Ciao, questa mattina ho ascoltato un episodio di un podcast in cui l’autrice parlava dell’essere una vittima nella propria vita, nel sentirsi vittima e nell’ aspettarsi che la vita ci dia indietro ciò che abbiamo dato. Nello specifico parlava di come sia deleterio dare in una posizione di mancanza piuttosto che in una posizione di piacere, poiché ciò costruisce un muro tra noi e gli altri e ci rende impossibile la totale connessione con l’altro, allontanandoci e isolandoci, sviluppando in noi un profondo senso di solitudine. Sto piano piano capendo ultimamente che questo è un mio grosso problema, non riesco a godermi le mie amicizie poiché guardo ogni minima azione che viene fatta aspettandomi di essere trattata come tratto, questo mi ha portata ad allontanarmi da chiunque verso dicembre 2023 e mi ha portata a comportarmi male con un’amica, chiudendo così la nostra amicizia. Questo stato mentale, se così posso chiamarlo, mi mette costantemente in guardia e sull’attenti, spesso mi tiene bloccata in un loop di overthinking in cui penso che nessuno mi voglia bene davvero, in cui non mi sento realmente capita. Sono grata di star capendo tutto questo in quanto credo sia un primo tassello per andare avanti, ma onestamente non so bene in che direzione andare, scrivo quindi qui: come posso smettere di aspettarmi cose dagli altri? o dalla vita? In modo tale da vivere più serenamente, col cuore leggero, senza ansie e sensi di colpa
Risposta inviata
A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo
C’è stato un errore
Per favore, provaci di nuovo più tardi.
Miglior risposta
25 GIU 2024
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Cara Martina, capisco profondamente la tua situazione e apprezzo la tua sincerità nel condividerla. Riconoscere questi schemi di pensiero è già un passo significativo verso il cambiamento. La tua riflessione su come dare da una posizione di mancanza anziché di piacere tocca un tema centrale nelle dinamiche relazionali e nel benessere personale.
Puoi trovare utile esplorare diverse strade per modificare queste aspettative e vivere con maggiore serenità. Un approccio potrebbe essere quello di coltivare una maggiore consapevolezza di sé attraverso pratiche di mindfulness e meditazione. Queste tecniche possono aiutare a identificare i momenti in cui emergono aspettative e a lasciarli andare con maggiore facilità.
È importante anche lavorare sul concetto di auto-compassione. Spesso, le aspettative sugli altri nascono da un senso di insicurezza e dal bisogno di conferme esterne. Coltivare un senso di accettazione e amore per se stessi può ridurre questa necessità. La self-compassion implica trattarsi con la stessa gentilezza e comprensione che riserveremmo a un amico caro, riconoscendo che l’imperfezione e il fallimento sono parte dell’esperienza umana condivisa.
Inoltre, esplorare le tue convinzioni profonde riguardo le relazioni può rivelarsi utile. Può essere utile chiedersi: "Cosa mi aspetto realmente dagli altri?" e "Queste aspettative sono realistiche e giuste per me e per loro?" A volte, è utile riformulare queste aspettative in termini di preferenze piuttosto che di bisogni assoluti.
Infine, considera la possibilità di sperimentare approcci terapeutici orientati alla relazione, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), che può aiutarti a riconoscere e modificare schemi di pensiero disfunzionali.
Il percorso che stai intraprendendo è complesso e richiede tempo, ma la tua consapevolezza e il desiderio di cambiamento sono già grandi risorse. Con pazienza e pratica, puoi sviluppare relazioni più sane e autentiche, riducendo ansie e sensi di colpa, vivendo con un cuore più leggero.
30 GIU 2024
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
L’essere umano è un essere sociale.
Aspettarsi di contraccambio, entro certi limiti, rientra nel concetto di amicizia.
Tuttavia ogni persona ha un suo carattere una sicura sensibilità e una morale giusto ho sbagliato che sia.
Non c’è scritto lei afferma Che “Pensa che nessuno le voglia bene e che non si sente Realmente capita.”
Come punto di partenza potrebbe essere utile indagare cosa significhi concretamente per lei Questi pensieri. Su quale base concreta noi diamo credito a questi pensieri.
Spesso capita che noi diamo, Senza nemmeno Accorgertene, credibilità ai nostri pensieri per il semplice fatto che li pensiamo.
Quando in realtà questo non è vero.
Questo è solo un primo spunto di riflessione.
Le consiglio di intraprendere un percorso Psicologico che Che la possa aiutare a superare questa situazione.
26 GIU 2024
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Gentile utente, consiglio un percorso di crescita personale per capire come trattare le aspettative della nostra mente e restare ancorati nella speranza e impegno. Sono a disposizione, un abbraccio
25 GIU 2024
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Gentile Martina,
Esiste un proverbio che dice “Fai del bene e scordatene”. La saggezza popolare aveva individuato ciò che lei descrive qui. In effetti, fare il paragone tra ciò che si dà e ciò che si riceve, porta ad un costante senso di delusione. Ma la chiave per uscire da questo loop di pensiero è essenzialmente seguire in parte il proverbio e in parte ascoltare il proprio stato interno volta per volta mentre si è in relazione con l’altro.
Lo scordarsi di quel che si dà avrebbe a che vedere col sentimento del dono che ha in sé già la riconoscenza della presenza dell’altro. La presenza o meglio la co-presenza è già un dono. Per questo motivo la generosità ha a che vedere con questa consapevolezza della bellezza del condividere il momento insieme. Quindi non pesa ciò che regaliamo di cuore e che possiamo anche dimenticare ovvero dare senza attendere la reciprocazione. Viceversa, se diamo senza ascoltarci intimamente e cioè senza tener conto dei nostri bisogni e sentimenti, allora entriamo in una dimensione di obbligatorietà del donare che ci rende denutriti e spogli di risorse interiori. In questo caso siamo continuamente protesi verso l’altro, quasi dovendolo fare. Questo carattere di doverosità ci sfinisce, lasciando spazio unicamente alla rabbia che poi è accompagnata dal senso del sentirsi sfruttati. È importante soprattutto chiedersi di cosa si ha bisogno e cosa si vuole dall’altro, segnalandoglielo, chiedendolo espressamente. Altrimenti si entra in una relazione falsa.
Dott. Pietro Salemme
25 GIU 2024
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Buongiorno
Attivando le sue risorse interne.
Gli altri non possono risolvere i suoi problemi, ma solo lei stessa puo farlo.
Avere degli obbiettivi e importante.
Ma solo lei può saperlo .
Si rivolga ad uno psicoterapeuta per farsi aiutare
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
25 GIU 2024
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Gentile Martina,
Lei è in un momento prezioso della sua vita perché ha compreso un suo funzionamento importante. La conoscenza dona all'essere umano il potere di fare qualcosa per se stesso e tentare di migliorare le sue sorti. La serenità che lei cerca non è una meta impossibile e la sua capacità di riflettere su se stessa è una risorsa di grande valore.
Si faccia supportare in un percorso di sostegno psicologico, per comprendere e svelare quali sono state le influenze, le circostanze, i vissuti che hanno creato in lei questo funzionamento; si faccia aiutare a prendersi cura di sé attraverso una relazione improntata sull'ascolto, la comprensione e la cura. Una volta imparato questo da un professionista, sarà in grado di andare nella direzione di cui avrà bisogno.
Abbia cura delle sue doti e le utilizzi a suo favore e se volesse, io sono disponibile per guidarla anche online.
un caro saluto,