Come imparare a prendere le decisioni?

Inviata da Treesha081x. 17 ott 2014 4 Risposte  · Crisi esistenziale

Buonasera e grazie a chiunque mi dedicherà tempo ed attenzioni. Scrivo perché alla considerevole età di 34 anni mi trovo a non saper cosa fare nella mia vita sentimentale e non capisco cosa mi stia succedendo.
Cercherò di darvi tutti gli elementi di modo da potermi dare valutazioni il più possibile congrue.
Al di là del fatto che io mi vedo mille difetti, non ho mai avuto problemi con l'altro sesso: gli uomini mi notano e sono attratti da me. Devo dire che avere un aspetto piacevole mi ha indubbiamente da sempre facilitato le cose e forse per un po' di tempo, questo non mi ha fatto sentire l'esigenza di una storia strutturata: dai 17 ai 28 anni, infatti, ho avuto 3-4 storie, durate ciascuna qualche anno, ma, ai primi problemi e disaccordi, non mi impegnavo troppo nel tentativo di risolverli per costruire insieme, piuttosto mandavo tutto a monte, consapevole che in poco tempo avrei vissuto una nuova passione travolgente. E questo accadeva puntualmente: dopo un breve periodo da sola, ogni volta incontravo qualcuno che mi prendeva. Le mie storie nascono sempre da delle sorte di colpi di fulmine e si sviluppano all'insegna delle emozioni, dei batticuori, dell'attrazione fisica e della passione...non riesco a concepire diversamente il legame con qualcuno, specie all'inizio, non mi è mai capitato di desiderare una storia con uomo che magari già conosco e che stimo, che mi entra dentro lentamente: della serie, se non mi fai volare, sei una cara persona, ma solo un amico...io invece ho bisogno di accendermi, per innamorarmi...e questa per me è la base!
A 28 anni mi sono trovata single per l'ennesima volta ed ho avvertito la necessità di sperimentarmi come entità individuale, senza legami e condizionamenti, così per più di due anni non ho avuto storie degne di nota. Ovviamente ho conosciuto diversi uomini: con alcuni è nata una frequentazione, anche di qualche mese, ma niente di che. In quel periodo ho provato una sensazione estremamente appagante di indipendenza ed autoaffermazione che mi faceva sentire potente: disponevo del mio tempo, dei miei pensieri e delle mie azioni in modo completo e non avevo bisogno di altro. Ero arrivata persino a pensare che non mi sarei mai più innamorata: gli uomini mi divertivano, ma mi sembravano tutti uguali e nessuno mi trasmetteva qualcosa di più. Inevitabilmente dopo un po' è sopraggiunta la noia: tale che stavo seriamente valutano l'ipotesi di andare a vivere all'estero, in cerca di nuovi stimoli. Ed è stato in quel momento che ho conosciuto M.: un ragazzo di 5 anni più giovane, che con la sua allegria e spontaneità mi ha fatto letteralmente perdere la testa. Quello che ho provato per lui, non lo avevo mai provato in vita mia e dubito che lo riproverò di nuovo...ma a causa della sua età e del suo aspetto - M. è di una bellezza oggettivamente destabilizzante, perfetto, non sembra vero, di conseguenza è molto ambito - all'inizio questa relazione ha avuto difficoltà a decollare: lui spariva per settimane, salvo poi tornare a cercarmi ed ogni volta non gli resistevo. Razionalmente, sapevo che non era cosa perché lui era così instabile ed io ho cercato di oppormi a questo sentimento, allontanandomi, ma poi ci ricascavo ancora e ancora. Fino a che mi sono arresa, accettando una realtà che andava contro ad ogni logica: io lo amavo! E nel momento in cui mi sono rilassata, il apporto ha iniziato a funzionare: lui è diventato più presente, abbiamo cominciato a vederci e sentirci regolarmente tutti i giorni e la relazione è diventata ufficiale. Ora sono insieme a lui da quasi 4 anni. Per certe cose, è quello che ho sempre sognato: con lui mi sento libera di essere davvero me stessa, la sua dolcezza a volte è disarmante, insieme ridiamo un sacco e con lui è tutto naturale e l’intesa fisica è tuttora straordinaria. Ma in questi anni ho dovuto passare sopra non poche difficoltà: bugie e tradimenti da parte sua, umore lunatico con improvvisi scatti d’ira, nonché una totale mancanza di responsabilità, condivisione e progettualità. E’ molto immaturo e a volte io mi sento sola. Finora ho sopportato di tutto sia in nome di questo amore così intenso, sia perchè ho sempre pensato che, essendo più grande, dovevo essere io quella forte e saggia, scusandogli tutto in nome della sua giovane età. Ma ora anche lui inizia ad essere un adulto ed io sono un po’ stanca: abbiamo passato una primavera-estate molto travagliata, lui ne ha combinate alcune grosse ed io ormai, ad oggi, già metabolizzate rabbia e dolore, vivo questa storia con tutto il piacere che ho di passare del tempo insieme, ma senza alcuna aspettativa né speranza di crescita o evoluzione futura.
In questo contesto si colloca L., conosciuto circa 2 mesi fa: come sempre mi accade (l’ho già detto) mi ha colpita appena l’ho visto, diversamente dubito che mi sarei interessata a lui. Un po’ più grande di me, ragazzo affascinante, solare, sicuro di sè e pieno di stile, intelligente, con molti interessi e molte cose da dire. Ci stiamo frequentando di nascosto e sto molto bene con lui, ogni volta che lo vedo sono emozionata, penso che potrei innamorarmi di questo ragazzo: ho voglia di conoscerlo, di sapere di lui, della sua vita, quello che pensa, quello che sente e che desidera. Il problema è questo: non capisco perchè un uomo come lui, alla sua età, non abbia ancora una relazione stabile; in più vive lontano da me ed ha un lavoro che lo porta spesso fuori, quindi riusciamo a ritagliarci pochissimo spazio per noi, il tutto ovviamente complicato dalla mia situazione: anche se non più coinvolta come un tempo, sono comunque qualche modo attaccata al mio ragazzo.
A questo punto sono molto confusa e non so cosa fare né cosa voglio.
Probabilmente ho paura: paura di legarmi a questo nuovo ragazzo e di sentirne la mancanza, viste le circostanze di fatto…non sopporterei di stare male per due uomini! Paura di sbagliare ancora, di spendere di nuovo tempo ed energie in qualcosa che non era giusto per me. Paradossalmente paura anche di perdere il mio ragazzo, perché non è facile rinunciare a qualcosa per cui hai lottato, in cui hai creduto così profondamente, qualcosa che ti ha regalato alcuni dei momenti più belli ed indimenticabili della tua vita…
Sono come bloccata e mi lascio vivere, in attesa che accada qualcosa, non so bene cosa.
Non mi va di precludermi la possibilità di conoscere questo nuovo ragazzo che mi prende moltissimo, ma al tempo stesso non so decidermi nel prendere una posizione.
Mi sento completamente disorientata e qualsiasi consiglio è bene accetto.
Grazie!

