Come posso accettare il mio aspetto fisico?

Inviata da Emma · 4 set 2017 Autostima

Salve a tutti.
Mi chiamo Emma, sono una ragazza di 19 anni e sono qui per parlare del rapporto che ho con il mio aspetto fisico. Non riesco né a piacermi né ad accettarmi e soprattutto non riesco a parlarne con nessuno (a parte che con un'amica con cui mi sento libera di essere me stessa al 100%). Sono in terapia da tre anni con una psicologa che mi ha aiutata tantissimo durante un periodo orribile della mia vita (ho perso mio padre a 14 anni, da lì sono caduta in depressione e ho anche iniziato ad avere attacchi di panico). Nonostante ciò, non sono mai riuscita a parlarle di questo problema, ogni volta che lei tenta di toccare l'argomento io mi chiudo e non riesco a far uscire fuori niente. La vergogna che provo anche solo a parlarne è difficile da descrivere. Sono una ragazza in carne, non sono obesa ma sicuramente sono in sovrappeso diciamo di 10-15 chili. Anche da piccola, non sono mai stata una bambina magrolina e gracile di costituzione, mi sono sempre vista diversa rispetto alle bambine ma non ho mai avuto grandi problemi di autostima fino a quando non ho iniziato le scuole medie. Durante quei 3 anni sono stata spesso presa in giro, mi trovavo in una classe pessima, purtroppo, nella quale c'erano dei ragazzi che prendevano in giro un po' tutti. Il mio non è un caso di bullismo grave, non ero perseguitata o derisa ogni giorno a scuola, semplicemente ogni tanto ricevevo dei commenti del tipo 'sei brutta' 'sei cicciona' 'non troverai mai un ragazzo'. A volte si divertivano a fare una lista delle più belle della classe e io finivo sempre agli ultimi posti. Il mio vedermi 'diversa' unito a quegli insulti hanno portato ad un crollo totale della mia autostima.
Ho 19 anni e non vado al mare da circa 6 anni. D'estate non metto né gonne, né vestiti, né pantaloncini, nè canottiere. Non metto pantaloncini corti neanche in casa perché non voglio vedere le mie gambe. Non mi faccio vedere nuda o in biancheria da nessuno, solo il pensiero mi manda in panico totale.
Quando qualche amica mi invita al mare o in piscina invento scuse su scuse, non ho il coraggio di dire che non mi piaccio e non ho neanche un costume da mettermi visto che non metto piede in acqua o sulla spiaggia da anni.
Ho sempre voluto perdere peso ma avendo anche dei problemi alla tiroide mi è risultato difficile farlo da sola. Andare da un nutrizionista? Mi farebbe togliere i vestiti e misurerebbe ogni parte del mio corpo, altra cosa che mi fa stare male solo a pensarci. Praticare sport? Mi vergogno talmente tanto del mio fisico che mi terrorizza anche quello. A scuola ho sempre avuto 6 o 7 a educazione fisica perchè durante la maggior parte delle lezioni stavo seduta in un angolo perché fare qualcosa che abbia come 'protagonista' il mio corpo mi mette troppa paura.
Ho provato tante volte ad accettarmi così come sono ma non ci sono mai riuscita. La cosa strana è che quando vedo ragazze per strada con il mio fisico, o magari che sono anche molto più in carne di me, non penso 'che brutta' e non provo disgusto, perché per me non è il fisico ciò che rende brutta una persona. Quando vedo una ragazza in carne indossare un vestito non penso 'ma dove va quella vestita cosi' anzi, la guardo e la ammiro pensando al suo coraggio, perché ci vuole tanto coraggio a sentirsi belle e felici in un mondo che come canone di bellezza ci propone la tipica modella alta e magra.
Mi chiedo,allora, perché non riesco a fare lo stesso con me stessa?
