Come imparare a gestire gli scatti di rabbia infantili?

Inviata da Paola · 2 lug 2012 Psicologia infantile

Ho un figlio di 9 anni con il quale il rapporto si sta deteriorando. Entra spesso in conflitto aperto con me per delle sciocchezza, risponde male ed ha degli scatti di nervi spropositati ai quali , aimè, seguono i miei, Tira fuori la mia parte peggiore, mi fa perdere il controllo. Quando lo vedo così isterico qualcosa in me si rompe e mi acceca la rabbia...Nessuno crede a questo suo aspetto perchè a scuola è angelico, bravo anche negli apprendimenti e grande lettore. Soffre da sempre di pavor notturno e sonnambulismo, ma dagli accertamenti fatti tramite e.c g in privazione di sonno è tutto a posto. E' un bambino piuttosto ansioso, timido e non ama cimentarsi nelle cose nuove per paura di non riuscire. E' spesso geloso del fratello di 5 anni, ma tutto ciò non mi basta per accettare questa situazione. Ho pensato più volte di rivolgermi ad uno psicologo, ma ho paura di creargli ancora maggiori difficoltà ed ansie viste le forti resistenze che pone di fronte a tutte le situazioni nuove. Mi chiedo però come arriveremo all'adolescenza se già adesso ci scontriamo così violentemente tanto da perdere il controllo entrambi! Grazie Paola

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Miglior risposta 3 LUG 2012

Salve Paola,
dice che gli scatti di rabbia iniziano con delle sciocchezze e poi si scatena un conflitto che coinvolge sia lei che il suo bambino: lui ha trovato un modo per provocarla e lei risponde prontamente alle provocazioni. Provi a ribaltare il punto di vista. Lei chiede come gestire gli attacchi di rabbia di suo figlio e io le chiedo: chi meglio di lei può insegnare a suo figlio come gestire queste emozioni così forti, visto che ne è preda anche lei? Imparando lei in prima persona a gestire le sue emozioni può insegnare a suo figlio che la rabbia può essere gestita; se invece lei stessa perde il controllo, suo figlio imparerà che la rabbia è incontrollabile e può far male. Come gestirla? Intanto può fermarsi. Quando vede che inizia questo meccanismo fra lei e suo figlio può semplicemente dire a suo figlio che lei si sta arrabbiando e che forse è meglio parlarne più tardi quando sarete entrambi tranquilli. Se lei rischia di perdere il controllo può chiedere aiuto a suo marito (io sono troppo arrabbiata, pensaci te). Se il bambino insiste a provocarla, lei continui con la sua linea: in queste condizioni non si può parlare, parleremo quando saremo più tranquilli. Credo sia una bella prova quella a cui suo figlio la sta mettendo, che vi permetterà di crescere entrambi.
La saluto cordialmente
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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11 LUG 2012

Gentile Paola,
credo che Lei debba rafforzare il ruolo educativo nei confronti di suo figlio.E' molto importante però sapere se esiste un padre.In che modo il padre interviene?Il ruolo educativo da chi viene gestito?
Ci sono persone all'interno della famiglia che intervengono nell'educazione del bambino?
Il bambino è ancora piccolo,faccia ,insieme a suo marito qualche seduta presso uno psicoterapeuta .
Cordiali Saluti
Dott. ssa Valeria Rinaldini,Napoli

Dott.ssa Valeria Rinaldini Psicologo a Napoli

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9 LUG 2012

cara signora, può leggere il mio articolo sul sito e intanto rivolgersi ad un terapeuta competente. Non indugi meglio intervenire per tempo non è la sola creda. Non è facile essere genitori ma quando i figli non stanno bene non ha senso aspettare e sperare di risolvere le cose da soli chiedere aiuto e un segno di responsabilità!!
dott.ssa Silvia Tonelli Rimini.

Studio Dott.ssa Silvia Tonelli Psicologo a Rimini

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6 LUG 2012

Cara Paola,
la rabbia è una delle emozioni primordiali che ci manda un forte campanello d'allarme riguardo a quelli che sono i nostri vissuti e schemi mentali. Quando poi diventa diffile da controllare creando disagi, sensi di colpa e preoccupazioni, divena necessario indagare e capirne l'origine per poter imparare a gestirla. Si affidi lei per prima ad uno psicoterapeuta della sua città, col quale discuterete anche sulla possibilità e le modalità di coinvolgere anche suo figlio nella terapia. Un aro saluto, Dott.ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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4 LUG 2012

