzato ed elaborato perché le impedisce di andare avanti nella sua vita.
In secondo luogo, credo che sarebbe interessante analizzare il modo in cui lei percepisce se stessa. Quali sono le caratteristiche la identificano? Come si descriverebbe? È possibile che la sua sofferenza possa essere determinata anche dal fatto che, nella definizione di sé, tende ad attribuire un'importanza eccessiva alle relazioni sociali e all'accettazione da parte degli altri, senza valorizzare adeguatamente la sua individualità. Ovviamente è soltanto un'ipotesi che bisognerebbe approfondire.

Dott.ssa Erica Tinelli Psicologo a Orte

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