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Come posso capire se sono io un problema per il mio compagno?

Inviata da Luana il 30 set 2015 Terapia di coppia

Buona sera purtroppo ho un compagno che beve tutte le sere e che fa'uso di cannabis tutti i giorni, e ci sono volte che basta un mio atteggiamento sbagliato (secondo lui) a farlo scattare di rabbia, ho un figlio di 10 anni ed è spesso spettatore delle nostre liti, io mi arrabbio con lui perché vorrei che smettesse e lui dice che sono io che devo smetterla di controllarlo che li sto'addosso che lui reagisce in malo modo spaccano cose...insultandomi ecc....per colpa mia...che io non penso alla famiglia non penso a lui...ecc...premetto che io sono andata a vivere in un altra Regione per seguire lui e la sua famiglia...sono stanca...ho paura perché non ho un posto dove stare e lui è molto bravo a rigirare la frittata...mi minaccia che mi porta via il bimbo perché io non sarei in grado d mantenerlo con il mio lavoro. ..vi prego datemi un consiglio purtroppo sto molto male. ...ho attacchi d panico e nervosismo a mille sono a pezzi

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Gentile Luana,
forse hai sottovalutato per troppo tempo la gravità della situazione che non riesci più a gestire e rischia di sfuggirti completamente di mano.
Credo che da sola hai ben poche possibilità di farti rispettare ed avere un peso nella relazione con il tuo compagno.
Pertanto dovresti al più presto iniziare una psicoterapia individuale per imparare modi più funzionali di relazionarti a lui senza innescare le sue reazioni aggressive e contemporaneamente curare i tuoi attacchi di panico e acquisire gradualmente più fiducia in te stessa e più autostima.
Soltanto dopo, potrai confrontarti con più struttura e cognizione di causa con lui essendo consapevole dei tuoi diritti e mettendolo un pò di più alle strette nel senso che potrai metterlo di fronte alla scelta di farsi anche lui aiutare oppure considerare l'eventualità che sarà dato un taglio alla convivenza.
In conclusione non puoi fare da sola ma devi essere seguita in psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Luana,
la sua situazione è molto difficile, è evidente che il suo compagno soffre di dipendenza da alcol e sostanze e lei sembra molto sola lontana dai suoi cari. Innanzitutto cerchi una rete di supporto, amiche, associazioni di volontariato che possano darle almeno un sostegno emotivo, se non economico. Sta subendo forti pressioni psicologiche e come lei ammette, si trova in una situazione di debolezza probabilmente anche perchè economicamente sente di aver bisogno del suo compagno, e dipende da lui. Entrambi siete in difficoltà. per questo le consiglio un sostegno familiare, ci sono centri di volontariato che offrono gratuitamente consulenze alla famiglia e ospitano comunità per tossicodipendenti. Altrimenti come le hanno suggerito i miei colleghi, si rivolga al Sert.
Ma prima di tutto tuteli se stessa e il suo bambino, cerchi sostegno presso il consultorio, centri anti-violenza per donne o qualche associazione di volontariato del territorio, in questo modo può cominciare ad avere supporto concreto da psicologi e assistenti sociali. Ha detto di essere in mille pezzi, ma un passo grande l'ha già compiuto scrivendo il suo bisogno di aiuto. Continui a cercare aiuto concreto!
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente
Dott.ssa Silvia Orso - Udine

Studio Silvia Orso Psicologo a Udine

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Suo marito ha bisogno di aiuto. Vada al Sert , servizio sanitario che si occupa di dipendenze patologiche.
Anche lei ha bisogno di supporto, non perda altro tempo.

Studio di Psicoterapie Brevi Psicologo a Molfetta

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Carissima Luana
Il suo compagno ha bisogno di essere aiutato e anche lei che gli sta accanto ha bisogno di essere supportata e aiutata a capire come deve comportarsi con lui e tutelare se stessa.Presso i dipartimenti per le dipendenze delle ULSS ci sono i servizi per le dipendenze che forniscono consulenze e possibilità di riabilitazione,nonchè sostegno per le
famiglie che hanno al loro interno questo tipo di problematiche.Inizi a rivolgersi a loro con fiducia al più presto.La saluto cordialmente
Dott.Milena Angeli Padova

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Salve Luana,
Mi unisco al coro dei colleghi che ti consigliano di prendere rapidamente in mano la situazione. Le possibilità di aiuto concreto sono varie: sicuramente mi sento di consigliarti di cercare nella tua zona anche dei centri antiviolenza per donne maltrattate. Benché nel tuo caso non si tratti di violenza fisica, si configura, sembra, un quadro di biolenza quantomeno psicologica. Generalmente in questi centri oltre a nostri colleghi si trovano anche degli avvocati che possono fornirti delle consulenze più specifiche in caso di affidamento se dovesse verificarsi una separazione. Altra strada è quella del Sert per chiedere un supporto e una consulenza al fine di gestire il rapporto con una persona con polidipendenza. Anche nei centri di salute mentali e nei consultori puoi accedere a prestazioni psicologiche pagando il costo del ticket sanitario.
Cerca di sentire vari pareri per poterti fare un idea più chiara della situazione e per sentirti più forte e sicura di te nella scelta che deciderai di prendere.
Restiamo in ascolto.