amore

Miglior risposta

Gentile Treesha
ho letto attentamente la sua lettera dove lei ha davvero espresso bene (a mio parere) il suo stato d'animo confuso e preoccupato: per quello che le succede, per le scelte da fare, per le relazioni che ha in essere e per il suo futuro.
Lei ha 34 anni ed è una età "ragguardevole" nel senso che è una fase della vita in cui si ha voglia di costruire.
Ovvio che lei è ancora giovane ma se volesse una famiglia e un figlio non si può rimandare in eterno.E' leggittimo , da parte sua, il desiderio di comprensione approfondita di se stessa da cui nasceranno le decisini future.
Quello che, modestamente, comprendo io dalla sua lettera e la mia lettura che ne consegue è questa: avendo lei avuto la fortuna di essersi sempre innamorata e trovato ricambiato il suo interesse e amore per la prima volta ha dovuto "lottare" per il suo attuale fidanzato che (da quanto si evince dalla lettera) oltre che bellissimo e desideratissimo è anche molto ambito e pure "instabile" e poco affidabile in tema di fedeltà.
Ora penso che lei abbia molta paura di perdere questa "conquista difficile " e mai conclusa definitivamente (visto che il suo ragazzo le da ancora filo da torcere!).
Sembra difficile poter pensare con lui un futuro che non si riesce a progettare.
Però lei non vuole perdere questa ambita "conquista" anche se in fondo non è soddisfatta e ..diciamolo...forse stanca!
L'altra persona sembra essere più idonea ad una progettualità, ma in fondo il dubbio c'è in quanto si conosce poco di lui e c'è "molto da fare e ricominciare tutto da capo è faticoso" Come dice lei.
E' con tenerezza che le dico che lei mi appare come il coniglio nella gara di corsa con la tartaruga nella famosa favola di Fedro che, partito con molta sicurezza sapendo di poter battere i tempi sulla lentezza della tartaruga, si è lasciato "fregare" proprio da questa sicurezza e predisposizione alla corsa.
Questo per dirle che credo proprio che ora ci sia qualcosa di importante da fare e che lei ha un pò tralasciato (nel vortice di tante storie amorose gratificanti) e cioè ha tralasciato di guardare bene in se stessa e di chiedersi cosa veramente voleva.
E' una importante domanda da farsi: cosa vuole da se stessa, dal suo futuro, da una relazione? Cosa vuole costruire?
Può farsi aiutare da uno Psicoterapeuta per comprendere bene quali siano le sue esigenze reali e i suoi bisogni affettivi e come vuole "futurizzarli". Come vuole impiegare le sue risorse affettive?
Avanti, penso sia arrivato il momento di fare Introspezione, conoscersi e darsi impegni di vita da persona adulta. Uno Psicoterapeuta con indirizzo umanistico esistenziale può essere adatto al suo caso in modo che lei ritrovi una chiara motivazione nella vita, cosa che mi appare confusa.
Cordiali saluti
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

