Come fare a scegliere il professionista giusto

Inviata da Elvira Fochi. 16 nov 2016 10 Risposte  · Psicologia risorse umane e lavoro

Nella vita ho fatto qualche percorso psicologico: sono falliti più o meno tutti. Uno in particolare con conseguenze disastrose, gli altri con un nulla di fatto. Ho un amico che da tempo insiste sul farmi cercare un supporto da qualche psicologo, ma oltre ad avere una certa nausea, ho il ricordo delle terapie interrotte.

Oltre a questo si aggiunge il fatto che non riesco a capire cosa possa andare bene per me (nel senso di specializzazioni), anche se l'unica cosa chiara è che mi sento come una pentola a pressione, che non ha voglia di buttare tempo e soldi in una terapia che magari interrompo perché mi sento a disagio.
L'ultima volta è finita perché avevo il sentore che non gliene importasse niente di me e che fossi solo l'ennesima rottura della giornata, con i miei "stupidi problemi".

L'altra questione è che non so se è questo il momento per aprire la pentola a pressione: ho il terrore che se si inizia ad indagare un mezzo angolino, esploda tutto e non sono in grado, adesso, di crollare e rimuginare su di me. Perchè ho paura di mettermi in gioco. Non ne ho voglia, ma dall'altro lato sento forte l'esigenza di farmi dare una mano per allentare la pressione. Qualcuno che apra la valvola e sfiati piano. Ma che sia pronto ed abbia voglia di aprire il coperchio quando la situazione sarà meno pressante.

Se penso ai miei "problemi" si va da quelli sessuali a quelli relazionali, a quelli emotivi, comportamentali, personalità. Così non so se devo scegliere un professionista centrato sui disturbi di personalità, o sul resto.

paura , disagio , capire

Miglior risposta

Cara Chiara,
la sua é una questione interessante.
Il mio invito é quello di chiedere un primo colloquio in cui poter esprimere a grandi linee quali sono le cose su cui vorrebbe lavorare e i suoi dubbi rispetto alla terapia e delineare con il terapeuta una linea di lavoro comune che, fin da subito, possa rappresentare per lei una direzione percorribile di lavoro. Potrebbe anche voler consultare piú professionisti e scegliere quello con cui le sembra di riuscire a definire il percorso migliore è piú utile per lei.
Quanto alla specializzazione, sicuramente uno psicoterapeuta, riguardo poi le varie scuole teoriche valuti lei se escluderne qualcuna nel caso abbia già provato quella soluzione è sente non faccia per lei. In ogni caso, a prescindere dalla posizione teorica, spesso ció che conta é il feeling tra terapeuta e paziente e questa é una cosa che puó verificarsi solo nell'incontro diretto.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

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Gentile lettrice,

dalla tua email si nota che dai un risalto alle parole negative, amplificandole come ad esempio : fallimento, disastroso, nausea ed altro, vorrei aiutarti a comprendere che è importante per te osservare il bicchiere mezzo pieno e non solo quello mezzo vuoto.
È utile per te imparare a gestire e controllare la pentola a pressione di cui parli, fatta sicuramente di sensazioni, emozioni, delusioni ed altro, è importante per te cercare e trovare un professionista della tua città che ti aiuti a migliorare la gestione di questa pentola facendo uscire pian piano quello che vi è dentro per analizzarlo ed integrarlo nella tua vita, nel tuo vissuto personale e per poter meglio individuare ciò che vuoi, i tuoi progetti, gli obiettivi che vuoi realizzare, i settori della tua vita che ti sono più cari ed imparare ad avere ogni giorno sempre più fiducia in te stessa.
Lo psicologo lo sceglierai attraverso il tuo intuito, che spesso è sviluppato nelle donne sia per il ruolo materno che assumono nella vita, sia per la sensibilità che spesso è sviluppata dentro di voi.
Il fatto che hai scritto in questa rubrica chiedendo aiuto dimostra che tu un percorso a livello psicologico lo vuoi fare e che vuoi osservarti dentro per risolvere alcuni aspetti e per avere il controllo di te e della tua vita.
Un cordiale saluto per te
dott. R. Tavolieri

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23 NOV 2016

Logo Dott. Tavolieri Rolando Dott. Tavolieri Rolando

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Cara Chiara,
un terapeuta strategico In potrebbe fare al caso tuo. In breve, l'approccio strategico lavora sui problemi attuali del paziente, senza indagare sul passato, ma provvedendo alla loro soluzione mediante tecniche e prescrizioni vari, concludendo con una analisi e spiegazione del percorso effettuato. Per maggiori informazioni contattami in privato. IN BOCCA AL LUPO.