Buongiorno Paola,

pensi al presente innanzitutto. L'adolescenza non è ancora arrivata ed è prematuro anticipare mentalmente degli eventi attraverso immagini che non si sono. Il bambino ha 9 anni, pertanto è un bambino con i suoi tumulti e ansie come le ha definite lei. Il bambino da quanto scrive a scuola è "angelico" e a casa il contrario, giusto? Parli con lui, cerchi di comprendere cosa vive in questo momento; spesso i bambini hanno il loro codice comunicativo e utilizzano strumenti per trasmettere qualcosa ai genitori e persone di riferimento. Metta la rabbia da parte, perchè quella è una sua emozione e approcci suo figlio con una modalità accogliente e ribadisco, di comprensione empatica.

Buona fortuna

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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4 LUG 2012

Cara Paola, cara mamma e cara donna.. Quanto questi due ruoli son difficili da conciliare ? E quanto un figlio fa emergere la parte più nascosta più rimossa di noi?! Sento tutta la sua rabbia, la sua difficoltà, ma allo stesso modo il grande amore che prova per suo figlio, la grande attenzione a lui... Parta da qui cara Paola, segua l istinto che l ha portata a scrivere qui e cerchi uno psicoterapeuta nella sua città che sappia prendersi carico della vostra situazione. Credo ci sia da fare un lavoro in parallelo, un percorso per lei per arrivare a capire questa rabbia che suo figlio le scatena e per suo figlio per imparare a comunicare e gestire in modo diverso e meno doloroso per entrambi questi scatti d ira...un bravo terapeuta aiuterà su figlio a lasciarsi andare e troverà il modo di stringere una buona alleanza con lui. Le auguro davvero di trovare la via.. Io lavoro su Verona.. Se le fa piacere mi contatti. Buona estate ...

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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3 LUG 2012

Gentile signora, non esiti a contattare uno psicologo, le assicuro che se il collega sarà bravo, saprà solo aiutarla a capire il perchè delle reazioni del suo bambino!
Cordiali saluti!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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3 LUG 2012

gent.le Paola,
dato che, come da lei osservato, suo figlio comunica in questo modo relativamente nel vostro rapporto, ipotizzerei che forse sta esprimendo delle cose o comunque provocando delle reazioni forti, alle quali, come in effetti racconta, Lei risponde. Comprendo che non è semplice rimanere in una comunicazione tale, che crea disagio ad entrambi. Se non è utile provare a parlare con calma tra voi ed esprimere ciò che sentite e ciò che è difficoltoso, sarebbe utile chiedere aiuto ad uno/a psicoterapeuta. Sia Lei per prima ad accettare questo incontro e spiegare la situazione per poi capire come procedere insieme. Il papà non è presente per affrontare tutti insieme questa situazione ?
Un caro augurio

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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3 LUG 2012

Paola..
ho notato che la sua lettera è di quelle scritte a "cuore aperto"..e sento la sua preoccupazione di mamma che desidera ardentemente mantenere il rapporto con suo figlio che finora deve essere stato un rapporto buono o forse "ottimo".

Ci sarebbero tante considerazioni da fare.
Una di queste è che forse il "ragazzino" comincia a sentire, in qualche modo, il bisogno di "sganciarsi" per iniziare a decollare...un pochino da solo.

Deduco da alcuni passi della lettera che lei e chi con lei deve avergli dato attenzioni e sicuro è stato molto curato.
Qualcuno deve avergli trasmesso la passione della lettura...(gran bella cosa!).

Allora direi di non spaventarsi nell'affrontare questa fase di "sviluppo" del rapporto con suo figlio.
Nervi saldi, molta pazienza. e non aver paura di cedere ogni tanto.
Credo che suo figlio abbia carattere e sia molto intelligente... mi sbaglio???
Molto bravo a scuola???

Una bella chiacchierata tra lei e uno/a Psicoterapeuta potrebbe fornirle ottime idee di comportamento "alternativo" alle liti estenuanti....
Comunque non la veda "tragicissima", a volte sono tappe anche necessarie.

Faccia un bel respirone e si tiri su di morale!!!
Quel "tignosetto" lì è sempre il suo amato bambino di sempre...credo solo che stia crescendo.

