Come fare con mio figlio Andrea di 7 anni depresso per la morte della mamma

Inviata da Nino · 5 gen 2015 Fobie

Salve, mi chiamo Nino e sono il padre del piccolo Andrea.Mia moglie e' morta da un po' di tempo e molte volte Andrea mi chiede sempre di lei ed io in quel momento non so cosa dirgli e quindi preferisco cambiare discorso.Andrea e' un bambino felice e spensierato anche se molte volte l'ho vedo triste e angosciato perche' sente tanto la mancanza della madre ed allora si chiude sempre di piu' in se stesso e rimane solo nella sua stanza. A scuola ha problemi in matematica , non riesce a relazionarsi con nessuno , si isola spesso da tutti e quando alcuni suoi compagni l'ho prendono in giro lui subito si vendica tirando calci e pugni fino a farli piangere. Questo suo comportamento non mi piace per niente anche se capisco benissimo quello che sta passando ma deve cercare di capire che non deve comportarsi in modo cosi' cattivo con gli altri seno' tutti l'ho odieranno per sempre. E' un bambino molto iperattivo e disubbidiente con tutti , soprattutto con le maestre e molte volte dice un sacco di parolacce a tutta la classe ed anche alle insegnanti ed allora riceve tante note sul diario e sul quaderno. Non ama molto studiare ma l'unica materia in cui lui si interessa e' la storia ed infatti prende sempre dei bellissimi voti. Non ha nessun amico perche' e' molto timido e riservato e quindi io cerco in tutti i modi di fargli superare questa sua timidezza anche se mi sembra proprio impossibile perche' lui ama giocare da solo per conto suo. Quando a scuola gli danno qualcosa da disegnare lui disegna un luogo triste e tenebroso dove tutte le foglie degli alberi cadono e tutti i bambini piangono nel vedere morire le loro mamme. Molte volte mi dice che vorrebbe tanto raggiungere la mamma per poterla riabbracciare ancora una volta ed in quell'istante io comincio a preoccuparmi tantissimo perche' credo che mio figlio sta cadendo in depressione oppure che stia diventando autistico. Ho portato Andrea da tanti psicologi per cercare di poterlo aiutare ma l'ho vedo sempre piu' triste e sconsolato e questo mi rende molto infelice. Una notte e' scappato di casa dicendomi che non ero un buon padre e che non sapevo trasmettergli amore e affetto ed allora preferiva andare dalla mamma ed io mi sono sentito rifiutato e disprezzato da mio figlio. Vi prego aiutatemi , io non so piu' cosa fare.

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Miglior risposta 7 GEN 2015

Nino, la sua richiesta di aiuto è comprensibilissima. Nelle sue parole traspare tutta la tristezza che lei e suo figlio state vivendo. I comportamenti che mette in atto Andrea (disobbedienza, aggressività, agitazione, rabbia) sono sintomi di una depressione infantile. Se negli adulti la depressione si manifesta con un tono dell'umore basso, nei bambini accade il contrario. Andrea ha bisogno di poter parlare della sua mamma e di sentirsi raccontare storie sulla sua mamma, quindi cerchi di non cambiare argomento. So che è difficilissimo anche per lei affrontare questa situazione ma è molto importante che andrea abbia la possibilità di ricordare con la massima serenità la propria mamma perché è proprio negare il suo ricordo che lo agita ulteriormente. Data la situazione delicatissima che state vivendo le consiglio di rivolgersi ad un psicoterapeuta familiare della sua zona per aiutare entrambi ad elaborare questo dolorosissimo lutto. Intanto cerchi di stare il più possibile vicino ad Andrea, la sua presenza ora è fondamentale.
Dott.ssa Marilena Porcelli
(Firenze)

