Come fare quando non trovi supporto da nessuna parte - violenza in famiglia?

Inviata da Ana · 11 mar 2025 Terapia familiare

Salve, sono una ragazza che da tutta la vita ha sofferto da violenza e conflitti verbali, psicologici e fisici giornalieri in casa tra membri della famiglia. Non ho mai accettato che questo fosse normale, gia da quando avevo 6 anni. Ormai dalla ansia estrema iniziai as avere forti dolori psicosomatici nel corpo gia da 14 anni. In casa mamma e sorelle nonostante soffrissero stavano dalla parte del genitore abusivo. A 21 anni ho preso il coraggio di chiedere aiuto fuori casa, ed è stato un disastro: in lacrime dissi al medico di famiglia che papà non ci permetteva di uscire di casa e che c’era violenza, la sua risposta: se c’e violenza in casa è colpa del uomo e della donna, non è mai solo colpa dell’uomo- insinuando che se l’uomo usa violenza una ragione valida c’e. Poi mi ha preso in giro dicendo “ma che hai non ti lascia papa uscire di casa nelle disco alle 10 di notte? (Quando la situazione era tutt’altra e completamente grave che non ci lasciava uscire nemmeno al supermercato sotto casa). Andai dal neurologo e dopo avergli confessato mi dice: boh ai tuoi genitori non possiamo fare niente quindi l’unica soluzione è dare medicine psico-tranquillizzanti a te.
Chiesi aiuto ad un membro della famiglia che viveva all’estero e la risposta fu: tu non devi mai dire al medico di quello che succede in casa, senno chiama la polizia e papà andrà in galera per colpa tua, tu devi dire solo che hai ansia dal nulla e basta, lui ti darà psico-tranquillizzanti e tutto sarà a posto, con il dottore parlerò solo io, tu dirai che hai ansia e stai zitta.
Situazioni simili e risposte simili anche da altre parti sia sa dottori sia da membri della famiglia - pensi che sei l’unica? Ci sono tante persone che soffrono cosi e anche peggio! Come se fossi solo un numero in più nella statistica…
Come mai per gli altri è cosi facile rispondere cosi in situazioni di violenza, e come mai stanno dalla parte la parte di chi abusa gli altri senza vergognarsi o un minimo senso di coscienza e empatia? Vorrei almeno capire….
Voi che avreste fatto in una situazione simile?

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Miglior risposta 13 MAR 2025

Carissima Ana,
So che non è facile dare voce a esperienze di violenza, soprattutto quando le persone attorno — familiari e persino professionisti — hanno risposto con indifferenza o minimizzazione, facendola sentire ancora più sola. È ingiusto e sbagliato, e voglio che sappia che la sua sofferenza merita ascolto e comprensione.
Mi ha colpito molto quando ha scritto: "Non ho mai accettato che questo fosse normale, già da quando avevo 6 anni." Questo rivela una straordinaria lucidità e forza interiore.
Anche da bambina, dentro di lei c’era già una voce chiara che rifiutava quella violenza, nonostante tutti attorno cercassero di convincerla che fosse una realtà da accettare.
Vorrei riflettere insieme a lei su una domanda che ha posto: "Come mai per gli altri è così facile stare dalla parte di chi abusa?"
Spesso, chi giustifica la violenza o la minimizza lo fa perché intrappolato in un sistema di credenze tossiche e paura, incapace di spezzare la catena di abusi. Non è una giustificazione, ma può essere una spiegazione psicologica. Sarebbe interessante esplorare come queste dinamiche abbiano influenzato non solo le persone attorno a lei, ma anche il modo in cui ha iniziato a vedere se stessa: quando le dicevano che era meglio tacere, ha mai sentito il peso del dubbio ed il timore di non dover chiedere aiuto?
Un passo importante potrebbe essere proprio ricostruire il suo senso di sicurezza interiore e rafforzare quella voce, la sua, che ha sempre saputo distinguere il giusto dall’ingiusto.

