Come mi libero dai sensi di colpa?

Inviata da Speranza · 25 lug 2016 Terapia familiare

Salve, sono una ragazza di 24, se potessi descrivermi in un unica parola di certo userei " ipersensibile". Vivo da quando ho sei anni una brutta situazione in casa: i miei genitori litigano sempre per ogni piccola cosa e sfociano in violenze verbali e fisiche...io e mia sorella viviamo da anni una situazione di disagio, terrore e tensione costante. In più mia madre si accolla a noi, ci mettono sempre in mezzo, ci strumentalizzano e ci fanno stare male di continuo...abbiamo cercato di aiutarli in ogni modo ma non è mai servito a niente ..In particolare mia madre non ha mai avuto il coraggio per chiedere la separazione non per amore ma per denaro e perché non è una donna indipendente nemmeno emotivamente. Io sono stanca di invertire sempre i ruoli, di sentirmi io la mamma e lei la figlia, di privarmi continuamente della mia libertà perché provo pietà e sensi di colpa e per cosa poi? L'unica colpa che ho è essere nata in quella famiglia. Non ne posso più voglio liberarmi da tutti questi sentimenti ma soprattutto riuscire a vivere la mia vita senza sentire il peso degli altri. Non voglio ritrovarmi a vivere una vita di mancanze per persone che hanno saputo darmi solo odio . Voglio amare e apprezzare me stessa e diventare una donna migliore, una donna sensibile e forte allo stesso tempo. Una donna totalmente diversa da mia madre

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Miglior risposta 28 LUG 2016

Gentile Speranza,
è comprensibile e condivisibile la tristezza e la sofferenza che esprimi nel tuo racconto per il contesto familiare sfavorevole in cui tu e tua sorella siete cresciute.
E' anche comprensibile l'anomalia dell'inversione dei ruoli e il peso dei sensi di colpa di cui ti devi liberare nonchè il desiderio forte di costruirti una vita futura diversa da quella che hai vissuto finora.
Devo tuttavia metterti in guardia col dirti che spesso le buone intenzioni non bastano perchè si scontrano con la forza delle abitudini e delle dinamiche negative e disfunzionali introiettate nel lungo periodo di vita trascorso in un contesto familiare sfavorevole e traumatico.
Questo però non significa che sei condannata a non poter avere una vita futura diversa e felice ma solo che devi conquistarla con l'aiuto della psicoterapia impegnandoti in un lavoro profondo di analisi personale per elaborare i tuoi vissuti dopo aver acquisito, si spera al più presto, una tua indipendenza lavorativa ed economica.
Lo stesso ragionamento, ovviamente, vale per tua sorella.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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27 LUG 2016

Cara Speranza,
pensare di diventare diversa del tutto da tua madre è come aspettarsi di parlare con l'accento tedesco invece dell'italiano parlato in famiglia sin dalla tua nascita. Purtroppo, la natura ha programmato i mammiferi come noi a comportarsi come vedono comportarsi le loro figure di attaccamento nei primi anni di vita, quindi non ti meravigliare se ti scoprirai a fare, pensare o avere emozioni simili a mamma o papà....è la natura del funzionamento del cervello, si chiama apprendimento per imitazione, esattamente come l'accento con cui parliamo, ed indipendentemente dalla nostra volontà.
Per il resto, purtroppo sei capitata in una famiglia con problematiche emotive e di comportamento, ma hai una vita davanti da vivere ed eventualmente, qualora te ne rendessi conto, una psicoterapia per "scrollarti di dosso" quello che anni in quella famiglia ti hanno impresso.
Coraggio

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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27 LUG 2016

Gentile Speranza,
la famiglia è un "sistema" che tende a mantenere il suo equilibrio, anche se a volte disfunzionale, a motivo anche dei forti legami esistenti tra i suoi membri. Ottenere un cambiamento perciò con le sole forze del "sistema" spesso è molto difficile.
Lo psicoterapeuta funziona da elemento esterno che, in quanto tale, può mobilitare le energie della famiglia in direzioni più adattative per i suoi membri e per la società.
Spesso per far questo lo psicoterapeuta necessita della collaborazione di tutti o quasi i membri della famiglia, tuttavia se i suoi genitori non fossero disposti a recarsi da uno psicologo, le consiglio di recarvisi da sola. Sarà poi il professionista a valutare le strategie più idonee da adottare.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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26 LUG 2016

Cara Speranza
e spero che speranza sia proprio un virtù che mai ti abbandoni.
Tu e tua sorella siete arrivate fino a qua in mezzo ad enormi difficoltà.
Vivere in una famiglia come quella che descrivi è una prova di vita eccezionale, una iniziazione alla forza e alla bontà d'animo che si è espressa in milioni di sforzi e di tentativi di "redimere" i genitori, quando invece si avrebbe dovuto solo pensare a giocare, andare a scuola sereni ed essere felici della vita.
Posso benissimo comprendere il tuo sfinimento e la tua tristezza, ancor di più comprendo la voglia di liberarti di tutti questi pesi.
Siccome sei "grandicella" credo tu debba puntare alla tua indipendenza economica e a mettere a frutto le tue qualità migliori.
Pensa a come trovare un lavoro e a costruire una vita serena e attiva dove poter esprimere te stessa.
Nell'ambiente familiare tu hai dato tutto quello che potevi, ora le attenzioni vanno a te e a tua sorella.
Mantenetevi vicine e con buon rapporto.
Lascia da parte i sensi di colpa e trova energie per lottare al tuo benessere.
Un caro saluto e auguri
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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26 LUG 2016

Gentile Speranza, appartiene alla sua età questo sentimento, questo desiderio di indipendenza, di dimostrare di essere migliori e diversi!
soprattutto nel suo caso, in cui la percezione è che il nucleo familiare non ha saputo garantire la giusta dose di cure genitoriali e protettive, è legittimo che lei si domandi perchè debba continuare a far l'adulta proprio dentro casa sua.
Vorrei esortarla a muoversi nella direzione a cui sta mirando, quella di una progressiva emancipazione, ma sono consapevole dei sensi di colpa che la assalgono se si allontana.
Le consiglio di affrontare questa questione vitale all'interno di un percorso di Psicoterapia; la aiuterà ad allentare la tensione e a sentirsi più libera.
A disposizione
Dott.ssa Moglie L.

Dott.ssa Lucia Moglie Psicologo a Ancona

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26 LUG 2016

Cara ragazza,
comprendo a pieno la sofferenza che traspare dalle sue parole. Allo stesso modo però, traspare una legittima e più che giusta voglia di indipendenza e autonomia. Lei lavora? Ha un'età in cui è giusto iniziare a programmare la propria vita e pensare, se vuole, "egoisticamente" alle proprie esigenze. Quindi la chiave è proprio questa: se è nella condizione di farlo, cerchi di investire più sui suoi programmi e meno sul nucleo familiare: solo così facendo potrà riacquistare la serenità che merita.
Una vita di sacrifici, discussioni, responsabilità e sensi di colpa tuttavia dovrebbe essere elaborata per permetterle di andare avanti senza difficoltà: si rivolga ad un collega, le sarà certamente utile elaborare il passato e metterlo, appunto, nel passato per vedere chiaramente il futuro.
Un cordiale saluto,
dott.ssa M. De Simone

Dott.ssa Michela De Simone Psicologo a Nardò

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