Come posso gestire l'ansia?

Inviata da Kolinh · 31 mar 2021

Come posso gestire l'ansia durante un interrogazione?

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Miglior risposta 1 APR 2021

Buongiorno Kolinh,
l’ansia è un’emozione, il nome che diamo alla paura quando diventa troppo forte. Come ogni emozione anche l’ansia può avere una sua utilità: se non è troppo intensa può spronarci ad impegnarci di più, e ciò può aiutare prima di un’interrogazione a non sottovalutare la sfida e a dare il massimo. Se invece il livello di ansia aumenta diventando insostenibile ci impedirà di fare una buona performance, andando ad influenzare la nostra concentrazione, memorizzazzione, fino ad un vero e proprio blocco. Questo per dirle che una parte di ansia ci vuole, anche nelle interrogazioni, per poter rimanere attenti e presenti.
In particolare l’ansia per l’interrogazione generalmente dipende dalla paura per l’insuccesso, il giudizio negativo o da autovalutazioni su quanto si è capaci o meno nell’affrontare la prova. Tutti questi elementi prima e durante la prova possono comprometterla o influenzare la sua preparazione.
La domanda che porta è molto ampia e molti punti andrebbero indagati.
Un piccolo consiglio per gestirla, sapendo molto poco sulla sua situazione, può essere quello di condividere con l’esaminatore quello che sta provando. Questo aiuterà lei nel non dover utilizzare energie fondamentali per la prova a tentare di nascondere i suoi vissuti e aiuterà l’esaminatore nel non scambiare la sua emotività con impreparazione.
In generale le suggerisco un percorso psicologico volto proprio a questa problematica, per comprenderne le cause ed aumentare la consapevolezza di ciò che pensa e teme proprio in quelle situazioni in cui sperimenta ansia. Il percorso le consentirà di attivare le risorse che ha per poter vivere con maggiore serenità lo studio e le sue valutazioni. Resto a disposizione per ulteriori informazioni.
Un caro saluto
Dott.ssa Irene Pifferi

Dott.ssa Irene Pifferi Psicologo a Faenza

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2 APR 2021

Gentile Kolinh, quando si parla di ansia il tema è molto vasto. A quanto pare si tratta nel suo/tuo caso di un'ansia da prestazione ed entro certi limiti di intensità può essere normale averne un po', poiché si vuole fare bella figura, rispondere in modo adeguato alle domande che il professore pone, dimostrare quanto si ha studiato. Ma se diventa tale da paralizzare e lasciarci muti, se ci fa avere reazioni fisiche molto intense (abbondante sudorazione, cuore che batte all'impazzata, testa confusa, ecc.) sicuramente può creare un forte disagio.
Sul momento ci possono essere delle piccole strategie per mantenere il più possibile la calma e un certo grado di lucidità, riattivando le capacità cognitive che sono un po' messe in ombra dalle emozioni forti del momento: potrebbe provare, riconoscendo i suoi segnali fisici di ansia e paura, a fare alcuni respiri in modo consapevole (inspirare ed espirare dal naso, in modo naturale), prestando attenzione solo alle sensazioni fisiche del suo/tuo respiro in quel momento, scegliendo il punto del corpo in cui viene più naturale ascoltare queste sensazioni tra l'addome che si espande e contrae, il torace che si allarga e si contrae oppure le narici del naso che lasciano entrare l'aria fresca e fanno uscire l'aria un po' riscaldata. Quando si è scelto quel punto si fanno uno o due minuti di respiri consapevoli. In questo modo può succedere che il respiro corto dell'ansia si allunga, il battito del cuore rallenta un po', ci si sente meno annebbiati e si ritrova un po' di concentrazione. Ovviamente questo esercizio di meditazione sul proprio respiro non basta a risolvere il problema, ma può essere un primo aiuto nell'emergenza. Sarebbe interessante capire meglio questa ansia come mai prende piede, in quali altre circostanze si manifesta, a quali caratteristiche personali e familiari è collegata, qual è in sostanza il suo significato, perché sicuramente sta dicendo qualcosa, se richiede attenzione.
Spero di essere stata utile. Se vuole/vuoi approfondire la questione o richiedere un colloquio sono disponibile anche online.
Cordiali saluti.
dott.ssa Raffaella Ramazzotti,
psicologa psicoterapeuta di Ancona

