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Come posso aiutarla?

Inviata da Alessandro il 23 set 2015 Relazioni sociali

Salve,
Sono amico di una ragazza il cui comportamento comincia a preoccuparmi.
Il padre durante l'infanzia è stato assente, in generale anche ora che è tornato (lei ha diciassette anni, io diciannove) hanno un rapporto conflittuale. Sono simili caratterialmente e per questo si scontrano spessissimo. Lui a volte torna a casa ubriaco e urla, lanciando oggetti e dicendole parole brutte. Ha avuto anche delle brutte esperienze qualche anno fa, con persone che l'hanno trattata molto male.
Lei è una ragazza iper emotiva. Ha problemi di autostima, crede di essere stupida quando è la persona più intelligente che abbia mai conosciuto, crede che tutti i ragazzi la trovino stupida quando non è assolutamente vero, si sente inferiore a chiunque e si trova brutta quando invece è bellissima e in ogni cosa che fa ha sempre problemi, perché l'ansia e la tristezza sono sempre alle porte e quindi cerca di non esporsi troppo, senza fare nulla che la metta a rischio. Ho notato che la sua personalità è molto autarchica: cerca di bastarsi a se stessa, in amore è molto chiusa, cerca di evitarlo, lo vede come fonte di ansia.
In ogni caso, non sta bene e io lo noto. Non sa vivere con tranquillità, non conosce pace e non vuole sentirne di andare da uno psicologo. Ho provato più volte e in modi molto delicati a spiegarle che è quello che la aiuterebbe, ma non mi ascolta né ascolta sua madre (che la spinge in quella direzione).
La mia domanda quindi é: c'è qualche comportamento che devo evitare e qualche comportamento che invece devo mettere in pratica per farla sentire meglio? So che non posso fare molto, ma vorrei capire fino a dove posso esserle d'aiuto e magari spingerla ad aprirsi un po'.

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Gentile Roberto,
la sua sensibilità e la attenzione che mostra per questa ragazza è lodevole e lascia quasi ipotizzare un interessamento che va oltre la semplice amicizia. Tenga perciò presente i possibili risvolti negativi sia per la rigidità che per la fragilità di questa ragazza qualora la relazione diventasse più stretta di quella amicale e poi venisse, per qualche motivo, interrotta.
Fatta questa premessa e questo "avvertimento", le consiglierei di non demordere , nel continuare ad essere un riferimento, dal continuare a sensibilizzare questa ragazza all'importanza di un percorso di psicoterapia senza intestardirsi a rimanere in una situazione di rigidità che non le servirà a niente.
Magari provi anche a parlare con la madre di questa ragazza nella speranza di dare più forza alle sue parole.
Cordiali saluti,
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Roberto,
Il suo affetto e la sua attenzione verso l'amica sono davvero meritevoli e preziosi..
Un punto che mi pare importante, prima ancora del rivolgersi o meno ad uno psicologo, riguarda la questione di questo padre con atteggiamenti violenti.
Anche se non si è trattato di violenza fisica, di fatto la sua amica (e la madre) ha subito violenza psicologica fatta di insulti, grida e gesti aggressivi. In più lei parla anche di altre persone che avrebbero trattato male la sua amica senza specificarne bene le modalità.. è quindi comprensibile la paura di questa ragazza verso l'eventualità di lasciarsi andare perché nella sua esperienza chi avrebbe dovuto amarla incondizionatamente (il padre, ad esempio) l'ha ferita e tradita...figuriamoci gli altri! (sempre secondo il punto di vista della giovane). Ed ecco la sua risposta di chiusura ed apparente distacco..ma con un percepibile sottofondo di angoscia e sofferenza.
Non è facile affrontare una situazione simile e nemmeno lei Roberto dovrebbe farlo da solo..se ha confidenza con la madre gliene parli e ne parli anche ai propri cari per farsi consigliare; inoltre se teme per l'incolumità fisica della sua amica coinvolga la madre o si rivolga ad assistenti sociali o alle forze dell'ordine.
Non so se nella sua città sia così, ma alle volte esistono sportelli d'ascolto di tipo psicologico per i cittadini nelle scuole, nei consultori o in servizi comunali come gli spazi giovani. Qui troverà persone specializzate per ascoltarvi, supportarvi e consigliarvi..ma non sopporti da solo il peso di questa responsabilità!
Nel frattempo continui a starle vicino e cerchi di farle capire e vedere cosa lei, come amico, riesce a vedere in lei nonostante le sue barriere e le sue ansie.
In bocca al lupo
Dott.ssa Chiara Salsi, Carpi (Modena)