Dott.ssa Marilena Porcelli Psicologo a Firenze

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24 MAG 2016

Gentile Nino,
perdere una persona cara quando si è bambini è un evento innaturale, difficile da comprendere e immaginare. Per i bambini è difficile esprimere le proprie emozioni, soprattutto quelle negative, e spesso tale difficoltà si supera mettendo in atto comportamenti che parlano per il lato emotivo, il fatto che lui si tenga lontano dagli altri bimbi, per esempio, potrebbe essere dovuto al fatto che si senta diverso per ciò che sta vivendo, e che quindi pensi di non avere nulla da condividere con loro. E' fondamentale che lei si mostri emotivamente disponibile con il suo bambino, che gli dica apertamente che se vuole può parlare della mamma e ricordarla insieme, così come se vuole, può farle tutte le domande che desidera. Questo è importante, spesso i bambini infatti, utilizzano l'immaginazione per spiegarsi determinati avvenimenti attribuendosi, a volte, anche colpe che non hanno.
Provi a parlargli aprendo anche le sue emozioni e la sua sofferenza, cosi facendo il bambino capirà che non è solo nel dolore, e che la sua mamma manca anche a lei.
E' comprensibile che questa situazione le crei molta preoccupazione, ma dia al suo bambino la possibilità di vivere e condividere il suo dolore, solo cosi potrà ritrovare la sua serenità. Nel contempo è fondamentale che anche lei si lasci aiutare, anche il suo dolore deve essere affrontato.

Un Caro Saluto,
Dott.ssa Cristina Anile,(Padova)

Dott.ssa Cristina Anile Psicologo a Albignasego

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19 OTT 2015

Gentile Nino,
innanzitutto servirebbero altre informazioni sulla sua situazione familiare, ad es.se lei vive da solo col bambino e come gestisce in tal caso la giornata o se vi sono altre persone che si occupano del bambino, ad e. i nonni o qualche zia.
Inoltre è importante che lei non eluda le sue domande quando chiede della mamma. Se lei si comporta così vuol dire che lei stesso non ha ancora elaborato questo lutto e dovrebbe farlo con l'aiuto della psicoterapia.
I comportamenti di chiusura e di aggressività del bambino sono da intendere come una reazione depressiva post-traumatica specie se non erano presenti prima del tragico evento.
Credo che lei debba quanto prima iniziare un percorso di psicoterapia personale per poter prima recuperare un suo migliore equilibrio e poi essere guidato su come correggere gradualmente il rapporto con il bambino.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 GEN 2015

Caro Nino, quello che è successo alla vostra famiglia è drammatico. Ciò che racconta di suo figlio è evidentemente la conseguenza di un lutto non elaborato, e va assolutamente aiutato. Il fatto che vada bene solo in storia, ce ne da la conferma, cos'è la storia? il passato! per andrea c'è solo passato, quello con la sua mamma. La questione che non emerge, è che oltre ad Andrea, va aiutato lei, e suo figlio glielo ha detto, scappando di casa e dicendole che non gli arriva amore da parte sua, ovviamente l'ha detto come può, ma lei deve cogliere in quelle parole e in tutte le azioni che suo figlio mette in atto, una richiesta di aiuto, solo questo.
Per qualsiasi domanda sono qui.
A presto
Dott.ssa Antonella Russo

Dr.ssa Antonella Russo Psicologo a Roma

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8 GEN 2015

Io cerco in tutti i modi di farlo stare vicino a me e di renderlo sempre piu' felice ma lui mi dice che non conto niente , che non riesco ad essere un bravo padre, che la vita porta solo sofferenze , delusioni e morte, che non ha bisogno di nessuno , che preferisce isolarsi da tutto il mondo , che odia tutti e che desidererebbe tanto morire per andare dalla mamma. In questi giorni ho notato anche che mio figlio fa dei movimenti stereotipati molto simili a quelli autistici cioe' che lancia i giocattoli all'aria e poi li prende in continuazione , guarda sempre gli stessi film drammatici, quando cammina non alza mai lo sguardo , tiene sempre gli occhi rivolti verso il basso, accende e spegne la televisione continuamente, quando l'ho chiamo non mi risponde quasi piu' , muove sempre gli occhi , le mani e i piedi, quando si mangia a tavola insieme lui va a mangiare da solo nella sua stanza, vive in mondo tutto suo , quando e a scuola le maestre mi hanno detto che parla da solo e si allontana da tutti i compagni di classe e scappa in cortile, non condivide niente con nessuno, quando io l'ho abbraccio lui si mette a gridare e scappa rifugiandosi nella sua stanza oppure sotto il letto,quando guarda un film triste e vede qualcuno piangere e soffrire lui ride e non ci fa caso,quando ce' un gioco da fare a scuola lui si mette in un angolo con la testa abbassata e gioca da solo,batte le mani sempre piu' forte anche a scuola,si butta a terra continuamente, rotola sempre i giocattoli e ripete le stesse cose.

