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Come posso modificare il mio carattere?

Inviata da Lucia il 7 giu 2016 Ansia

Grazie per l'attenzione.
Sono una ragazza di 19 anni. Ultimamente ho analizzato me stessa e ho compreso che, negli ultimi mesi, ho acquisito un carattere ben diverso da quello che ho posseduto fino a non molto tempo fa. Sono sempre stata una ragazza dolce, gentile, compassionevole, talvolta un po' sottomessa purtroppo... Un po' irascibile e permalosa, ma sempre in grado di controllarmi.
Ultimamente, invece, ho sviluppato una sorta di fastidio nei confronti delle persone, e un sentimento contraddittorio che si divide fra un senso di superiorità e un senso di inferiorità. Se prima mi esprimevo "saggiamente", nel senso che ero solita riflettere prima di fiatare, ora dico apertamente tutto quello che penso senza pormi il problema che io possa ferire qualcuno con le mie parole. Appena si presenta una situazione che non apprezzo, che danneggi me o che danneggi gli altri, anche sconosciuti (ho un grande senso della giustizia; il mio unico pregio, forse), intervengo in modo impetuoso scagliandomi contro le persone, senza guardare in faccia nessuno. Sono diventata insofferente delle persone e soprattutto di me stessa: detesto ciò che sono ora, ma l'impeto giace in me ed è sempre pronto a esplodere. Sono spesso intrattabile, impulsiva, permalosa. Provo pochissima stima nei confronti delle persone, a parte rari casi, e soprattutto non mi fido più. Non riesco a non irritarmi e a non pensare male riguardo a molti miei conoscenti, anche amici stretti. Insomma, un carattere pessimo.
Sono quasi certa di aver colto l'origine di questo mio "problema": una delusione subita da un'amica stretta e di lunga data risalente a circa 7 mesi fa e che non ho mai superato, complice forse il fatto di averne parlato il meno possibile con altri amici e con mia madre, tacendo i particolari e soprattutto le emozioni distruttive che ho sperimentato, quali una forte ansia e un'umiliazione enorme mai provata prima. Nella violenta discussione che ho avuto con questa ragazza immediatamente precedente la rottura del rapporto, lei mi ha accusata di essere meschina, falsa etc. umiliandomi infinitamente e gettandomi in uno stato di prostrazione. Io ero consapevole di avere sì sbagliato (un'inezia), ma di essere anche profondamente diversa da come lei stava dipingendomi. Eppure, poco dopo, ho iniziato a convincermi a occhi chiusi di essere davvero come lei diceva... E pian piano quei difetti si sono concretizzati, ed io ho perso la mia identità.


Mi sono dilungata, ma il nocciolo della questione è questo: come posso ritornare ad essere quella che ero un tempo? Devo forse compiere un passo preliminare, cioè superare questo mio dolore, per poi modificare ciò che sono? La sola idea di ritornare col pensiero a quella discussione mi mette ansia e mi fa piangere. Mi sembra un ostacolo insormontabile.
Chiedo scusa per la lunghezza del testo.

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Cara Martina
a me hai dato l'impressione di essere in una fase di cambiamento e credo che il "fatto" della tua amica, in realtà, sia stato soltanto un "acceleratore" di questo cambiamento.
probabilmente fino a qualche tempo fa tu eri (cioè ti mostravi) molto compiacente e brava ragazza, poi, hai preso maggiore sicurezza (anche grazie alle delusioni subite...non tutti i mali vengono per nuocere) ti sei sbloccata da quella posizione statica.
Il problema ora è che sei passata al versante opposto e hai mollato tutti i freni.
La stessa cosa di passare da un opposto all'altro lo fai con la considerazione di te stessa che a volte è massima (senso di superiorità) a volte è minima (senso di inferiorità).
Sarebbe importante che in tutte le tue cose cercassi una via di mezzo "la via aurea" degli antichi.
Devi conoscerti e arrivare ad uno stile relazionale equilibrato.
Sarebbe bello che tu cogliessi queste difficoltà del momento per intraprendere un lavoro su di te attraverso la psicoterapia.
Comunque la tua consapevolezza (che mostri nella lettera) nell'esserti accorta che così non va è notevole.
Comprendi da sola che ti piaceresti di più con un carattere armonico nelle sue espressioni.
Un caro saluto.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Martina, dici di averanalizzato Te stessa, ma la verità è che è impossibile analizzare se stessi. ( Freud insegna ).
Se vuoi uscire dal groviglio di pensierie e emozioni in cui ti rigiri hai bisogno dell'aiuto di un bravo terapeuta. L'autoanalisi può e di norma è un autoinganno, e può essere dannoso. Scusa la franchezza della mia risposta ma non mi sento di girare attorno ai problemi con inutili e generici tecnicismi. Cerca un bravo terapaeuta e lavora con lui. E le cose cambieranno. Con simpatia. Dr. Marco Tartari , Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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Cara Martina, emerge una grande sofferenza per la rottura dell'amicizia con questa amica, è come se tu parlassi ancora come se fossi a quel tempo. Le tue emozioni sono bloccate a quel tempo e il solo pensiero di riparlarne ti fa scivolare in uno stato di tristezza e ansia. Come fare per andare oltre e guardare avanti? La risposta te la sei già data, scegli uno specialista che ti possa accompagnare a rivivere l'esperienza traumatica, desensibilizzarla ed elaborarla. In questo modo questo ricordo diventerà solo un lontano brutto evento che non inciderà più sul tuo presente e sul tuo modo di essere ed esprimerti nel qui e ora.
Cordialmente
Dott.ssa Silvia Orso (Udine)