Dott.ssa Raffaella Ramazzotti Psicologo a Ancona

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1 APR 2021

Ciao Kolinh, per gestire l'ansia durante le interrogazioni ci sono delle tecniche di rilassamento che si possono apprendere con un professionista in una decina di incontri. Si può intervenire attraverso l'ascolto e il rilassamento del corpo; si può intervenire attraverso la visualizzazione di immagini alle quali collegare l'esperienza temuta, oppure altre modalità a seconda dell' orientamento del professionista scelto.
Qualunque percorso tu faccia, ti consiglio di intraprenderlo il prima possibile, perché affrontare le prove in uno stato di disagio non fa altro che rinforzare l'associazione interrogazione- malessere-ansia.
Cari saluti
Lorena Menoncello

Dott.ssa Lorena Menoncello Psicologo a Milano

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1 APR 2021

Ciao kolinh ci sono tante domande che mi vengono in mente, tipo : c'è una particolare materia che ti procura ansia? Solo in caso di interrogazioni o in generale sei una persona "ansiosa"? Come affronti di solito la situazione? Quali sono i sintomi che provi(sudorazione, tachicardia, ect.)? L'ansia in generale ha una funzione adattiva perché ci permette di essere concentrati, attenti e dare il massimo in quel particolare "compito". Diventa un ostacolo quando ci blocca in maniera disfunzionale. Ci sono diverse tecniche per gestire l'ansia, un modo molto semplice é concentrarsi sulla respirazione: fai respiri lunghi e lenti, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca. Tuttavia se questo tuo stato dovesse persistere ti consiglio un percorso psicologico che ti aiuti nella gestione dell'ansia. Resto a tua disposizione.
Dott.ssa Manuela Garofalo

Dott.ssa Manuela Garofalo Psicologo a Bari

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1 APR 2021

Buongiorno Kolinh,
in base alla domanda che hai posto, mi verrebbe da chiederti che caratteristiche ha l'ansia che provi durante un'interrogazione (sensazioni fisiche, pensieri che provi), qual è la sua intensità e frequenza.
L'ansia, per quanto non sia un'emozione piacevole da provare, ha un ruolo adattivo di base, in quanto ci permette di individuare pericoli futuri e di poter, in base a questi, organizzare le strategie più funzionali per poterli affrontare.
L'ansia non è più adattiva quando la sua intensità e frequenza sono tali da ostacolare quasi tutte le attività della vita quotidiana, e sono associate anche a situazioni poco probabili che possono accadere.

Sperando di averti dato delle informazioni aggiuntive ed utili, ti auguro una buona continuazione nel tuo percorso di studi.
Dott.ssa Maddalena Ciavolino

Dott.ssa Maddalena Ciavolino Psicologo a Ravenna

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1 APR 2021

Buongiorno Kolinh, esistono varie tecniche di gestioe dell’ansia. Potrebbero essere utili dei colloqui psicologici in cui esplorare la qualità della sua ansia (che caratteristiche ha, se è solamente contestuale ad un'interrogazione o altro..) e poter apprendere la tecnica più adeguata ed efficace per lei.
Restando a disposizione, auguro una buona giornata.
Dott.ssa Marina Calogero