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7 GEN 2015

Buongiorno Nino, la sua lettera strappa il cuore. Ritengo di poterLe dire con il cuore che la sua situazione è assai complicata. Mi sembra che Andrea abbia bisogno di risposte, le sue risposte. Evitare di parlargli della madre non è la strada giusta. Andrea ha bisogno di parlare con lei del suo dolore, del vostro dolore, di sapere della mamma , la vita e rielaborare la morte. Parli con lui, ha bisogno di lei , non dello psicologo. La scuola.... non si preoccupi, sembra un riflesso della problematica relativa alla morte della madre.
Andrà a posto.
Patrizia Amici

Dott.ssa Amici Patrizia Psicologo a Seriate

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7 GEN 2015

Buongiorno,
Il lutto per la perdita di un genitore è una problematica molto delicata da trattare quando coinvolge un bambino in particolar modo. E purtroppo nella maggior parte dei casi non può essere superato da soli ma solo con l'aiuto di un esperto.
Mi sento di tranquillizzarla sul fatto che suo figlio possa diventare autistico. Questo non è possibile in quanto l'autismo è una patologia a base genetica (anche se le diatribe sulla percentuale di incidenza dei fattori ambientali è ancora aperta) perciò se suo figlio non ha mai manifestato sintomatologia autistica prima della morte della madre mi sento di dire che questo non possa più succedere.
I sintomi che lei riporta (ritiro sociale, scarse amicizie, aggressività ecc) possono rappresentare dei sintomi della depressione o anche di un disturbo post traumatico da stress (in questo caso il trauma sarebbe appunto il lutto per la madre). Come già detto prima è difficile che tale quadro rientri da solo e sarebbe a mio avviso importante che suo figlio intraprendesse un percorso psicologico che lo aiuti ad elaborare questa perdita. Con queste parole intendo quindi un percorso ben articolato, che preveda una valutazione diagnostica iniziale approfondita e che stabilisca poi degli obiettivi di trattamento specifici. Si parla quindi di un percorso "lungo" e ben strutturato in quanto, per questa problematica psicologica come per tante altre, il tempo necessario per la risoluzione del tutto può essere anche molto (1 anno o anche di più).
Spero di esserle stata d'aiuto.
Rimango a disposizione per altre domande.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Debandi Valentina