Su di me penso solo cose orribili. Quando confido alla mia migliore amica cosa penso rimane scioccata e cerca di aiutarmi ma non c'è nessun modo per farmi cambiare idea.
Non ho mai avuto un fidanzato e continuo a pensare che non ne avrò mai uno. Più mi guardo allo specchio più mi sembra impossibile che qualcuno possa sentirsi attratto da me o possa minimamente pensare che io sia carina. Ho avuto molte 'cotte' nel corso degli anni ma ho sempre lasciato perdere tutto, pensando 'non potrebbe mai stare con una come me'. Ho sviluppato una certa 'paura' nei confronti dei ragazzi, penso automaticamente che sono tutti cattivi e pronti a giudicarti. Anche camminare e passare davanti ad un gruppo di ragazzi mi mette ansia e paura, mi sento sempre giudicata. E io lo so dentro di me che non sono tutti come i miei amati compagni di classe delle medie, ho incontrato altri ragazzi buonissimi e gentili che non farebbero mai quei commenti che sono stati fatti a me anni fa. Eppure è come se il mio cervello pensasse in automatico 'ragazzi = pericolo". Ultimamente sto pensando a come mi comporterei se mi capitasse di trovare un ragazzo che ricambi i miei sentimenti (anche se, come ho detto prima, mi sembra del tutto impossibile). Starei tutti i giorni a chiedermi 'ma mi ama davvero? Come è possibile?'. Vivrei nell'insicurezza e nell'ansia totale che un giorno potrebbe trovare qualcuno molto meglio di me. E poi, solo il pensiero di entrare in intimità con qualcuno mi terrorizza. Ovviamente mi intriga e mi piacerebbe sentirmi amata in quel modo, ma come potrebbe mai succedere se non riesco a far vedere il mio corpo a nessuno? Figuriamoci farlo vedere (e non solo) ad un ragazzo.
Il fatto è che io penso davvero che la bellezza si trovi nell'anima di una persona, nei suoi interessi, in ciò che ama, in quello che dà agli altri.Non ci innamoriamo e non proviamo attrazione solamente per l'aspetto fisico. Mi è capitato molte volte di prendermi cotte per ragazzi che non piacevano a nessuna delle mie amiche ma che io vedevo bellissimi lo stesso, perché andavo oltre l'estetica, perché c'era qualcosa in loro che mi attraeva. Ma perché allora non riesco a pensare tutto questo riguardo me stessa? Perché penso che non sono degna di essere amata da nessuno? Che il mio corpo potrebbe solamente disgustare un'altra persona?
Come ho detto all'inizio, non riesco neanche a parlarne con nessuno e mi sento bloccata e triste.
Ho affrontato problemi molto seri durante questi ultimi anni della mia vita. Adesso mi sento bene, ho metabolizzato il lutto di mio padre, non sono più depressa, ho imparato a gestire la mia ansia e i miei attacchi di panico. Vedo la vita in modo diverso, ho cercato di far nascere qualcosa di bello da tutto il dolore che ho provato. Cerco di apprezzare tutto e di vivere e sentire ogni cosa intensamente, perché so cosa vuol dire non provare niente e sentirsi vuoti. Il dover superare tutti questi problemi, mi ha portato a mettere da parte i miei sentimenti riguardo al mio corpo. Non sono mai andati via, ma semplicemente stavo troppo male e dovevo pensare a risolvere altro. Ma ora che sto bene, mi piacerebbe andare al mare, mi piacerebbe mettermi dei vestiti, mi piacerebbe avere un fidanzato. Questo è un ostacolo che non mi fa stare bene, mi fa vergognare ogni volta che devo conoscere qualcuno, che mi impedisce di vivere la vita al meglio e mi fa rimanere a casa quando tutte le mie amiche sono al mare. Mi chiedo se mai riuscirò a superarlo, se mai riuscirò a guardarmi allo specchio senza sentirmi triste e abbattuta. Per adesso mi sembra impossibile.

