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Come gestire il rapporto con l'ansia?

Inviata da angg · 25 ott 2018 Ansia

Ciao, sono una ragazza di 25 anni e ho una aituazione famigliare particolare. Lavoro e il pomeriggio lavoro in un call center per 4 ore, ho sempre lavorato, non mi é mai piaciuto far pesare le spese sui miei. Ho un rapporto burrascoso con mia madre, tutti quanti lo abbiamo, io di più, é come se io fossi la sua mira. Ho già provato a portarla in psicoterapia, ma lei non seguiva i consigli della psicologa, e abbiamo abbandonato tutto( anche perché pagavo io, quindi spende o soldi inutilmente). La dottoressa mi disse che lei ha una malattia mentale, che non c'é soluzione e l'unica soluzione e che io vado via da casa. Ma per poter andar via da casa devo trovarmi un lavoro decente che mi permette di mantenermi, che purtroppo non ho ancora trovato. Il problema é che lei pensa solo alla casa, alle faccende domestiche, le ripete all'infinito, va a letto alle 3 di notte continuando le faccende, la sua vita si basa solo su quello. Non esce mai, nemmeno con mio padre, non va a far la spesa, nulla. In questo la persona maggiormente coinvolta sono io, rientro da lavoro e spesso trovo ancora i piatti da lavare, cose da fare. Mi tratta male, mi aggredisce verbalmente, sembra che io sia un oggetto per lei. Anche se con le persone esterne dimostra il contrario. Questa situazione mi sta portando allo sfinimento, ho attacchi d'ansia, sono veramente stanca. Se la sera finisco di lavorare ed esco, quando rientro inizia ad urlare, ad inveire, a minacciarmi e iniziamo a litigare. Mio padre in tutto questo é inerme, sembra che sia talmente stanco da non voler più parlare. Spesso la sera resto a casa per evitare di litigarci, ma litighiamo comunque per altre questioni stupide. Ho bisogno di qualcuno che mi stia accanto. So che l'unica soluzione é andare via di casa, ma devo trovare un lavoro prima. La dottoressa mi aveva consigliato di non assecondarla, di fare ciò che avrei voluto e di stare il meno tempo possibile in casa. Ma solo il pensiero di dover litigare per uscire mi fa stare male e ci rinuncio. Come faccio a placare quest'ansia?

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Buonasera Angg. Nel suo caso, da quello che racconta, si può intervenire aiutandola a formarsi delle difese e delle modalità alternative di comunicazione per relazionarsi con sua madre. Questo la può aiutare anche a diminuire l'ansia; per l'ansia è opportuno, anche, insegnarle delle tecniche di rilassamento da fare anche a casa. Mi contatti se abita nella mia zona.

Dott.ssa Masin Anna Maria Rita Psicologo a Cerveteri

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Ciao,
la situazione che stai vivendo sembra davvero pesante, non dev'essere facile riuscire a placare l'ansia di cui parli in un contesto familiare così turbolento.
Hai mai pensato di farti aiutare da uno psicologo? potrai ricevere ciò di cui hai tanto bisogno in questo momento: ascolto, supporto per gestire l'ansia e strategie sane per riprendere in mano la tua vita. hai 25 anni e non puoi pensare di stare chiusa in casa per sempre!
In bocca al lupo.
Per qualsiasi ulteriore chiarimento, rimango a disposizione.
Dott.ssa Silvia Orso (Udine)

