Come posso non aver paura di affrontare di nuovo certi discorsi con lui?

Inviata da Mia · 10 mar 2015 Terapia di coppia

Siamo una giovane coppia di 30 anni, stiamo insieme da un anno e mezzo.
Io ho avuto altre storie importanti e una convivenza alle spalle, seppur breve. Lui invece non ha mai avuto relazioni "impegnative", se non proprio da giovanissimo, pertanto vissute con spirito completamente diverso.
Adesso che la nostra storia si sta assodando e che abbiamo, tra l'altro, entrambi due ottimi lavori ed una casa disponibile, io vorrei una convivenza, vorrei costruire qualcosa di "importante", e invece siamo come incastrati in un rapporto adolescenziale. Gliene ho parlato, e lui dice di non essere ancora pronto a così tanto condivisione, ma che certamente vede un futuro con me, solo che dopo un anno e mezzo gli sembra troppo presto. Ovviamente ci sono rimasta un po' male ma non ho voluto forzarlo, ben conscia del fatto che gli uomini possono essere "rallentati" su certe cose rispetto a noi donne, e che un anno e mezzo di storia di certo non è così tanto da sentire già impellente tale bisogno. Tuttavia, poco dopo avergli parlato delle mie esigenze, dei miei desideri, è iniziato un lungo e durissimo "ciclo" di discussioni, durato ben due mesi, in cui sono insorti nuovi problemi legati alla "confidenza" che lui aveva concesso ad alcune donne nonché a delle avance che aveva ricevuto (anche tramite foto molto esplicite) che aveva respinto ma che mi aveva tenuto nascoste.
Al di là della gelosia e dell'insicurezza terribile che questi episodi hanno provocato in me e che mi hanno fatta davvero morire dentro e perdere tutta la forza di cui sono sempre stata convinta di essere naturalmente dotata, ho pensato che ciò potesse esser successo perché lui si è sentito "alle strette". La cosa è stata, inoltre, aggravata da un suo discorso in cui, dopo essersi scusato ampiamente e mostrato sofferente per i suoi comportamenti scorretti, mi ha chiesto "pro futuro" di non tirare più per le lunghe i miei malesseri e le mie sofferenze, perché sono risultata a suo dire, "pesante". Ma come potevo farmi passare tutto quel dolore dal giorno alla notte? Come potevo smettere di chiedermi se fossi stata o meno tradita? Come potevo non volere approfondire, capire, conoscere?
Sono stata molto dura, è vero, pesante forse, ma è stato solo lo specchietto della mia sofferenza. Quindi, per quanto possa riconoscere i miei errori, trovo davvero un tiro mancino che io venga, oltretutto, "responsabilizzata" per quanto accaduto.
Lui si è sentito messo al muro, nonostante i miei modi non pressanti e tranquilli, e ha cercato di "svagarsi" non rinunciando alle avance ricevute, pur senza tradirmi.
Ma come posso io adesso sperare in un rapporto maturo? COme posso non aver paura di affrontare di nuovo certi discorsi con lui?

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Miglior risposta 11 MAR 2015

Gentile Mia, dalle sue parole emerge tutta la sua sofferenza e il suo disagio per una situazione che la rende confusa e ansiosa. La costruzione di un progetto di vita a due è spesso molto impegnativo per quanto desiderato, e le esigenze di ognuno, come lei stessa ha osservato, possono essere diverse. Credo che, nonostante i suoi sforzi di comprensione, lei sia stata molto ferita dal rifiuto del suo ragazzo di condividere un progetto in cui lei credeva, e questa mancanza di "sintonia" le ha fatto sorgere dubbi e insicurezze che hanno inciso profondamente sulla successiva evoluzione della vostra storia. Tutto questo potrebbe rappresentare l'occasione per riflettere sui suoi bisogni, le sue esigenze, i suoi progetti di vita, affrontando con coraggio il quesito sulla reale possibilità di condividere il suo percorso con la persona che in questo momento le sta accanto. Un caro saluto, dott.ssa Roberta Monda

Dott.ssa Roberta Monda Psicologo a San Severo

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11 MAR 2015

Gentile Mia
trovo molta consapevolezza nella sua lettera che ci narra la storia sentimentale tra una donna matura (lei) e un uomo immaturo (lui).
Questo è dicendo le cose senza mezzi termini.
E' evidente che questo "ragazzo" (che sarebbe un uomo ma "ragazzo" vuole restare) non ha alcuna voglia di prendersi delle responsabilità e nemmeno è in grado di considerare seriamente le cose della vita dal momento che non riesce a comprendere come lei possa aver sofferto e soffrire per i suoi atteggiamenti narcisistici e, addirittura, gliene fa un rimprovero.
Lei lo ama molto ma nella sua interiorità sta iniziando a comprendere che tutto questo non è cosa facile da gestire.
Penso,a questo punto, che sia lei che debba continuare a ben riflettere se portare avanti questa relazione in quanto mi sembra che sia intrappolata tra il voler essere "come tu mi vuoi" oppure riprendere appieno la sua dignità di donna.
Può farsi aiutare da uno psicoterapeuta in questa riflessione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Silvana Ceccucci psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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