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Come posso fare la scelta giusta?

Inviata da Matteo il 27 mar 2013 Crisi esistenziale

Salve scrivo per avere dei consigli su una situazione in cui mi sono impantanato, svolgo un lavoro in cui per tanto tempo sono stato soggetto a mobbing, ora mi trovo in un periodo di riflessione e ho ripreso gli studi, vorrei cambiare lavoro, al momento potrei avere un'altra opportunità, ma ho anche paura che il nuovo lavoro che andrei a fare non mi darebbe ne le garanzie ne le retribuzioni del vecchio, ed in più lavorerei in un contesto in cui ci sono dei legami di parentela e una situazione di invidie che potrebbe innescare delle situazioni di stress e di colpi bassi come nel vecchio lavoro. La mia maggior aspirazione sarebbe di mettermi in proprio, ma non ho un programma dettagliato, anche se le idee non mi mancano, e le risorse economiche per farlo, ed in più forse dovrei spostarmi dal luogo in cui vivo con la mia compagna, che non ha un impiego dipendente, e lontano inoltre dalle rispettive famiglie; la mia compagna è stata sempre molto solidale con me, ma ha anche molta paura, cosi come anch'io, di non avere il reddito sufficente per vivere se dovessi rimanere senza lavoro (quello che ho lasciato, o meglio che vorrei lasciare, o quello nuovo che dovrei fare). Comunque tale situazione, che molte persone non conoscono, ha generato in me molto stress, è mi ha fatto chiudere molto in me stesso e isolare un pò dal mondo (non voglio che gli altri sappiano che non sto lavorando), e nello stesso tempo ha fatto nascere in me un forte senso di vergogna e di inadeguatezza, sono quasi 20 anni che lavoro e mi sembra di essere ritornato indietro alle incertezze di quando ero un ventenne, di non aver concluso nulla nella mia vita, e nello stesso tempo di essere un ingrato per non voler lavorare in un ambito in cui tanti vorrebbero, il fatto è che nel vecchio lavoro ero prossimo all'esaurimento, e di certo se avessi potuto lavorare in serenità non avrei mai e poi mai smesso, non sono un fannullone. Secondo voi cosa devo fare sopportare il vecchio lavoro, passare e adeguarmi al nuovo lavoro (che potrebbe divenire come il vecchio), o rischiare per seguire le mie vere aspirazioni ? Oggi certo mi spaventa rischiare più che nel passato, ma penso ancora che nella mia vita posso forse ancora avere la possibilità di essere orgoglioso di me, e quando ci saranno dei figli lo potrebbero essere anche loro del padre (ancora non abbiamo bambini ma se questo da un lato è una grossa mancanza dall'altro può ancora darmi qualche chance di migliorarmi), ma la paura maggiore e rappresentata anzitutto da una crisi che potrebbe nascere con la mia compagna che è molto ansiosa per il futuro e vuole a tutti i costi dei bambini, e poi dal fallimento, che in questo caso sarebbe doppio, perché non solo non avrei nulla in più ma perderei anche ciò che avevo, grazie in anticipo per le risposte.

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Buongiorno Romeo,
credo che per trovare una risposta alla sua domanda ("la scelta giusta") sia importante prima di tutto creare le condizioni di maggiore serenità e tranquillità per poter analizzare e valutare le diverse opzioni che lei sta considerando. La situazione che lei ha descritto e la sofferenza che traspare dal suo racconto sono il risultato del sommarsi e intrecciarsi di più aspetti, una sorta di matassa ingarbugliata che, con la sua determinazione, il suo impegno e l'aiuto di un professionista con competenze relative anche al mondo del lavoro, potrà dipanare. A quel punto arriverà la risposta alla sua domanda. Un caro saluto e un grande in bocca al lupo! Dott.ssa Maria Cristina Zunino

Dott.ssa Maria Cristina Zunino - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Genova

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Caro Romeo, credo che lei sia troppo confuso da tante voci che le ruotano attorno: la paura della compagna, la sua voglia di avere dei figli, e poi i suoi timori di fallimento, le sue idee errate di non aver ottenuto nulla nella vita. Credo che lei dovrebbe imparare a valutare di più ciò che ha ottenuto per la sua vita e inseguire le sue aspirazioni, piuttosto che timori, paure e chissà cos'altro: i suoi figli in futuro saranno orgogliosi di un padre che ha seguito le sue aspirazioni con coraggio!

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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Buongiorno gentile Romeo,
partendo dal presupposto che anche mettersi in proprio comporta molto stress e periodi in cui l'attività dovrà per forza essere rodata, trovare i canali giusti nel proporla all'esterno, comunicazioni mirate con collaboratori, clienti, fornitori, ecc. E' bene che si chieda quanto sia pronto psicologicamente per supportare se stesso in questo nuovo viaggio lavorativo pieno di incognite. La situazione di mobbing come è stata risolta? Nel prevedere che anche il lavoro nel contesto parentale Le procurerebbe stress e comunicazioni alterate, appare che lei sia vulnerabile e in profonda crisi riguardo la sua energia di sopportazione. Per questo è necessario che si rivolga ad uno psicologo psicoterapeuta de visu per analizzare nel dettaglio tutto ciò che concerne la sua fragilità emotiva e la sua motivazione di fondo nel risolvere e trasformare i problemi lavorativi.
Cordialmente

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Gentile Romeo,

da quanto scrive traspare il suo stato emotivo particolarmente preoccupato circa la scelta da compiere. Mi sento solo di riportarle quanto sia difficile poter prevedere con assoluta certezza gli esiti di una scelta. Le consiglierei un percorso terapeutico con l'obiettivo di far chiarezza rispetto ai suoi reali obiettivi. In questo modo, potrà fare la scelta che preferisce senza dover rimuginare troppo su eventuali possibili conseguenze negative.

Sperando di esserle stato d'aiuto, le porgo cordiali saluti.

Dott. Domenico Navarra

Dott. Domenico Navarra Psicologo a Bari

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Gentile Raffaele,
la situazione che descrive segnala una certa confusione e tanti dubbi, oltre all'emergere di vissuti emotivi e sentimenti che occorre prendere in considerazione; darle una risposta tramite poche righe affidate ad un sito mi sembrerebbe riduttivo rispetto alle delicate domande che pone e mi sentirei invece di suggerirle di affrontare questi argomenti con un professionista da poter incontrare faccia a faccia. Spesso in situazioni contingenti una consulenza breve e focalizzata sul momento può rivelarsi di grande aiuto. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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