Come mi devo comportare con mio figlio?

Inviata da Anna favaro · 9 dic 2016 Psicologia sociale e legale

salve ho un bimbo di 9 anni (terzo figlio) è molto testardo...soprattutto quando deve fare i compiti ...se decide che non ne ha voglia diventa veramente difficile riuscire a fargli fare qualcosa ..... quindi mi arrabbio grido e allora c'impiega 3 ore a fare cose che potrebbe metterci 5 minuti.... se invece è in giornata buona ed in più gli faccio qualche complimento s'impegna e fa le sue cose...Purtroppo anche a scuola ha questo atteggiamento . Mi ha detto che quando viene interrogato si sente strano e non riesce a dire più di tanto ... e se viene sgridato gli viene da ridere (sembra che rida in faccia alle maestre :( ma credo sia solo per imbarazzo)
non so come comportarmi ...essere più dura o cercare di mediare? sono capricci o qualche problema ?
ha anche paura del buio e di dormire da solo.

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Miglior risposta 9 DIC 2016

Gentile Anna,
la timidezza e l'ansia del suo bambino di 9 anni durante le interrogazioni in classe nonchè la paura del buio e di dormire da solo nella sua camera lasciano supporre che qualche problema di insicurezza e bassa autostima sia già nato.
E' probabile che ciò sia da attribuire ad involontari errori nello stile educativo adottato per cui il suggerimento è per una psicoterapia familiare .
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 DIC 2016

Cara Anna,
come ha potuto constatare lei stessa, quando suo figlio viene rimproverato non riesce ad impegnarsi e si intestardisce a non volerlo fare. I motivi possono essere tanti ma la cosa importante che lei ha detto è che quando lei gli fa qualche complimento, lui si applica di più. Credo che questa sia la chiave per far modificare il comportamento di suo figlio. Provi a sottilineare i suoi aspetti positivi, a lodarlo ogni volta che fa qualcosa di buono o che si impegna...questa è la strada da utilizzare con lui, lasci perdere i rimproveri e le grida e vedrà che tutto si risolverà.
Cari saluti
Dott.ssa Carla Franesca Carcione

Dott.ssa Carla Francesca Carcione Psicologo a Capo d'Orlando

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11 DIC 2016

Gentile Anna,
dal suo racconto vedo un bambino con due tipi di "problematiche". Da una parte uno stile un po' ansioso che "giustifica" le sue piccole paure e insicurezze a scuola; dall'altra una metodologia per la gestione dei compiti che non porta ai risultati di autonomia che dovrebbero esserci. Le consiglio di parlare con suo figlio e fargli decidere, da solo, a che ora deve fare i compiti (dopo i cartoni, i giochi, il dovuto riposo... tenendo conto degli eventuali impegni extrascolastici), mettete tutto ben organizzato in un calendario settimanale con tempi e minuti dell'orologio per ogni attività. Suo figlio dovrà gestirsi da solo, con la sua sveglia e la sua tabella. I compiti sono una suo dovere, non della mamma. Vedere pianificato il pomeriggio con tutte le sue attività aiuta molto i bambini nella gestione del tempo. Come avrà visto urla e minacce sono inutili se il bambino non capisce perché fare ora una fatica che può fare più tardi. Per le paure e insicurezze le consiglio di interprellare uno psicologo dell'età evolutiva che le potrà inquadrare meglio il problema.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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10 DIC 2016

Cara Anna,
risponderle con così pochi elementi sarebbe poco professionale da parte mia. Lei ha avvertito una problematica e sicuramente la cosa più opportuna da fare è effettuare una valutazione completa e approfondita presso uno studio di professionisti. In ogni caso, il rifiuto dei compiti a casa è un tema che affligge molti genitori. Bisognerebbe comprendere, nel suo caso, se il bambino si rifiuta perchè fare i compiti è oggettivamente noioso oppure se dietro c'è una difficoltà di apprendimento o una dinamica che si è innescata nella relazione con lei. Spesso questo problema si risolve delegando a terzi il momento dei compiti. So che può sembrare una sconfitta, ma il contesto "compiti" è emotivamente molto carico e da vita a conflitti che sono davvero tossici per la relazione genitore-figlio. Io suggerisco spesso di delegare e ritagliarsi momenti di cooperazione in altri contesti. Sicuramente essere più dura è la cosa meno indicata. Si rivolga ad un professionista e vedrà che la aiuterà a definire meglio la situazione prendendo in considerazione tutti gli aspetti.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Barbara Gentile (Roma)

Dott.ssa Barbara Gentile Psicologo a Roma

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10 DIC 2016

Gentile Anna
da quello che ha scritto si potrebbe ipotizzare in suo figlio un certo disagio, che esprime attraverso un comportamento a volte oppositivo ma anche attraverso la paura del buio e il dormire da solo.
Non credo che un comportamento più duro da parte sua possa migliorare le cose; piuttosto credo che debba cercare di capire cosa suo figlio sta cercando di dirle.
Le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo per far valutare in modo più specifico la vostra situazione; spesso con i bambini si prediligono terapie familiari (si richiede quantomeno una collaborazione attiva dei genitori).
Cordialmente

Dr.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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10 DIC 2016

Gentile Anna,
sicuramente il comportamento di suo figlio mostra una qualche difficoltà di tipo emotivo che con qualche accorgimento nella dinamica relazionale con lui possono senz'altro rientrare. Quello che è importante però è comprendere quali bisogni il bambino cerca di soddisfare comportandosi così.
Il momento dei compiti a casa è davvero un momento che si può trasformare in un teatro di conflitti e frustrazioni reciproche se viene affrontato nel modo sbagliato. Il bambino va aiutato a conquistare fiducia in se stesso ma anche autonomia.
Dott.ssa Serena Costa psicologa dell'infanzia Trentino

Anonimo-154581 Psicologo a Pergine Valsugana

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