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22 NOV 2016

Logo Studio di psicologia ad approccio strategico Studio di psicologia ad approccio strategico

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Se vuole una terapia che vada "piano", nel senso che non vada a smuovere in maniera diretta (la qual cosa potrebbe essere un po' traumatica) problematiche "profonde" le consiglio la terapia strategica breve, che paradossalmente è invece molto veloce nei risultati.
Sarà lo psicoterapeuta a decidere assieme a lei con quale aspetto iniziare. Di solito si inizia con il problema più attuale e urgente.
Può anche considerare la possibilità di fare terapia o consulenze on line.
saluti

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22 NOV 2016

Logo Valentina Sciubba Valentina Sciubba

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Buongiorno Chiara,
Io le consiglierei un professionista centrato sulla persona. Da quello che leggo mi sembra di capire che il disagio che sente vada a toccare corde esistenziali molto profonde per cui sia necessario un caldo contatto umano, un incontro da persona a persona in un clima di non giudizio e accoglienza.
Poi, come hanno detto i colleghi sicuramente un primo colloquio potrebbe essere d'aiuto nella scelta, si fidi delle sue sensazioni.

D.ssa Sabrina Mallimaci
Psicologa - Psicoterapeuta rogersiana

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22 NOV 2016

Logo D.ssa Sabrina Mallimaci D.ssa Sabrina Mallimaci

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Gentile Chiara, prima di tutto vorrei dirti che la psicoterapia non è come la medicina dove vi sono specialisti per ogni parte del corpo, per specifiche malattie, o in chirurgia con mille specializzazioni per il cuore il naso i polmoni etc...et.... Lo psicologo/psicoterapeuta/analista può prendersi carico di disturbi molto vari, potenzialmente tutti. Poi c'è chi si dedica maggiormente ai problemi dell'infanzia o dell'età senile, o delle tossicodipendenze. Ma è perfettamente in grado di prendersi carico della sofferenza psichica in generale, in particolare nel Tuo caso.
Nel Tuo caso un bravo terapeuta ad orientamento psicodinamico, meglio se psicoanalista, può senz'altro prendersi cura della Tua sofferenza, diciamo esistenziale, per il momento e in base a quello che racconti di Te. Soprattutto nel Tuo caso mi sembra importante che Tu ti rivolga a uno psicoanalista. Uno psicoanalista comprende perfettamente cosa vuoi dire quando parli di timore di aprire la pentola a pressione e sà bene come aiutarTi ad aprirla con la giusta progressione e cautela.
Non sò quali sianto state le Tue precedenti esperienze di terapia, non sò quali metodiche i colleghi hanno utilizzato e perciò non posso capire le ragioni per cui hai interrotto il lavoro con loro.
Un'altra cosa è importante: il vero terapeuta è un professionista che presta la massima attenzione al paziente. E Tu puoi capire se è il terapeuta giusto per Te proprio dall'atmosfera che senti nei primi colloqui. Che deve essere una sensazione di essere accolti, ascoltati da qualcuno che ha cura di Te ( non che Ti cura ). Il lavoro terapeutico si fà in due. E' come attraversare una giungla sconosciuta, o un mare in tempesta. Allora ci vuole una guida, qualcuno esperto che può aiutarTi ad esplorare il Tuo mare interno, inconscio. Proteggendoti dai pericoli e sostenendoTi, se necessario. Ma questo mare lo devi attraversare Tu, con il suo aiuto e protezione.
Terapeuta è un termine che deriva dal greco e indica colui che si prende cura con la massima disposnibilità del suo protetto.
E il termine curare deriva dal latino che vuol dire prendersi cura.
Non saprei che altro dirTi tranne che terapeuti così ce ne sono molti, la maggiora parte. In ogni caso senza parlarTi di persona non mi è possibile darti altri suggerimenti.
Ti saluto con viva cordialità e resto a Tua disposizione. Dr. Marco Tartari, Asti

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19 NOV 2016

Logo Dott. Marco Tartari Dott. Marco Tartari

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381 voti positivi

Iniziamo a piccoli passi e affrontano un problema alla volta.
Se uno dei tuoi problemi è economico puoi provare a rivolgerti al consultorio, in genere ci sono sia pubblici che privati e la consulenza è gratuita. Almeno se non ti piace non avrai buttato soldi In alternativa puoi cercare un terapeuta con tariffe basse
Hai mai fatto corsi collettivi? Ad esempio esistono corsi per consulenti familiari che accettano anche chi non ha laurea in psicologia. In genere sono percorsi di 2 o 3 anni centrati il primo anno sulla conoscenza della persona il secondo sul gruppo ed il terzo sull' ascolto. Ti confronti con altre persone, in genere si crea un bel gruppo e nascono amicizie che tengono nel tempo.

