Come fare con mio figlio Pietro di 7 anni che non accetta la separazione

Inviata da Andrea · 13 apr 2015 Terapia familiare

Salve, sono Andrea il padre del piccolo Pietro. Io e mia moglie Nina ci siamo separati da poco perche' non riuscivamo ad andare d'accordo ma anche perche' avevo scoperto che lei stava con Adriano un suo vecchio amico. Mio figlio adesso vive con me , rifiuta gli abbracci della madre e si chiude in un mondo tutto suo fatto solo di immaginazione e fantasia. A scuola e' sempre triste, non ride quasi mai , non riesce a relazionarsi con nessuno ma nonostante tutto e' un bambino che ama studiare soprattutto la storia. Con me invece ha un bel rapporto , molte volte usciamo insieme per andare al parco giochi , dai nonni , dagli zii ma soprattutto in campagna dove lui si diverte tanto facendo le gare con le bici. E' un bambino tranquillo e affettuoso solo che in questi giorni lo vedo sempre piu' infelice a causa della separazione. Lo portato da tanti psicologi per aiutarlo meglio ma niente da fare e sempre triste e non riesce a sorridere come una volta. Non so piu' come fare vi prego aiutatemi!!!

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Miglior risposta 13 APR 2015

Buongiorno Andrea,
una separazione crea un cambiamento complesso nella vita delle persone (sia per quanto riguarda i genitori che per i figli).
Spesso i genitori si sentono in colpa per la separazione e vorrebbero vedere i figli felici in tempi brevi per poter tranqillizzarsi ("se mio figlio è di nuovo felice, significa che sono riuscito a fare un buon lavoro come genitore, perchè la separazione non ha creato un danno irreparabile in lui separandomi").
Eppure, la felicità dei figli non può e non deve essere una rassicurazione per i genitori.
In un momento faticoso come una separazione, è importante riconoscere a un bambino di 7 anni il diritto di essere triste. So che può suonare strano, ma mi spiego meglio.
Il divertimento, lo svago, il gioco sono tutte cose importantissime per un bambino, ma non possono essere "la medicina" che fa sparire la tristezza di un bambino che non vuole più vedere la sua mamma.
Chiedo a lei Andrea di riflettere su queste domande: Pietro secondo lei potrebbe essere arrabbiato con la sua mamma? Potrebbe essersi sentito "abbandonato"? Sente la mancanza della mamma anche se la rifiuta?
Parlare con suo figlio della separazione e chiedergli come si sente può essere un momento di incontro importantissimo tra lei e suo figlio.
Mi chiedo inoltre quali conseguenze ha avuto questa separazione su di lei Andrea, e se il suo dolore sia stato ascoltato da qualcuno.
Lo strappo che si è creato è stato molto grande e forse il dolore ha bisogno di essere riconosciuto prima di essere archiviato e messo da parte.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Elena Borrini
Psicologa Psicoterapeuta (Parma)

Dott.ssa Elena Borrini, Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Parma

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14 APR 2015

Salve Andrea, diversamente da quanto si può pensare i bambini non risentono tanto della separazione perché mamma e papà non stanno più insieme, quanto piuttosto perché è un cambiamento che suscita in loro l'angoscia di essere abbandonati. Proprio per questo occorre garantirgli la possibilità di accedere ugualmente a tutte le relazioni che precedentemente caratterizzavano la loro vita e quindi con la madre, con i nonni materni, gli zii ecc. Per poter fare ciò, capirà bene, che è necessario che anche lei e la sua ex moglie vi diate l'opportunità di fare un lavoro su voi stessi, sia individualmente per elaborare eventuali vissuti di rabbia, delusione, dolore connessi alla separazione, sia come genitori. La separazione, come spesso si sente ripetere, pone fine al rapporto coniugale, ma non a quello genitoriale. Si può non essere più marito e moglie, ma non si smetterà mai di essere genitori. E' infatti importante riuscire ad instaurare un rapporto di collaborazione che abbia quale comune intento la crescita felice del proprio figlio, mettendo da parte o superando le questioni che hanno condotto alla fine del rapporto. Questo sicuramente non è facile, ma è uno sforzo necessario. Solo se il bambino percepirà negli adulti che sono per lui un punto di riferimento, la serenità rispetto alla separazione potrà sentirsi tranquillo e al sicuro.
Saluti,
dr,ssa Laura De Martino
Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale
Napoli

Dott.ssa Laura De Martino Psicologo a Napoli

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14 APR 2015

Buongiorno Andrea,
Sicuramente é necessario molto tempo per elaborare, da parte di tutte le persone coinvolte, la separazione. Fondamentale risulta essere il modo con cui é stata comunicata a Pietro la decisione di separarsi e ciò che quotidianamente gli comunicano, a livello verbale, ma anche non verbale, le persone che gli stanno maggiormente vicino. A volte può essere solamente una questione di tempo per potersi adattare efficacemente alla nuova situazione. Nel frattempo può aiutare Pietro utilizzando dei libri (ne esistono diversi suddivisi per fasce d' età ) che spiegano la separazione, oppure iscrivendolo a dei gruppi di parola per i figli di genitori separati dove potrà confrontarsi con bambini che stanno vivendo la sua stessa situazione.

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14 APR 2015

La separazione dei genitori è, per il bambino un'evento molto faticoso d'accettare che attiva nel suo mondo interno ansie e preoccupazione che potrebbero intensificarsi nel momento delle separazioni da uno dei due genitori.
L'aiuto di uno Psicoterapeuta di formazione Psicodinamica potrebbe essere molto importante per aiutare vostro figlio ad elaborare quest'evento faticoso per entrambi.

Dott.ssa Lucia Borchia Psicologo a Fano

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14 APR 2015

Caro Andrea la separazione rappresenta per un bambino la perdita di un affetto importante. Occorrerebbe che fosse aiutato ad accettare una realtà diversa attraverso l'accettazione di un diverso rapporto con la madre e per ottenere ciò occorre molto lavoro anche da parte del padre. Un caro saluto, Giuseppe

Dr. Giuseppe Di Maria Psicologo a Roma

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13 APR 2015

Gentile Andrea,
credo che suo figlio abbia bisogno di tempo per elaborare quanto accaduto. E' un bambino triste ma non sempre. Studia, gioca è affettuoso e sereno poi a volte è anche triste.
Anche io sarei triste se dovessi accettare che i miei genitori si sono separati "a causa" di litigi e di un altro uomo. Lei non lo è? Prendetevi del tempo per essere tristi, per parlare della vostra tristezza, disegnarla, raccontarla etc. E poi, andate a correre in bicicletta!
Tutto è utile nella vita: lo studio, la gioia, il divertimento e anche la tristezza! Vedrà che quando non servirà più la tristezza se ne andrà. Auguri, dr. Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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13 APR 2015

Gentile Andrea,
qualcuno degli psicologi che ha consultato ha parlato anche con lei? L'aiuto dei genitori in genere è assolutamente indispensabile per gli psicologi. Sarebbe anche opportuno inoltre valutare se lei abbia vissuti depressivi e di colpa relativi alla sua separazione. Avete cercato una terapia di coppia prima di separarvi?
Le segnalo comunque degli articoli sulle storie sentimentali e sul matrimonio che può trovare sul mio sito professionale e che potrebbero gettare luce sulla sua situazione relazionale. Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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