Dott.ssa Chiara Salsi Psicologo a Carpi

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Gentile Roberto,
mi unisco ai colleghi per darle anch'io la mia risposta. Il suo desiderio di essere d'aiuto può essere un atto di amicizia e parrebbe proprio che la sua amica abbia qualche difficoltà di rapporto e di stima di sé. Il fatto che lei non si lasci molto aiutare fa pensare che voglia riuscire da sola a cavarsela o forse che non si fida molto delle persone. Vorrei dirle che uno dei modi migliori per aiutare e comunicare un senso di benessere ad una persona è quello di esprimerle accettazione per quello che la persona è, senza desiderio di cambiarla nella direzione che noi desideriamo, fosse anche per quello che pensiamo sia il suo bene. Perciò una domanda fondamentale che spero le sia utile: la sua amica le va bene e le piace così come è ora? se la risposta è positiva continui ad esserle amico e frequentarla per come e quanto ritiene giusto, rispettando il suo modo di essere; è un grandissimo aiuto. Se invece la vorrebbe diversa da come è allora provi a capire bene cosa la muove e cosa vorrebbe dalla sua amica. Forse la vorrebbe avere più vicina a sé. Non ci sarebbe nulla di male, ma meglio essere più chiari possibile, con noi stessi soprattutto. Voler cambiare le persone non è un modo di aiutarle. Un grosso augurio.
Dott Mazzoleni (Lecco)

Dott. Mazzoleni Damiano Psicologo a Lecco

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Salve Roberto,le premure che lei ha verso questa sua amica sono una ricchezza che va sicuramente salvaguardata,ma forse incanalata,nel senso che insistere su un persorso psicologico non sortirà l'effetto sperato se è così avversa e poi se il diretto interessato non è motivato a farlo non ha davvero molto senso poichè rischia comunque di essere un fallimento. Magari per questo c'è bisogno di un po' più di tempo... Nel frattempo potrebbe essere lei Roberto a chiedere ogni tanto alla sua amica un parere,un confronto su alcune tematiche e questioni e farla così sentire utile; in altre circostanze invece punterei sul divertimento, la spensieratezza. In ultima battuta, magari quando vede che non sta bene, proverei a chiederle cosa prova e poi le chiederei cosa può fare (la sua amica) per stare meglio, in altre parole proverei a inirizzarla verso l'essere costruttiva per se stessa.
Cordialmente
Dott.ssa Elenia Poli

Dott.ssa Elenia Poli Psicologo a Dozza

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Gentile Roberto
che situazione complicata, quanto inutile e impotente deve sentirsi accanto a questa ragazza così chiusa e in difficoltà!
Credo che insistere troppo sull'andare da uno psicologo sia controproducente e forse irrispettoso del modo di stare al mondo della sua amica: per sopravvivere ella dev'essersi convinta di poter e dover contare solo sulle sue forze. Non sarà la sua amicizia, per quanto autentica e preziosa, a scardinare simili difese.
Potrà invece essere di aiuto a questa ragazza donandole momenti di leggerezza, momenti in cui lei possa sentire che la vita non è solo dolore e autarchia.
Se il pensiero di aiutarla dovesse diventare un'ossessione, la invito a prendere in considerazione di andare lei da uno specialista per prendersi cura della parte di sè che vuole prendersi cura di chi soffre.
Un caro augurio di ogni bene
Dott.ssa Stefania D'Antuono - Venezia

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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Gentile Roberto,
mi sembra probabile che il rifiuto ad andare da uno psicologo sia sostenuto in questa ragazza dalla sua tendenza a isolarsi in modo autarchico.
C'è molta ignoranza spesso sulle competenze e le abilità dello psicologo; sebbene colmare questa lacuna potrebbe non sortire l'effetto sperato immediatamente, tuttavia può un po' aprire la strada. La invito perciò a guardare sul mio sito professionale le FAQ ce n'è una che spiega l'utilità e la necessarietà dello psicologo e magari a indicarla a questa ragazza.
Se poi si reca lei stesso da uno psicologo potrà sicuramente trovare grazie al suo aiuto dei modi di approcciarsi che abbiano maggiori probabilità di successo e che rendano la relazione più serena.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Caro Roberto,
la sua è una buona intenzione e per questo non va sprecata.

Sfrutti la sua delicatezza per aiutare la sua amica. Può aiutarla in piccole cose, ogni tanto può parlarle di sè, chiedere la sua opinione... faccia sentire la sua presenza e, quando lo riterà opportuno, potrete affronatre qualche argomento un pò più intimo e personale.

Nel frattempo, la sola presenza e condivisione di momenti sarà un'utile strumento per la sua amica per acquisire fiducia in se stessa e nell'altro e per scoprire di avere un valore.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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