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Come posso combattere la paura di sentirmi male da un momento all'altro?

Inviata da SARA il 20 nov 2016 Attacchi di panico

Salve,
sono Camilla e ho 20 anni. Da qualche mese la mia vita non è più la stessa e si sta evolvendo in modo negativo. La causa di ciò è la mia difficoltà ad uscire di casa e a fare le cose della vita quotidiana. Penso di soffrire di attacchi di panico, il primo è stato ad agosto e sono andata al pronto soccorso credendo che fosse qualcosa di serio. Da quel giorno ho fatto moltissime visiste che hanno escluso la presenza di malattie fisiche ma io non riesco a capacitarmi di questo. Spesso mi sento stanca, ho i battiti veloci e a volte mi sento dolori tra il torace e l'addome. Ho sempre paura che potrebbe succedermi qualcosa di grave da un momento all'altro e questo è un pensiero fisso che sta compromettendo la mia vita sociale e universitaria. L'ultimo attacco di panico l'ho avuto una settimana fa in treno e ora ho paura di fare il tragitto verso l'università. Non so più cosa fare anche perché le persone vicine a me sembrano essere esasperate e sembrano ignorare questa situazione che io ritengo essere seria. Come posso uscirene e non essere sempre preoccupata?
Grazie
Camilla

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Gentile sig.ina,
l'attacco di panico è vero, è un'esperienza drammatica che lascia la persona che lo vive, con la paura che l'evento possa ripresentarsi.Vi sono diverse modalità d'approccio al problema, uno di questi è quello farmacologico, in genere si tratta di un abbinamento di farmaci antidepressivi e ansiolitici ed è solo il medico o medico psichiatra che può prescriverli. Il secondo è di tipo psicoterapeutico, con alcuni distinguo : può essere un intervento volto a considerare in particolare il sintomo e a cercare di ridurlo , attraverso conversazioni tese a modificare alcuni schemi mentali disfunzionali coscienti, più esercizi di vario tipo da fare a casa come ad es: un diario in cui annotare le variazioni del suo stato d'animo ecc.... L' altra modalità d'approccio psicoterapeutico è la psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico che considera il sintomo solo come l'evidenza esteriore di conflittualità inconsce e agisce più in profondità, cercando di eradicare la causa del problema . Personalmente utilizzo questo secondo tipo di intervento e posso dirle che spesso alla base di questo problema , soprattutto nelle persone giovani come lei,si evidenzia una profonda paura di cambiamento, di evoluzione , di crescita che devo e può essere superate e questo è proprio il compito di una psicoterapia che contempli la persona nella sua interezza e unicità.

Spetta a Lei la scelta.

Un cordiale saluto

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli

Parma

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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Gentile Camilla,
la sintomatologia di cui lei sta parlando sembrerebbe essere quella degli attacchi di panico. In genere questi sintomi che vengono per disturbarci e metterci a disagio sono una comunicazione del nostro inconscio che ci dice che qualcosa deve essere modificato. La rassicuro dicendole che di attacchi di panico non si muore, nonostante sembri proprio così quando ci sorprendono. Le consiglierei di rivolgertsi ad uno psicoterapeuta che potrà aiutarla a comprendere cosa vuol dirle il suo corpo/psiche con questi sintomi e darle anche degli strumenti per gestirli finché non scompaiono.
Cordiali saluti
dott. Anna Ambiveri - Psicoterapeuta Torino

Dott.ssa Anna Ambiveri Psicologo a Torino

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Carissima,
La sua situazione è seria, poiché i sintomi stanno compromettendo diverse aree della sua vita e della sua routine. Tuttavia è possibile fare qualcosa è dovrebbe avere fiducia. Il panico diventa un circolo vizioso che si morde la coda e lei lo ha ben descritto nella sua esperienza : non tanto teme le situazioni ( es. Treno) quanto piuttosto teme che si ripresentino in quelle situazioni i sintomi psicofisiologici dell' ansia/panico.
Cosi il suo diviene una "paura di aver paura". Come ben comprenderà non esistono esami medici in grado di andare alle cause e demolirle con una pillola.
La sua vita non può fermarsi, le consiglio di prendere appuntamento con uno psicoterapeuta, intanto. Se i sintomi sono soverchianti con lui potrà stabilire se iniziare una tereapia psicofarmacologica con il supporto di uno psichiatra, sia per calmare i sintomi, sia per permetterle di lavorarci sopra e riconquistare la sua stabilità. Un lavoro su di sé di tipo psicoterapeutico le permetterà di cogliere il significato di cio che sta vivendo all'interno della sua storia di vita.
Dr.ssa Courrier

Anonimo-154222 Psicologo a Padova

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