Dott.ssa Debandi Valentina Psicologo a Valenza

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7 GEN 2015

Gentile Nino
mi sento di esserle davvero tanto vicina in questa problematica e di comprendere bene quanto sia difficile per lei far fronte a questo momento in cui certo la perdita della sua donna e le difficoltà col bambino le rendono la vita dura.
Non ho capito che età ha suo figlio.
Lei dice che suo figlio è stato seguito da tanti psicologi senza risultato. Le chiedo se lei stesso si è consultato con questi per poter almeno comprendere come comportarsi e per un aiuto su come affrontare col bambino l'argomento "Mamma che non c'è più".
Personalmente trovo positivo il fatto che suo figlio parli della mamma e che verbalizzi la sua mancanza e la sua assenza e pure che riesca ad esprimere l'emozione di tristezza e di rabbia che prova.
Pure, in certa misura è positivo, che il bambino sia un pò "strano" nei comportamenti sociali; al di là del fatto che non siano buoni comportamenti, hanno un motivo importante dietro e comunque sono espressione di emozioni forti.
Dovranno essere superati, ma, al momento è positivo comunque il fatto che attraverso di essi il bimbo sfoghi il suo disagio interiore.
Occorrerà spiegare con le insegnanti il problema e chiedere tanta pazienza a tutti attorno.
Al bimo semplicemente va posto il fermo divieto di non nuocere ad altri ..ma le emozioni di rabbia non vanno contrastate.
Ottimo Libro di Roberto Albani (pediatra) titolo "Capire tuo figlio" può esserle molto utile.
Ci sono modi di parlare coi bimbi anche di cose difficili come la morte e questo modo può essere appreso. Se lo desidera possiamo parlarne insieme. Mi piacerebbe aiutarla.
In ogni modo non eviti di parlare al bambino seriamente e consapevolmente della questione mamma. Cerchi di essere spontaneo e sereno affrontando e accogliendo il dolore del bimbo.
Forse lei rifiuta l'argomento che le pone davanti il suo stesso dolore. Non eviti tutto questo, lo affronti, ripeto si faccia aiutare, forse anche solo il fatto di parlare con suo figlio può essere di molto aiuto ad entranbe.
E' inutile portare il bimbo dallo psicologo se lei evita l'argomento.
Spero di averle dato qualche spunto utile. Ho fatto il possibile nello spazio di una mail e l'ho fatto col cuore.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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7 GEN 2015

Gentile Nino,
comprendo la sua preoccupazione, non è facile perdere un genitore per un bambino ma penso che sia ancora più difficile per lei elaborare il dolore e le forti emozioni che questo evento comporta. Sembra un padre molto attento al bambino, è comprensibile che il bambino in alcuni momenti sia un po' triste, senta la mancanza della madre e in qualche modo la "rivuole". Provi a parlare con lui, soprattutto aiutandolo a condividere ciò che prova (tristezza, rabbia, dolore). Mi rendo conto che questo non sia facile neanche per lei ma non abbia paura di condividerle con suo figlio. A volte basta un abbraccio, un "ti voglio bene" per stare meglio. Potrebbe rivolgersi ad uno psicologo sia per il bambino ma soprattutto per lei per aiutarla a gestire queste forti emozioni sia in seguito al lutto sia rispetto al bambino.
Per qualsiasi chiarimento rimango a disposizione.
Forza e coraggio!Un forte in bocca al lupo!
Cordiali saluti
Dott.ssa Elena Moretti (Vallecrosia, Ventimiglia, IM)

Dott.ssa Elena Moretti Psicologo a Vallecrosia

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7 GEN 2015

Buongiorno. Come terapeuta Emdr confido molto in questo metodo a per l'elaborazione del lutto e le consiglio di valutare un percorso di terapia con suo figlio, che in questo caso sarà accompagnato da disegni e racconti, di modo che sia adeguato per un bambino della sua età. Sul sito Emdr italia può trovare i riferimenti sia per queste situazioni, sia gli indirizzi dei terapeuti. Colgo nelle sue parole tuttavia anche le sue difficoltà, assolutamente comprensibili per via del dolore. Tuttavia gli adulti hanno il compito di accompagnare i bambini e lei deve trovare il modo di poter parlare genuinamente della morte della mamma a suo figlio. Credo che alcune sedute di supporto per come fare ció gioveranno sia a lei, sia al bambino. Entrambi dovete trovare un luogo, nel vostro cuore, in cui la persona amata che non c'è più viene custodita, potendo ancora sentire l'amore che ha dato. I bambini hanno bisogno di parole semplici e chiare e suo figlio ha bisogno di sentire che Lei, come padre, può esserci e dare risposte nel
Momento del bisogno.
Le esprimo affetto e vicinanza per questa situazione dolorosa. Il fatto di preoccuparsi per suo figlio fa capire che Lei è un padre attento.
Mara Gallo