Dott.ssa Sabina Marianelli Psicologo a Roma

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Cara Luana
se c'è una persona che rischia di perdere il bambino è il tuo compagno. Fa abuso di sostanze e questo è sufficiente per la legge al fine di revocargli addirittura la potestà. Tu non hai nessuna colpa, le sue recriminazioni sono soltanto scuse per continuare a bere e a drogarsi. Devi farti forza e consultare sia un avvocato che uno psicologo. L'avvocato per cautelarti di fronte ai suoi eventuali maltrattamenti, perché le persone che abusano di sostanze sono pericolose, lo psicologo per un sostegno ad affrontare questa situazione. Potebbe bastare anche lo psicologo, perché troverebbe lui i mezzi per cautelarti sotto ogni punto di vista, ne ha il dovere deontologico. Agisci subito non perdere tempo hai bisogno di aiuto prima che la situazione diventi pericolosa. A tua disposizione. Un saluto affettuoso.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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La mia risposta non può essere che brevissima : fatti sostenere psicologicamente da qualche mio/a Collega della tua zona se non vuoi diventare un problema per tuo figlio.
Allo scopo esistono i Consultori della Famiglia!
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Gentile Luana
il suo compagno è con ogni probabilità affetto da dipendenza da alcool e cannabis. Si rivolga al Serd (Servizio Dipendenze) della sua città o ad uno psicoterapeuta privato esperto di dipendenze: la dipendenza è un problema relazionale. Lei potrebbe, senza rendersene conto, rinforzare l'uso di sostanze da parte del suo compagno facendolo per esempio sentire troppo controllato: quando una persona affetto da dipendenza si sente controllato spesso sente dentro sè aumentare il desiderio di trasgredire. Inoltre, se lei lo controlla, è come se lo deresponsabilizzasse rispetto alla gestione della sostanza. Sarebbe importante per questo motivo che lei si facesse seguire e si facesse indicare da un professionista quali sono i passi più indicati per coinvolgerlo in un percorso di cura, dando la sua disponibilità a farsi coinvolgere nel trattamento. Tanto più che sta accusando anche lei lo stress legato al sopportare una simile situazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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Buona sera Luana, talvolta, parlo in generale, ci si imbatte in persone che sono brave a farci venire il dubbio se la responsabilità che il nostro rapporto non vada bene, sia nostra. Naturalmente, convivendo, una quota di responsabilità è anche nostra. Ma come facciamo a capire quanta è colpa nostra e quanto noi non c'entriamo quasi per niente? La risposta è molto difficile, in quanto le variabili, chiamiamole, borderline, di mezzo, sono varie e spesso una sfuma in un'altra. Dunque, credo che le convenga stabilire delle priorità che (le mie sono ipotesi o suggerimenti ma, naturalmente, lei sa quali siano veramente le proprie o dovrebbe cercarle al più presto) le diano anche un ordine emotivo (ad es., protezione di suo figlio e la propria) e cognitivo (quanto questa persona che ho accanto ORA è la stessa di cui mi sono innamorata?). Inoltre, credo che quando si arrivi alla minaccia di togliere un figlio alla propria madre sia (a parte quasi impossibile fattivamente, visto che i giudici propendono ancora per una prevalenza di affido materno) quanto di più meschino ed orribile (parlo per me) si possa dire per impaurire il partner e sentirsi nella ragione. Infine, quindi, la proposta di una terapia di coppia è il minimo, insieme a quella di seguire (per lui) un corso o seminario sulla gestione delle proprie emozioni e sull'utilizzo di droghe, in modo che si renda conto quanto anche il oro utilizzo per una sola volta sia deleterio per il nostro cervello. Se ancora c'è amore in lui, credo che seguirà questi consigli, altrimenti dovrebbe, credo, divenire un po più egoista, e pensare alla propria qualità di vita ed a quella di suo figlio prendendo delle decisioni che, sicuramente la faranno soffrire, ma almeno la faranno sentire più sicura e protetta.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Cara Luana,
immagino quanto siano forti le sue paure, non è semplice relazionarsi con una persona che ha delle dipendenze e non ha la giusta lucidità per capire la situazione. In questo caso mi sento di suggerirle di chiedere un aiuto professionale serio, il prima possibile. Si può rivolgere ad un Sert (servizio di tossicologia) del suo paese per chiedere aiuto, lì troverà degli psicoterapeuti che la potranno sostenere. Credo sia necessario che il suo compagno capisca la gravità delle sue condizioni e può provare a coinvolgerlo, andando insieme al Sert. Inoltre lei è una madre e deve assolutamente tutelare se stessa e suo figlio: avete diritto a vivere in un clima sereno e calmo e per questo dovrebbe cercare di farsi aiutare, magari dai suoi familiari o da quelli del suo compagno. Non si chiuda nella paura e nel dolore di questa situazione perché si può stare meglio se il suo compagno iniziasse un percorso di cura. Anche lei ha bisogno di farsi aiutare per riuscire a capire come relazionarsi a lui, anche del perché si è arrivata a trovare in questa situazione di forte disagio. Fare chiarezza le permetterà di acquisire maggiore forza e riuscirà anche ad aiutare il suo compagno se deciderà di continuare a stargli vicino.
Saluti,
Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa e psicoterapeuta Chieti Pescara

Studio Di Psicologia e Psicoterapia Dott.ssa Roberta Schiazza Psicologo a Chieti Scalo

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