Come migliorare il rapporto con i miei genitori?

Inviata da Lorenzo · 14 lug 2018 Terapia familiare

Sono un ragazzo di 23 anni che pensa di svolgere una vita normalissima come molti coetanei. Studio all'università, faccio molte attività e ho tanti amici. In questi ventitre anni ho cercato sempre di costruire e rafforzare le amicizie che mi interessavano evitando quelle che ritenevo dannose per me, ho cercato di mostrarmi sempre per quello che sono mostrando i miei pregi e difetti. Lo stesso non sono riuscito a fare a casa. Non riesco a parlare con i miei genitori, non riesco ad aprirmi a loro; tutto l'opposto di quello che accade al di fuori delle mura di casa. Ovviamente i miei genitori soffrono molto questa cosa che mi è stata lamentata anche direttamente, questa cosa fa soffrire anche me perché mi rendo conto che quello che dicono è vero, ma allo stesso tempo io non riesco a fare niente per migliorare le cose. Alcune volte ho provato ad essere più partecipe e a renderli più partecipi della mia vita, ma ho avuto sempre la sensazione che questo mio sforzo non venisse avvertito. I momenti di condivisione della giornata, quali pranzo e cena, sono spesso "colmati" dai miei silenzi; questo atteggiamento è privo di premeditazione, quasi naturale. Mi rivolgo mille domande alle quali non so rispondere: perché ho questo problema proprio con loro? Perché con il resto del mondo non ho alcun problema a relazionarmi? Soprattutto vorrei sapere le cause che lo hanno scatenato e se io riuscirò mai a regalargli il rapporto che desiderano con me.

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Miglior risposta 14 LUG 2018

Gentile Lorenzo,
essere, come diceva Winnicott, genitori sufficientemente buoni è un compito non semplice perchè ovviamente i genitori non sono perfetti e possono commettere errori e mancanze in buona fede senza esserne consapevoli.
D'altra parte, ognuno si ritrova a nascere e crescere in un contesto familiare che non ha potuto scegliere e ne assorbe il relativo stile educativo.
Pertanto, una possibile risposta alla tua domanda è che nello stile educativo adoperato dai tuoi genitori per quelle che erano le loro capacità e competenze fin dalla tua infanzia, possa essere stato dato, insieme a cose certamente positive, poco spazio al dialogo e alla esprressione delle emozioni e degli affetti facendo prevalere forse atteggiamenti ansiogeni o critici che hanno ostacolato in te la costruzione di un rapporto di piena fiducia con possibilità di sentirti tranquillo nel confidarti e affidarti.
Per questo motivo, ritengo che con il supporto di un percorso di psicoterapia ti sarà più facile, se lo vorrai, modificare gradualmente la qualità della relazione abituale che hai con loro rompendo questo effetto poco consapevole della loro stessa madalità educativa adottata nei tuoi confronti.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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16 LUG 2018

Caro Lorenzo,
Leggendo la tua mail si comprende il dispiacere che ti provoca questa situazione con I tuoi. E ancor di piu forse il dispiacere di deluderli e di addolorarli. Quasi come se questo rapporto tra di voi dipendesse solo da te. Penso che quando c'e una relazione le responsabilita' sono sempre condivise, cosi come gli sforzi per cambiare le cose dovrebbero esserlo. Penso che I tuoi genitori abbiano avuto forse loro stessi per primi delle difficolta' comunicative con le loro famiglie di origine e che forse non siano stati capaci di aprirsi al dialogo e di offrire a loro volta al figlio un livello di comprensione e una sintonia tali da permettergli di essere a suo agio aprendosi di piu. A questo punto potreste provare ad affrontare la cosa, magari con l'aiuto di un professionista oppure trovare tra di voi altri punti d contatto e di condivisione che vi permettano una maggiore vicinanza per trasmettervi il grande affetto che provate. Ci sono famiglie che non sanno comunicare e entrare in intimita' molto bene ma trovano a volte negli interessi comuni una progettualita' che le tiene unite.
Resto a disposizione,
Saluti,
Dr. Ilaria Beltrami psicologa clinica roma

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