Come gestire i conflitti

Inviata da Giulia · 22 nov 2016 Terapia di coppia

Salve, vorrei porvi la mia situazione. Ho 40 anni e sono sposata da 3 anni con un mio coetaneo, un uomo che amo tanto. Il nostro problema "evidente " è il fatto di non riuscire a gestire i conflitti. ..ovvero, nel momento del litigio, ognuno di noi rimane convinto della sua ragione, creando rabbia e frustrazione reciproca...e il tutto si conclude con un silenzio e un distacco che dura a volte anche 2-3 giorni....sembrando 2 estranei nella stessa cosa....Poi si fa' pace...tutto ricomincia bene ma, al litigio successivo si ripresenta sempre il medesimo modo di affrontarlo, cioè fallimentare. .I motivi del litigio sono quasi sempre gli stessi...ovvero la situazione con sua madre: loro 2 hanno vissuto sempre insieme e da soli...lui figlio unico e questa mamma che gli vuole tanto bene ha comunque instaurato con lui un rapporto morboso di dipendenza-senso di colpa...Passando nel concreto, per esempio, noi siamo a cena da lei 1 giorno si e uno no...altrimenti va in vittimismo se non vede spesso suo figlio. .Il problema però che fa' scatenare i litigi, é il fatto che lei diventi invadente e tenda a sostituirsi a me..dando consigli continui su come lui si debba vestire, da quale dottore andare, come deve tenere la pianta in casa...e 10000 esempi simili, continui! Ovviamente io prima di tutto mi sento svalutata nel mio ruolo di moglie e secondo vedo un'invadenza di lei in ciò che riguarda la nostra coppia ...Oltretutto mio marito si sente in mezzo tra me e lei...e non sa più cosa fare...Da ciò scaturisce la mia rabbia. ..nel fargli presente che ora siamo sposati e che sua madre ci sarà sempre e ne avremo sempre cura MA..che si deve anche fare un po' in parte su questioni personali di coppia...Mio marito non prende parte e il litigio sfocia in rabbia e frustrazione reciproca.....con un silenzio finale di distacco totale. ..La cosa assurda è che noi litighiamo soprattutto per via di sua madre....Ormai siamo entrati in un circolo vizioso in cui io mi sento soffocare da sua madre...e lui che mi risponde:" Sono stufo ...arrangiatevi tra voi!" La cosa che ci sta facendo stare male..é la consapevolezza che un "esterno" stá minando la fiducia nel nostro matrimonio. ..Ci vogliamo tanto bene e vogliamo stare insieme. ..però, durante questi litigi, ci trattiamo male, come fossimo davvero 2 estranei...La rabbia acceca. .ed è vero!

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Miglior risposta 24 NOV 2016

Gentile Giulia,
a mio avviso, il problema della relazione con suo marito non è solo quello dell'interferenza (che le sembra eccessiva) di questa suocera nella sua vita coniugale ma anche quello della gestione dei litigi con lui.
Infatti, ritirarvi e chiudervi nel silenzio per 2 - 3 giorni dopo un litigio è indice di una carente capacità comunicativa e questo secondo problema amplifica il primo.
Lei che è sposata da 3 anni ed è stata fidanzata, immagino, per un certo periodo di tempo, avrà avuto senz'altro la possibilità di rendersi conto di questo stretto legame tra madre e figlio che, come lei dice, hanno vissuto sempre insieme e da soli.
Quindi, evidentemente, lei ha accettato questa situazione e non dovrebbe adesso lamentarsene tanto.
Comunque, ammettendo che il comportamento di sua suocera sia peggiorato tanto da diventare insopportabile, lei Giulia dovrebbe imparare ad agire adeguatamente su due fronti cioè con suo marito migliorando la comunicazione e l'intesa e con sua suocera essendo gentile ma assertiva nel ricordarle che, da quando è stata fatta la scelta del matrimonio, qualcosa è cambiato ed occorre che faccia un piccolo passo indietro perchè il figlio ora deve occuparsi anche della vita coniugale oltre che del rapporto con la madre.
Per raggiungere entrambi questi obbiettivi lei può avvalersi di una psicoterapia individuale o, se suo marito è d'accordo, di una terapia di coppia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo-clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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23 NOV 2016