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19 NOV 2016

Logo Dott.ssa Guidoni Lucia Dott.ssa Guidoni Lucia

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Cara Chiara, intraprendere un percorso terapeutico è più difficile di quel che si pensi poichè come ha spiegato benissimo lei si ha paura che si tocchino cose che non si sanno maneggiare/ gestire. Forse ha messo sui suoi terapeuti precedenti il suo pensiero come per esempio" sono una fregnona pesante" e sarebbe importante confrontarsi con il terapeuta anche sui pensieri negativi. Io credo sia utile una terapia ad indirizzo psicodinamico, ma ancor di più che lei senta l accoglienza. Pertanto si prenda il tempo di poter scegliere la persona che l aiuterà. Buona serata

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18 NOV 2016

Logo Dottoressa Rosa Ranieri Dottoressa Rosa Ranieri

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Carissima,
Mi aggancio a quanto consigliato dai colleghi, in quanto condivido esattamente tutte le loro idee sulla scelta del proprio terapeuta.
Aggiungo anche delle considerazioni che forse sono meno tecniche e più "emotive".
Perché non richiamare l'ultimo terapeuta affrontando i motivi della rottura? Arrivare ad un conflitto ( anche se non esplicito) con il proprio terapeuta non sempre vuol dire che il terapeuta non sia affine. In alcuni casi vuol dire che è riuscito a smuovere qualcosa nel paziente.
Le faccio questa riflessione anche perché può decidere di chiamare un nuovo terapeuta e ritrovarsi in situazioni analoghe al passato nel rapporto con lui. Andare avanti invece di mollare, significa che si sta mettendo in gioco fino in fondo.
Un altro aspetto che vorrei sottolineare è la sua percezione avuta sul fatto che al suo precedente terapeuta non importasse nulla di lei. Anche in quel caso avrebbe potuto con lui affrontare la cosa apertamente. Lo psicologo ha in generale un obiettivo, che riguarda il benessere del paziente modificando aspetti del suo modo di fare esperienza. Per farlo deve a volte essere duro e direttivo, è il suo lavoro.

Ultima cosa: se non è pronta per rimettersi in gioco ci pensi ancora un po', quando decide di fare il passo di contattare un terapeuta sappia che questi sarà in grado di contenere anche una pentola a pressione che scoppia.
In bocca al lupo!
Ci faccia sapere, la sua questione è interessante!
Cari saluti
Drssa Courrier

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17 NOV 2016

Logo Anonimo-154222 Anonimo-154222

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Buonasera Chiara, affinché una psicoterapia inizi bene, per me sono necessarie due condizioni: un "aggancio" terapeutico e la motivazione interna del paziente. Con la prima condizione si intende un incastro relazionale tra il terapeuta ed il paziente che abbia una certa naturalezza (ma questo non significa senza fatica) a creare intervento clinico (per il terapeuta) ed una riflessione su di sé orientata al cambiamento (per il paziente). Lei dovrebbe potersi sentire sicura, accolta, non giudicata, protetta e che la terapia, nel tempo le porta informazioni (emotivo-cognitive) nuove da poter integrare nel suo percorso di vita. Per questo, consiglio sempre, nella fase di scelta del collega, di fare almeno tre visite con professionisti diversi e di vario orientamento. Questa fatica iniziale non farà perdere tempo successivamente. Rispetto alla seconda condizione (motivazione interna), non basta avere problemi, stare male e volere soffrire di meno. La motivazione cui mi riferisco è proprio quella di volersi esporre ad una sofferenza e alla disponibilità a lavorare, ogni santo giorno per tutta la durata della terapia, su di sé in modo diverso, con tanta fatica fisica ed emotiva. Senza queste condizioni, personalmente, non comincio mai una psicoterapia.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

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17 NOV 2016

Logo Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta

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