Come posso aiutare mia figlia?

Inviata da curiale romina il 23 ago 2016 Anoressia

Ho una figlia adolescente e sottopeso adesso sono 3 mesi che non ha il ciclo. Non so che fare. Non vuole andare in terapia.

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Gentile Romina,
condivido la risposta della dott.ssa Fontolan. Se per il momento vostra figlia non intende andare in terapia, per cominciare rivolgetevi voi al vostro medico di base oppure meglio ancora all'ULSS della vostra zona, spiegando la situazione. Lí troverete professionisti qualificati che vi daranno le indicazioni su come muovervi.
Auguro tutto il meglio a voi e a vostra figlia.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Mantova

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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Gentile Romina,
si rechi lei immediatamente da una psicologa psicoterapeuta che sappia trattare i problemi dei figli attraverso i genitori. Gli psicologi della terapia strategica breve di solito lo fanno per i disturbi dei bambini e spesso riescono comunque a facilitare almeno la venuta in terapia del figlio/a adolescente o adulto.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Buongiorno Romina,
il rifiuto delle cure da parte della ragazza è un aspetto del sintomo, tipico di queste situazioni. Il mio consiglio è di intervenire prima possibile, noi sappiamo che prima si interviene migliori sono le probabilità di buon esito. Come intervenire? Intanto in famiglia non fate una guerra intorno al cibo e al peso, parlate con lei della salute e non del peso o di cosa deve mangiare. Cerca nella tua zona se c'è un'associazione di familiari a cui rivolgerti, per avere sostegno e indicazioni pratiche sui servizi della tua città. L'esperienza degli altri genitori ti può aiutare a trovare la comunicazione corretta con lei. In ogni caso è minorenne e tu sei responsabile e anche lei lo sa. Nel cercare il servizio per la cura assicurati che ci sia un'equipe multidisciplinare (nutrizionista, dietisti, psicologi e psichiatra). Carissimi auguri, so quanto sono difficili e quanto è difficile per voi genitori. Sono a disposizione per informazioni che possano servire a trovare i collegamenti vicino casa.
Un abbraccio
Lia Cama

Lia Cama Psicologo a Forlì

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gentile Romina,
è abbastanza tipico il rifiuto a farsi aiutare in queste situazioni. Provi a riparlare con sua figlia, ma in ogni caso è imporatnte che lei come genitore, si rivolga al medico di base e chieda a lui indicazioni sul servizio di neuropsichiatria di zona o su di un terapeuta esperto.
dott.ssa Alessandra Moranzoni
Varese

Dott.ssa Alessandra Moranzoni Psicologo a Varese

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Gentilissima,
un genitore può fare molto per un figlio con dei Disturbi alimentari, anche solo andando lui a farsi sostenere e consigliare da qualcuno specializzato in questa patologia. i disturbi alimentari sono correlati spesso a disturbi depressivi pertanto in primis si dovrebbe recare anche solo da uno psichiatra, o da un medico curante con specializzazione in psichiatria che aiuti la ragazza anche solo nel breve. piano piano rimotivandola poi nella vita, si riavvicinerà anche al cibo. per un genitore andare comunque a farsi aiutare è molto importante perchè a volte la famiglia è sostegno e causa involontaria del disturbo stesso, ove il giovane si vede riconosciuto attraverso il suo rapporto col cibo.

Dott.ssa Maria Chiara Talamo Psicologo a Prato

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Buongiorno Romina,
capita spesso in queste situazioni che ci sia anche una vera e propria negazione del problema e quindi un rifiuto della psicoterapia.
Nonostante questo credo che sia importante capire bene se ci sono rischi a livello fisico: potrebbe essere utile, intanto, fare una visita con un endocrinologo.
Si faccia suggerire dal medico di base se esistono centri, strutture (magari convenzionate) che si occupando di queste problematiche.
Un caro saluto,
Dott. ssa Roberta Salvini

Dott.ssa Roberta Salvini Psicologo a Pontedera

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Buongiorno Romina,
le consiglierei inizialmente di rivolgersi al medico di base e poi richiedere una visita endocrinologica di controllo, in modo da avere alcuni dati oggettivi con cui può parlare con la figlia.
In seguito le indicherei supporto come madre, al fine di capire come approcciarsi alla figlia, comprendere alcuni meccanismi della vostra relazione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Annalisa Croci
Gavardo - Brescia

Dott.ssa Annalisa Croci Psicologo a Gavardo

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Gentile Romina,
occorre che trovi il modo per aprire un dialogo con sua figlia improntato sull'ascolto con sospensione del giudizio. Le faccia sentire che lei è dalla sua parte, che è lì pronta per darle una mano e che, avendo una percezione esterna, riconosce che ha bisogno dell'aiuto di uno specialista affinché possa ritrovare il suo equilibrio psicofisico. E' molto importante che consultiate un centro specialistico per disturbi alimentari che possa aiutare sua figlia e tutto il resto della famiglia nella risoluzione del problema.
Rimango a sua disposizione per ogni chiarimento.
Dott.ssa Maria Concetta Culcasi

Dott.ssa Maria Concetta Culcasi Psicologo a Trapani

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cara romina,
certamente sarebbe utile un sostegno per voi genitori per entrare in contatto col problema di vostra figlia. mi sento di suggerire inoltre la ricerca di un gruppo di sostegno per lei e vedere se sarebbe disposta a provare; io e una collega nutrizionista, abbiamo dato vita a un gruppo per pazienti con problemi alimentari di vario tipo che non se la sentivano di intraprendere un percorso individuale ed abbiamo avuto buoni riscontri. magari anche nella vostra città esiste una realtà simile.
rimanendo a disposizione, porgo cordiali saluti
irene santamaria
psicologa e ipnologa
novara

Dott.ssa Irene Santamaria Psicologo a Novara

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Gentile Sig.ra,
sarebbe importante che innanzitutto voi iniziate un percorso per capire come comportarsi e avere indicazioni adeguate. Con un collega poi si potrebbe programmare un intervento a domicilio...potrebbe essere utile per agganciare e "convincere" sua figlia.

Resto a sua disposizione
Dott.Salvatore De Costanzo
Psicologo - Napoli

Studio B&S - Benessere & Salute Psicologo a San Giorgio a Cremano

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Gentile Signora, se la ragazza non vuole andare in terapia vi consiglio comunque di farvi aiutare come famiglia. Rivolgetevi voi, come genitori, all'Ulss, sapranno aiutarvi e far da "ponte" fra vostra figlia e un futuro terapeuta e comunità di accoglienza specializzata.
Un abbraccio
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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