Dott.ssa Marina Calogero Psicologo a Oderzo

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1 APR 2021

Domanda da un milione di dollari :) ora, l'ansia prima degli esami ha un senso ed è presente in tutti gli esseri umani. La severità del sintomo può ovviamente abbracciare uno span molto vasto, da un'ansietta x a un'ansia immobilizzante. Con cosa ha a che fare? Ha a che fare con il fatto che "farsi esaminare" equivale a farsi prendere le misure, ossia far vedere e mostrare agli altri quanto si vale. Questo, per alcune persone, entra in conflitto con il desiderio/aspettativa di essere molto bravo, il che pone un evidente focus sulla differenza tra ciò che si desidererebbe essere (bravi, preparati, etc) e ciò che effettivamente nella realtà oggettiva. Se il divario è grande, si produrranno ansia prima e vergogna dopo (se l'esame non è andato come si sperava). Poi ci sono tutte le situazioni in cui l'autostima è particolarmente bassa e ci si fida poco di sé stessi. L'ansia preesame è un fenomeno comune, se diventa invalidante, è opportuno ricorrere ad uno psi. Ciao

Dott. Pier Luigi Rocco Psicologo a Udine

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1 APR 2021

Ciao Kolinh,
l'ansia è un fenomeno insidioso che ha effetti a 3 livelli: 1) fisiologico (aumento del battito cardiaco, sudorazione, respiro affannoso, ecc...); 2) cognitivo (paura, vergogna e agitazione per un evento che non è ancora avvenuto e che si immagina possa avere risultati negativi sulla nostra immagine sociale); 3) comportamentale (evitamento nei confronti della situazione ansiogena, con conseguente diminuzione delle aree di libertà personale).
Sulla base del mio orientamento gestaltico, io ho una visione olistica della persona e sostengo che come i pensieri possono influenzare le emozioni e il livello fisiologico, anche il livello fisiologico può influenzare i pensieri e le emozioni. Per questo invito i miei pazienti ad entrare in contatto con la loro ansia e provare a modificarne gli effetti agendo sul respiro. Quando ti accorgi che stai per innescare una reazione ansiogena, concentrati sul respiro, portalo a livello del diaframma, facendo attenzione al movimento della tua pancia che si gonfia e si sgonfia. Alcuni dei miei pazienti, anche i più piccoli traggono grande beneficio da questa pratica.
Ti auguro di poter iniziare a trovare il tuo modo di affrontare l'ansia, ma se avessi bisogno di maggiori informazioni o volessi cominciare un percorso, anche online, rimango a tua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Marinella Balocco

Dott.ssa Marinella Balocco Psicologo a Orbassano

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1 APR 2021

Buongiorno Kolinh, l'ansia è una risposta fisiologica del corpo ad uno stimolo, pertanto può avere delle funzioni adattive come maggiore attenzione e percezione di ciò che ci avviene intorno, oppure può causare malesseri e fastidi.
Nel suo caso, mi verrebbero in mente delle domande da porle per meglio indagare questo suo stato: le capita di provare ansia per una materia specifica oppure per un docente in particolare? Qual è stato il suo comportamento in passato per superare quel momento?
Qualora questa situazione dovesse crearle molto disagio, Le consiglio di rivolgersi per un colloquio ad una o uno specialista, di modo da indagare le motivazioni sottostanti a questa problematica.
Saluti
Dott.ssa Carlotta Cuvello

Dott.ssa Carlotta Cuvello Psicologo a Bologna

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1 APR 2021

Gentile Kolinh,
l'ansia le viene durante le interrogazioni di una materia in particolare o di tutte le materie?
Potrebbe essere utile parlarne con un esperto che si occupa di ansia. Ogni persona ha la sua
storia, le sue caratteristiche personali, le dinamiche cognitive ed emotive, e le strategie che funzionano meglio per sé. Per questo un consiglio diretto potrebbe essere fuorviante senza conoscere gli elementi necessari ed è più efficace una consulenza personalizzata.
Cordialmente
Dott. Giovanni Iacoviello

Dott. Giovanni Iacoviello Psicologo a Bergamo

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