Come gestire i capricci di un bimbo di 2 anni?

Inviata da Barbara il 2 nov 2015 Psicologia infantile

Salve, mio figlio di 2 anni e mezzo è diventato ingestibile ed io e mio marito non sappiamo più come affrontare e gestire i continui capricci e dispetti che fa volutamente. 4 mesi fa è nato il fratellino (affetto da palatoschisi) ma cerchiamo sempre di passare dei momenti di gioco esclusivi con lui, gli ripetiamo che gli vogliamo bene, lo lodiamo quando serve e cerchiamo di non fargli mancare nulla. Pochi mesi fa ha iniziato l'asilo ed ancora non si è inserito bene sentendo molto il distacco da me. A scuola si comporta bene, ma a casa ne combina di tutti i colori: scrive sui muri, sveglia il fratellino,urla no ad ogni richiesta, sbatte giochi e rompe oggetti, si mette in situazioni di pericolo (sopra i tavoli etcc) e vuole stare sempre in braccio e dormire nel lettone. Ho provato ad essere ferma e decisa, con modi più dolci a dargli spiegazioni del perché non si fa, a ripeterglielo 1000 volte, a metterlo in punizione (ma pare avere un effetto peggiore della sculacciata)... Cerco di avere pazienza ma sono così stanca e dispiaciuta. Mi sento in colpa nel perdere la pazienza e penso che la causa dei suoi comportamenti dipenda da me. Ma cosa posso fare?

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Gentile Barbara,
indubbiamente la nascita del suo secondo figlio ( è stato operato ?) ha rappresentato un momento delicato e destabilizzante per il primogenito che, nonostante il vostro impegno di genitori attenti, ha realizzato di non poter più essere al centro delle attenzioni e sta reagendo nel modo che avete visto.
Lei, Barbara, per le cure che richiede il neonato e per la gestione del primogenito, nonchè per gli altri impegni domestici e/o di lavoro, è sicuramente sotto stress e questa cosa si ripercuote negativamente nel rapporto col bambino più grande chiudendo una specie di circolo vizioso che fa aumentare i capricci da parte del bambino stesso e lo stress da parte sua.
Dovrebbe, se possibile, chiedere un pò di più la collaborazione di suo marito nella gestione della casa e dei figli e comunque occorre che si riservi uno spazio di ascolto e di sostegno mediante una psicoterapia per potersi rilassare e ritrovare un migliore equilibrio interiore.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Vi ringrazio per le vostre risposte e i vostri suggerimenti che seguirò da subito.il mio secondo figlio non è stato ancora operato a causa dello scarso accrescimento dovuto alla difficoltà di alimentarsi con il biberon e a causa di reflusso che stiamo curando.mio marito mi aiuta molto nella gestione della casa e dei figli anche se da quando è iniziato l asilo ,il primo figlio tende ad allontanarlo per voler stare esclusivamente con me,farsi cambiare da me,dormire nel lettone solo con me..etc..e quando tentiamo di farlo "ragionare" lui si dispera con urla,botte etc..ripeto cerchiamo di assecondarlo in tutto ciò che è possibile ma spesso mi domando se questo non porti a crescere un piccolo "tiranno" visto che il bambino non riesce a rispettare quelle poche regole che abbiamo adottato.spero che con la crescita del fratellino questa situazione migliori ,vedendo nel fratellino,un amico con cui giocare e non un rivale. Vi ringrazio ancora.Barbara

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Buongiorno sig.ra Barbara.
La nascita di un fratellino è un evento di per sè molto arricchente, ma è anche particolarmente destabiliizzante per un bimbo piccolo di 2 anni e mezzo che può manifestare un momentaneo disagio attraverso comportamenti e atteggiamenti provocatori. Inoltre esso coincide con l'inizio dell'asilo che rappresenta un cambiamento molto importante e significativo: è una fase di passaggio impegnativo in cui al bambino è richiesto di diverire autonomo da un punto di vista fisico - es pannolino- ma anche emotivo - il distacco dalla mamma).
Evidentemente in questo momento sta esprimento con questi comportamenti e atteggiamenti rabbia e recriminazione, non potendolo dire a parole, lo esprime attraverso le azioni.
A tal proposito le suggerirei di:
1) Continuare a riservare dei momenti unici di gioco e di divertimento con lui, "momenti speciali" da trascorrere insieme con mamma e papà senza il fratellino..
2) Rimanere fermi e decisi sulle regole, comunicandole e condividendole con lui, dimostrandosi sempre empatici rispetto alle difficoltà che sta vivendo e attraversando. "Capisco che sei arrabbiato ma non è possibile rompere i giochi"
3) Trovare dei momenti di rigenerazione tutti per lei: prendersi cura di un bebè e di un bambino di due anni e mezzo è molto faticoso e impegnativo, è importante ricaricarsi in qualche modo (un caffè con un'amica etc) per relazionarsi con i bambini nel modo più costruttivo e sereno possibile.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Cristina Fumi

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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Gentile Barbara,
comprendo quanto la angosci la situazione che sta vivendo, non deve essere semplice comprendere e gratificare il bisogno di attenzione e vicinanza che necessitano entrambi i bambini.In questa fase il primogenito sta mettendo alla prova il legame di attaccamento che ha stabilito con le figure privilegiate, non è ancora in grado di comprendere a tutti gli effetti le sue emozioni e il modo di influenzare il suo comportamento, ma necessità della sua prossimità. Il riconoscere in lei una madre disponibile e responsiva lo aiuterà a acquisire autonomia. In questo gioco di richieste e risposte reciproche si svilupperà la lente attraverso la quale guarderà il mondo si relazionerà con esso. La presenza del fratellino insieme ad altri impegni concorre ad alterare il suo bisogno di vicinanza, facendogli sperimentare uno stato di frustrazione che non è ancora capace di gestire. Potrebbe valutare l'importanza di un percorso di sostegno psicologico che la aiuti a comprendere in profondità la relazione con il suo bambino e a scoprire le risorse che le consentiranno di gestire insieme a suo marito le difficoltà che sta incontrando.

Dott.ssa Angela Niro Psicologo a Foggia

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