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Buongiorno.
"Imparare a prendere le decisioni" è un obiettivo molto chiaro e definito, e le terapie ad orientamento cognitivo-comportamentale, per esempio, potrebbero aiutarla a trovare nuove sicurezze in merito.
Tuttavia, il tono generale della sua domanda sembrerebbe indicare che lei non cerca tanto una sorta di addestramento etologico, quanto piuttosto un modo di rendere praticabile quotidianamente la sua inclinazione per l'attesa. L'unico elemento davvero trasversale alla sua domanda, infatti, è a mio avviso il valore assunto dall'attesa in se stessa nelle vicende che descrive. E' possibile che questa tensione verso il nuovo, verso il non ancora conosciuto, abbia qualcosa in comune con il "lasciarsi vivere, in attesa che accada qualcosa" di cui parla? Certo le coloriture emotive sono molto differenti, ma a mio avviso varrebbe la pena di chiedersi se non abbiano una matrice comune, e che cosa in questa specifica situazione (a prescindere dagli anni che passano) abbia fatto virare in lei il valore erotico dell'attesa verso un più cupo "essere bloccata".
Forse è accaduto qualcosa, magari apparentemente insignificante, forse qualcosa si è modificato nel suo rapporto con il mondo?
Reperire il punto di svolta dalla piacevole incostanza alla spiacevole indecisione, a mio avviso, potrebbe consentirle di stabilire quale vantaggio lei trae dall'una e dall'altra: difficilmente ci angustiamo per qualcosa che non ci procuri un qualche vantaggio. Capire di quale vantaggio si tratti, sia pure minimo, potrebbe forse aiutarla ad angustiarsene meno.
Buona giornata,
Emmanuele De Paoli

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18 MAG 2015

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Due testi le suggerisco di leggere:l'amore è una droga leggera (ed da Mondadori) e Le cose dell'amore di Galimberti. Forse l'aiuteranno a ragionare su ciò che avviene nelle dinamiche affettive e non a vivere tutto solo''di pancia''Intuisco la sua difficoltà ad entrare in una dimensione più adulta(sindrome di Peter Pan?) che può sembrare una scelta ma spesso sottende un timore profondo a legarsi, affidarsi... Non so... Le consiglierei anche una psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale dove può rielaborare anche il rapp con la sua famiglua di origine x comprendere se alla base vi sono dei vincoli di lealtà che la mantengono in una posizione di '' figlia''che non può crescere. Sono dei suggerimenti, spero di esserle stata di aiuto, buone cose Dottssa Rosanna Tartarelli

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22 OTT 2014

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113 Risposte

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Gentile cibernauta,
decision making e problem solving sono due ambiti di abilità sociali messi a punto con specifici protocolli di intervento dagli psicoterapeuti cognitivo comportamentali. SEmpre dopo aver analizzato la sua situazione contingente e valutato le sue specifiche competenze sociali e infine rilevate le sue eventuali carenze nelle relazioni interpersonali in cui si richiede di prendere decisioni
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

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21 OTT 2014

Logo Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia)

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