Studio Silvia Orso Psicologo a Udine

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Allora,Martina....i Disturbi di personalita, detto terra terra il brutto carattere, esordisce intorno ai 20 anni ed in seguito ad un evento scatenante, nel tuo caso la tua amica.
Quindi, non e' che "hai cambiato" carattere, e' venuto a galla quello che si e' formato dalla tua infanzia ad oggi.
Premesso che il carattere non si "cambia"ma se ne smussano le caratteristiche meno adattive al contesto sociale, ho l'impressione che la tua educazione familiare sia stata caratterizzata dal subire impotente delle ingiustizie, sia perché l'evento scatenante con la tua amica è stata un'accusa ingiusta, sia perché assistere ad ingiustizie ti scatena rabbia.
Ora...non so se tu abbia o meno un disturbo di personalità vero e proprio o solo dei tratti da modificare, dovresti recarti da uno psicoterapeuta.
Giusto per curiosità, vai su google e clicca "disturbo borderline di personalità'", non credo che sia proprio la tua personalità, ma da quello che hai detto c'è qualcosa che lo ricorda.....e vedi un po' in quante cose della descrizione ti ci riconosci. Ripeto...solo per curiosità.
Se non puoi permetterti uno psicoterapeuta, puoi rivolgerti ai Centri di Salute Mentale, gratuti, asl, aperti dalle 8 alle 13 in cui ci sono psicologi.
Non è il massimo, il pubblico è quello che c...ma è gratis.
Fammi sapere
Coraggio

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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Gentile Martina,
lei ha ben chiaro che ciò che la "attiva" è la lite con la sua amica (dice infatti che sta male a ripensarci). Viene quindi spontaneo chiederle perché questo ricordo le genera ansia. Mette in dubbio delle sue certezze? Mette in dubbio il suo valore personale? L'ha fatta sentire giudicata o si è sentita giudicante verso se stessa? Perché vorrebbe tornare quella di prima? Le è stato "sottratto" qualcosa di cui pensa di non poter fare a meno? Perché non può farne a meno? O le è "stato dato" qualcosa che rappresenta un fardello troppo pesante? E perché è troppo pesante? Inizi con il cercare le risposte a queste domande.
Saluti

Dott.ssa R.Pranzo

Anonimo-146760 Psicologo a Torino

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Quanto è successo 7 mesi sembra abbia bisogno di essere metabolizzato. Si percepisce molta rabbia, tradimento e un profondo senso di ingiustizia subita. Ma ogni perdita che ci tocca così profondamente ci cambia. Il passaggio è spesso burrascoso. Provi a chiedersi cosa le sta facendo scoprire su sè questo periodo e come queste nuove parti potrebbero integrasi in lei. Se però, dovesse restare bloccata in questa "fase di passaggio" senza riuscire ad intravedere alternative, provi a rivolgersi a uno psicologo, potrà sostenerla in questo percorso.
Dott.ssa Eliana Pellegrini, psicoterapeuta. Casalecchio di Reno (BO)

Dott.ssa Eliana Pellegrini Psicologo a Casalecchio di Reno

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Spiegava Freud che quando si perdeva una persona amata (in senso lato) poi se ne assumevano le caratteristiche... E infatti lei tratta la gente come la sua amica ha trattato lei.....

In qualche modo il tema di quel conflitto si deve affrontare, ma guardi che ha avuto il coraggio di raccontarcelo qui senza sprofondare nell'angoscia, anzi dopo ha avuto anche la gentilezza di scusarsi per la lunghezza del testo!

Ci sarebbe moltissimo da dire ma si renderà conto che non è possibile in un commento... Comunque se le fa piacere, possiamo affrontare la faccenda insieme!

Dott. Carlo Paone Psicologo a Grazzanise

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Gentile Martina, il semplice fatto di ammettere che ancora oggi il pensiero di quella discussione è così ansiogeno ci dice che molti aspetti legati a quel momento non sono stati elaborati; probabilmente da lì arrivano le rabbie e la sfiducia che Lei avverte al momento nei confronti degli altri.
Il carattere non si modifica solo perchè una persona ci ha descritto in un certo modo, sono le emozioni che vengono elicitate dal messaggio che abbiamo udito a farci comportare in un certo modo.
Provi a capire se l'idea di parlare con qualche mio collega può andarLe a genio.
Cordialmente
Dott.ssa Annalisa Caretti

Studio Dott.ssa Annalisa Caretti Psicologo a Verbania

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