Paola coraggio, se ha bisogno io ci sono!!!

cordialissimi saluti
Silvana Ceccucci Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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2 LUG 2012

Buongiorno gentile Paola,
descrivendo il disagio di suo figlio ha anche parlato di se e di come lei reagisce al comportamento del bambino, questo è un ottimo presupposto per intraprendere lei stessa una terapia psicologica di sostegno. Appare evidente quanto la situazione sia problematica tra lei e suo figlio e pur non potendo esprimere on line un parere se non orientativo, le consiglio di partire da lei per aiutarlo. Questo è l'unico modo "per imparare a gestire gli scatti di rabbia infantili". Ma di persona, affidandosi con fiducia ad uno specialista Psicologo Psicoterapeuta.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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2 LUG 2012

Cara signora Paola, esistono psicologi esperti in problemi infantili ed altri di quello che succede nelle famiglie un po' in crisi: credo sarebbe opportuno che lei si rivolgesse ad uno di loro.
Capisco la sua sofferenza, ma credo vada affrontata, onde evitare che il disagio di casa vostra vi faccia stare troppo male tutti! Dovrete tutti voi componenti della famiglia essere pronti e disponibili a stare meglio, a capire cosa stia succedendo in casa vostra che vi sta togliendo serenità. Suo figlio di 9 anni sta lanciando un segnale SOS per tutti!
Farsi aiutare da un esperto psicologo riduce le ansie e le resistenze, arriverete a vivere meglio !
Un caro saluto,
dott.ssa Giovanna Ferro – psicologa psicoterapeuta - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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2 LUG 2012

Buongiorno Paola,
perché pensa che rivolgendosi ad uno psicologo creerebbe ulteriori difficoltà a suo figlio? Perché non pensa che per voi possa trattarsi, invece, di un'opportunità? Direi che sarebbe importante per entrambi rivolgervi ad uno psicoterapeuta dell'età evolutiva visto che le crisi di suo figlio sembrano risvegliare qualcosa anche dentro di lei. E' importante che vi possiate avvalere di un aiuto che restituisca senso alla vostra sofferenza così da poter accedere alla prossima tappa dello sviluppo con un minor carico di ansie e frustrazioni.
Un caro saluto
dr.ssa Alessia Serra

Dott.ssa Alessia Serra Psicologo a Santa Maria delle Mole

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2 LUG 2012

Salve Paola..
Immaggino come possa essere frustrata e preoccupata rispetto a queste difficoltà relazionali con suo figlio. Non ci parla del papà dei bambini e ciò non rende possibile comprendere quale sia lil suo ruolo e la sua posizione rispetto a quanto ci ha raccontato. Ciascuna età dei nostri figli e ciascuna fase di vita che noi stessi attraversiamo ci pone di fronte a "sfide" e difficoltà relazionali ed emotive da affrontare. Lei ci scrive, si pone in discussione e chiede aiuto e questo la rende una mamma attenta che certamente riuscirà a trovare il modo per poter ritrovare una maggiore serenità nel rapporto con il suo bambino. Credo che l'unico suggerimento che ora le possa essere utile sia quello di seguire ciò che lei stessa ha ben pensato, ossia chiedere una consulenza psicologica. Comprendo le sue reticenze e il timore che il bambino possa "spaventarsi o disorientarsi" rispetto a questa "novità", ma i setting terapeutici all'interno dei quali accogliamo i bambini sono sempre estramamente accoglienti e generalmente "ludici". I professionisti sono preparati e lavorano sempre mettendo al primo posto la tutela del benessere emotivo e psicologico dei loro pazienti, adunlti o bambini che siano. Quando, e se deciderà di rivolgersi ad uno psicoterapeuta potrà, inoltre, confrontarsi con lui/lei anche rispetto a questi suoi timori e chiedere eventuali suggerimenti rispetto al modo più adeguato con cui comunicarlo a suo figlio.
Le mamme trovano sempre la strada per andare verso i propri figli, lei ora deve solo percorrerla.
La saluto affettuosamente.
Dott.ssa Stefania Corda
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Dott.ssa Stefania Corda Psicologo a Cagliari

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2 LUG 2012

Gentile signora, credo che ci possa essere un problema di comunicazione fra lei e suo figlio, se in altri contesti la rabbia non emerge. Suo figlio sta cercando di dirle qualcosa nel solo modo che riesce ad esprimere. Potrebbe provare a rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta, con il padre del bambino perche' vi possa aiutare a mettere a fuoco al piu' presto il nocciolo del problema.
Le sue preoccupazioni sul futuro sono assolutamente fondate.
Le faccio i miei migliori auguri con la raccomandazione di non farsi carico di colpe che non esistono! Sicuramente lei ha fatto il meglio per il suo bambino, ma si sa che fare i genitori non e' certo facile!

Dott.ssa Gioja Marinozzi Psicologo a Prato

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