Come posso aiutare il mio ragazzo? Non facciamo altro che litigare

Inviata da floriana il 14 mar 2014 Terapia di coppia

io e il mio ragazzo (24anni) non facciamo altro che litigare. Lui mi rimprovera per essere caratterialmente più forte di lui e di trovare piacere nel litigare. Le cose non stanno così: premetto che sono 4 anni che lo conosco e molte cose sono peggiorate nella sua vita in questo periodo. In primis il rapporto con il padre, il quale lo accusa, sin da quando era piccolo, di essere un fallimento e la cosa peggiora in vista degli esami universitari in quanto,preso da panico, non riesce ad affrontare, a volte, lo studio , altre volte, il momento stesso del confronto con il docente. Il padre, così, finisce di infierire con parole che lo rendono insicuro ma a cui non ha la forza di ribellarsi. Col padre non c'è dialogo anzi dialoga solo con me ma mi accusa di metterlo in crisi, forse perchè ha difficoltà ad affrontare un semplice dialogo con botta e risposta. Ultimamente litighiamo tanto perchè è diventato inaffettivo e dice di provare indifferenza verso tutti e questa cosa lo fa soffrire. e' capitato, tra l'altro, che davanti a delle difficoltà o in momento di gelosia reagisse con violenza e che si tira compulsivamente le sopracciglia..(ormai non le ha quasi più). In vacanza, una notte, appena sdraiato a letto è andato in una sorta di trans..in cui chiamava il mio nome gridando e guardandomi con gli occhi sbarrati...non si è svegliato facilmente..e al risveglio non ricordava niente. (ho avuto davvero paura!!! non sembrava lui). Spesso passa le notti pensando alla morte e a cose tristi e lui stesso mi ha chiesto aiuto perchè vorrebbe parlare con uno psicologo io intanto però non so che fare o come comportarmi soprattutto perchè le cose non vanno bene tra di noi e non sentendomi più amata non riesco a lasciare indifferente il mio orgoglio che mi dice di allontanarmi da lui.

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Cara Fabiana,
io credo che per aiutare il tuo ragazzo tu possa parlare con lui, fargli capire che sei preoccupata per lui e che gli vuoi bene, che ti sta a cuore non solo la vostra relazione ma anche lui come persona, che vorresti vederlo felice e sereno in ogni caso.
Io penso che, dai dati che hai fornito (rapporto con il padre, ansia nell'affrontare gli esami, tricotillomania, pensieri di morte ecc) il tuo ragazzo dovrebbe rivolgersi ad uno specialista, qualcuno con cui affrontare i suoi problemi in un modo mirato e professionale, cosa che non potrebbe fare con te o con altri familiari o amici per quanto intenzionati ad aiutarlo.
Detto questo, ti invito anche a non sottovalutare e a non ascoltare i tuoi pensieri, le tue emozioni, i tuoi desideri: immagino e capisco che la situazione PER TE, che gli sei accanto, non sia facile. E' molto bello che tu voglia aiutarlo e farlo stare meglio, perchè tutti siamo ok e meritiamo di stare bene ed essere felici..questo, cara Fabiana, vale anche per te! anche tu sei ok e meriti di essere felice, quindi prenditi cura anche di te e cerca di capire di cosa hai bisogno.

Resto a disposizione in caso tu lo volessi

Un caro saluto

Dott.ssa Capuano Maria Concetta Psicologo a Padova

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Ciao Fabiana
Ho letto attentamente la tua lettera e la prima cosa che mi viene da dirti è di non farti prendere dal panico.
Ti stai trovando in una difficile situazione e dunque, a maggior ragione, è d'obbligo mantenere la calma.
Il modo migliore in cui tu puoi cercare di aiutare il tuo ragazzo è di sostenerlo nell'idea di cercare insieme a lui uno Psicoterapeuta valido e di incoraggiarlo a fare una psicoterapia.
Essendo questo ragazzo un soggetto molto emotivo e con molti problemi nascosti dentro di sè, di certo ha bisogno di qualcuno che lo curi seriamente e lui stesso dovrebbe essere motivato a ciò.
In questo momento, e date le circostanze, tu pure sei agitata e sconvolta da quanto succede e dunque certo è importante che tu faccia molta attenzione anche alla tua salute.
E' importante assumere atteggiamenti molto maturi e devi comprendere bene che lui non è che sia disinteressato a te ma solo si trova in un grave malessere personale. Quindi non prendere in modo personale e permalosamente i suoi blocchi affettivi. In questo momento il tuo ragazzo soffre molto e quindi tu pure di conseguenza per cui penso che dovreste usare molta comprensione reciproca e limitare tantissimo discorsi e discussioni. Semmai cercate sani passatempi e relax anche in mezzo alla natura. Soprattutto la prima cosa da fare è recarsi da un bravo Psicoterapeuta.
La saluto cordialmente.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologa/Psicoterapeuta in Ravenna.
Ho anche la possibilità si svolgere colloqui via skype.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Purtroppo Fabiana, non riuscirete a trovare una soluzione senza l'intervento di uno specialista. Nell'immediato, vi suggerisco di cercare una consulenza per la coppia, tanto per fermare il circolo vizioso in cui entrambi vi trovate. Per essere più chiara, si creato tra voi un blocco , in quanto lui ha bisogno di chiarire il rapporto con la figura paterna 'ipercritica' interiorizzata e la relativa conseguenza che rende difficile il rapporto con te. Entrambi, prima di prendere drastiche decisioni, avete bisogno di capire che si può amare l'altro soltanto se si parte dalla giusta dose di amor proprio. Da questo mio punto di vista, sono disponibile ad ulteriori comunicazioni. Ciao.

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Ciao Fabiana

Ho letto il tuo problema ed il problema che ti trovi a gestire non è semplice soprattutto perché da ciò che descrivi sembrerebbe che il tuo ragazzo abbia un problema abbastanza grosso. Potrebbe trattarsi di un disturbo di personalità ma per poterlo dire sarebbe necessario farlo visitare.
Se vuoi ulteriori informazioni puoi contattarmi.

Un cordiale saluto

Dott. Ioimo

Dott. Giorgio Ioimo Psicologo a Torino

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Gentile Fabiana,
è complicato aiutare qualcuno se non si hanno gli strumenti per farlo. Non voglio dire che l'affetto non va bene ma che se il suo compagno ha bisogno di un aiuto psicologico, solo lui, se motivato ad affrontare un percorso terapeutico, potrà venirne a capo. In ogni caso, nonostante tutti i problemi che il suo lui può manifestare, il litigio si fa in due. Credo che più che aiutare il suo ragazzo dovrebbe riflettere su se stessa e le sue modalità relazionali.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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Salve Fabiana, il fatto di essere l'unico riferimento e l'unica persona che ha il compito di aiutare il suo ragazzo non può che appesantire la relazione. Andare da uno psicologo è un primo passo per il suo ragazzo per avere qualcun'altro che lo aiuti per cui lo inviti a farlo, penso che sia la cosa principale. Se la cosa vi facilita andate da uno psicologo che faccia una consulenza di coppia, saprà consigliarvi sia per la vostra relazione sia per i disagi del suo ragazzo. Cordialmente, dottor Ilario De Gaetanis

Dottor Ilario De Gaetanis Psicologo a Bologna

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Suggerire e avvalorare l'idea di trovare uno spazio in cui per lui sia possibile affrontare i suoi problemi potrebbe essere molto importante per evitare che la situazione diventi sempre più compromessa. Questo potrebbe essere un suggerimento utile qualsiasi cosa decidiate di fare poi come coppia. Dottoressa Ferroni

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