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Come gestire una situazione di mobbing verticale

Inviata da privata il 12 ott 2015 Mobbing

Buongiorno,
Vi scrivo, in quanto da ormai sei anni sono costretta a subire azioni di mobbing verticale, da parte del mio capo. Come da manuale, le vessazioni hanno avuto inizio in maniera occasionale, per poi aumentare in frequenza ed intensità. Putroppo da due anni sono alla ricerca di un altro lavoro, ma incontro difficoltà, in quanto sono un dirigente, con esperienza in un settore, che nella mia città offre poche possibilità. Non potendo rinunciare al mio stipendio, non so più come gestire la situazione, in quanto qualsiasi mia azione o inazione genera occasioni per umiliarmi di fronte ai miei collaboratori. Ci tengo a precisare, che lavorando a stretto contatto con le aziende clienti della mia società sono molto stimata e ricevo sempre forti riconoscimenti all'esterno (tra gli altri, si parla di progetti che ho realizzato su molte riviste del settore). Questi successi, rappresentano un ulteriore pretesto per essere umiliata da parte del mio capo, che sembra quasi volermi "far pagare" il fatto di metterlo in ombra, semplicemente svolgendo il mio lavoro. Ultimamente, questa situazione di stress psicologico, mi ha portato anche ad accusare uno stato patologico (palpitazioni, dolori articolari ecc.). Non so davvero più che fare.

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Gentile lettrice,
le do due consigli molto diretti:
1°) chieda un sostegno psicologico contattando uno psicoterapeuta che la aiuterà a far fronte alle diverse situazioni in cui è in difficoltà anche con dei ròle-playing;
2°) si rivolga al suo sindacato di categoria e ad un avvocato per denunciare e mettere fine a questi abusi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Carissima,
mi rendo conto di come la situazione stia avendo degli effetti patologici anche a livello fisiologico. Quello che mi viene da dirle è che, solitamente, il mobbing ha effetti sulle persone che, più di altri, manifestano delle debolezze, nonostante possano avere, come nel suo caso, importanti riconoscimenti dall'alto. Credo sia importante svolgere un lavoro con un esperto che la supporti nello sviluppare e nell'estendere a questa situazione lavorativa col suo capo quelle certezze e quella sicurezza che già vive negli altri contesti di successo della sua vita. Sviluppare un nuovo atteggiamento l'aiuterà a non mettere più il suo capo nelle condizioni di umiliarla in quel modo o, per lo meno, a reagire in maniera diversa, evitando lo stress che ne consegue.

I miei migliori auguri,
Dr.ssa Ilaria Terrone, Bari

Dott.ssa Ilaria Terrone Psicologa Bari Psicologo a Bari

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Gentile lettrice,
per superare una situazione di mobbing, come quella nella quale lei si è venuta a trovare, è prima di tutto importante lavorare al proprio benessere, così da recuperare fiducia in sé stessi, tranquillità e autostima.
Naturalmente questo lavoro è tanto più difficile condurlo da soli quanto più si è protratta nel tempo la vicenda: nel suo caso il fatto che ormai da 2 anni sia in cerca di un altro lavoro – e chissà da quanto tempo vanno avanti le pressioni e/o i comportamenti vessatori - evidentemente indica che si trova ad un livello in cui il supporto di chi le sta intorno è particolarmente importante.
Oltre ai suoi famigliari, che sicuramente le possono dare la loro vicinanza ed il loro sostegno, è però fondamentale il supporto di alcune figure professionali: da un lato è fondamentale il supporto di uno psicologo del lavoro, specializzato in casi di mobbing, che potrà sia attivare un percorso di counseling per aiutarla a riconquistare il suo benessere psicofisico sia – in un secondo momento – supportarla nella ricollocazione lavorativa, attraverso un bilancio delle sue competenze professionali. Dall’altro è importante una figura legale, specializzata in diritto del lavoro, che possa consigliarla – qualora ci siano i presupposti - su un eventuale percorso di rivalsa legale.
Tenga ben presente però l’ordine delle priorità: prima viene il suo benessere, poi la ricollocazione lavorativa, ed in ultimo l’azione legale. Un po’ di sano egoismo non può che farci bene.

Un caro saluto e in bocca al lupo.
Dott. Davide Ramenghi - Bergamo

Studio Ramenghi - Dott. Davide Ramenghi Psicologo a Bergamo

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