Studio Silvia Orso Psicologo a Udine

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Gentile Angg, ho letto il tuo racconto con molto dispiacere ed umana partecipazione. Ci vorrebbe molto tempo per analizzare la situazione che vivi. Anch'io sono d'accordo, come la Collega, che avresti bisogno di un sostegno psicologico, ma forse non puoi permetterti la spesa. Potresti cercare intanto un gruppo di auto-aiuto, o rivolgerti a chi pratica tariffe sostenibili. Ma vediamo se riesco a darti qualche consiglio. Per alleviare l'ansia sarebbe molto utile che tu imparassi una tecnica mente-corpo come lo yoga, la meditazione, la midfulness. Inoltre da psicologo naturopata mi sento di dirti che a volte funzionano bene rimedi molto semplici come il magnesio e la valeriana fin dal mattino, poi naturalmente si può fare di più. Vediamo invece la situazione con tua madre. E' ammirevole che tu abbia pagato di persona la sua cura. Forse, nonostante io sia in genere contrario ai famaci, un piccolo aiuto ci vorrebbe. Ma parliamo di quello che puoi fare tu. C'è una massima della Scuola di psicoterapia Strategica che dice che sei fai le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati. Ovvero state recitando sempre lo stesso copione, solo che tu soffri mentre tua madre è inconsapevole. Prova a NON litigare! Tua madre inizia, e da lì parte una escalation che ti fa soffrire. E' la stessa cosa che succede lavorando con i bambini iperattivi: il bambino disturba e urla, e gli diamo attenzione rimproverandolo e dandogli attenzione. NO!! E' completamente sbagliato. Bisogna imparare a lodarlo quando si comporta bene, e ad ignorarlo quando crea problemi. Vale nel tuo caso lo stesso ragionamento. Abbiamo visto che tua madre, purtroppo, in questi casi non segue la logica e il buon senso, quindi è inutile che tu perda tempo a litigare. E' molto più sensato che tu NON le dia attenzione in questi casi. Prova proprio a non aprire bocca e a fare quello che devi fare. Mi rendo conto che è molto difficile. Infatti ti sarebbero utili alcune sedute per imparare con la terapia strategica a gestire in modo più funzionale il rapporto con tua madre. Funziona persino con i malati mentali gravi. Purtroppo da sola rischi di non riuscire a reggere il gioco. Potresti, però, cercare l'alleanza di tuo padre. Ci sono altre tecniche, ma sempre secondo il principio di non dare attenzione al comportamento disturbante, e di apprezzare invece le risposte positive. Ma forse devi fare i conti con i tuoi sensi di colpa. Su questo dovresti cercare aiuto professionale. Resto a disposizione.

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Buongiorno Angg,
La situazione che descrivi appare complessa ed è lodevole il tuo tentativo di aiutare tua madre a stare meglio e a cercare di creare meno conflitti possibili in casa. Tutti questi sforzi sicuramente ti portano a mettere da parte alcuni tuoi bisogni e questo genera di solito rabbia che non sempre ti concedi di esprimere: l'ansia è spesso il risultato di questo meccanismo, quindi nel tuo caso è un'ansia del tutto normale.

Il tuo percorso psicologico sta continuando?
Hai mai provato l'EMDR? Si tratta di un metodo terapeutico molto utile a superare alcune situazioni traumatiche che innescano l'ansia e potrebbe essere utile anche a te per alleviarti, intanto che cerchi di renderti autonoma fuori di casa.

Disponibile a darti ulteriori informazioni,
Ti auguro una buona giornata.

Camilla Marzocchi
Bologna BO

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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Ciao Angg, è evidente che il problema sia la situazione non l’ansia, se a tua madre è stato diagnosticato un disturbo è chiaro che sarà ancora più complicato.. sarebbe utile capire Il resto del contesto familiare, ad esempio se hai fratelli o se puoi contare sull aiuto di esterni come amici o parenti. Concordo sulla soluzione di andare via di casa, ma fino a che non ci riesci credo che sarebbe meglio avere un supporto psicologico per accompagnarti a vivere questa difficile condizione. Un saluto

Dott.ssa Silvia Manai Psicologo a Roma

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Buongiorno Angg,

Capisco e comprendo il suo stato d'animo e soprattutto la l'ansia che prova. Non deve essere semplice vivere in un contesto famigliare così difficile e poco risolutivo. Ritrovo nel suo messaggio tanta rabbia, paura e confusione e come dice lei penso che lei abbia bisogno di qualcuno accanto che la possa ascoltare senza giudicarla. Come se avesse bisogno di buttare fuori tutto il dolore e la rabbia che ha dentro e che le crea oggettivamente ansia. Ha mai pensato di intraprendere lei un percorso psicologico?online o da un professionista della sua zona? Le persone non le possiamo cambiare e nemmeno obbligare ad essere seguite, tuttavia possiamo lavorare su noi stesse, su l'influenza negativa che la persona ci reca. Al fine di poterla aiutare sarebbero necessari ulteriori elementi, della sua vita e della problematica che pone, le consiglio di pensare un pochino più a se stessa e per farlo penso sia importante che sia lei ad intraprendere un percorso. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, mi scriva
Cordiali saluti

Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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