Se sente il bisogno di esplorare queste ferite invisibili, di capire come tutto questo influisce sulle sue emozioni oggi e su come si percepisce, mi tengo disponibile su Roma ed online!

Dott.ssa Chiara Quinto Psicologo a Roma

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9 MAG 2025

Carissima,
Lei ha cercato di fare quello che poteva con gli strumenti che aveva. È stata bravissima, ma purtroppo ha incontrato operatori che non hanno idea di cosa sia la violenza. Le consiglio di chiamare il 1522 e farsi indicare il Cav (centro antiviolenza) più vicino a lei. Buona fortuna

Giulia Cacciapuoti Psicologo a Napoli

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12 MAR 2025

Ana, mi dispiace moltissimo leggere la tua storia, e posso solo immaginare quanto sia stato doloroso e confuso affrontare una situazione del genere, cercando aiuto e non trovando nessun supporto valido. È comprensibile che ti senta sopraffatta, e che la tua esperienza è valida e merita di essere ascoltata con rispetto e comprensione.
La situazione che hai descritto è incredibilmente complessa, con dinamiche di abuso che si intrecciano con il silenzio, la vergogna, la negazione e la mancanza di empatia da parte di molte persone che avrebbero dovuto aiutarti. È un’esperienza che purtroppo molte persone che vivono situazioni di violenza domestica devono affrontare: non solo la violenza in casa, ma anche il mancato supporto da parte di chi dovrebbe offrire aiuto, come medici, famigliari, e amici. Il silenzio e la colpevolizzazione che hai incontrato sono un riflesso delle difficoltà che molte vittime di abuso trovano nel ricevere un aiuto adeguato.
Purtroppo qualche volta le persone che dovrebbero offrire aiuto, come i medici, non sono adeguatamente formate per riconoscere i segnali di abuso e rispondere in modo adeguato. La risposta del medico di base e del neurologo che hai ricevuto può essere un segno di una carenza di formazione su come trattare questi temi in modo sensibile e utile.
Cosa puoi fare adesso? Cercare supporto esterno: Se non l'hai già fatto, cerca centri di supporto psicologico o associazioni specializzate nell’aiutare chi vive situazioni di violenza. Questi servizi possono offrirti uno spazio sicuro per parlare, senza paura di giudizio.
Proteggere la tua salute mentale e fisica: Poiché la violenza e l’abuso psicologico e fisico hanno un impatto devastante sulla salute mentale e fisica, è fondamentale proteggerti. Non sottovalutare i dolori psicosomatici che hai vissuto e cerca di curarli in un ambiente protetto.
Non colpevolizzarti: Voglio che tu sappia che non è mai colpa della vittima in situazioni di abuso. Non sei mai tu la causa della violenza che hai subito, anche se le persone intorno a te cercavano di farti sentire così.
Infine, ti consiglio di ricordare che sei forte. Hai già fatto dei passi enormi per cercare di liberarti da quella situazione e per chiedere aiuto. Ogni passo che fai, anche se piccolo, è un atto di coraggio. Sei degna di una vita sana, serena e rispettosa.

Dott.ssa Antonella Bellanzon

Dott.ssa Antonella Bellanzon Psicologo a Massa

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12 MAR 2025

Nei casi di violenza domestica è opportuno contattare le forze dell’ordine e il centro antiviolenza i numeri di emergenza li trova su Internet

Le consiglio di rivolgersi a queste istituzioni

Un percorso psicologico può aiutare a comprendere meglio l’associazione e affrontarla

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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12 MAR 2025

Salve Ana, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-192705 Psicologo a Roma

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12 MAR 2025

Mi dispiace profondamente per tutto quello che hai vissuto. Nessuno dovrebbe affrontare una situazione del genere, e il fatto che tu abbia avuto il coraggio di cercare aiuto, nonostante la reazione insensibile e ingiusta di chi ti circondava, dimostra una forza incredibile.

