come posso aiutare mio figlio a superare la morte della zia

Inviata da Mariavittoria il 10 feb 2014 Fobie

Salve, 5 mesi fa è mancata mia sorella a causa di un tumore (35 anni). Mio figlio ha 10 anni, ha vissuto tutto il periodo di malattia della zia alla quale era molto legato. Sa esattamente cos'è accaduto. Ora riesce a guardare le foto della zia ma non a sentir parlare di lei, piange e si dispera...dice che non riesce a sentirne parlare. Sente canzoni legate alla zia e piange, sta veramente male. Da considerare che ha vissuto la separazione mia e del padre avvenuta circa un anno fa. Vorrei qualche consiglio: non so come affrontare questa situazione così dolorosa. Grazie.

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Gentile Maria Vittoria,
il ragazzino ha vissuto due esperienze molto traumatiche : dapprima la separazione dei genitori e dopo la morte della zia per di più a non molta distanza di tempo e quindi quasi con un effetto sommatorio.
Le reazioni che lui manifesta quando viene rievocato il ricordo della zia sono comprensibili e in quei momenti dovrebbe essere confortato condividendo le sue emozioni e i suoi pensieri. Buona cosa sarebbe se questa condivisione e questo supporto fosse offerto anche dal padre giacchè due coniugi separati smettono di essere marito e moglie ma non smettono di essere genitori.
Un parametro importante per seguire l'evoluzione e l'elaborazione di questo lutto è il rendimento scolastico e le interazioni con i compagni cosa su cui si potrà tenere informata attraverso gli insegnanti.
Se tra altri 7-8 mesi lei non dovesse registrare cambiamenti significativi potrà prendere in considerazione l'idea di rivolgersi ad uno psicoterapeuta non solo per suo figlio ma anche per se stessa.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno gentile Signora,
le suggerisco di richiedere una consulenza psicologica de visu lei stessa per questo problema in quanto potrebbe trattarsi di una sommazione di dolore (la vostra separazione genitoriale e il lutto) che ora suo figlio non riesce più a gestire. Il bambino ha la possibilità di stare anche con coetanei oltre che con gli adulti? Ha una certa predisposizione a vivere con agitazione i conflitti? Riesce a svagarsi?
Cordialmente

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Gentile Mariavittoria,
il lutto di una persona importante può richiedere un tempo maggiore di 5 mesi per essere elaborato. Mi domando se tutta la vita di suo figlio ruota intorno alla disperazione per questo evento, oppure ci sono delle aree (come la scuola, lo sport, gli amici, ecc.) in cui il bambino "funziona" meglio. Può essere importante per tutti focalizzarsi su ciò che già funziona.....

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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Buonasera,
ne parli con suo figlio della morte della separazione, dei sentimenti che prova, è sbagliato reprimere o evitare di parlarne o soltanto non piangere!!

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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Cara Mariavittoria,
suo figlio ha subìto nell'arco di un breve tempo due esperienze di perdita piuttosto gravi (la separazione e la morte della zia) che a quell'età segnano in modo particolare e attivano profonde angosce di morte. L'elaborazione del lutto è una fase necessaria e complessa, che va seguita e sostenuta con un adeguato aiuto in modo che possa risolversi attraverso il recupero di una certa sicurezze e l'accettazione della perdita. Suo figlio sembra ancora fermo alla fase della negazione, all'intollerabilità di quanto è avvenuto, all'evitamento del ricordo dell'esperienza vissuta e di quanto a questa è associato. Lei non racconta nulla di come ha vissuto la separazione tra lei e suo marito, quanto sia disponibile la presenza del padre , se è vicino al dramma di questo bambino contribuendo a rassicurarlo e a confortarlo. Certamente c'è bisogno di tutto questo e della presenza di entrambi i genitori per aiutarlo a sostenere la sofferenza che tali perdite hanno prodotto nel suo fragile equilibrio.
Scriva ancora se vuole, anche più in là, seguendo l'evoluzione di questo dolore senza nasconderlo, e accettandone la complessità.
Cari saluti

Dott.ssa Lilia Di Rosa Psicologo a Catania

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Gent. sig.ra Mariavittoria,
l'elaborazione del lutto è davvero un processo lento e molto complesso. I bambini spesso hanno più risorse di quante non crediamo. Il fatto che suo figlio pianga e si disperi è un fattore che pare essere positivo, che dimostra che non è nello stato di congelamento che spesso segue un lutto o un grosso trauma. Consideri che il lasciar andare, l'accettazione del saluto, l'idea del mai più, sono concetti molto difficili ed esperienze molto difficili da affrontare. E' utile che lei dica a suo figlio che è normale disperarsi e magari provare rabbia verso la persona che, morendo, l'ha abbandonato. Può creare con lui un album di ricordi dove lui possa tenere disegni, fotografie e cose che gli ricordano la zia e dirgli che è normale che ora soffra molto, e che piano piano starà meglio, rassicurandolo sul fatto che possa dimenticare la zia: non accadrà. Le consiglio inoltre di proporre a suo figlio un breve percorso con un terapeuta infantile che potrebbe aiutarlo (lui e anche lei, signora) a superare questo momento difficile e doloroso.
Resto a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti.

Monica Torsellini Psicologo a Firenze

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Gentile Mariavittoria,
l'elaborazione del lutto implica del tempo, mesi, talvolta anni. Non possiamo elargire suggerimenti on-line senza una consulenza di persona. Ha considerato l'ipotesi di rivolgersi ad un Collega vis a vis?

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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