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Come posso risolvere il brutto rapporto che ho con mio padre?

Inviata da Stella il 12 nov 2019 Terapia familiare

Salve, mi rivolgo a voi perché è da sempre che non ho un buon rapporto con mio padre.. ci soffro molto perché vedo molte mie amiche avere un rapporto stupendo con i loro padri,mentre con il mio c’è il distacco come tra due estranei.
Cerco di farla breve,ho due sorelle, mio padre non ci ha mai fatto mancare nulla, ma caratterialmente non andiamo proprio d’accordo, siamo completamente due opposti, anche se pure con le mie sorelle la situazione è uguale. Mio padre è una persona gentile, onesta, ma spesso non ci si può parlare, perché non appena la pensiamo diversamente da lui si inasprisce. È un medico, è fin dalla scelta del mio liceo, ha deciso che io dovessi fare lo scientifico (per maggiori sbocchi lavorativi) mentre avrei preferito l’artistico, vabbè è andata così, poi con l’università, il suo desiderio più grande era quello di vedere le sue figlie diventare medici e seguire la sua strada, purtroppo ne io ne una delle mie sorelle (nonostante fossimo intenzionate a diventarlo) siamo riuscite a superare i test d’ingresso, per cui abbiamo optato per biologia. Mi sono iscritta a 20 anni (perché avevo provato per due anni i test x medicina) il primo anno ho fatto 4 esami su 6, il secondo mi sono un po’ rallentata, poi ho ripreso, poi a 24 anni rimasi incinta del mio ragazzo, ma le cose non andarono bene e persi la bambina a 5 mesi di gravidanza, poi ho ripreso gli studi ed eccomi qui. Sto facendo i salti mortali per laurearmi il prima possibile perché la situazione a casa è insostenibile. Per mio padre ogni momento è buono per farci sentire uno schifo, dice che lui si vergogna di noi, che siamo state una delusione, ci ha perfino definite parassiti. . un padre che dopo il mio aborto mi dice di mettermi a dieta perché sono ingrassata, un padre che mi dice che a 26 anni sono vecchia ormai per il mondo del lavoro, un padre che avrebbe preferito figli maschi perché sicuramente sarebbero usciti migliori. Io sono un tipo di persona che non ama lamentarsi, ho sempre usato la mia rabbia in modo costruttivo, in questi anni ho fatto molti lavori part time per mettere da parte qualcosa di mio per non chiedere altro ai miei, ma ora sono arrivata al limite, vivo d’ansia, preoccupazione, la notte salto nel sonno per l’ansia di fallire in quello che sto facendo, quindi ho capito che avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno, perché non riesco a concentrarmi in nulla senza sentirmi avvilita, spero di avere magari un consiglio esterno a tutto.

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Buongiorno Stella, si sente davvero la sua rabbia da quel che ha scritto ma non sembra solamente verso suo padre, anche il rapporto con le sue sorelle non lo definisce buono e quello con sua madre non lo mensiona nemmeno.
A 26 ha già un vissuto importante eppure l'approvazione di suo padre sembra l'unica cosa che le importa. Da quel che dice sembra che anche le sue sorelle non vengano considerate, anche loro ci soffrono? Le crisi di ansia sono sicuramente legate a questa continua ricerca di piacere a qualcuno che in questo momento non sembra guardare nessuno ed è deluso e arrabbiato almeno quanto lei perché aveva delle aspettative su di voi che si sono perse.
Ora il mio consiglio è di farsi aiutare a liberarsi del giudizio degli altri, e della rabbia per come stanno andando le cose. I rapporti familiari possono essere modificati, se cambia lei ed il suo modo di rispondere a tutto ciò anche tutto il resto dovrà necessariamente cambiare. Rinforzi le relazioni positive e lasci da parte al momento quelle conflittuali, prima si rinforzi e poi sarà in grado di affrontare tutto questo.
Dottssa Lorico

Dott.ssa Concetta Lorico Esposto Psicologo a Piacenza

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Gentile Stella mi pare di capire che il rapporto con suo padre sia un elemento di una serie di aspetti importanti di sé che lei vorrebbe vedere meglio, di cui avrebbe l'esigenza di prendersi cura. E allora lo faccia. Con o senza la partecipaxione e la disponibilità di suo padre. A volte il nostro cambiamento trascina chi ci circonda a volte no

Dottoressa Greta Melli Psicologo a Cremona

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Carissima Stella,
il rapporto con i genitori è talvolta difficile.
Da ciò che racconta il punto è sentirsi accettata ed apprezzata da Suo padre.
Ogni figlio o figlia vorrebbe che il proprio genitore fosse fiero di sé, e ogni genitore dovrebbe sostenere i propri figli ma le cose, purtroppo, non seguono una via naturale.
Le chiederei piuttosto perché, nonostante ciò che Lei racconta di Suo padre, uomo con pregi e difetti, e che Lei pare conoscere bene, cerchi approvazione lì dove sa che non potrà ottenerla.
La pace che pensa di dover fare con Suo padre è una pace più simbolica che reale.
Ha mai pensato di intraprendere un percorso di terapia? Potrebbe aiutarla a superare queste difficoltà.

A disposizione per ulteriori chiarimenti
Un caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela
Iseo (BS)

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Gentile Stella,
mi dispiace per la perdita della sua bambina, credo sia stata un esperienza difficile a cui sono seguite richieste, svalutazioni.
Il suo scritto mette in evidenza un conflitto importante con suo padre, e il tentativo di assecondare sue aspettative sul suo suo, vostro futuro. Mi sembra viva una difficoltà a dare corpo ai suoi desideri e al sostenere quel che cerca di fare, accantonando la sua parte emotiva, la sua sofferenza che si manifesta con ansia, insonnia e difficoltà di concentrazione.
Credo le sarebbe utile un aiuto psicoterapeutico per ritrovarsi a considerare ciò che accantona (rabbia, perdita di autostima) per dare forza, valore a quello che cerca faticosamente di portare avanti, avendo in latenza la paura di fallire. Proverei a chiedermi se il fallimento ha a che fare con le aspettative di suo padre o le sue.
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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