Come posso riuscire a superare la calvizie?

Inviata da Matteo · 28 mar 2018

Salve, sono un ragazzo di 20 anni, e da quando ne ho 17 perdo i capelli. Inizialmente sperimentai una perdita abbastanza brusca, dal momento che in circa 7-8 mesi, cambiai totalmente aspetto. Fino ad allora ero abituato ad avere i capelli lunghi, ma in poco tempo la perdita diede alla mia fronte la forma ad M, ed inoltre si intravedeva in modo abbastanza significativo la chierica. Mi rasai a zero, ma comunque con mia madre, e di nascosto da mio padre, anche lui calvo e completamente contrario a qualsivoglia tipo di cura, mi recai da un dermatologo che mi consigliò di iniziare una cura a base di Minoxodil. Così feci, e dopo 6 mesi i miei capelli tornarono ad essere folti quasi come quando avevo 16 anni. Ovviamente continuai la cura, e per circa un anno la situazione restò stabile. Ora è da più o meno un anno e mezzo che, pur continuando la cura, i miei capelli hanno ripreso a cadere , e la mia situazione attuale è peggiore di quella nella quale mi trovavo prima di iniziare la cura. Capisco che questo problema possa sembrare a molti in realtà infondato e di poco conto, ma per me è stata dura affrontarlo. E la cosa che mi reca maggiormente fastidio, è che credevo di averlo superato, dato che, teoricamente, il farmaco che ho assunto ha la stessa efficacia nel tempo se viene assunto con continuità e senza interruzioni, ma nel mio caso non è stato così. Quando iniziai a perdere i capelli, frequentavo ancora il liceo, dove questo problema è molto raro, e spesso quando parlavo con miei coetanei o con gli stessi professori, essi distoglievano l'attenzione dai miei occhi e iniziavano a guardare la mia testa. Unitamente a questo, i miei amici più stretti mi hanno sempre fatto pesare questo fatto con battute abbastanza pungenti e cattive. Non cell'ho mai avuta con loro, perché so che lo facevano e lo fanno ancora senza la volontà di offendermi, e anzi le loro battute mi hanno reso immune a quelle che potrebbero fare persone che intendono realmente offendermi, ma comunque dentro me stesso, vedo la perdita dei capelli come un ingiusto svantaggio che ho rispetto ad altre persone. Passo da momenti nei quali mi convinco che in realtà non sia un problema e che sono fatto così, se a qualcuno non va bene sono affari suoi, a momenti nei quali mi rendo conto che la prima persona alla quale ciò non va bene sono io, e mi intristisco. Sarà forse abbastanza prevedibile ma la prima cosa che mi spaventa è il rapporto con l'altro sesso. Anche con una folta chioma al seguito sono sempre stato insicuro con le ragazze. La ragazza che mi è sempre piaciuta dai tempi del liceo (con la quale non ho mai avuto una relazione) ha sempre lodato le particolari capigliature di diversi ragazzi, al punto che sia la prima sia la seconda volta che mi sono rasato, quando lo ha saputo ha diciamo "storto la bocca". Ora non dovrebbe interessarmi il suo giudizio, ma lei è una persona della quale credo di avere bisogno, e forse in qualche modo rappresenta possibili ragazze con le quali potrei avere una relazione, un giudizio negativo da parte sua nei miei confronti è quasi un giudizio negativo da parte di tante altre ragazze. Inoltre è inutile negarlo, la realtà è che in tanti nella società odierna considerano molto l'aspetto fisico di una persona e generalmente essere calvi significa perdere in bellezza. Ciò mi dà molta insicurezza. Ma oltre a questo, anche io stesso, al di fuori del giudizio di altre persone, mi preferisco coi capelli lunghi di un tempo. Non riesco ad accettare tutto ciò perché è un qualcosa di cui non ho colpa, non ho deciso io di essere così ne ho potuto in qualche modo condizionare tramite qualche azione questo andamento delle cose. E sono anche convinto che se tutto ciò fosse successo in età più tarda l'avrei presa molto diversamente, ma io ho iniziato a 17 anni. Tutte le ansie e le preoccupazioni derivanti da ciò e da altri ambiti della mia vita, soprattutto quello universitario, non mi fanno vivere bene.
V ringrazio di cuore in anticipo per le eventuali risposte.

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Miglior risposta 1 APR 2018

Caro Matteo,
rimandando l’aspetto medico ad un professionista esperto in tricologia, è più che comprensibile, considerando la tua giovane età, che questo aspetto abbia fortemente avuto un’influenza sulla tua autostima e sul senso di sicurezza in te stesso, in un periodo delicato e particolare come lo è appunto l’adolescenza. Da quello che scrivi, si percepisce come tu viva questa situazione come un ingiusto svantaggio, un ostacolo in più per esprimerti al meglio e relazionarti con i tuoi coetanei e con l’altro sesso. Personalmente non ritengo che sia un problema infondato e di poco conto, ma grande importanza è rivestita sicuramente dal modo in cui si riescono a mobilitare le proprie risorse per far fronte all’accaduto. Ciò che primariamente mi sentirei di consigliarti è di rivolgerti ad uno Psicoterapeuta per iniziare un percorso su te stesso che ti porti a vedere questa problematica con una maggiore consapevolezza e maturità, e al contempo far fronte allo stato d’ansia che in questo momento mina fortemente il tuo benessere. Successivamente sarà bene poter comprendere in che direzione operare: se accettare ed elaborare la calvizie o se continuare a seguire delle cure mediche, oggigiorno sempre più avanzate e risolutive, in un modo più mirato.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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22 DIC 2018

Caro Matteo,
i capelli sono solo un simbolo. La caduta dei capelli è ovvio che non faccia piacere ma per lei sembra una ossessione. Bisogna quindi vedere cosa inconsciamente rappresentano per lei. Le consiglio qualche seduta da uno psicologo al fine di conoscersi meglio.

Angelo Feggi

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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31 MAR 2018

Gentile Matteo
il periodo evolutivo in cui lei si trova porta numerosi cambiamenti a livello fisico; colgo la difficoltà nell'accettare la sua calvizie e la comprendo nei suo disagio. I cambiamenti fisici direzionano il nostro modo di stare al mondo e lo influenzano anche e soprattutto nel rapporto con l'altro. Se guardarsi allo specchio e accettarsi è difficile, sarà sicuramente difficile farsi accettare dagli altri. Credo che ci siano altri elementi di disagio, provenienti dal suo nucleo familiare. Riuscire ad ottenere il sostegno della sua famiglia, parlando apertamente del suo problema, potrebbe forse costituire il primo passo per l'accettazione o per un cambiamento. Oggi la medicina fornisce soluzioni alternative (trapianti, cure sperimentali) che chiaramente implicano un impegno. Ci sono molti elementi in ballo: inizialmente un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a scoprirli, accettarsi e/o modificarsi nella misura in cui questo la conduce verso il benessere del corpo e della mente. Cordialmente, dott.ssa Nadia Carbone

Dott.ssa Nadia Carbone Psicologo a Reggio Calabria

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