Dr.ssa Mara Gallo - Psicologa Psicologo a Torino

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7 GEN 2015

Gent.mo Nino
affrontare la morte così presto non é facile. Suo figlio sta cercando di elaborare il lutto ma le difficoltà sono tante. Quando le chiede di parlare della mamma cerchi di non cambiare discorso,lui avrà bisogno di sentirla viva almeno nei suoi racconti. Capisco che sia difficile anche per lei,ma forse questi racconti,il parlare della mamma,potrebbero essere d'aiuto per il vostro rapporto. Riguardo i comportamenti di suo figlio credo che siano chiare manifestazioni di malessere che vanno considerate e aiutate. Le consiglierei di andare stesso lei da uno specialista. Forse saprà aiutarla ad affrontare questa situazione e lei potrá essere d'aiuto al bambino. É importante che anche il bimbo ci vada ma lei racconta di averlo portato da tanti psicologi e allora inizi un percorso solo lei,un suo cambiamento potrebbe aiutarlo.
Un caro saluto
Dott.ssa Daniela Ciccarelli

Dott.ssa Daniela Ciccarelli Psicologo a Pozzuoli

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7 GEN 2015

Carissimo,
leggendo la tua penosa richiesta, non è difficile mettersi nei panni di un bambino che si è trovato ad affrontare uno dei lutti più grandi in una fase evolutiva probabilmente ancora edipica (mancano dati importanti quali quando è mancata tua moglie, se il bimbo è figlio unico,se sono presenti altre figure di riferimento nella tua famiglia).
E' chiaro, comunque che a questo punto diventa necessario l'intervento di un preparato professionista esperto in Psicologia dell'Età Evolutiva per aiutare il bambino ma anche te per metterti nel giusto rapporto con lui. Non perdere tempo perché il quadro è abbastanza drammatico ed i metodi educativi che stai adottando, non sono adeguati. Resto comunque a tua disposizione per ulteriori comunicazioni.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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7 GEN 2015

Gentile Nino,
lei parla solo di suo figlio, ma è presumibile che anche lei soffra per la morte di sua moglie. La famiglia è un sistema un po' chiuso: ogni atto di qualunque membro si ripercuote su tutti gli altri membri. Nel suo caso ora la famiglia si è ristretta a padre e figlio, presumo, e lei non deve sottovalutare anche i propri bisogni perchè potrebbero interferire nella relazione con suo figlio.
Inoltre, poichè, come le dicevo, ogni membro della famiglia influenza gli altri, se vuole risolvere il problema deve recarsi anche lei dallo psicoterapeuta; anzi la sua collaborazione è assolutamente essenziale e se finora ha portato solo il bambino è da individuare in questa scelta il motivo più plausibile degli insuccessi terapeutici.
Lo psicoterapeuta ha assoluto bisogno della collaborazione dei genitori che diventeranno e sono i principali terapeuti dei loro figli.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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7 GEN 2015

Caro Nino,
mi spiace realmente per questa situazione.
Ogni bambino reagisce ad un lutto così grande in maniera diversa anche se non tenderei ad escludere, che le manifestazioni di Andrea non siano solo dovute alla dolorosa perdita della mamma.
Bisognerebbe inoltre capire per quanto tempo il bambino è stato in terapia, perchè un intervento in una situazione così delicata non può avere natura breve: Andrea si deve fidare del professionista e costruire con lui una relazione di fiducia e serenità.
Probabilmente la scelta migliore sarebbe quella di rivolgersi ad un ulteriori professionista, suggerirei uno psicoterapeuta dell'età evolutiva che possa valutare tutti i comportamenti di Andrea ed aiutarlo a comprendere la portata del lutto subita e, pian pianino, aiutarlo a metabolizzare quanto accaduto.
Un caro saluto ed un forte in bocca al lupo,

Dott.ssa Valentina Mossa, Torino.

Dott.ssa Valentina Mossa Psicologo a Torino

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