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Miglior risposta 12 SET 2017

Salve Emma,
il tuo racconto mi ha colpita molto. Un po’ perché ricopre il mio ambito di competenze, un po’ perché mi ricordi come ero io alla tua età. E, prendendo in considerazione sia l’esperienza sul campo che quella personale mi sento di suggerirti di volgere lo sguardo altrove. Mi spiego meglio, credo che la tematica legata al disagio fisico non sia il vero punto della faccenda. Leggendo la tua storia mi sono fatta l’idea che questa tematica sia usata inconsciamente da te per non aprirti al mondo esterno e a tutto ciò che non hai sperimentato e che per questo ti fa paura, come le relazioni sentimentali. Non fraintendermi, non sto dicendo che ti stai inventando il tuo disagio corporeo. E so bene che i ragazzi delle medie possono essere davvero spietati. Ci sono passata. Però è l’uso che ne fai tu di tutto ciò che conta e che influenza la tua vita. Forse la mia tesi ti sembra bizzarra o addirittura una provocazione, ma ci sono nel tuo racconto dei fatti che la avvallerebbero. Ad esempio, tu stessa hai detto che questo malessere non c’era durante tutto il travaglio legato alla scomparsa di tuo padre. Questo a mio avviso, è sì dovuto al fatto che si tratta di un dolore che ha la precedenza su tutto il resto, ma anche al fatto che quella stessa situazione era funzionale al mantenerti in disparte rispetto al mondo, quindi non avevi bisogno di far riferimento al corpo. Tra l’altro, parli di amiche che ti invitano a mare. Non credi che questo voglia dire che loro vedono in te qualcosa di positivo, tanto da volere la tua compagnia? Ma tu invece ti tiri fuori da questa possibile apertura agli altri “per colpa” del tuo aspetto fisico... Ti assicuro che una volta che prendi il coraggio di spogliarti in spiaggia, non ci pensi più, soprattutto se sei con una compagnia piacevole. Sono sicura che se ti dessi la possibilità di fare un’azione controtendenza piccola ma grande come questa mi daresti ragione. Altri argomenti a favore della tesi, sono che ad esempio ammetti che non tutti i ragazzi sono un pericolo, ma credi che questo valga in teoria ma non per quello che riguarda te. La domanda è: come puoi esserne certa, se non l’hai mai provato? Secondo me, dunque, è proprio la paura di metterti nelle condizioni di aprirti agli altri che ti blocca, anche se tu la attribuisci al corpo. Anche il disagio a parlarne alla tua psicologa mi sembra un modo per “auto-sabotarti”. Con lei hai affrontato e superato tutto. Quindi porle la questione, vuol dire poi doverla affrontare e risolvere. Ti ritrovi un po’? Penso che potresti riflettere con calma su tutto questo e che hai tutte le risorse per affrontare le tue paure di aprire la vita alla meraviglia del nuovo.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Giovanna Susca – Bari e Barletta

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8 SET 2017

Gentile Emma,
hai detto una frase bellissima sulla quale sono molto d'accordo: "non è il fisico ciò che rende brutta una persona". Sii più generosa e magnanima con te stessa e ricorda che questa frase vale anche per te.
Se e quando troverai l'amore, ricorda che chi è innamorato accetta la persona per come essa è, perché ha visto qualcosa in lei di affine o che l'ha intrigato, che non sempre ha a che fare col fisico. Inoltre anche i difetti fisici che ognuno di noi ha (siano essi la statura, il peso, la forma del naso, dei denti o delle orecchie) ci rendono unici e amare significa proprio esaltare questa unicità: ecco come farà ad amarti qualcuno.
Hai già potuto osservare come sia possibile rialzarsi da periodi bui e andare avanti, lo hai fatto quando è morto tuo padre e sono convinta che puoi farlo anche in relazione al tuo aspetto fisico. Poiché questa cosa ti viene difficile farla da sola, ti consiglio di continuare il percorso con la tua psicologa ed eventualmente se non riesci a parlare a voce di questa tua difficoltà, falle avere un foglio scritto dove le illustri come ti senti e quello che provi. Infine ricorda che non c'è niente di imbarazzante o di vergognoso ad esprimere le proprie debolezze, i propri pensieri sul corpo e come ci si sente. La psicologa non è lì per giudicarti o per deriderti per il tuo aspetto, ma per sostenerti e darti la possibilità di stare meglio con te stessa, per cui non aver timore.
Ti auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Padova e Sustinente (MN)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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