Buongiorno gentile Giulia,
da quello che ha scritto sembrerebbe che sia Lei a mettersi in competizione con la madre di lui ponendo sempre delle sue condizioni come se questa signora le togliesse qualcosa. Se vi amate e la vostra coppia vive nella complicità, nella condivisione, nella creatività, potrebbe accettare che la signora dica la sua come parte della vita del suo compagno e andare oltre. Diverso è se per lui i dettami della madre vengono prima di tutto, se poi davvero per vestirsi deve sentire la madre, se poi davvero per andare dal dottore chiede consiglio alla madre. Quando lui le dice "arrangiatevi tra voi"è perchè si sente tra due fuochi mentre Lei potrebbe diventare il polo amico, il punto fermo di complicità tutte vostre dove lui è libero di essere uomo e non più figlio. Il suggerimento è per una terapia di coppia.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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23 NOV 2016

Gentile Giulia, come lei ha già messo in evidenza questa mamma è davvero molto importante per suo figlio e viceversa. È la loro modalità di stare in relazione che li tiene così vicini.
Nel momento in cui giunge un'altra donna altrettanto importante, ecco qui che nasce il conflitto. Ma non è per forza così che deve andare.
Possiamo fare qualcosa per tranquillizzare sia suo marito sia sua suocera sul fatto che non si perderanno e la loro relazione può cambiare senza per questo interrompersi?
Vi consiglio certamente un percorso di coppia per cercare una modalità di relazione che si confà più appropriatamente a tutti.
Un terapeuta familiare nella vostra zona.
La saluto
A disposizione
Dott.ssa Moglie L.

Dott.ssa Lucia Moglie Psicologo a Ancona

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23 NOV 2016

Gentile Giulia,

mi sembra che un primo passo fondamentale da fare sia convenire con suo marito che ci sia un problema da affrontare insieme che attiene ai conflitti/discussioni tra voi due, in relazione al ruolo di sua madre nella vostra relazione. Questo mi sembra il nodo del problema per lei, ma non diamo per scontato che lo sia anche per suo marito. In altre parole, prima di poter individuare della soluzioni e strategie per metterle in atto, va prima definito e condiviso con suo marito il senso del problema che lei pone. Dopodichè si potrà passare a lavorare su questa dinamica triangolare che lei presenta, tra lei, suo marito e la madre di lui.
Un altro quesito da porsi è poi quando è sorto il problema. Lei dice che siete sposati da tre anni, ma da quanti anni vi conoscete e vi frequentate? Quando ha cominciato ad avvertire questo problema nella triangolazione con sua suocera? O meglio quando questa triangolazione è diventata un problema per lei? E che senso ha tutto ciò nella sua fase di vita attuale, con i suoi obiettivi di vita personali, con i suoi desideri e fantasie rispetto al suo compagno di vita. Come pensa che dovrebbe gestire suo marito la relazione con sua madre e come può gestire lei questa triangolazione nel rapporto con suo marito?
Avete dei figli? Ne volete? Come può evolvere questa triangolazione in funzione alla presenza dei figli?
Sicuramente può essere utile ricorrere ad una consulenza psicologica per un supporto in questo processo di analisi e individuazione di possibili strategie di risoluzione del problema da lei posto. Non necessariamente una psicoterapia, ma un percorso di supporto ad una presa di consapevolezza e decisione condivisa con suo marito rispetto a questa situazione, che potrà assumere diverse possibili declinazioni, da un lavoro individuale suo personale, e analogamente di suo marito, se lui lo ritiene utile, ad un percorso di coppia in cui utilizzare lo spazio/tempo psicologico come un laboratorio in situazione protetta per l’individuazione di possibili scenari futuri alla cui realizzazione lavorare insieme a suo marito.

Cordiali saluti

Mario D’Andreta

Mario D'andreta Psicologo a Ancona

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22 NOV 2016

Cara Giulia,
i rapporti tra coniugi e suoceri sono proverbialmente spesso complessi . Mi pare che abbia dato una buona descrizione del vostro sistema familiare, una descrizione che rivela anche la sua comprensione dei legami che regolano i rapporti tra suo marito e sono suocera. Immagino che all'interno di questa cornice non sia per niente facile muoversi. Un matrimonio comporta la ridefinizione di alcuni ruoli, di alcuni spazi, di alcune consuetudini. Forse potrebbe essere utile uno spazio in cui lei e suo marito possiate confrontarvi in maniera aperta per definire una strategia condivisa e condivisibile. Avete mai pensato ad una terapia di coppia?
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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