Come posso agire?

Inviata da Deborah · 4 nov 2016 Disturbi Alimentari

Buonasera, sono una ragazza di 22 anni ed è da un po' che rifletto sull'iniziare una terapia, ma non ne trovo mai il coraggio.
In passato ho avuto diversi problemi: mangiavo e vomitavo/digiunavo, mi tagliavo e per un periodo ho fatto uso di sostanze non troppo lecite. Premetto che non ho sviluppato una dipendenza nei confronti di quest'ultima, anche se riconosco che se non ne faccio più uso è solo perché non c'è al momento.
Questo periodo della mia vita è più tranquillo di altri, anche se mi rendo conto di non stare propriamente bene. Ogni tanto mi ricapita di tagliarmi o di vomitare, azioni che per quanto mi facciano star bene dopo riconosco siano sbagliate. Una volta provai a parlarne con mia madre, ma si rifiutò di continuare il discorso. Vivo con lei e il suo compagno, mio padre è morto quando ero piccola.
Spesso mi sento fuori luogo e di troppo, come se fossi una persona di serie B. I rapporti col compagno di mia madre non sono molto buoni, penso lui in fondo non sopporti il fatto che mia madre abbia avuto due figli prima di fare una bellissima bambina con lui.
È molto destabilizzante la situazione e mi rendo conto che luo potrebbe essere la causa di molti miei problemi, ma non so come affrontare lancosa.
Mi rendo conto che potrei avere aver bisogno di un aiuto, ma tanti fattori mi frenano: l'impossibilità di andare nel pubblico (lavoro e studio un po' distante da casa mia), quindi dovermi rivolgere a un privato. Vorrei risolvere la situazione conme stessa o mi rendo conto che le cose potrebbero ulteriormente peggiorare.
Onestamente non so dove sbattere la testa.
Grazie per aver letto, D.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 5 NOV 2016

Gentile Deborah,
purtroppo non è tua madre la persona che ti può aiutare per il semplice fatto che non ne ha le capacità e le competenze.
Anche se sei ancora molto giovane, è giusto che sia ora tu a prenderti la responsabilità di badare a te stessa ed è incoraggiante che stai prendendo coscienza dell'importanza di fare un percorso di psicoterapia per meglio superare i tuoi residui problemi.
Non è chiaro il motivo per cui escludi di poterti rivolgere al servizio pubblico ma se hai un lavoro forse puoi permetterti una terapia privata con qualche agevolazione.
Credo che questo debba essere finalmente un atto di responsabilità, di rispetto e di amore nei confronti di te stessa.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

7134 Risposte

20297 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

7 NOV 2016

Gentile Deborah,
Lei è stata molto brava fino ad oggi a barcamenarsi in un contesto familiare in cui si sono cristallizzate le sue sofferenze, probabilmente però senza che questo significhi che Sua madre o il compagno di Sua madre ne abbiano una colpa personale. Questo le ha permesso di apprendere delle competenze che potrà portare nel suo zainetto in questo viaggio che è la vita.
Forse sente adesso l'esigenza di prendersi cura delle Sue sofferenze, perché sta entrando in una nuova fase della sua vita: quella dello svincolo dalla sua famiglia di origine. Questo potrebbe, dunque essere il momento di affrontare, sostenuta e accompagnata da un professionista, le ferite che si porta dietro dalle sue esperienze passate.
Un cortese saluto
Studio Itaca

Itaca Psicologo a Parma

4 Risposte

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

4 NOV 2016

Salve D.,
per poterla aiutare vorrei farle una sola domanda, per ora:che cosa intende quando dice che non può rivolgersi ad un servizio pubblico a causa del fatto che studia lontano da casa?

Dottoressa Claudia Cola Psicologo a Taranto

14 Risposte

24 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

4 NOV 2016

Cara D.,
mi pare di capire che stia soffrendo e che il vomito, i tagli e le sostanze siano state un modo per venire a patti con questo.
Da quanto ho capito ció che la frena é il costo di una terapia, ebbene, cosa Le impedirebbe di usufruire del servizio pubblico anche se é studentessa fuori sede? Nel caso in cui dovesse rivolgersi ad un privato tenga presente che ormai siamo sempre in un maggior numero di colleghi ad offrire agevolazioni a studenti universitari. Valuti poi il costo effettivo della sua salute: a lungo andare potrebbe in ogni caso convenire una terapia rispetto alla possibilità di continuare a convivere con questo disagio.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

505 Risposte

924 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Disturbi Alimentari

Vedere più psicologi specializzati in Disturbi Alimentari

Altre domande su Disturbi Alimentari

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 24850 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 17300

psicologi

domande 24850

domande

Risposte 88550

Risposte