Come posso aiutare mio figlio?

Inviata da Giulia il 8 apr 2016 Crisi adolescenziali

Mio figlio ha venti anni ed ha preso la maturità lo scorso anno. A scuola se l'è sempre cavata più che bene ora però non sa cosa fare. Esce pochissimo e non dimostra interesse verso nessun tipo di studio o lavoro. Ho provato a spronarlo in ogni modo ma lui, quando sente questi discorsi, si rinchiude in se stesso e non risponde,
Sembra che non voglia affrontare il mondo che c'è fuori dalla sua camera.
Non so come aiutarlo.
Grazie.

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Cara Giulia,
Capisco profondamente le sue preoccupazioni da mamma. Ogni passaggio evolutivo, di crescita, porta tutti noi a dover fare i conti con qualcosa di nuovo e sconosciuto che può spaventare molto.
Per tantissimi ragazzi dell'età di suo figlio, il mondo dell'Università piuttosto che quello del lavoro, costituisce un passaggio molto critico. Si è appena concluso un ciclo in cui si era grandi ma in modo "protetto". Adesso invece si devono affrontare scelte che condizioneranno il futuro e questo può far paura e portare ad una chiusura e ritiro per cui si rimanda il momento di confronto.
Forse spronarlo potrebbe maggiormente.mettere in evidenza questa difficoltà. Provi allora a mettersi nei suoi panni secondo questo punto di vista appena fornito, e provi a fargli comprendere che lo capisce e lo sostiene. Vedrà che sarà più facile per lui aprirsi e condividere i suoi timori.
Un cordiale saluto,
Dr.ssa Giovanna Pasquarelli

STUDIO P e P delle dottoresse C. Paoloni e G. Pasquarelli Psicologo a Roma

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Buongiorno Giulia, credo che suo figlio stia affrontando un cambiamento importante che è il passaggio dalla scuola alla vita. Questo salto può intimorire e accentuare delle paure che forse suo figlio si porta dietro già da tempo. Ritengo sia importante in questo momento non tanto "stimolarlo a fare" quanto "cercare di ascoltare" per capire che cosa lo blocca e non gli permette di "saltare".
Le suggerisco il sostegno di un terapeuta con il quale trovare il modo migliore di avvicinarsi a suo figlio, al fine di entrare in relazione con lui e aiutalo a esprimere il suo disagio anche all'interno di un setting psicoterapico.
Spero di esserle stata utile. Buona giornata.
Dott.ssa Laura Fabrizi

Dott.ssa Laura Fabrizi Psicologo a Roma

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Gentile Giulia,
mi viene da chiederle: come mai suo filgio esce pochissimo? prima usciva di più? ha perso amicizie che prima aveva? forse non se le era mai create ed ora si sta facendo un "bilancio" concludendo che ha costruito poco e sta entrando in un perido di sconforto? Prima che le cose si trascinino e il tempo passi inutilmente, creando un circolo vizioso, le consiglio di parlare con suo figlio e in maniera costruttiva ed accogliente fargli capire che un colloquio orientativo con uno psicologo potrebbe essere un aiuto per capire come affrontare un futuro tutto da costruire. Ovviamente deve essere suo figlio a volere tale colloquio ma se lei saprà farglielo vedere come un aiuto per un periodo di passaggio e non come l'ultima spiaggia vedrà che suo figlio coglierà quest'occasione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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Gentile Giulia, il periodo che suo figlio sta vivendo è in modo verosimile uno stadio di transizione e cambiamento, dunque esso può spaventare.
È molto importante non forzare in nessuna direzione l'esito di tale transizione.
Allo stesso tempo lo è anche cercare di comprendere se il ragazzo avverte qualche pressione o ha maturato pensieri negativi rispetto il suo futuro.
La incoraggio, se ha volontà, a contattare un terapeuta perché possa essere assistito durante tale difficoltà e affrontarla serenamente.
A disposizione
Dott.ssa Moglie L.

Dott.ssa Lucia Moglie Psicologo a Ancona

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Gent.ma signora Giulia,
suo figlio sta sicuramente affrontando un grande conflitto che non lo porta a prendere la direzione di diventare un adulto. È in una situazione di stallo e da ciò che dice sembra abbia anche una deflessione dell'umore. Provi a proporre a suo figlio dei colloqui con uno psicoterapeuta, sicuramente ne trarrebbe giovamento.
Cordialmente
Dr.ssa Arianna Sirolli
Roma

Studio di Psicologia e Psicoterapia Dr.ssa Arianna Sirolli Psicologo a Roma

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Ogni passaggio da uno stato ad un altro., comporta la necessita' di confrontarsi con il "nuovo".
Se non ci si e' preparati per tempo,l'elaborazione puo' diventare "faticosa". Lo sprone gli perverra' dagli amici, favorendo i loro incontri.

Dott. Francesco Testa Psicologo a Napoli

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Salve Giulia,
di primo impatto mi viene un suggerimento... perché non cambiare tattica allora? Se mostrargli consigli e sproni su opportunità e possibilità future non funziona, magari potrebbe ottenere un altro effetto rapportandosi a questa situazione e a suo figlio in maniera differente.. Prima di "incitare all'azione" sarebbe meglio comprendere cosa blocca suo figlio, qual è la causa di questa stasi e ritiro. Forse c'è qualche altro cruccio o problema a frenarlo ed è importante che lei si metta in ascolto dei bisogni di suo figlio, che forse possono essere anche solo quelli di prendersi del tempo per riflettere sul futuro. Se la situazione si mantiene immutata, potrebbe richiedere un consulto, per lei stessa, per affrontare nello specifico il suo vissuto di impotenza a fronte di questa circostanza ed apprendere modalità di gestione, che indirettamente potrebbero influenzare le reazioni di suo figlio e la vostra modalità di comunicare.
Resto a disposizione,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi

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Gentile Giulia,
purtroppo questo atteggiamento di chiusura di suo figlio nei suoi confronti dimostra che non si è costruito nel tempo un rapporto di fiducia tra voi due e già questo è un problema di grande rilevanza che andrebbe adeguatamente approfondito.
Le suggerisco perciò, inizialmente, di essere lei stessa a consultare dal vivo uno psicoterapeuta per approfondire questo tema e contemporaneamente apprendere adeguate tecniche di comunicazione per riparare, come prima cosa, questa sfiducia e questa frattura che si è venuta a creare con suo figlio.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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