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Come influisce la timidezza e la crisi d'identità su un rapporto?

Inviata da Franci il 24 ago 2015 Crisi esistenziale

Sto conoscendo un ragazzo che mi ha confessato di essere eccessivamente timido e di aver sofferto di crizi d'identità, in quanto i suoi genitori sono di due nazionalità completamente diverse e il fatto di essere venuto in italia lo ha scombussolato. È stato aiutato dal padre per incontrarci e tutt'ora il padre sta facendo molto per aiutarlo.

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Cara Franci,
parlare di crisi di identità per avere genitori di nazionalità diverse mi sembra eccessivo e fuorviante.Più che altro può trattarsi di una difficoltà di adattamento se la venuta in Italia è recente e lui ancora non padroneggia la lingua.
Quanto alla timidezza,molto dipende da te nel senso che ti può fare più o meno piacere questo lato del suo carattere.
Fai quello che ti detta il cuore e il cervello ma non dimenticare che stai facendo solo una conoscenza e non stai firmando nessun contratto.
Un caro saluto
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Franci, tutte le relazioni passano attraverso la conoscenza di sè e dell'altro, conoscenza che porta alla sintonizzazione di pensieri ed emozioni (sintonizzazione emotiva) a prescindere dal consolidamento o meno di un rapporto amicale o affettivo significativo.
Tanto premesso, se questo ragazzo con il quale hai avviato una relazione di conoscenza ti porta pensieri ed emozioni che originano un comportamento di timidezza, non soffermarti su questo ma cerca di metterti in relazione con lui "ascoltandolo" cercando di capire l'importanza che lui attribuisce ai vissuti personali ed al fatto di verbalizzarti di aver sofferto di crisi di identità.
Molto probabilmente le sue affermazioni portano ad un disagio di un vissuto che per lui è significativo ma "non limitativo".
Portandoti in relazione il suo sentirsi, con te molto probabilmente è come una richiesta di aiuto per dare un nuovo senso ed un nuovo significato. Per cui è ipotizzabile che lui, pur facendo fatica a mettersi in relazione (seppur mi pare di capire dalle tue affermazioni, indotto "aiutato" dal padre) abbia iniziato a fidarsi ed affidarsi a te per differenziarsi attraverso una nuova conoscenza di sè al fine di darsi un'identità concreta e coerente con il suo essere.
Tu cosa puoi fare: ascoltalo, sii empatica, fagli capire che ci sei per costruire insieme una relazione, che puo' contare su di te e, se sotto l'aspetto affettivo dovesse nascere una significatività... ben venga, avrete tutto il tempo per conoscervi, capirvi e condividere in autenticità il vostro essere.
Nella peggiore dell'ipotesi, se non dovesse nascere nulla di significativo a livello affettivo, la relazione amicale ha un valore di rilievo.
Se ti fa piacere e ritieni che in sintesi ti ho fornito uno spunto di riflessione per dare un senso alla relazione con questo ragazzo, tienimi informato, non mi dispiacerà esservi ancora utile.
Un in bocca al lupo, Dott. Pietro Tranchitella, Psicologo.

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Cara Franci,
le relazioni si costruiscono attraverso le conoscenze e, non sempre conoscersi è facile in quanto ogni individuo è unico con i suoi punti di forza e le sue criticità.
Nella tua richiesta dici che stai conoscendo questo ragazzo il quale ti ha confessato di essere eccessivamente timido e di aver sofferto di crisi di identità.
Direi che la sua genuinità a portare nella relazione questo suo percepirsi e del disagio inerente il suo vissuto è già una buona base sulla quale costruire il rapporto a prescindere se alla fine sarà solo amicale o piu' significativo sul piano affettivo.
Tenuto da conto che il ragazzo si è aperto con te confidandoti appunto la timidezza e il suo malessere, ipotizzo che ha già fatto un grande passo in avanti nel dare un nuovo senso ed un nuovo significato al suo essere (sè) confidando su di te ed affidandosi a te.
Se ti è possibile stai su questa parte:fiducia e aspettative di ascolto finalizzate all'accettazione di così com'è adesso, insieme riuscirete a costruire molto di piu', ma il ragazzo ha bisogno che tu lo aiuti, lo faccia sentire sicuro, capace di differenziarsi ed attribuirsi un'identità concreta e coerente.
Un altro elemento importante è quello che nella relazione, se ti è possibile astieniti da giudizi (pregiudizi) che in questo momento potrebbero minare la fiducia all'apertura da parte sua e non favorire la differenzazione (identità) che sta cercando di affrontare partendo dal suo vissuto.
Ti invito a riflettere sul fatto di preoccuparti meno sul come influisce in questo momento la timidezza e la crisi di identità in un rapporto, ma orientandoti ad una relazione con lui piu' "empatica" e soprattutto cooperativa nell'affrontare le sue criticità...., prova a dirgli: " come posso esserti di aiuto per vincere la tua timidezza e contribuire a dare un nuovo senso alla tua identità? Io ci sono .., sono qui ! ".
Mi piacerebbe sapere quali cambiamenti, se lo gradisci contattami.
Un in bocca al lupo.
Dott. Pietro Tranchitella, Psicologo.

Dott. Tranchitella Pietro Psicologo a Nichelino

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Cara Franci,
mi sembra di capire che il ragazzo le piace ma vuole essere sicura che le sue confessioni non incidano negativamente sul vostro rapporto. Questo ovviamente è difficile prevederlo, ma se lui si è aperto così con lei, tanto timido non mi pare. Cerchi di accogliere la fiducia che lui ha riposto in lei, incontrandovi ovviamente senza il padre (non ho ben capito in che senso il padre lo stia aiutando), in modo tale da vivere liberamente questa relazione. Ascolti anche il cuore, e come si suol dire,se son rose fioriranno!
Auguri!
Cordialmente
Dott.ssa S. Orso

Studio Silvia Orso Psicologo a Udine

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Cara Franci,
Ogni aspetto del temperamento e della personalità di una persona, le sue abitudini, le sue esperienze, i suoi comportamenti, pensieri ed emozioni influenzano le relazioni.

Sento nel suo messaggio la preoccupazione di cominciare una relazione con questo ragazzo. Si interroghi sulle sue perplessità e si chieda cosa intenda per "timidezza" e "crisi d'identità".

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Gentile Franci
posta così la domanda non è molto chiara.
Potrebbe scrivere qualcosa in più su di lei e su questo ragazzo timido e dalla doppia nazionalità? Quanti anni avete? Di che cosa vi occupate? Quali sono state le circostanze in cui vi siete conosciuti e da quando vi frequentate? Ho capito bene o l'ho solo immaginato: lui è così timido che necessita dell'accompagnamento del padre per incontrarla? Parlate la stessa lingua?
Quali sono più precisamente gli elementi che la preoccupano rispetto a questo rapporto?
Attendo sue ulteriori delucidazioni....
Cordiali saluti
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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