Purtroppo, molte persone rispondono in modo superficiale o dannoso a situazioni di violenza per diversi motivi:

- Normalizzazione della violenza: in molte famiglie e società, la violenza domestica viene vista come qualcosa di "normale" o "inevitabile", specialmente quando esistono dinamiche di potere fortemente radicate.
- Paura del cambiamento: alcuni familiari preferiscono negare la realtà per paura delle conseguenze, come la rottura della famiglia o ripercussioni legali.
- Ignoranza e pregiudizi: il medico che ti ha risposto in quel modo ha mostrato un atteggiamento pieno di stereotipi e una grave mancanza di professionalità.
- Meccanismi di difesa: le persone vicine spesso scelgono di schierarsi con l'abusante perché accettare la verità significherebbe affrontare un dolore troppo grande.
- Minimizzazione del dolore altrui: frasi come "ci sono persone che stanno peggio" servono solo a sminuire la sofferenza di chi cerca aiuto e a evitare il senso di responsabilità.

Se fossi stato in quella situazione, avrei cercato di fare quello che hai già fatto: trovare supporto fuori, ma avrei anche cercato persone specializzate in violenza domestica, magari centri antiviolenza o associazioni di supporto per donne.

Se oggi hai ancora bisogno di aiuto o di qualcuno che ti ascolti davvero, ci sono realtà che possono farlo senza giudicarti e senza minimizzare quello che hai vissuto. Hai mai pensato di rivolgerti a un centro specializzato per ricevere sostegno psicologico ed eventualmente legale? (Centri Anti Violenza: CAV, cerca su internet quello più vicino a te). Non devi affrontare tutto da sola.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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12 MAR 2025

Buongiorno
Bisogna rivolgersi ai centri antiviolenza
Lunedì ha il supporto di uno psicoterapeuta, assistente sociale e avvocato.
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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12 MAR 2025

Buongiorno,
Il dolore di quello che provi in famiglia unito a quello di non essere ascoltata ma anzi sminuita è devastante. Trovo davvero orrendo che nel 2025 esistano "professionisti della salute" (lo metto tra virgole perché non mi è possibile chiamarli tali) che non solo non aiutano i pazienti in queste gravi condizioni, ma anzi li colpevolizzano e danno tranquillanti alle vittime. Rispetto ai tuoi parenti, spesso intorno a questi casi c'è un velo di omertà. Non lasciarti terrorizzare dalle minacce velate come quella che tuo padre andrà in carcere: la PRIORITÀ è la tua salute fisica e psichica. Se accade un nuovo episodio chiama il 112 in modo che possano portarti al sicuro. Oppure se decidi di denunciare porta con te dei referti medici dell'ospedale. Capisco che tuo padre avrà delle conseguenze, ma come dici tu tutto ciò non è normale e la situazione mette in pericolo te e la tua famiglia. Ti consiglio anche di parlare con tua madre e le tue sorelle della tua sofferenza e intraprendere un percorso di psicoterapia insieme a loro (e se fosse possibile insieme a tuo padre) per elaborare le dinamiche familiari e avere supporto nel vostro percorso.

Rimango a sua disposizione
dott.ssa Jessica Venga, psicologa e criminologa clinica

Dott.ssa Jessica Venga Psicologo a Lucca

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12 MAR 2025

Buongiorno, innanzitutto, ti ringrazio per aver condiviso con noi la tua sofferenza. Aprirsi dopo aver affrontato tanti rifiuti non deve essere stato semplice.
La situazione che descrivi è molto grave, sia per le violenze che hai subito in casa, sia per il mancato ascolto quando hai provato a chiedere aiuto. Ti incoraggio a parlarne con uno psicologo, che potrebbe supportarti nel trovare la strada giusta per allontanarti da questa realtà.
Io farei esattamente quello che farebbero anche i miei colleghi: accoglierti, ascoltarti e accompagnarti in un percorso di uscita da questa situazione.
Elena

Elena Gambogi Psicologo a Lucca

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